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Intesa Sanpaolo: – Area euro indice di fiducia dei consumatori poco variata

Intesa Sanpaolo – Area euro. La stima flash dell’indice di fiducia dei consumatori elaborato dalla Commissione Europea è attesa poco variata a dicembre, a -17,5 punti da -17,6 di novembre.

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L’indice, pur inferiore alla media storica di lungo termine (-10,1), resterebbe ben al sopra dai minimi registrati ad aprile (-22). Il lieve miglioramento di morale nel mese dovrebbe riflettere l’alleggerimento delle misure di contenimento della “seconda ondata” di COVID-19 (che pure, almeno in alcuni Paesi, potrebbe rivelarsi transitorio).

I market mover della settimana

Nell’area euro, la settimana pre-natalizia è piuttosto povera di indicatori congiunturali. I dati più importanti sono la stima preliminare dell’indice di fiducia dei consumatori elaborato dalla Commissione europea e le indagini Istat sul morale di famiglie e aziende in Italia a dicembre: ci aspettiamo un parziale recupero, più ampio per le imprese che per i consumatori, visto l’allentamento delle misure restrittive verificatosi nella maggiore parte dei Paesi dell’eurozona (che pure, almeno in alcuni Paesi, potrebbe rivelarsi temporaneo). La seconda stima sul PIL del 3° trimestre in Spagna e Olanda dovrebbe confermare l’ampio rimbalzo dei mesi estivi, destinato però a interrompersi nel trimestre finale dell’anno.

La settimana ha diversi dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. Le informazioni sono relative a novembre e pertanto “datate”, perché influenzate solo in parte dalla netta recrudescenza dei contagi collegata agli spostamenti di Thanksgiving. La spesa personale dovrebbe essere in modesto rialzo, sotto l’impatto dei contagi, mentre il reddito personale dovrebbe essere nuovamente in calo per via del ritracciamento del sostegno pubblico al reddito disponibile. Le vendite di case nuove ed esistenti dovrebbero rimanere su livelli elevati e gli ordini di beni durevoli dovrebbero continuare a dare segnali positivi per gli investimenti non residenziali, nonostante il peggioramento della pandemia. La fiducia dei consumatori a dicembre dovrebbe essere in rialzo sulla scia delle aspettative di un nuovo pacchetto fiscale.

I dati e gli eventi di venerdì

Germania. L’indagine Ifo di dicembre ha mostrato una parziale ripresa del clima di fiducia delle imprese, risalito a 92,1 da 90,9. L’indice resta sotto il livello di ottobre. Il miglioramento ha interessato sia il giudizio sull’andamento corrente dell’attività (91,3, +1,3 punti), che è al livello massimo da aprile, sia quello sulle prospettive (92,8, +1,0 punti). Lo spaccato settoriale mostra un clima positivo e in miglioramento nell’industria (97,7). Nel commercio al dettaglio, il calo di novembre è stato recuperato soltanto in parte (a 95,4, l’indice è ancora 3,1 punti sotto il livello di ottobre), e le aspettative sono peggiorate per l’andamento sfavorevole dei contagi e la stretta sulle misure sanitarie.

Nei servizi, invece, si sono riprese sia l’attività (+2,7pt a 5,3) e le aspettative sono un po’ meno negative (-6 da -8). Infine, nelle costruzioni, l’attività è cresciuta (115 da 113,5, ben oltre la media storica) ma le imprese sono meno ottimiste sul futuro. La seconda ondata pandemica ha avuto un impatto molto limitato sulla fiducia delle imprese, e dovrebbe portare a una contrazione del PIL limitata (circa 1% t/t). Il mese di gennaio, interessato in parte dalle nuove chiusure, sarà probabilmente meno positivo.

Area euro. Il saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti è risalito a 228 miliardi di euro nei 12 mesi a ottobre 2020, ma resto ben sotto rispetto allo stesso periodo del 2019 (+272 mld). Il peggioramento riflette il peggioramento della bilancia dei servizi (da +69 a +27mld) e dei redditi primari (da +55 a +16mld)), che hanno sovrastato l’aumento dell’avanzo commerciale cumulato da 311 a 331 miliardi e un minor deficit sui redditi secondari (da -163 a -146 miliardi).

Continua la riduzione degli investimenti diretti all’estero (-82 miliardi negli ultimi 12 mesi), anche se i disinvestimenti stanno avvenendo a ritmi inferiori rispetto al periodo di picco da metà 2018 e metà 2019. Gli investimenti diretti esteri nell’area dell’euro, marciano invece a 127 miliardi netti sui 12 mesi.

