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Intesa Sanpaolo: Area euro Indice ESI è atteso in ulteriore ripresa

Intesa Sanpaolo – Area euro. L’indice ESI di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea è atteso in ulteriore ripresa a giugno, a 73,0 punti da 67,5 precedente …

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Il morale delle imprese industriali dovrebbe  registrare  un  miglioramento  a -20,5  da -27,5  di  maggio;  ancora  più  marcato  il recupero per le imprese dei servizi, a -30,0 da -43,6 precedente.

La fiducia dei consumatori dovrebbe  confermare  la  stima  preliminare  di -14,7  punti  (con  qualche  margine  per  una revisione al rialzo).

– Germania. A giugno, l’inflazione dovrebbe rimanere stabile allo 0,6% a/a sull’indice nazionale e  mostrare  un  rallentamento allo 0,4% a/a sull’armonizzato. Sul mese i prezzi dovrebbero aumentare rispettivamente dello 0,3% (indice nazionale) e dello 0,2% (indice armonizzato).

Il rialzo sarebbe causato dalla risalita dei prezzi dell’energia e da un’ulteriore crescita dei listini alimentari.  L’aumento  dei  costi  degli input,  legato  all’attuazione  delle  misure  di  sicurezza, potrebbe sostenere i prezzi dei servizi.

I market mover della settimana

Nell’area euro, la settimana vedrà il completamento della tornata di indagini di fiducia di giugno: saranno diffusi l’indice composito della Commissione europea e la seconda lettura delle indagini PMI. Sarà confermato il netto rimbalzo dei principali indicatori a giugno, sulla scia di un ulteriore allentamento  delle  misure  di  distanziamento  sociale  rispetto  al  mese  precedente.  Occorrerà verificare se il trend di recupero continuerà nei prossimi mesi.

La stima flash sui prezzi al consumo di giugno dovrebbe vedere una risalita su base mensile, trainata dall’energia, con una variazione annua  poco variata  rispetto  al  mese  scorso  sia  nell’eurozona  che  nei  principali  Paesi.  La disoccupazione è attesa in aumento in Germania, Italia e nell’intera Eurozona.

La settimana avrà due eventi centrali negli Stati Uniti, i verbali del FOMC e l’employment report di giugno. I verbali dovrebbero dare indicazioni su possibili nuove misure espansive attraverso il rafforzamento della forward guidancee la predisposizione di un eventuale intervento di controllo della curva. L’employment report dovrebbe mostrare un nuovo ampio  aumento  di  occupati, previsto a circa 4 mln, con un calo del tasso di disoccupazione intorno al 12% e un rialzo del tasso di  partecipazione. 

Nei  prossimi  mesi,  i  miglioramenti  del  mercato  del  lavoro  si  faranno  più graduali. Le nuove richieste di sussidio di disoccupazione dovrebbero proseguire sul sentiero di calo moderato. Fra gli altri dati, l’ISM manifatturiero dovrebbe avvicinarsi a 50 e la fiducia dei consumatori  dovrebbe  aumentare  ulteriormente  a  giugno.  La  spesa  in  costruzioni  di  maggio dovrebbe essere ancora debole.

I dati e gli eventi di venerdì

Area euro. La crescita di M3sta nettamente accelerando, sotto la spinta delle misure di politica monetaria. Il  tasso di  variazione annuo  è  salito  a 8,9%in  maggio, alimentato  soprattutto  dalla componente più liquida (M1, 12,5%).

Fra le contropartite, il contributo maggiore arriva dal credito al settore non finanziario: quello alle imprese si espande di 7,3% a/a, mentre quello alle famiglie aumenta  di  3,0% a/a.  Cresce anche il  contributo  dei  crediti nei  confronti  del  settore pubblico riflesso di un’espansione di ben +9,8% a/a.

BCE.  La  presidente Lagardeha  presentato  un  quadro  molto  negativo  delle  prospettive economiche  nel  suo  webcast  di  venerdì.  Secondo  Lagarde,  la  ripresa  è  frenata  da  un  forte aumento della propensione al risparmio delle famiglie (i risparmi sono cresciuti del 136% a/a in marzo  e  aprile)  e  alcuni  settori  (trasporto  aereo,  ospitalità  e  intrattenimento)  “saranno compromessi  irrimediabilmente”.

Inoltre, il commercio mondiale  si  ridurrà  significativamente. Lagarde è apparsa anche pessimista riguardo alla possibilità che possa emergere un accordo sul fondo UE per la ripresa al consiglio europeo del 17 luglio, anchese si è detta fiduciosa che il risultato sarà Comunque conseguito più avanti.

Continua la campagna di riconciliazione dell’Eurosistema con la corte costituzionale tedesca. Isabel Schnabel ha  dedicato  un intervento  al  Petersberg  Sommerdialog alle  ragioni  dietro  le misure di politica monetaria adottate dalla BCE durante la crisi pandemica, definite già nel titolo del discorso come “necessarie, adatte e proporzionate”. Secondo Schnabel, anche  se  i  tassi negativi  sono  normalmente  molto  efficaci,  non  funzionano  in  periodi  di  elevata  incertezza. 

