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Intesa Sanpaolo: Area euro e il PCS

Intesa Sanpaolo – Area euro. L’Eurogruppo discuterà in videoconferenza i dettagli del Pandemic Crisis Support (PCS) la linea di credito precauzionale da parte del MES, compresi quelli della valutazione preliminare di ammissibilità, con l’obiettivo di rendere la PCS disponibile dal 1° giugno, come concordato nell’ultimo Consiglio europeo …

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Una lettera inviata ieri dai commissari Dombrovskis e Gentiloni al presidente dell’Eurogruppo preannuncia che la Commissione propone di rinunciare alla sorveglianza rafforzata che sarebbe prevista per le linee precauzionali, e di limitarsi al monitoraggio dell’uso dei fondi per la copertura di costi sanitari diretti e indiretti.

Al contrario, come era da diversi giorni nell’aria, la proposta per il Recovery Fund non è all’ordine del giorno dell’Eurogruppo di oggi.

– Stati Uniti. L’employment report ad aprile dovrebbe registrare un crollo degli occupati non agricoli di –19,5 mln, dopo -701 mila di marzo. Il tasso di disoccupazione dovrebbe aumentare a 15% da 4,4% di marzo, con un calo del tasso di partecipazione a 61% da 62,7% di marzo.

I salari orari dovrebbero restare in aumento solido, a 0,3% m/m, dopo 0,4% m/m di marzo, per via dell’uscita dalle buste paga di individui in precedenza impiegati prevalentemente nelle occupazioni con redditi inferiori alla media. Le ore lavorate dovrebbero essere in calo, per via del calo dell’occupazione e dell’aumento di occupati part-time per motivi economici.

Queste previsioni sono circondate da un grado di incertezza senza precedenti, dovuto alle monumentali variazioni di attività e occupazione concentrate nel 2° trimestre. Il mese di maggio dovrebbe vedere un tasso di disoccupazione ancora a due cifre, simile a quello di aprile, con un calo di occupati più contenuto. La vera incertezza riguarda il sentiero delle variabili del mercato del lavoro dopo l’uscita, prima parziale e poi totale, dal lockdown.

Al momento la previsione è di un calo del tasso di disoccupazione graduale nella seconda metà dell’anno e di una ripresa dell’occupazione tale da lasciare il livello degli occupati al di sotto di quello di febbraio 2020 almeno fino a fine 2021.

I dati e gli eventi di ieri

Germania. A marzo, il dato destagionalizzato e corretto per gli effetti di calendario sulla produzione industriale ha registrato un crollo del -9,2% m/m, da +0,3% precedente, il calo più pesante dal gennaio 1991. Sull’anno, la produzione è diminuita del -11,6% a/a da -1,8% a/a di febbraio.

Come già segnalato dal rapporto sugli ordinativi, la contrazione è trainata dal comparto automobilistico (-31,1% m/m) e dai beni di investimento (-16,5%), dati che riflettono la chiusura precauzionale di molti stabilimenti.

La contrazione della produzione è stata più limitata per gli intermedi (-7,4%) e i beni di consumo (-7,5%). Anche la produzione di energia è scesa (6,4% m/m), mentre le costruzioni hanno registrato, in controtendenza, una crescita del +1,8% m/m.

Ad aprile la fiducia economica è caduta a minimi storici, e la produzione dovrebbe essere stata ancora in flessione.

Francia. A marzo la produzione industriale segna -16,2% m/m da +0,9% m/m di febbraio, poco meglio della nostra previsione. È comunque la peggiore rilevazione di sempre; il dato sarà probabilmente rivisto al ribasso in quanto l’indagine di marzo è stata solo parziale e parte delle aziende non ha potuto rispondere (il dato di produzione del settore edilizio, per questo mese, non è stato nemmeno pubblicato in quanto i dati non sono stati raccolti): questo pertanto ha costretto l’INSEE a modificare l’usuale modalità di calcolo della variazione mensile.

Nel manifatturiero il dato è stato peggiore, registrando un calo di -18,2% m/m, dopo +0,9% m/m in febbraio. La produzione di energia elettrica è calata del -4,4% m/m da. Lo spaccato mostra un tracollo generalizzato, come era da attendersi, con la relativa tenuta del solo agro-alimentare (3,9% m/m). La variazione annua si porta quindi a -17,3% a/a da -1,7% a/a. Nel trimestre la produzione industriale crolla di -5,6% t/t da -0,6% t/t, dando un contributo alla formazione del PIL di -0,8 punti. Per il mese di aprile prevediamo una caduta circa simile, per la maggiore estensione temporale del fermo.

