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Il Punto : Test della seconda onda per la ripresa economica globale

Il Punto : Test della seconda onda per la ripresa economica globale Le prospettive dell’economia mondiale continuano a essere condizionate dalla pandemia, che tornerà a rappresentare un problema nei prossimi mesi.

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Dall’autunno, infatti, prevarranno di gran lunga i rischi negativi legati al sovrapporsi di COVID e influenza stagionale. Anche nello scenario centrale più benevolo, ci attendiamo un rallentamento della crescita nel 4° trimestre. Con o senza vaccinazione di massa, ci aspettiamo una ripresa della normalizzazione dalla tarda primavera del 2021.

I dati del trimestre estivo hanno pienamente confermato la previsione che l’allentamento delle misure sanitarie di controllo avrebbe condotto a un rapido rimbalzo dell’attività economica. Nel corso dell’estate, i dati americani, europei e cinesi sono stati complessivamente migliori delle previsioni di consenso. Le stime medie di contrazione del PIL sono state ridimensionate di 1,2 punti percentuali per gli Stati Uniti e di 0,7 punti per l’Eurozona, mentre la revisione è stata peggiorativa per l’America Latina e l’Asia nel suo complesso.

Le caratteristiche della ripresa riflettono la natura speciale della fulminea recessione associata alla pandemia di COVID-19: la ripresa della domanda è collegata a un calo della propensione al risparmio dopo il vertiginoso aumento del periodo marzo-aprile (alcune tipologie di consumo sono tornate a essere accessibili), ed è più rapida per i beni che per i servizi. Le misure di sostegno del reddito adottate da molti governi, coadiuvate da stimoli monetari e sostegno alla liquidità delle imprese, hanno finora limitato i danni permanenti e facilitato la ripresa.

Dal lato dell’offerta, la ripresa risulta però molto disomogenea fra settori, alcuni dei quali (alloggio, intrattenimento, parte della ristorazione, organizzazione di eventi, turismo e viaggi) continuano a operare su livelli di utilizzo della capacità largamente inferiori ai livelli pre-crisi e, quindi, restano soggetti a un rischio di insolvenza e ridimensionamento strutturale. I paesi più dipendenti dal turismo internazionale stanno subendo danni più intensi.

Nella distribuzione commerciale, la migrazione all’e-commerce è accelerata, con implicazioni per l’edilizia commerciale. Al contrario, il commercio internazionale ha tenuto meglio del previsto, e si sta riprendendo rapidamente. Peraltro, quasi ovunque la ripresa resta incompleta, e si va “appiattendo”. Sul fronte occupazionale, le misure governative di sostegno (in particolare gli schemi europei di short-time work) diluiranno su periodi di tempo più lunghi gli impatti occupazionali del calo di domanda, che però non si sono ancora del tutto dispiegati.

La crisi potrebbe aver accentuato le diseguaglianze nella distribuzione del reddito, in quanto i lavoratori con basso reddito e minore istruzione hanno più probabilità di essere impiegati in settori affetti dal lockdown o penalizzati dal distanziamento sociale1. Gli sviluppi futuri restano fortemente dipendenti dagli scenari pandemici, ed è da questi che dobbiamo partire.

Gli scenari per la pandemia

A livello mondiale, il numero di nuovi casi giornalieri non ha mai smesso di crescere e attualmente si colloca a circa 300mila, anche se le dinamiche continentali divergono radicalmente. Il numero di casi riflette soprattutto la situazione in India e Americhe; da agosto, sta aumentando il contributo dell’Europa alla crescita dei casi. Il numero globale di decessi giornalieri, però, appare in lieve flessione a circa 5000, dopo aver superato i 6000 medi in primavera e all’inizio dell’estate, una riduzione che riflette una maggiore capacità di individuare i casi meno gravi della malattia, che in primavera passavano inosservati, e il miglioramento dei protocolli di trattamento sanitario.

Il quarto trimestre 2020 si prospetta foriero di rischi nell’emisfero boreale, perché alla pandemia si andrà sovrapponendo l’usuale influenza stagionale, con un moltiplicarsi di casi sospetti che aumenteranno la domanda di test diagnostici. Il problema è particolarmente grave nei paesi che registrano già molti contagi e i primi segnali di stress del sistema sanitario (per es., Spagna). Senza l’introduzione di test rapidi, il sistema di tracciamento potrebbe essere travolto e l’isolamento dei pazienti asintomatici potrebbe risultare tardivo.

Nello scenario centrale, ipotizziamo che l’epidemia non richieda fermi produttivi generalizzati in nessuna delle maggiori economie, ma che nel quarto trimestre possa comunque arrestarsi il processo di graduale riapertura nei servizi. Tale scenario è compatibile anche con l’imposizione di misure di confinamento a livello locale. Ipotizziamo comunque una ripresa del processo di normalizzazione dal terzo trimestre 2021.

