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Intesa Sanpaolo: Area euro fiducia di marzo

Intesa Sanpaolo – Nell’area euro, la settimana vedrà il completamento della tornata di indagini di fiducia di marzo: saranno diffusi l’indice composito della Commissione Europea, la seconda lettura del PMI manifatturiero e la fiducia dei consumatori in Francia.

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Sarà confermato il netto rimbalzo dei principali indicatori a marzo, sulla scia delle buone notizie sull’offerta di vaccini e della ripresa del commercio internazionale; il trend di recupero dovrebbe continuare nei prossimi mesi.

La stima flash sui prezzi al consumo di marzo dovrebbe vedere una risalita su base mensile, trainata dall’energia, con una variazione annua in crescita rispetto al mese scorso sia nell’eurozona che in molti dei principali Paesi. Nello stesso mese, la disoccupazione è attesa stabile in Germania. Infine, i consumi di febbraio dovrebbero aver registrato un miglioramento sia in Francia, che in Germania.

L’agenda dei dati negli Stati Uniti sarà fitta la prossima settimana, con le principali informazioni macroeconomiche di marzo. L’employment report dovrebbe registrare un ulteriore rafforzamento, con una crescita di occupati vicina a 600 mila, un calo del tasso di disoccupazione al 6,1% e un aumento della partecipazione.

L’ISM manifatturiero dovrebbe essere in miglioramento da livelli già storicamente elevati, e la fiducia dei consumatori dovrebbe confermare l’apertura di una fase di trend in rialzo. La spesa in costruzioni di febbraio è prevista in calo, in parte sulla scia del maltempo del mese scorso.

I dati e gli eventi di ieri

L’incidente che ha bloccato per una settimana il canale di Suez è stato risolto questa mattina con il disincaglio della portacontainer Ever Given.

Malgrado l’esito positivo, i ritardi causati dall’incidente (per lo smaltimento delle code all’imbocco del canale, o per lo spostamento sulla rotta che circumnaviga l’Africa) accentueranno nell’immediato i problemi di approvvigionamento delle imprese europee in questa fase di intensa ricostruzione dei magazzini e di stress per il sistema dei trasporti marittimi e dei porti.

Germania. L’indice Ifo ha confermato le aspettative di rimbalzo dell’economia tedesca in marzo, salendo da 92,7 a 96,6. Il progresso riflette un drastico miglioramento delle aspettative (+5,4 punti a 100,4) e uno meno ampio ma ugualmente notevole del giudizio sulla situazione corrente (+2,4 punti a 93,0).

Il clima di fiducia è migliorato in tutti i settori: nel manifatturiero (24,1) è largamente superiore alla media storica, così come nelle costruzioni (2,3) e nel commercio all’ingrosso (8,1); nel commercio al dettaglio l’indice è salito di ben 17,2 punti, ma a -14,3 resta depresso; nei servizi, il balzo a 6,5 avvicina l’indice di fiducia ai livelli di agosto/settembre 2020, ancora indicativi di una situazione nell’aggregato inferiore alla norma. L’indagine conferma le pressioni al rialzo sui prezzi nell’industria manifatturiera, conseguenza dei rincari delle materie prime e degli aumenti dei costi di trasporto.

Spagna. La seconda lettura del PIL del 4° trimestre ha visto una revisione al ribasso di quattro decimi, a 0,0% t/t da +17,1% t/t (rivisto al rialzo di sette decimi) nel trimestre estivo, per una variazione tendenziale di -8,9% a/a, dopo il -8,6% a/a del 3° trimestre 2020. Il contributo principale è arrivato dalla domanda interna (+0,5 pp): i consumi privati hanno registrato una stagnazione, mentre gli investimenti sono saliti di +1,0% t/t. Un contributo negativo alla crescita è arrivato dal commercio estero (-0,3 pp), che ha visto un aumento dell’export (4,6% t/t) spiazzato da un’espansione più ampia delle importazioni (+6,2% t/t).

Lo spaccato per settori ha evidenziato un inaspettato recupero nei servizi (+0,3% t/t), un’industria manifatturiera in moderata ripresa (+2,2% t/t) e un calo delle costruzioni (-2,8% t/t). Il 2020 si chiude con un crollo del PIL di -10,8% (rivisto al rialzo di due decimi). La crescita su base congiunturale potrebbe ritornare in territorio lievemente negativo nel trimestre invernale; una ripresa apprezzabile è prevista solamente a partire dal 2° semestre: il nostro scenario centrale prevede al momento un balzo dell’attività economica del +6,0% nel 2021 ma restano rischi verso il basso.

Stati Uniti. Il nuovo piano di interventi dell’amministrazione Biden, per circa 3 tln di dollari, dovrebbe essere suddiviso in due parti. La prima, un programma di spesa per infrastrutture, dovrebbe essere presentato questa settimana da Biden a un evento pubblico che si svolgerà a Pittsburgh mercoledì. La seconda, con interventi a favore dell’assistenza ai figli, alla sanità e all’istruzione dovrebbe essere resa pubblica ad aprile. Restano incerti due punti rilevanti: i dettagli e l’entità di un eventuale co-finanziamento della nuova spesa con rialzi di imposte (oltre all’utilizzo di aumenti di deficit), da un lato, e la strategia legislativa in Congresso (una sola legge, da approvare con i soli voti democratici, o altre alternative), dall’altro.

Biden ha detto di avere già deciso la strategia ma ha evitato di dare indicazioni specifiche, anche se per il piano di infrastrutture potrebbe esserci supporto bipartisan, frenato però da eventuali aumenti di imposte. La rappresentante per il commercio internazionale, K. Tai, ha detto che si potrebbero aprire nuovi negoziati con la Cina, ma eventuali riduzioni e/o eliminazioni dei dazi non sono scontate, perché andranno preparate con anticipo e utilizzate anche come arma negoziale.

Stati Uniti. Harker (Philadelphia Fed) ha detto che prevede un modesto rialzo dell’inflazione al di sopra del 2%, senza un andamento “fuori controllo”.

Stati Uniti. La spesa personale a febbraio corregge di -1% m/m, dopo +3,4% m/m di gennaio, rivisto ampiamente al rialzo da 2,4% m/m. La spesa in beni è in calo di -3% m/m, come indicato dalle vendite al dettaglio, mentre i servizi sono solo in marginale aumento (0,1% m/m). in termini reali, la spesa corregge di -1,2% m/m.

Il reddito personale è in flessione di -7,1% m/m, dopo +10,1% m/m di gennaio, per via della fine dell’accredito degli assegni da 600 dollari approvati a fine 2020. Il tasso di risparmio scende da 19,8% a 13,6%, restando al di sopra della media storica intorno a 8%. Il deflatore dei consumi aumenta di 0,2% m/m (1,6% a/a), mentre il deflatore core segna un altro aumento moderato di 0,1% m/m (1,4% a/a).

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata da Univ. of Michigan a marzo (finale) aumenta a 84,9 da 76,8 di febbraio, con le condizioni correnti a 93 e le aspettative a 79,7. La fiducia tocca il massimo da un anno, grazie alla distribuzione degli assegni da 600 dollari e alla diffusione dei vaccini, ma colma solo il 45% del differenziale con i livelli pre-pandemia.

Le aspettative di inflazione a 1 anno correggono a 3,1% da 3,3% di febbraio, mentre quelle a 5 anni sono in ulteriore rialzo a 2,8% da 2,7% di gennaio-febbraio e sui massimi dal 2015.

Fonte: BondWorld.it

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