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Intesa Sanpaolo: Area euro inflazione accelera

Intesa Sanpaolo – Area euro. La stima finale di giugno dovrebbe segnare un’accelerazione dell’inflazione allo 0,3% a/a dallo 0,1% di maggio, in linea con la stima preliminare …

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Sul mese, i prezzi sono attesi in crescita di+0,3% m/m, dopo il -0,1% m/m di maggio. L’aumento risulterebbe guidato dalla risalita dei prezzi dell’energia (+1,7% m/m, in linea con la  stima  flash),  mentre dovrebbero rallentare i listini alimentari.

L’indice core BCE  (al  netto  di  alimentari ed  energia)  è atteso confermare  il  dato  preliminareall’1,1%  a/a  (in  calo di  un  decimo  rispetto  al  mese precedente). L’inflazione dovrebbe rallentare  nei  prossimi  mesi,  a  causa  della  persistente debolezza della domanda e del taglio temporaneo dell’IVA in Germania.

– Il Consiglio europeo tiene una riunione straordinaria a Bruxelles oggi e domani per discutere il piano di ripresa post-COVID. Il presidente Michel ha tenuto una serie di riunioni bilaterali dal 19 giugno e ulteriori riunioni hanno avuto luogo anche tra i leader dell’UE.

Il 10 luglio, Michel ha tirato le somme delle consultazioni presentando una sua proposta di compromesso, che preserva  la  dimensione  del  piano  Next  Generation  EU  della  Commissione  (750  mld)  e  la ripartizione  fra  trasferimenti  e  prestiti  agevolati,  ma  anticipa  di  2  anni  il  piano  di  rimborso, rafforza il ruolo del Consiglio (cioè degli Stati membri) nel processo decisionale e ipotizza che il 30% dei fondi sia erogato sulla base dell’andamento del PIL nel biennio 2020-21.

Inoltre, c’è una  riduzione  del  budget  2021-27,  la  conferma  dei  rimborsi  a  Danimarca,  Germania, Olanda,  Austria  e  Svezia.  Infine,  il  30%  dei  fondi  deve  andare  a  progetti  di  contrasto  al cambiamento climatico. 

I punti nodali del negoziato verteranno sul livello di controllo che può  essere  esercitato  sui  paesi  beneficiari,  sulle  regole  decisionali,  sulla  dimensione  del programma e, ovviamente sulla regola di allocazione.

Stati Uniti

– I nuovi cantieri residenziali a giugno sono previsti in rialzo a 1,15 mln, da 974 mila di maggio, alla luce del forte rialzo della fiducia dei costruttori di case e dell’aumento di occupati nel settore delle costruzioni residenziali.

Le licenze dovrebbero aumentare a 1,25 mln da 1,216 mln a maggio. L’attività nelle costruzioni residenziali dovrebbe contribuire positivamente alla crescita del PIL nel 2° semestre, dopo la frenata attesa per il 2° trimestre.

– La fiducia   dei   consumatori rilevata  dall’Univ.  of  Michigan  a  luglio  (prel.)  dovrebbe aumentare  a  80,5  da  78,1  di  giugno.  Il  rialzo  dovrebbe essere  spinto  dalle  aspettative,  in aumento  più  contenuto  rispetto  alle  condizioni  correnti  a  giugno,  in  presenza  di  un incremento più contenuto dell’indice coincidente.

Sarà importante vedere se le aspettative di inflazione si stabilizzeranno, dopo due mesi di rialzi sia sull’orizzonte a 1 anno sia su quello a 5 anni.

I dati e gli eventi di ieri

BCE. Il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha lasciato del tutto invariata la politica monetaria,  mostrando  altresì  maggiore  fiducia  nella probabilità  di  realizzazione  dello  scenario centrale  di  previsione  dello  staff.

Nessun  annuncio  neppure  sul  sistema  di  riserva  obbligatoria, che secondo il consiglio per ora va bene così com’è. Lagarde ha lanciato un appello al Consiglio Europeo  perché  approvi  rapidamente  la  proposta  della  Commissione  Europea,  e  senza depotenziarla.

