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Intesa Sanpaolo: – Area euro inflazione stabile

Intesa Sanpaolo – Area euro. La seconda stima dovrebbe vedere l’inflazione stabile a -0,3% a/a, in linea con la prima lettura.

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L’indice core BCE al netto di alimentari freschi ed energia dovrebbe anch’esso confermare il dato della stima preliminare (+0,4% a/a, invariato rispetto al mese di novembre).

I prezzi dovrebbero essere confermati in crescita di tre decimi nel mese, spinti al rialzo dal rincaro dei listini energetici e dei servizi, mentre sono attesi in calo i prezzi degli alimentari freschi.

– Stati Uniti. Inaugurazione e giuramento del presidente Biden e della vice-presidente Harris.

I dati e gli eventi di ieri

Italia. Dopo quella della Camera, il Governo ha incassato la fiducia del Senato. I voti favorevoli sono stati 156 contro 140 contrari (16 gli astenuti). Ai seggi di maggioranza si sono aggiunti i voti di 3 senatori a vita, di Nencini (Italia Viva-PSI), di diversi appartenenti al gruppo misto (soprattutto fuoriusciti del Movimento 5 Stelle) e di due membri di Forza Italia (in seguito espulsi dal partito); gli altri senatori di Italia Viva si sono astenuti.

Il risultato è circa in linea con le attese, e sotto la maggioranza teorica assoluta degli aventi diritto al voto a Palazzo Madama (161). Ciò non richiede le dimissioni dell’esecutivo, ma rende più difficile l’azione di governo, in particolare nelle commissioni parlamentari: se Italia Viva dovesse votare con l’opposizione, la maggioranza sarebbe in vantaggio di fatto solo in 3 commissioni al Senato, e in 8 alla Camera (su un totale di 14 in ciascuna camera).

Nel discorso di ieri a Palazzo Madama, che ha ricalcato quello fatto a Montecitorio, il Presidente del Consiglio ha ribadito l’intenzione di allargare la maggioranza e rafforzare la squadra di governo. Se si materializzasse entro breve tempo il sostegno di un nuovo gruppo parlamentare che sostituisse Italia Viva in maggioranza (come “quarta gamba” assieme a M5S, PD e LeU), Conte potrebbe dimettersi per ricevere un nuovo mandato e dar vita ufficialmente a un terzo Governo da lui guidato.

Viceversa, il cammino dell’attuale esecutivo appare irto di ostacoli. Intanto oggi arriva alle Camere la richiesta di scostamento di bilancio da 32 miliardi: alle 13, il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri presenterà la Relazione al Parlamento contenente il deficit aggiuntivo alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato; il voto nelle due camere è atteso nel pomeriggio. La votazione richiede la maggioranza assoluta, che però non appare a rischio visto che tutti i principali partiti hanno annunciato il loro voto favorevole. Lo scostamento di bilancio è condizione necessaria per l’approvazione del decreto “Ristori 5”, che dovrebbe essere rimandata alla prossima settimana.

Germania. L’indice ZEW di fiducia economica di gennaio è salito circa in linea con le nostre attese, a 61,8 da 55,0 precedente. La valutazione della situazione corrente è circa stabile, con l’indice che ha mostrato un incremento marginale a -66,4 da -66,5.

Sebbene il rialzo delle aspettative sembri suggerire un clima complessivamente positivo, gli operatori mantengono una valutazione cauta per lo scenario attuale, alla luce della possibile proroga delle misure restrittive.

Area euro. L’ultima indagine BCE sul credito bancario (BLS) segnala una restrizione delle condizioni applicate e un indebolimento della domanda di credito, con l’eccezione dei mutui casa. L’indice di diffusione relativo alle condizioni applicate alle imprese è salito a 25, mentre quello sui mutui casa è aumentato a 7. Le cause della restrizione segnalate dalle banche europee sono il deterioramento della situazione economica generale, della condizione specifica dei debitori e una minore tolleranza del rischio.

Il dettaglio mostra che il fenomeno riguarda soprattutto la Francia e, in minor misura, la Spagna. La restrizione delle condizioni si esprime sia sui margini applicati, sia sulle richieste di garanzie. Per quanto riguarda la domanda di credito, la debolezza riguarda sia il finanziamento di scorte e capitale circolante, dove rifletterebbe anche minori necessità di liquidità, sia gli investimenti fissi. Anche in questo caso si riscontra una notevole varianza geografica: in Italia, la domanda di credito legata al finanziamento del capitale circolante e ad altre esigenze sarebbe ancora in crescita, anche se meno diffusa rispetto alla parte centrale del 2020, mentre il calo della domanda risulta marcato in Francia.

Italia. I dati sul commercio estero di novembre hanno mostrato una crescita sia per le esportazioni (+4% m/m) che per le importazioni (+3,3%). La crescita dell’export è trainata dai mercati UE e dall’energia, quella dell’import dai Paesi extra-UE e dai beni strumentali. Su base annua, l’export torna in territorio positivo, a +1,1% da -8,4% di ottobre, mentre l’import resta in rosso (-3,2%; si tratta comunque del dato migliore da febbraio). L’aumento dell’export di metalli, auto e macchinari – la metà verso Germania, Svizzera e Cina – contribuisce per oltre 3 punti percentuali all’incremento tendenziale complessivo, mentre la flessione tendenziale dell’import è spiegata per circa due terzi dal calo degli acquisti di petrolio greggio dai paesi OPEC e dalla Russia.