Al contrario, “gli acquisti di titoli sono particolarmente efficaci durante i periodi di turbolenza”: “avremmo dovuto ridurre il tasso di interesse sui depositi di oltre un punto percentuale[…]per ottenere  lo  stesso  effetto  sull’inflazione”.

Ciò avrebbe avuto effetti sui redditi da capitale dei risparmiatori più negativi rispetto agli acquisti di titoli. Inoltre, “i saldi primari sia per l’intera area dell’euro sia per la stragrande maggioranza dei singoli paesi dell’area dell’euro sono migliorati da quando  abbiamo  iniziato  gli  acquisti  di  attività  pubbliche  nel  2015”,il  che  smentisce“che l’attuale corso della politica monetaria abbia dato origine a eventuali problemi” sul fronte dei bilanci pubblici.

Schnabel ha rimarcato che sono state adottate misure di salvaguardia, come l’applicazione delle quote di capitale come regola allocativa di medio termine, ma che il rischio di frammentazione ne impone un’applicazione flessibile, con deviazioni temporanee.

Francia. L’indice di fiducia delle famiglie rimbalza oltre le aspettative in giugno, salendo a 97 da 93. Lo spaccato mostra che le intenzioni di acquisto in giugno rimbalzano ampiamente, con il sotto-indice a -14,3 da -44,5 e ritorna sulla media storica dopo cinque mesi di ribassi. Migliorano anche  i  giudizi  sulla  situazione  economica  futura  e  la  capacità  di  risparmiare  e  aumenta leggermente  il  numero  di  famiglie  che  ritengono  di  dover  aumentare  il  proprio risparmio. 

La disoccupazione  nei  prossimi  sei  mesi  è  vista  ancora  aumentare,  con  il  sotto-indice  a  77,  sui massimi storici, mentre le attese sull’andamento dei prezzi vedono l’inflazione in rallentamento nei prossimi mesi. Il morale delle famiglie rimane al di sotto della media storica ma l’indagine di giugno indica che la fine della quarantena sta favorendo il recupero.

Italia. Il mese di giugno ha fatto segnare una ripresa dai minimi per la fiducia sia dei consumatori che  delle  imprese.  Il  recupero  è  stato  più  vigoroso  per  i  consumatori,  mentre  il  morale  delle aziende  resta al  di  sotto  dei livelli  di marzo  (le indagini  non  sono  state  condotte  ad  aprile).  La fiducia  delle  famiglie è  salita  più  del  previsto,  a  100,6  a  giugno,  da  94,3  a  maggio  (e  100,1  a marzo).

La ripresa è stata guidata dal clima economico nazionale e dalle aspettative, che erano calati maggiormente in  precedenza,  mentre i miglioramenti sono  stati  meno  pronunciati  per il clima   personale   e   per   la   condizione   corrente.   Le   preoccupazioni   delle   famiglie   sulla disoccupazione sono scese a 93,9 da 120,9, pur rimanendo molto elevata in prospettiva storica. L’indice composito sulla fiducia delle impreseè salito a 65,4 a giugno da 52,7 di maggio (e da 79,1 a marzo).

Il recupero è stato marcato nelle costruzioni (a 124 da 108,4), nei servizi (a 51,7 da 38,9)  e  nel  commercio  al  dettaglio  (a  79,1  da  68);  tuttavia,  i  livelli  di  morale,  per  i  servizi  e  il commercio al dettaglio, rimangono particolarmente depressi. Meno accentuato il recupero su base mensile per il settore manifatturiero, dove l’indice è salito a 79,8 a giugno da 71,5 di maggio (e da 85,8 a marzo). Il dato è sostanzialmente in linea con le aspettative. La ripresa riguarda tutte le   principali   componenti,   ma   le   scorte   hanno   continuato   a   salire, e   le   prospettive sull’occupazione sono migliorate solo in misura modesta.

Nel complesso, il rimbalzo degli indici di fiducia  a  giugno  era  ampiamente  previsto, considerato che  il  mese  ha vistoun  ulteriore allentamento delle misure di distanziamento sociale iniziato a maggio; occorrerà verificare se il trend  di  ripresa  della  fiducia  continuerà nei prossimi mesi.  Confermiamo la nostra  stima  di una contrazione  del  PIL  a  due  cifre  nel 2°trimestre (dell’ordine di -13%  t/t),  seguita  da  un  parziale rimbalzo  nel 3°trimestre  (+  9%  t/t  circa).  Vediamo  un  calo  del  PIL  di -9,5%  quest’anno  e  una crescita  di  +6,5%  nel  2021.  Tuttavia,  nonostante  il  rimbalzo  della  fiducia  in  giugno,  riteniamo ancora che i rischi sullo scenario rimangano al ribasso.

Italia. Nel 1° trimestre 2020, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è calato di -1,6% t/t in  termini  nominali  (di -1,7%  t/t  in  termini  reali).  Nello  stesso  periodo,  la  spesa  per  consumi  è diminuita  di -6,4%  t/t  (a  prezzi  correnti),  dunque  il  tasso  di  risparmio  è  salito  a  12,5%  (da  7,9% precedente). Nello stesso periodo, la quota diprofitto delle società non finanziarie è aumentata di quattro decimi a 42,3% e il tasso di investimento delle società è diminuito di altrettanto, a 20,9%.

