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Intesa Sanpaolo: Area euro Inflazione è rimasta stabile?

Intesa Sanpaolo – Area euro. La seconda stima dovrebbe confermare che a giugno l’inflazione è rimasta stabile all’1,2% dopo il vistoso rallentamento di maggio………

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L’indice core nella misura preferita dalla BCE (al netto di alimentari ed energia) dovrebbe essere anch’esso confermato in accelerazione di due decimi all’1,2% dall’1,0%.

Nel mese i prezzi al consumo dovrebbero essere aumentati solo di un decimo, come a maggio.

L’inflazione Eurozona rimane debole e solo nella parte finale dell’anno potrebbe vedersi un’accelerazione di alcuni decimi.

– Stati Uniti. I cantieri residenziali di giugno sono previsti in modesto aumento, a 1,275 mln di unità ann., da 1,269 mln di maggio.

Le informazioni dal settore immobiliare residenziale non hanno registrato un trend chiaro, con le vendite di case esistenti in rialzo e quelle di case nuove in calo, mentre gli occupati nelle costruzioni a giugno sono stati in aumento sostenuto. Le licenze dovrebbero essere circa stabili a 1,300 mln.

– Stati Uniti. La Fed pubblica il Beige Book, preparato per la riunione del FOMC di fine luglio.

Il rapporto sarà particolarmente importante in questa fase di incertezza per gli effetti dei rischi collegati alla politica commerciale e alla crescita globale sulle decisioni di investimento delle imprese.

Il messaggio del Beige Book dovrebbe essere moderatamente positivo, con indicazione di consumi in aumento e di investimenti frenati dai dazi e dai potenziali sviluppi restrittivi sul commercio internazionale.

La valutazione del mercato del lavoro dovrebbe ancora riportare difficoltà a reperire manodopera, anche a fronte di un trend verso l’alto dei salari.

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di ieri

Germania. In luglio, l’indice ZEW è calato a -24,5 da -21,1. Anche il giudizio sulla situazione corrente è peggiorato, da 7,8 a -1,1.

In entrambi i casi, il risultato è peggiore delle attese. Il peggioramento riflette le tensioni sull’Iran e l’incertezza sui negoziati sino-americani.

Italia. A maggio, i flussi commerciali sono cresciuti su base congiunturale per il terzo mese consecutivo.

A differenza che nei due mesi precedenti, è risultato più dinamico l’export (+1,3% m/m, soprattutto verso la UE) rispetto all’import (+0,7% m/m).

L’incremento in entrambe le direzioni è trainato dai beni di consumo non durevoli. Su base annua, le esportazioni accelerano a +8%, le importazioni rallentano a +3,4%.

Guadagnano ulteriore velocità il settore farmaceutico (+49,8%, soprattutto verso Stati Uniti, Belgio e Germania) e la pelletteria (+19,8%, specie verso la Svizzera); in crescita anche la meccanica (+4,3%).

Tra i Paesi, oltre alla dinamica a due cifre già citata di Stati Uniti e Svizzera (+16% e +21,4% rispettivamente), si segnala il buon incremento delle vendite verso i due principali partner ovvero Germania e Francia (+8,4% entrambi).

Restano in rosso i Paesi OPEC (-14,3%), i Paesi ASEAN (+7,3%) e la Turchia (-6,2%).

Il commercio estero è in una fase di moderata ripresa, anche se nel trimestre primaverile il contributo al PIL potrebbe essere negativo.

Intesa Sanpaolo – Italia. L’inflazione di giugno è stata confermata allo 0,8% a/a sull’indice armonizzato, ma è stata rivista al ribasso di un decimo sull’indice nazionale, allo 0,7% a/a.

La revisione al ribasso sul NIC è dovuta ad alimentari (-0,4% da -0,3% m/m della prima stima), bevande alcoliche e tabacchi (zero da +0,1% m/m), abbigliamento e calzature (-0,1% m/m da zero) e ricreazione spettacoli e cultura (+0,1% da +0,3% m/m).

Anche l’inflazione di fondo è stata rivista al ribasso di un decimo, a 0,4% (da 0,5% della prima stima e da 0,4% di maggio).

Pensiamo che l’inflazione toccherà un minimo locale a 0,4-0,5% in agosto, prima di tornare vicina all’1% a fine anno.

Area euro. In un discorso sul sistema monetario internazionale, il governatore della Banque de France, Villeroy de Galhau, ha dichiarato ieri che le politiche monetarie “non possono riparare i guasti delle incertezze protezioniste, né sostituirsi alle riforme per la crescita di lungo termine, né a politiche di bilancio più favorevoli alla crescita”.