Nei primi 11 mesi dell’anno, il surplus commerciale è aumentato a 56,7 miliardi, dai 51,1 del 2019, mentre è calato a 77,3 miliardi (da 86,2 dell’anno precedente) al netto dell’energia. Nel complesso, il dato è incoraggiante perché mostra un buon recupero per l’export verso la Ue e in particolare l’eurozona, che soffre più di altre aree degli effetti delle misure restrittive messe in atto per combattere la “seconda ondata” di COVID-19.

Germania. Come atteso, ieri sera la riunione fra il governo federale e i presidenti degli stati ha deliberato l’estensione delle misure restrittive fino al 14 febbraio.

Inoltre, ora sarà obbligatorio l’uso di protezioni di livello N95 sul trasporto pubblico e nei negozi.

Stati Uniti. Nel messaggio inaugurale di oggi Biden dovrebbe sottolineare l’impegno a riunificare il paese, a contrastare la pandemia e a sostenere l’economia. A partire dal primo giorno del suo insediamento è in programma l’annuncio di un grande numero di ordini esecutivi, in parte con efficacia immediata, e in parte mirati a segnalare le priorità della nuova amministrazione.

Gli ordini esecutivi previsti includono, fra gli altri, il rientro degli USA nell’accordo di Parigi sul clima, una profonda riforma dell’immigrazione, l’abolizione del divieto di ingresso per individui provenienti da paesi a maggioranza musulmana, il coinvolgimento della Federal Emergency Management Agency per contribuire ad aprire centinaia di centri vaccinali nel paese, l’ordine di indossare mascherine negli edifici federali e sui mezzi di trasporto, l’utilizzo del Defense Production Act per contribuire alla produzione di beni essenziali per il contrasto della pandemia, l’estensione del blocco degli sfratti.

Ovviamente il primo e più pressante obiettivo dell’amministrazione sarà fare progressi rapidi per l’approvazione di misure di stimolo fiscale e contrasto alla pandemia, come delineati nell’American Rescue Plan presentato la settimana scorsa, che prevede misure per 1,9 tln di dollari. Per un’azione incisiva su questo fronte, Biden potrebbe cercare di ottenere un supporto bipartisan su un insieme di misure estremamente urgenti da approvare nel giro di uno-due mesi al massimo, che forniscano fondi per sostenere lo sforzo delle vaccinazioni, contribuiscano alla riapertura delle scuole ed estendano il supporto al reddito disponibile delle famiglie.

L’evoluzione della frattura all’interno del partito repubblicano sarà cruciale per la strategia esecutiva di Biden. L’allontanamento di McConnell da Trump è particolarmente rilevante: il leader repubblicano al Senato ha infatti dichiarato ieri che le azioni violente delle masse presenti a Washington il 6 gennaio sono state “provocate dal presidente e da altre persone potenti, e che hanno provato a usare paura e violenza per arrestare uno specifico processo del primo ramo del governo federale a loro sgradito”. Questa svolta potrebbe segnalare un lavoro di cooperazione fra Biden e la leadership attuale dei repubblicani, sul fronte dell’impeachment, della legislazione antiCovid e di altri temi procedurali (per esempio il mantenimento del potere di ostruzionismo del Senato su temi collegati al budget). L’esperienza pluri-decennale in Senato di Biden gli sarà di aiuto nel forgiare i passi dell’amministrazione nei prossimi mesi, sia in termini politici in senso lato, sia in termini di azioni di politica economica.

Stati Uniti. Yellen, nell’audizione di fronte alla commissione finanza del Senato per la conferma della sua nomina a segretario del Tesoro, ha ribadito il suo supporto per un massiccio intervento di stimolo fiscale in tempi brevi. Yellen ha affermato che, pur consapevole della dimensione del debito pubblico, in questa fase di tassi di interesse su minimi storici, la cosa migliore è “agire in grande” per battere la pandemia e mantenere l’economia su un sentiero espansivo, evitando i rischi di una recessione più profonda con effetti negativi duraturi sulla crescita. Secondo Yellen nel lungo termine i benefici di un intervento ampio più che compensano eventuali costi.

Yellen ha concordato che è importante nel medio termine agire per mettere il debito su una traiettoria sostenibile, ma ha sottolineato che a questo fine è cruciale sconfiggere la pandemia e investire in infrastrutture, in interventi a sostegno della produttività del lavoro, in ricerca e sviluppo per aumentare la competitività e la crescita di lungo termine.

Yellen ha notato che il costo degli interessi non è superiore al livello precedente la grande crisi finanziaria, nonostante il significativo incremento del debito e ha aggiunto che sarà parte dei suoi obiettivi garantire che il deficit primario sia sufficientemente contenuto da mantenere i conti federali su un sentiero sostenibile. Fra gli altri temi toccati durante l’audizione ci sono stati la Cina e il cambio. Sul primo punto, Yellen ha affermato che è essenziale contrastare con tutti gli strumenti disponibili le azioni “illegali, sleali e illegittime” attuate dalla Cina a danno delle aziende americane.

Sul dollaro, Yellen ha esordito confermando che i tassi di cambio devono essere determinati dai mercati, che riflettono le forze economiche in atto e facilitano in genere gli aggiustamenti dell’economia globale. Yellen ha affermato che “gli USA non cercheranno di indebolire il cambio per ottenere vantaggi competitivi” e si opporranno a tentativi analoghi da parte di altri paesi.

Fonte: BondWorld.it

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