Italia. Le vendite al dettaglio sono crollate di -20,5% m/m a marzo. In presenza di una stabilità per gli alimentari, le vendite di prodotti non alimentari sono cadute di -36% m/m. La flessione è evidentemente il risultato della chiusura degli esercizi commerciali “non essenziali” a partire dal 12 del mese.

Su base annua, il calo per i non alimentari è della stessa entità, ma quello complessivo è lievemente meno accentuato (-18,4%), in quanto gli alimentari hanno mantenuto un progresso tendenziale (+3,5%, pur in rallentamento da +8,8% di febbraio).

I settori che registrano diminuzioni superiori al 50% sono abbigliamento e pellicceria (-57,1%), giochi, giocattoli, sport e campeggio (-54,2%), calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-54,1%) e fotoottica e pellicole, supporti magnetici, strumenti musicali (-52,9%). Anche i prodotti farmaceutici registrano un calo tendenziale, sia pure di gran lunga il meno accentuato tra i vari gruppi di prodotti non alimentari (-6,3%).

Non sorprendentemente, le uniche tipologie distributive a registrare incrementi delle vendite su base annua sono il commercio elettronico (+20,7%) e la grande distribuzione alimentare (+7,4%), soprattutto supermercati (+14%).

Per tutti gli esercizi a prevalenza non alimentare si registrano cali eccezionali (particolarmente rilevanti per gli esercizi specializzati nella grande distribuzione: -55,7%). La flessione delle vendite dovrebbe essere all’incirca dello stesso ordine di grandezza ad aprile.

Tenendo anche conto dell’eccezionale contrazione delle vendite di beni durevoli (le immatricolazioni di auto sono precipitate dell’85,4% a marzo e del 97,6% ad aprile), il dato evidenzia il ruolo eccezionale che avrà la contrazione dei consumi nell’attuale recessione rispetto a quelle del passato.

Italia. Nella “Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana”, Istat segnala che l’indice del “social mood sull’economia” (derivato dai tweet giornalieri) ha mostrato un ulteriore peggioramento nel corso del mese di aprile, con marginali segnali di inversione di tendenza a fine mese.

La nota dedica poi un approfondimento all’analisi dell’impatto del lockdown sul commercio estero dell’Italia, con particolare riferimento al settore manifatturiero. I provvedimenti di chiusura che hanno caratterizzato l’economia italiana fino al 3 di maggio hanno colpito quasi i due terzi delle imprese industriali, che rappresentano il 46,8% del fatturato e il 53,2% del valore aggiunto del macro-settore; il lockdown ha penalizzato soprattutto le imprese esportatrici.

Secondo Istat, la caduta del commercio mondiale indotta dall’emergenza Covid-19 è tale da indurre una contrazione del valore aggiunto nel settore manifatturiero pari a -3,4%, di cui mezzo punto percentuale è attribuibile alla caduta dell’economia tedesca, un punto agli altri Paesi della zona euro e i restanti 1,9 punti alla flessione della domanda dal resto del mondo.

Questa è la situazione sino al 3 maggio: durante la cosiddetta “fase 2” (dal 4 maggio), le imprese appartenenti alle attività sospese sono ora circa 800 mila (il 19,1% del totale, rispetto a poco meno del 48% durante la “fase 1”), con un peso occupazionale del 15,7% (dal 43% precedente) sul complesso dei settori dell’industria e dei servizi di mercato (escluso il settore finanziario).

US Covid-19 update

– Contagi 1256972, nuovi contagi 28400, decessi 75670, guarigioni 195036 (Fonte: JHU)

– La leadership democratica della Camera sta predisponendo un nuovo disegno di legge con misure per circa 750 mld di dollari, che dovrebbe essere pronto per la discussione in aula all’inizio della prossima settimana.

Il pacchetto includerebbe fondi per gli stati e agli enti locali, un altro trasferimento diretto alle famiglie, finanziamenti per aumentare i test, spesa per rafforzare e procedure di voto per posta (pensando alle elezioni di novembre), maggiore disponibilità di dispositivi di protezione per i sanitari.

Per ora non ci sono state discussioni con i repubblicani e con l’amministrazione, che si sono detti contrari in passato a fornire ulteriore supporto agli stati. La leadership repubblicana ha però ribadito che un eventuale nuovo pacchetto dovrà includere limiti alla responsabilità civile delle imprese collegata esclusivamente alla pandemia. 

Fra i repubblicani sta anche aumentando la preoccupazione per l’aumento del disavanzo e i negoziati per un altro intervento saranno probabilmente più difficili rispetto a quelli precedenti.