Italia. Venerdì sera il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge con le disposizioni per fronteggiare i rischi sanitari durante il periodo festivo (tra il 24 dicembre e il 6 gennaio). Il decreto prevede che nei giorni festivi e pre-festivi si applichino sull’intero territorio nazionale le misure disposte per le cosiddette “zone rosse” (blocco della mobilità oltre i confini comunali, chiusura delle attività commerciali “non essenziali”); nei restanti giorni del periodo considerato saranno in vigore invece le misure previste per le “zone arancioni” (che, rispetto alle “aree rosse”, consentono l’apertura degli esercizi commerciali “non essenziali”).

Sono previste due deroghe principali al blocco della mobilità: la possibilità di spostarsi, una volta al giorno, in un massimo di due persone (oltre a eventuali figli minori di 14 anni) verso una sola abitazione privata della propria regione, e, nei giorni pre-festivi, la possibilità per chi risiede in comuni con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti di spostarsi in un raggio di 30 km (senza recarsi però nei capoluoghi di provincia). Secondo indiscrezioni di stampa, i ristori previsti dal nuovo decreto ammonterebbero a 645 milioni (di cui 400 per il 2020). Intanto ieri in Commissione Bilancio alla Camera è stata approvata la manovra, mentre sono giorni decisivi per la verifica in seno alla maggioranza di governo.

COVID-19. Il piano vaccinale anti-COVID della Germania prevede di somministrare fino a 13 milioni di dosi entro marzo. Nel primo trimestre saranno immunizzati gli anziani oltre 80 anni, il personale delle case di riposo e i sanitari ad alto rischio di esposizione al coronavirus. La seconda fascia di priorità includerà la popolazione oltre 60 anni, il personale scolastico, le forze dell’ordine, i lavoratori del commercio e di altri settori che si sono dimostrati sorgente di focolai.

Nella terza fase, la campagna vaccinale sarà estesa al resto della popolazione. Il responsabile di STIKO, la commissione tecnica per le vaccinazioni, ha stimato che la capacità di somministrazione sia 150- 200mila dosi al giorno, il che implica che la copertura del 70% della popolazione totale richiederebbe 280 giorni. In Francia, i dettagli resi noti a fine novembre indicavano un’analoga priorità per i residenti e staff di case di riposo, con un obiettivo di 1 milione di vaccinazioni entro febbraio. In marzo-aprile, la campagna sarà estesa a over-75, over-65 e operatori sanitari over55, con 14 milioni di persone coinvolte in totale.

L’estensione al resto della popolazione inizierà “dalla tarda primavera”, sulla base di altre 3 fasce di priorità. In Italia, il piano strategico ha individuato 6,4 milioni di soggetti prioritari, fra i quali 4,4 milioni di over-80 e 1,4 milioni di operatori socio-sanitari, che il governo prevede di immunizzare nel primo trimestre.

Nel 2° trimestre la copertura sarebbe estesa a over-60 (13 milioni), persone con co-morbidità o fragilità (7,4 mln, in parte sovrapponibili); successivamente la vaccinazione sarà estesa ad altre categorie, interessando la popolazione generale soltanto dal 4° trimestre 2021.

Negli Stati Uniti. L’FDA ha autorizzato l’utilizzo di emergenza del vaccino di Moderna per la popolazione al di sopra dei 18 anni, che si aggiunge così a quello di Pfizer/BioNTech già autorizzato due settimane fa. Questa settimana ci dovrebbe essere una distribuzione complessiva di 7,9 mln di dosi dei vaccini di Pfizer e di Moderna.

Un comitato del CDC, l’Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP) ha modificato in parte l’ordine di priorità per le vaccinazioni rispetto a quanto definito inizialmente dal CDC. Le linee guida dell’ACIP devono essere accettate dal direttore del CDC per diventare operative.

In base alle indicazioni dell’ACIP, l’ordine di priorità in base al quale la popolazione dovrebbe essere vaccinata è il seguente:

1) operatori della sanità (21 mln) e individui ricoverati nelle residenze per anziani (3 mln);

2) lavoratori dei settori essenziali (esercito, polizia, pompieri, scuola, trasporti, distribuzione alimentare nei segmenti di attività essenziali e a contatto con il pubblico) e individui al di sopra dei 75 anni per un totale di circa 49 mln;

3) adulti oltre i 16 anni con condizioni di salute a rischio (100 mln) e fra i 65 e 74 anni (49 mln): queste due categorie di individui si sovrappongono parzialmente e il totale è degli individui da vaccinare dovrebbe essere paria circa 129 mln;

4) il resto della popolazione.