La prossima riunione di politica monetaria sarà il 10 settembre, e in tale occasione saranno  anche  aggiornate  le  previsioni  macroeconomiche  dello  staff. 

Tuttavia,  se  i  dati  dei prossimi mesi  saranno in linea con le  attese  non  dovrebbero arrivare  nuovi  annunci  di politica monetaria neppure allora (tranne, forse, un aumento delle riserve esentate dal pagamento di tassi negativi).

Italia. I dati sul commercio estero a maggio hanno evidenziato un marcato recupero sia per le esportazioni (+35% m/m, all’incirca quanto perso in termini percentuali il mese precedente), sia, in minor misura, per le importazioni (+5,6% m/m dopo il -18,5% di aprile). Entrambi i flussi restano in ampio calo sull’anno (esportazioni-30,4%, importazioni-35,2%).

Il rimbalzo dell’export nel mese è trainato dai comparti più falcidiati in precedenza, cioè beni di consumo durevoli (+150,5%) e beni strumentali (+72,7%); entrambi però restano ampiamente in rosso sull’anno (-47,5% e -41,4%, rispettivamente). Questi due comparti fanno segnare un rimbalzo significativo (dell’ordine del 20%) anche dal lato dell’import.

Le variazioni tendenziali più negative riguardano le vendite verso Paesi MERCOSUR (-51,7%), Turchia (-44,4%)e Spagna (-39,6%), e l’import da India (-71,1%), OPEC (-68,3%) e Turchia (-54,2%); in aumento gli acquisti dalla Cina (+4,0%).

Pensiamo che il rimbalzo su  base  congiunturale  del  commercio  estero  possa  continuare  nel  mese  di  giugno.  Tuttavia, entrambi i flussi resteranno significativamente inferiori ai livelli pre-shock ancora per diversi mesi.

Italia. La produzione nelle costruzioni ha messo a segno un rimbalzo senza precedenti nel mese di  maggio:  +168%  m/m  (dopo  il -53,3%  di  aprile  e  il -36,4%  di marzo).  Il  recupero  riflette evidentemente  la  riapertura  dei  cantieri  precedentemente  sospesi,  parziale  dall’ultima settimana  di  aprile  e  piena  a  partire  dal  4  del  mese. 

Tuttavia,  su  base  annua  (corretta  per  gli effetti di calendario), l’output resta ampiamente in  territorio negativo,  a -16,8%  (da -68,9% del mese precedente). La tendenza della produzione nelle costruzioni migliorerà gradualmente nei prossimi mesi, restando però in rosso verosimilmente per tutto il resto dell’anno.

Francia. La stima finale rivede al rialzo i prezzi al consumo di giugno, che segnano un aumento di 0,1% m/m su entrambe le misure da +0,1% m/m dell’indice nazionale e da +0,2% m/m di quello armonizzato. L’aumento è stato supportato dall’accelerazione dei prezzi dei trasporti (+5,1% m/m da 2,3% m/m) e dal rimbalzo dell’energia che ha visto i prezzi salire dell’1,8% m/m a giugno da -2,1%  m/m  di  maggio  (ma  rimane  in  termini  annui  del  9,3%  inferiore  rispetto  a  giugno  2019).

L’inflazione ha rallentato un po’ meno del previsto:  di  due  decimi  a  0,2%  da  0,4%  sulla  misura nazionale e di un decimo a 0,1% da 0,2% su quella armonizzata. L’inflazione soggiacente al netto di  alimentari,  energia  e  tabacco  rallenta  di  due  decimi  a  0,5%  da  0,7%. Nei  prossimi  mesi l’inflazione è attesa accelerare solo moderatamente.

Stati Uniti

– Contagi3576156, nuovi contagi 67300, decessi 138358, guarigioni 1090645 (Fonte: JHU).