– Il segretario del Tesoro e il rappresentante del commercio Lighthizer hanno detto che USA e Cina stanno facendo “buoni progressi” per creare l’infrastruttura necessaria a rendere l’accordo commerciale fra i due paesi “un successo” e hanno sottolineato che entrambi i paesi si aspettano che gli impegni presi verranno soddisfatti.

Le dichiarazioni riducono il clima di crescente tensione nei confronti della Cina alimentato da dichiarazioni del presidente Trump.

– Uscita dal lockdown. Questa settimana la riduzione parziale o totale delle restrizioni all’attività riguarda stati che producono circa il 40% del PIL e nei prossimi giorni anche in California dovrebbe esserci un’apertura limitata in alcuni settori (in California le costruzioni sono comunque considerate essenziali).

Entro fine maggio, la riapertura dovrebbe interessare stati che rappresentano circa il 70% del PIL totale. Gli indicatori di attività a più alta frequenza rilevano una modesta ripresa in alcuni settori (parchi, vendite di alimentari e prodotti farmaceutici, offerta di carburanti, mobilità in auto, domande per nuovi mutui), anche se i livelli restano (a parte i parchi e le visite a esercizi che vendono alimentari e medicinali) ampiamente al di sotto dei livelli pre-lockdown.

– Kashkari (Minneapolis Fed) e Bostic (Atlanta Fed) hanno detto che, grazie agli interventi aggressivi della Fed, dovrebbe essere possibile evitare uno scenario da Grande Depressione. Bostic ha sottolineato che la Fed è pronta a fare tutto quello che le è legalmente possibile e che, se si correrà un rischio, sarà quello di sbagliare dando troppo supporto, piuttosto che troppo poco. 

Kashkari ha detto che il calo di occupazione rilevato finora corrisponde a un tasso di disoccupazione reale intorno al 22-23%, anche se si registrerà probabilmente nei dati un tasso intorno al 16-17% per via della riduzione del tasso di partecipazione. Harker (Philadelphia Fed) prevede che il sentiero dell’economia sarà incerto anche nello scenario migliore, soggetto a rischi derivanti da una possibile fine prematura delle restrizioni che potrebbe portare a una seconda ondata di contagi.

– Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 2 maggio calano a 3,169 mln da 3,846 mln della settimana precedente. Il rallentamento delle nuove richieste di sussidio fa prevedere una perdita di posti di lavoro più contenuta a maggio rispetto ai -20 mln attesi per aprile, ma pur sempre nell’ordine dei milioni.

I sussidi esistenti nella settimana conclusa il 25 aprile aumentano a 22,647 mln, da 18,001 mln della settimana precedente. Il tasso di assicurazione assicurata nell’ultima settimana di aprile tocca un nuovo record a 15,5%. 

I dati informano sulla perdita di posti di lavoro dovuta a Covid-19. Da metà marzo, la somma delle nuove richieste di sussidio (non destagionalizzate) è pari 30,969 mln. Nel mese di aprile le nuove richieste sono state pari a 18,9 mln e maggio inizia con 2,84 mln. Come abbiamo specificato più volte nei nostri commenti ai dati dei sussidi, il numero di richieste non si trasforma necessariamente in sussidi continuativi, come appare dal grafico qui sotto a sinistra, che evidenzia una variazione dei sussidi esistenti settimanalmente inferiore alle nuove richieste.

Ma, dal punto di vista della stima della perdita di posti di lavoro, il dato più attendibile è quello delle nuove richieste (non destag.). Il dato sui sussidi continuativi è informativo per la stima del reddito disponibile ed eventualmente sulla partecipazione alla forza lavoro. I dati confermano una previsione per i non farm payrolls di aprile in un intervallo fra -19 e -20 mln.

– Il Weekly Economic Index della NY Fed cala a -11,91 nella settimana conclusa il 2 maggio da 10,9 nella settimana precedente.

L’indice, basato su 10 indicatori settimanali, è costruito in modo da essere paragonabile alla variazione annuale del PIL.

Giappone. I consumi delle famiglie a marzo calano di -5,5% a/a in termini nominali e di -6% a/a in termini reali. Il calo della spesa è concentrato nelle contrazioni a due cifre registrate nei comparti di beni discrezionali e di servizi aggregativi (inclusa l’istruzione), dovute al primo impatto dell’epidemia sul comportamento delle famiglie e alla chiusura delle scuole.

I dati di aprile saranno molto più negativi, dato che lo stato di emergenza è stato dichiarato il 7 aprile. Il reddito delle famiglie aumenta di 2% a/a in termini nominali e di 1,5% a/a in termini reali.

Fonte: BondWorld.it

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