Stimiamo  una  contrazione  del  reddito  delle  famiglie  superiore  al  5%  (sia  in  termini  reali  che nominali) nel 2020, che sarà recuperata solo in parte l’anno prossimo. L’aumento del tasso di risparmio  è  una  delle  eredità  dello  shock  COVID-19:  vediamo  una  salita  a  16,4%  nel  2020  (il doppio del 2019), e la discesa successiva sarà lenta (stimiamo un 13,5% nel 2021).

I dati sulla PA hanno mostrato un netto peggioramento dei saldi di finanza pubblica già nel 1° trimestre 2020 (destinato evidentemente ad accentuarsi nei tre mesi successivi). Il disavanzo nei primi tre mesi è risultato pari a -10,8%, da -7,1% nello stesso periodo del 2019. La ragione sta nell’aumento delle spese,  cresciute  al  51,7%  del  PIL  dal  47,3%  di  un  anno  prima;  le  entrate  sono  anch’esse aumentate,  di  mezzo  punto,  al  40,8%  del  PIL  (anche  la  pressione  fiscale  è  salita  nella  stessa misura,  a  37,1%). 

Sia  il  saldo  corrente  che  il  saldo  primario  si  attestano  a -7,8%.  Se  il  Governo, come   da   recenti   indiscrezioni   di   stampa,   chiedesse   un   ulteriore   aumento   del   ricorso all’indebitamento di 20 miliardi, il rapporto deficit/PIL nel 2020 potrebbe superare il12%.

Stati Uniti

– Contagi 2548991, nuovi contagi 42600, decessi 125803, guarigioni 685164 (Fonte: JHU).

– I  nuovi  casi  sono  in  aumento  in  31  Stati  (sulla  base  dei  contagi  degli  ultimi  14  giorni,  fonte NYTimes),  stabili  in  16  Stati  e  in  calo  in  6  Stati. 

Negli  Stati  con  la  ripresa  dei  contagi  più significativa sono stati interrotti o invertiti i processi di riapertura e le autorità hanno invitato i residenti a usare le mascherine.  Negli Stati più colpiti, la variazione giornaliera dei casi supera i picchi di aprile ed è accompagnata da un significativo incremento del tasso di positività dei test.

– La spesa personale a maggio aumenta di 8,1% m/m, dopo –12,6% m/m di aprile. Il rialzo della spesa  è  diffuso  sia  ai  beni  (+14%  m/m)  sia  ai  servizi  (+5,4%  m/m),  ed  è  particolarmente marcato nel comparto dei beni durevoli (+28,5% m/m dopo due mesi in calo a due cifre), spinti dagli autoveicoli, mentre nei servizi il rimbalzo è concentrato nel settore della sanità. Il reddito personale a maggio è in calo di -4,2% m/m e il reddito disponibile corregge di -4,9% m/m.

Il calo del reddito è dovuto principalmente al rallentamento del flusso di pagamento dei  recovery  check. Infatti, i  trasferimenti  effettuati  dal  governo  federale  sono  proseguiti a maggio, ma in entità inferiore al livello record di aprile (-17,2 % m/m dopo +90,1% m/m ad aprile). In compenso, sono aumentati a maggio i pagamenti per sussidi di disoccupazione, che  hanno  parzialmente  compensato  gli altri  flussi  federali.

Anche il reddito  da lavoro è in ripresa su base mensile (+2,5% m/m). In termini reali, il reddito flette di -5% e la spesa aumenta di 8,1% m/m. Il tasso di risparmio corregge solo parzialmente, scendendo a 23% da 33% di aprile. Il deflatore (+0,5% a/a) e il deflatore core(+1% a/a)sono entrambi in aumento di 0,1% m/m. La variazione dei prezzi dei beni è nulla su base mensile e quella dei servizi è in aumento di 0,2% m/m, con un calo mensile di beni e servizi energetici di -1,7% m/m, a fronte di un rialzo di  0,8%  m/m  per  gli  alimentari.  

  I  dati  confermano  la  ripresa  dei  consumi  e  il  sostegno  dei trasferimenti pubblici al reddito delle famiglie, con indicazioni positive anche per la dinamica della spesa dei prossimi mesi.

Giappone. Le vendite al dettaglio a maggio calano di -12,3% a/a, dopo -13,9% a/aad aprile. Lo stato di emergenza nazionale introdotto a inizio aprile si è concluso il 7 maggio per una parte del paese,  ma  è  rimasto  in  vigore  per  gran  parte  di  maggio  nelle  prefetture  più  popolose.  I trasferimenti  di  100  mila  yen  per  ciascun  cittadino,  istituiti  con  la  manovra  supplementare  di aprile, sono ancora in fase di accredito, e dovrebbero avere effetti espansivi nei prossimi mesi. 

Fonte: BondWorld.it

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