Inoltre, Villeroy de Galhau ha sostenuto che l’indipendenza della Banca centrale deve essere affermata anche rispetto ai mercati: in particolare, “non bisogna affidarsi troppo alle indicazioni di mercato per valutare le attese di inflazione”.

Il messaggio riecheggia quello di Coeuré di alcuni giorni fa.

Intesa Sanpaolo – Unione Europea. Il Parlamento Europeo ha ratificato ieri la nomina di Ursula Von der Leyen alla presidenza della Commissione Europea. L’approvazione è avvenuta con un margine di appena 9 voti.

Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a giugno sorprendono verso l’alto, con un aumento di 0,4% m/m, per il terzo mese consecutivo.

Anche al netto delle auto, le vendite registrano una variazione di 0,4% m/m.  Al netto di auto e benzina, le vendite sono in rialzo di 0,7% m/m.

L’aggregato “control”, al netto di auto, benzina, alimentari e materiali da costruzione cresce di 0,7% m/m, segnando il quarto aumento consecutivo solido, con indicazioni di netta accelerazione dei consumi nel 2° trimestre, verso il 4% t/t ann., e di un’entrata forte nel 3°.

I rialzi sono diffusi a tutte le componenti principali: auto, +0,7% m/M, arredamento, +0,5% m/m; sanità +0,5% m/m; abbigliamento 0,5% m/m; e-commerce 1,7% m/m; bar e ristoranti 0,9% m/m.

Le voci negative sono la benzina (-2,8% m/m, per un effetto prezzo); i grandi magazzini (-1,1% m/m) e l’elettronica (-0,3% m/m). I dati sono chiaramente positivi per la crescita.

Stati Uniti. La produzione industriale a giugno è stabile su base mensile, frenata dall’atteso calo delle utility (-3,6% m/m) Il manifatturiero è in rialzo di 0,4% m/m, con un balzo nel segmento auto (2,9% m/m); al netto delle auto, l’output aumenta di un modesto 0,2% m/m (macchinari: 1% m/m).

I dati del manifatturiero di maggio e giugno, in crescita, interrompono un periodo di debolezza visto da inizio anno. Nell’estrattivo la produzione aumenta di 0,2% m/m, come a maggio.

Complessivamente i dati sono incoraggianti per l’espansione e in linea con una crescita moderata, nonostante le tensioni commerciali e la debolezza dell’economia globale.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. I prezzi all’import correggono più del previsto, con una contrazione di -0,9% m/m, dopo una variazione nulla a maggio (rivista verso l’alto da -0,3% m/m). I prezzi al netto del petrolio sono in calo di -0,3% m/m, come a maggio.

Stati Uniti. Altri discorsi di partecipanti alle riunioni del FOMC hanno ribadito il consenso a favore di nuovo stimolo, pur in presenza di dati economici positivi.

Powell ha sottolineato la forte relazione fra l’economia USA e quella degli altri paesi, che richiede di anticipare e incorporare gli effetti di questo legame nelle decisioni di politica monetaria. Una delle giustificazioni del FOMC per introdurre ulteriore stimolo è la debolezza dell’economia globale.

Kaplan (Dallas Fed) ha detto che nelle sue previsioni per i tassi a giugno non aveva incluso tagli nel 2019, ma potrebbe essere convinto a ridurre i tassi sulla base dei segnali del mercato obbligazionario.

Secondo Kaplan i fed funds “sono un po’ fuori linea rispetto ai tassi di mercato”, e l’inversione della curva può portare a “considerare almeno un aggiustamento tattico – non un cambiamento di strategia”.

Dal grafico a punti di giugno sappiamo che basta un punto in più a favore di un taglio per spostare la mediana del 2019 a un intervallo obiettivo più basso di quello attuale, e Kaplan potrebbe facilmente spostare il suo.

Evans (Chicago Fed) ha detto che nonostante lo ostato “solido” dell’economia, è opportuno ridurre i tassi per raggiungere l’obiettivo di inflazione e difendere la credibilità della Fed.

Secondo Evans, visto il periodo prolungato di undershooting del 2%, l’inflazione dovrebbe essere portata per un certo periodo al di sopra dell’obiettivo.

A suo avviso, per mantenere l’inflazione al 2,25% nei prossimi tre anni è necessario tagliare i tassi di 50 pb, o forse anche di più.

Evans ha aggiunto che se si ritiene opportuno ridurre i tassi di 50 pb, possono esserci argomenti per attuare tutta la riduzione al più presto, per ottenere risultati al più presto.

I discorsi finora hanno mostrato ampio consenso (anche se non unanime) per un taglio di 25 pb a luglio, ma un intervento di 50 pb avrebbe al massimo un paio di sostenitori (di cui uno votante) e appare altamente improbabile, anche alla luce delle sorprese positive dai dati.

Fonte: BondWorld.it

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