Secondo i piani vaccinali, a dicembre dovrebbero essere vaccinate 20 mln di persone del gruppo 1, a gennaio 30 mln di persone del gruppo 2; a febbraio-marzo circa 50 mln di persone dei gruppi 2 e 3; fra aprile e giugno dovrebbero essere vaccinate altre 50 mln di persone dei gruppi 3 e 4. Tuttavia, secondo le indicazioni più recenti degli stati, l’obiettivo per dicembre non potrà essere soddisfatto, per via dei tempi necessari a controllare le dosi e del rallentamento delle consegne a livello locale. Gli stati riportano che le consegne sono ridotte di quasi il 40% rispetto all’allocazione indicata inizialmente.

La popolazione americana è pari a circa 330 mln, quella al di sopra dei 18 anni è pari a circa 250 mln di persone. Nell’indagine National Geographic/Morning Consult di inizio dicembre, il 61% degli intervistati si diceva favorevole ad essere vaccinato (da 63% di un’indagine di Gallup a novembre). Si registrano divisioni fra i gruppi: il 67% degli uomini dice che probabilmente si farà vaccinare, contro il 51% delle donne. Ma fra le donne, il 62% di quelle che si definiscono democratiche pensano di vaccinarsi, contro il 45% delle repubblicane. Un’indagine della Kaiser Foundation di metà dicembre riporta invece un aumento al 71% degli intervistati disposti a essere vaccinati, da 63% di settembre.

Ipotizzando che poco più del 60% della popolazione adulta accetti di farsi vaccinare (in linea con le attuali indicazioni delle indagini), entro giugno la campagna vaccinale dovrebbe essere praticamente conclusa, con la vaccinazione di circa 150 mln di persone. La programmazione vaccinale dà supporto all’aspettativa che il 2° trimestre inizi a registrare una netta riaccelerazione dei consumi, sulla scia dei progressi verso il ritorno a una quasi-normalità prepandemia.

Stati Uniti. Il Congresso ha trovato un accordo sull’ultimo punto controverso che ostacolava il compromesso per il nuovo pacchetto di stimolo di circa 900 mld. Come atteso, il pacchetto include un’integrazione per 11 settimane di 300 dollari/settimana per i sussidi di disoccupazione, estensione dei sussidi statali per altre 11 settimane, sussidi fino a metà marzo a lavoratori autonomi (per 180 mld complessivamente per i sussidi), un assegno di 600 dollari per tutti i residenti con reddito inferiore a 75 mila dollari (inclusi i minori), oltre a fondi per la sanità (35 mld), la distribuzione dei vaccini (16 mld), le scuole (60 mld), le piccole imprese (330 mld)e le linee aeree e i trasporti (45 mld), sussidio al pagamento degli interessi sui prestiti agli studenti, moratoria agli sfratti fino a fine gennaio e riduzione degli affitti in caso di provata difficoltà finanziaria. Secondo stime del Committee for a Responsible Federal Budget, il pacchetto, con un impatto intorno a 600 mld, dovrebbe essere in grado di chiudere quasi tutto l’output gap stimato per il 2021.

L’ultimo scontro riguardava il finanziamento dei programmi di emergenza della Fed e la volontà dei repubblicani di riappropriarsi di circa 430 mld di fondi allocati con il CARES Act per coprire eventuali perdite dei programmi di credito di emergenza della Fed. Dopo l’annuncio un mese fa da parte del Tesoro di non rinnovare una parte di tali programmi (in particolare quello mirato a sostenere enti locali e stati), i repubblicani hanno ostacolare ulteriormente la prossima amministrazione nell’obiettivo di finanziare stati ed enti locali con la riapertura dei programmi chiusi. Pertanto, l’accordo siglato in Congresso prevede non solo che i fondi ritornino al Tesoro ma anche che la Fed non possa riaprire programmi identici a quelli chiusi senza una nuova autorizzazione del Congresso. I democratici hanno ottenuto che la Fed possa aprire programmi simili, anche se non identici.

Il pacchetto verrà unito alla legge di spesa per il resto dell’a.f. 2020, che finanzia uscite per 1,4 tln di dollari. Alla mezzanotte di domenica scadeva una estensione temporanea delle leggi di spesa (la seconda dall’11 dicembre) e il Congresso ha votato una terza estensione di 24 ore in modo da avere il tempo di finalizzare il testo della manovra nella giornata di oggi e di inserirlo nella legge finale, con l’aspettativa di un voto definitivo entro stasera, seguito dalla firma del presidente. L’approvazione di nuovo stimolo fiscale riduce la probabilità di rallentamento dei consumi e della crescita nel 1° trimestre dell’anno e mette rischi verso l’alto sulle previsioni di crescita per il 2021.

Fonte: BondWorld.it

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