– Secondo JHU, i nuovi contagi sono in aumento negli ultimi 14 giorni in 42 stati, circa stabili in 8 stati e in calo in 2 stati. I nuovi decessi sono in rialzo negli ultimi 14 giorni in 23 stati. Secondo la base dati del NYT, i nuovi contagi per giovedì 16 (ancora incompleti) dovrebbero segnare un nuovo record, superando i 75 mila casi. Secondo Covid-Tracking Project, i nuovi casi di giovedì  16  sono  pari  a 71229. Più  di  25  stati  hanno  imposto  l’obbligo  di  indossare  le mascherine. 

Si  allunga  la  lista  di  stati  che  hanno  annunciato  la  riapertura  delle  scuole  a settembre in modalità online, mentre l’amministrazione aumenta  le  pressioni  per  istruzione con  presenza  fisica  a  scuola.  La  portavoce  della  Casa  Bianca  ha  detto  che  il  presidente ritiene  che  le  scuole  debbano  essere  aperte  con  gli  studenti  a  scuola  ogni  giorno, affermando che “la scienza non dovrebbe ostacolare questo”.

– Williams (NY Fed) ha detto che le misure di emergenza attuate dalla Fed per ripristinare le liquidità  e il funzionamento dei  mercati hanno avuto  successo, e  determinato un  notevole miglioramento  nel  prezzo  e  nella  disponibilità  del  credito.

Secondo  Williams,  la  Fed  è concentrata  sull’obiettivo  di  riportare  l’economia  su  un  sentiero  di  crescita  robusta  e l’inflazione verso il 2%, e non è il momento per pensare a strategie di uscita.

Williams ha sottolineato che una politica sanitaria affidabile e la possibilità di attuare ulteriori trasferimenti a sostegno del reddito delle famiglie sono essenziali per la ripresa. Evans (Chicago Fed) ha detto che lo scenario per il secondo semestre rimane di ripresa, ma l’andamento di nuovi contagi aumenta i rischi verso il basso.

Secondo Evans la disoccupazione resterà elevata a lungo  e  la  politica  monetaria  deve  essere  posizionata  in  modo  appropriato  a  questo contesto. Come Williams, Evans ha sottolineato che non ci sono le condizioni per considerare una riduzione di stimolo monetario.

– Le vendite al dettaglio a giugno aumentano di 7,5% m/m (+1,1% a/a), dopo 18,2% m/m (rivisto da  17,7%  m/m).  I  dati  forniscono  una nuova  sorpresa  verso l’alto,  contro  aspettative di consenso per un incremento di 4,2% m/m. I netti rimbalzi di maggio e giugno colmano il crollo visto con i mesi del lockdown: le vendite a giugno sono superiori al livello pre-pandemia di 0,6%. Le vendite al netto delle auto sono in rialzo di 7,3% m/m e l’aggregato al netto di auto e  benzina  cresce  di  7%  m/m  e  quello  al  netto  di  auto,  benzina,  alimentarie  materiali  da costruzione aumenta di 5,6% m/m.

Le categorie che hanno sofferto maggiormente durante il lockdown trainano l’aumento  complessivo  con  variazioni molto ampie: abbigliamento (+105,1% m/m), articoli sportivi (26,5% m/m), consumazioni di cibo e bevande presso ristoranti e  bar  (20%  m/m),  auto  (+8,2%  m/m),  arredamento  (32,5%  m/m),  elettronica  (37,4%  m/m), benzina (15,3% m/m). Sono invece deboli i materiali da costruzione e le vendite online.

I dati di giugno insieme alle revisioni per maggio segnalano rischi verso l’alto per la previsione dei consumi del 2° trimestre, che rivediamo a -30% t/t ann. I dati delle vendite danno anche informazioni incoraggianti per un’entrata solida nel 3° trimestre, nonostante i rischi collegati all’aumento dei nuovi contagi. Al momento, la nostra valutazione è che l’impennata della curva della pandemia non sia in grado di modificare, da sola, il trend in atto.

L’elemento cruciale per la prosecuzione della ripresa sostenuta dai consumi è il rinnovo delle misure fiscali a sostegno del reddito disponibile delle famiglie. Il focus sarà quindi sull’attività del Congresso nelle prossime due settimane, con la riapertura dei lavori in Senato dal 20 luglio in poi.

