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Il Punto : UE Immutate le stime di crescita

Il Punto : La Commissione Europea ha lasciato immutate le stime di crescita e ha alzato quelle di inflazione per l’Eurozona. Lo scenario previsionale ci appare un po’ ottimistico, in particolare per quanto riguarda la Germania………..

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a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


Nel suo aggiornamento invernale delle previsioni (European Economic Forecast – Winter 2020), la Commissione Europea non ha modificato la stima di crescita reale dell’Eurozona nel 2020-21, che resta a 1,2% per entrambi gli anni; invece, ha rivisto al rialzo le proiezioni di inflazione a 1,3% nel 2020 e a 1,4% nel 2021, modifica in parte attribuibile all’innalzamento delle ipotesi sul prezzo del petrolio rispetto a novembre.

– I tempi di elaborazione hanno probabilmente impedito di effettuare un’analisi di impatto dell’epidemia cinese di COVID-19: la Commissione si limita a segnalare che ipotizza un impatto negativo concentrato nel 1° trimestre, con ricadute globali limitate; in effetti, la previsione di variazione trimestrale del PIL riaccelera a 0,2% nel 1° trimestre e a 0,3% nel 2°, dopo la piccola sorpresa negativa del 4° trimestre 2019 (+0,1% t/t).

– La Commissione prevede ancora una riaccelerazione della crescita tedesca a 1,1%, di cui 4 decimi dovuti al maggior numero di giorni lavorativi; anche scorporando tale effetto, la proiezione è superiore alla nostra, ed è stata sorprendentemente rivista al rialzo rispetto all’autunno scorso di un decimo.

– Per l’Italia, la previsione 2020 è stata invece tagliata a 0,3%, e viene segnalata la presenza di pronunciati rischi verso il basso.

Una revisione al ribasso ha interessato anche la Francia, da 1,3 a 1,1%. Al contrario, la Commissione ha pubblicato stime in rialzo per Spagna (1,6%) e Belgio (1,2%). In Spagna, la variazione trimestrale è proiettata stabilmente a 0,4% t/t per tutto il 2020.

– Lo scenario appare nel complesso un po’ ottimistico riguardo alle prospettive di crescita nell’anno in corso, soprattutto alla luce dei fattori negativi che potrebbero pesare sul primo trimestre e della svolta in negativo della produzione di beni intermedi a fine 2019.

Prevediamo nel 2020 una crescita dell’eurozona di 0,9% – anche se il gap si riduce considerando aggregati omogenei rispetto alla correzione per i giorni lavorativi. Al momento, la differenza è soltanto di un decimo, ma non escludiamo di apportare una limatura alla nostra previsione per il 2020T1, attualmente a 0,2% t/t.

– Per quanto concerne gli effetti dell’epidemia cinese di COVID-19, le notizie locali confermano una ripresa dell’attività graduale dopo le festività, ma comunque molto più lenta rispetto alla norma.

Quindi, l’impatto negativo sul primo trimestre ci sarà, e sarà significativo. Statisticamente, la produzione industriale tedesca riflette le variazioni del PMI manifatturiero cinese con la massima intensità dopo tre mesi, sicché le ripercussioni di un calo avvenuto a febbraio potrebbero sentirsi fino alla primavera.

La Germania è il paese dell’Eurozona largamente più esposto alla possibile riduzione transitoria della domanda cinese: una contrazione del 5% dell’import cinese di beni inciderebbe per lo 0,15% sul PIL tedesco, mentre gli effetti diretti sarebbero soltanto di 0,04-0,05% in Francia, Italia e Belgio.

Tuttavia, la correlazione fra produzione manifatturiera italiana e tedesca è molto alta sia su base trimestrale, sia su base annua: quindi, una mancata ripresa in Germania si rifletterebbe negativamente anche sull’Italia, che non può contare su un particolare dinamismo della domanda finale interna.

– Riguardo alle politiche fiscali, la Commissione valuta “limitato” l’impatto del Green Deal sulla crescita del prossimo biennio, in quanto “le fasi di pianificazione, finanziamento e implementazione prenderanno tempo”.

Invece, lo scenario è positivamente influenzato dall’allentamento della politica fiscale in Germania: nello specifico, l’abolizione della sovrattassa di solidarietà nel 2021 e l’aumento degli investimenti pubblici. Gli investimenti del settore pubblico sono visti in aumento anche in altri paesi dell’area.

Fonte: BondWorld.it

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