Sono possibili sorprese positive? Lo scenario di base include già un’ipotesi relativamente favorevole riguardo all’andamento della pandemia. Eventuali sorprese positive potrebbero provenire da una distribuzione più rapida del previsto di uno o più vaccini, come talora ipotizzato dal presidente degli Stati Uniti. Attualmente, però, un solo vaccino sui 46 in fase di sperimentazione è già stato autorizzato2, e ciò derogando dalla procedura internazionale.

Secondo il monitoraggio di RAPS3, i vaccini in fase 3 di sperimentazione sono 6, con altri 2 in corso di autorizzazione, mentre altri 4 sono in fase 2. Di quelli all’ultimo stadio della sperimentazione, ben 3 vengono sviluppati in Cina.

La sperimentazione è facilitata da accordi internazionali, come COVAX, e locali, come Operation Warp Speed (OWS) negli Stati Uniti ma, considerando lo stato della ricerca, appare improbabile che le campagne di vaccinazione possano incidere significativamente sul quadro complessivo della pandemia prima del secondo o terzo trimestre 2021, anche ipotizzando che la fase sperimentale di uno o più di questi si concluda prima della fine dell’anno.

Al contrario, non si può attribuire una probabilità trascurabile a scenari più sfavorevoli in cui il contagio risulta incontrollabile, obbligando i governi a imporre misure di confinamento e un nuovo giro di vite sulle attività più rischiose dal punto di vista sanitario. La situazione attuale di Francia e Spagna indica che il contagio può diventare incontrollabile nel giro di poco tempo.

Diversamente dalla scorsa primavera, però, l’intensità delle misure restrittive può essere mitigata dalla preparazione di imprese e individui, oltre che dall’accesso più agevole a dispositivi di protezione individuale.

La previsione economica nello scenario principale

Nello scenario principale, l’economia mondiale rimbalza del 5,4% nel 2021 dopo la contrazione di 4,6% del 2020. Per i paesi avanzati, la ripresa è inferiore: 4,1% dopo -5,7%. La riduzione della quota di PIL mondiale attribuibile ai paesi avanzati (37% previsto per il 2021) accelera dopo il rallentamento del 2020, soprattutto perché l’economia cinese ricomincia a crescere. Il commercio mondiale sale del 9,3% nel 2021, recuperando gran parte del calo del 2020 (-10,5% a/a), anche se i livelli pre-crisi sarebbero superati soltanto nella prima metà del 2022.

Fra le componenti della domanda interna, gli investimenti privati potrebbero recuperare più tardi i livelli pre-crisi, a motivo del calo di redditività e dell’incertezza sulle prospettive di ripresa della domanda.

Ci attendiamo una risalita delle quotazioni petrolifere oltre i 50 dollari al barile nel 2021, movimento che spiega il marginale rialzo dell’inflazione fra 2020 e 2021 (da 1,1 a 1,2% per i paesi OCSE). Il deficit pubblico aggregato dovrebbe tornare a calare grazie alla ripresa, ma resterà superiore al periodo pre-crisi.

Le politiche monetarie mantengono un orientamento espansivo, espresso soprattutto attraverso acquisti di attività finanziarie, in particolare titoli di stato, l’impegno a mantenere i tassi ufficiali fermi ai livelli attuali per lungo tempo e misure collaterali per favorire la trasmissione al credito dello stimolo monetario.

I rischi sono prevalentemente verso il basso

A nostro giudizio, nel breve termine prevalgono ancora i rischi al ribasso: il trimestre autunnale è ormai alle porte, e nessun vaccino sarà disponibile in tempo. Nello scenario severo, l’imposizione di misure di controllo sanitario più stringenti porta a una nuova riduzione del valore aggiunto dei settori più esposti e dei consumi. Ipotizziamo che la riduzione sia tale da bloccare ogni crescita nel 4° trimestre 2020 e nel 1° trimestre 2021 nei principali paesi avanzati dell’Occidente, e che sia seguita da un rimbalzo dal 2° trimestre 2021.

L’implicazione è che la crescita media annua mondiale si riduce di 0,3% nel 2020 e di 1,2% nel 2021. La Cina, non oggetto di shock specifici in questa simulazione, vede la crescita ridursi di 0,1% nel 2020 e di 0,5% nel 2021 attraverso canale estero. Lo shock riduce nel 2021 dell’8% il prezzo medio del petrolio rispetto allo scenario base, azzerando gran parte dell’incremento previsto. Di conseguenza, l’inflazione mondiale è più bassa di 0,4-0,5 punti percentuali rispetto allo scenario base.

Riteniamo che l’impatto dello scenario avverso sulla crescita sarebbe largamente inferiore rispetto a quanto osservato nel 2° trimestre 2020. Il primo fattore mitigante è che i settori più sensibili all’irrigidimento delle norme di distanziamento sociale stanno già operando ben sotto i livelli normali, sicché c’è un minor potenziale di caduta rispetto alla scorsa primavera.

In secondo luogo, non è più necessario che le misure di contenimento includano fermi di produzione e commercio, ora che la popolazione ha accesso a dispositivi di protezione e che le imprese sono preparate ad attuare misure di sicurezza specifiche. Infine, il sistema sanitario è stato rafforzato, il che consente un approccio più graduato e flessibile.

Fonte: BondWorld.it

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