– Le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa l’11 luglio calano a 1,300 mln da 1,310 mln della settimana precedente. I nuovi sussidi erogati con il programma di emergenza per la pandemia sono in calo a 928488, da 1,046 mln. La somma dei dati non destagionalizzati per i programmi statali e federali è stabile a 2,4 mln.

I sussidi esistenti nella settimana conclusa il 4 luglio calano a 17,338 mln da 17,760 mln della settimana precedente. A fine giugno, i sussidi esistenti totali, che includono i programmi federali e statali, superano ancora  i  31  mln.

Per  ora  non  ci  sono  indicazioni  riguardo  alla  sorte  delle  integrazioni  ed estensioni  dei  sussidi  con  i  programmi  federali  in  atto  da  aprile  e  in  scadenza  il  31  luglio. 

Il rinnovo  di  parte  di questi  programmi  è,  a  nostro  avviso,  una  condizione  necessaria  per  la prosecuzione della ripresa guidata dai consumi, in atto da maggio

L’indice della Philadelphia Fed a luglio cala a 24,1 da 27,5 di luglio. Lo spaccato dell’indagine è misto, con i nuovi ordini a 23 da 16,7, le consegne in calo di 10 punti a 15,3. I segnali per il mercato del lavoro sono positivi, con l’occupazione in rialzo di 24 punti a 20,1, sui massimi da ottobre, e la settimana lavorativa in ripresa a 17,2 (+24 punti).

Gli indici dei prezzi sono in territorio positivo, con i prezzi ricevuti a 15,7 e quelli ricevuti a 11,5. Le aspettative a 6 mesi sono in linea con ulteriore espansione, ma correggono dai livelli estremamente elevati di giugno. L’indice di attività cala a 36 (-30 punti); ordini, consegne e occupazione sono positivi, a 55,6, 51,3 e 32,4, rispettivamente.   I dati sono incoraggianti per la direzione dell’attività, anche se non danno informazioni sul livello, che rimarrà inferiore a quello pre-pandemia per un periodo prolungato.

– La Business Leaders Survey condotta dalla NY Fed a luglio nel settore dei servizi registra un incremento di 38 punti dell’indice di attività, che sale a -1,8. L’indice di clima del settore è ancora straordinariamente negativo a -75,4, con un aumento di 7 punti rispetto a giugno, e testimonia  la  situazione  ancora  molto  negativa  per  le  imprese  che  operano  nei  servizi. 

La contrazione di occupati prosegue, ma a un ritmo meno ampio, con l’indice di occupazione a -21,1  da -43,2  di  giugno.  I  prezzi  pagati  sono  poco  variati  a  20,4,  mentre  quelli  ricevuti registrano un miglioramento pur restando in territorio negativo (a -7,9 da -15 di giugno).

Le aspettative a sei mesi, a 7,1, sonoin calo rispetto a 25 di giugno, mentre la valutazione del clima  nel  settore  resta  al  di  sotto  della  norma,  a -8,3.  Le  imprese  prevedono  una  ripresa dell’occupazione modesta nella seconda metà dell’anno, con l’indice degli occupati a 6,8e quello dei salari a 7,2.

Lo scenario per l’attività nei servizi è più dipendente dalla curva della pandemia rispetto a quello del manifatturiero, in quanto più legato alle attività aggregative, pertanto l’andamento dei nuovi contagi nel prossimo mese sarà particolarmente  rilevante per le prospettive del settore.

– Il Weekly Economic Index stimato dalla NY Fed nella settimana conclusa l’11 luglio aumenta a –6,63 da -7,21 della  settimana  precedente,  grazie  ai  miglioramenti  nelle  vendite  di carburanti,  nella  produzione  di  elettricità e nelle ritenute d’imposta, che hanno più che compensato il deterioramento dei nuovi sussidi, e il calo del traffico merci su rotaia

Fonte: BondWorld.it

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