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Intesa Sanpaolo: Area euro crescita annua di M3

Intesa Sanpaolo – Area euro. La crescita annua di M3 in settembre dovrebbe essere stata del 9,5%. L’espansione continua a essere trainata dalla componente più liquida, M1, che stimiamo al 13,1% a/a.

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Dal lato delle contropartite, l’espansione è alimentata dagli acquisti di attività finanziarie effettuati dall’Eurosistema, che si rifletteranno in un contributo crescente dei crediti verso il settore pubblico; al contrario, ci attendiamo una riduzione del contributo del credito al settore privato.

– Stati Uniti. Gli ordini di beni durevoli a settembre (prel.) sono previsti in rialzo di 0,9% m/m dopo 0,5% m/m, con un contributo positivo dei trasporti anche grazie alla componente dell’aeronautica civile. Al netto dei trasporti, la variazione attesa è di 0.6% m/m dopo 0,6% m/m. Le indagini del manifatturiero a settembre hanno continuato a mostrare attività in crescita e ordini in accelerazione, con indicazioni espansive per i mesi finali del 2020.

L’aggregato degli ordini di beni capitali, al netto di difesa e aerei, dovrebbe segnare un aumento di 0,6% m/m, in rallentamento rispetto a +1,9% m/m di agosto, ma continuare a segnalare espansione per gli investimenti fissi delle imprese nel 4° trimestre.

– Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a ottobre è prevista in aumento a 102,9, da 101,8 di settembre. L’indagine dell’Univ. of Michigan ha visto un ulteriore incremento ad ottobre, dopo l’ampio rialzo di settembre, spinto dalle aspettative e nonostante un ritracciamento delle condizioni correnti.

Anche la fiducia del Conference Board dovrebbe vedere un miglioramento moderato delle aspettative a fronte di una correzione dell’indice coincidente, alla luce della fine dell’integrazione federale dei sussidi di disoccupazione e dello stallo dei negoziati per il nuovo pacchetto fiscale.

I dati e gli eventi di ieri

Germania. L’indice IFO a ottobre corregge a 92,7 da 93,2, perfettamente in linea con le nostre stime, segnando il primo calo dopo cinque mesi in risalita. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso di due decimi. L’indice sulla situazione corrente migliora più delle attese, salendo a 90,3 da 89,2, mentre quello sulle attese corregge più del previsto a 95,0 da 97,4. Le aziende a ottobre sono diventate più scettiche sul livello di attività atteso nei prossimi mesi.

Notizie positive dal manifatturiero, dove l’indice è salito a 1,6 tornando per la prima volta in territorio positivo da giugno 2019: l’utilizzo della capacità produttiva è salito ancora e ora sfiora gli 80 punti. All’opposto, nei servizi l’attività si è degradata visibilmente e l’ottimismo per i prossimi mesi si è sensibilmente ridotto. Anche nelle costruzioni si registra una battuta d’arresto del morale degli operatori, che rivedono al ribasso il loro giudizio sull’attività corrente.

Nel commercio, l’umore è leggermente peggiorato ma l’attività corrente rimane soddisfacente e nel complesso il comparto manifesta il trend migliore, al momento. Complessivamente l’indagine di ottobre e la media mobile a tre mesi dell’indice suggeriscono che la crescita trimestrale sta virando da una fase di robusta espansione ad una di rallentamento: un’entrata debole nel quarto trimestre aumenta ulteriormente i rischi al ribasso per la ripresa nella parte finale dell’anno.

Tuttavia, il governo tedesco dovrebbe rivedere domani la stima di variazione del PIL nel 2020 al rialzo da – 5,8 a -5,5% a/a, confermando quella di 4,4% per il 2021.

Stati Uniti. Il Senato ha confermato la nomina di A. Coney Barrett a giudice della Corte Suprema, con un voto diviso lungo linee di partito (52-48) e un voto contrario repubblicano (S. Collins). La nomina di Barrett, la terza durante il mandato di Trump, sposta definitivamente l’ago della bilancia nella Corte a favore dei conservatori, con una solida maggioranza di 6-3. L’attività del Senato per procedere alla nomina di Barrett ha tolto ulteriore spinta a trovare un accordo su un pacchetto di stimolo prima del 3 novembre.

Un eventuale cambiamento degli equilibri politici dopo le elezioni rende più difficile un accordo prima di fine anno, a meno di un netto peggioramento del quadro sanitario ed economico nel prossimo mese: aumenta così la probabilità di un rallentamento più marcato del previsto fra fine 2020 e inizio 2021.

Stati Uniti. Le vendite di nuove case a settembre calano di -3,5% m/m (+32,1% a/a) a 959 mila, da 994 mila di agosto (rivisto verso l’alto), ma restano su un solido trend espansivo. Le scorte di case invendute, a 3,6 mesi di vendite, sono in calo di 36% rispetto a un anno fa e rappresentano un freno al trend delle vendite.

L’indagine sulla fiducia dei costruttori di case è sui massimi storici e punta al proseguimento del boom del settore in atto da fine 2019, soggetto ai vincoli dal lato dell’offerta, che rimane insufficiente a soddisfare la crescita della domanda.

Fonte: BondWorld.it

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