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Intesa Sanpaolo: Area euro PMI manifatturiero recupera

Intesa Sanpaolo – Area euro. La stima finale del PMI manifatturiero di maggio dovrebbe segnare un recupero a 39,7 da 33,4 di aprile (due decimi in più del dato preliminare) …

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L’indice nei mesi precedenti aveva registrato una flessione meno severa rispetto all’indice dei servizi, ma pur sempre considerevole. Il recupero riguarderebbe quasi tutte le componenti, che pure sono attese rimanere su livelli assai depressi (in particolare i nuovi ordini e gli ordini esteri, attesi rispettivamente a 29,2 e 27,8); è visto in miglioramento il rapporto fra ordini e scorte, che pure resterebbe su livelli ampiamente recessivi.

Non dovrebbero esserci evidenze di pressioni inflattive, né sui prezzi pagati né su quelli ricevuti. Lo spaccato per Paese dovrebbe vedere il manifatturiero francese collocarsi poco al di sopra della media eurozona (a 40,7 da 31,5 di aprile). La prima lettura del PMI manifatturiero per l’Italia è attesa mostrare un rimbalzo a 39 da 31,1 di aprile.

Stati Uniti

– L’ISM manifatturiero a maggio è atteso a 43,5 da 41,5 di aprile. Tutte le indagini di maggio hanno registrato un rimbalzo rispetto ad aprile (PMI a 39,8 da 36,1, Empire a -48,5 da -78,2, Philly Fed a -43,1 da -56,6) con indicazioni di svolta dell’attività, in concomitanza con la riapertura dei settori definiti non essenziali in un numero crescente di Stati.

L’ISM a maggio, come nei mesi precedenti, dovrebbe incorporare ancora effetti di difficoltà nel reperimento delle parti, con conseguente allungamento dei tempi di consegna, che mantengono artificialmente elevato il livello dell’indice composito. L’indice potrebbe tornare in territorio marginalmente espansivo fra giugno e luglio.

– La spesa in costruzioni ad aprile è prevista in calo del 9,5% m/m, con ampie correzioni sia nel comparto residenziale sia in quello commerciale e industriale. La forte correzione prevista per aprile dovrebbe però segnare il minimo almeno per il comparto residenziale, che potrebbe segnare un modesto miglioramento a maggio, sulla scia della riapertura dell’attività nelle costruzioni negli Stati in cui era stata chiusa.

Invece per le costruzioni non residenziali il sentiero resterà negativo ancora per molti mesi, anche per via della debolezza ora strutturale del settore estrattivo. Nel comparto residenziale, la ripresa della fiducia dei costruttori di case e il rialzo delle richieste di nuovi mutui, in un contesto pre-pandemia di eccesso di domanda, puntano a una correzione relativamente breve per le costruzioni di case.

I market mover della settimana

– Nell’area euro, il focus sarà sulla riunione della BCE: le proiezioni macroeconomiche saranno tagliate drasticamente, ma non ci attendiamo misure di politica monetaria in questa occasione, né sono emerse grandi aspettative dai sondaggi pubblicati negli ultimi giorni. L’annuncio della Commissione Europea sulla proposta di Recovery and Resilience Facility ha tolto un po’ di pressione dalla Banca centrale.

La lettura finale delle indagini PMI relative al mese di maggio dovrebbe mostrare un recupero dai minimi di aprile, lievemente più accentuato rispetto alla prima stima. La disoccupazione è attesa in deciso aumento sia in Germania e Italia che nella media dell’eurozona, e la salita è attesa continuare nei prossimi mesi (riteniamo che gli effetti sul tasso dei senza-lavoro possano essere ritardati rispetto al punto di minimo del ciclo, che è stato toccato ad aprile). Infine, i dati sulle vendite al dettaglio nell’Eurozona e sui nuovi ordini all’industria in Germania dovrebbero registrare entrambi un profondo calo ad aprile.

– Negli Stati Uniti sono in uscita i principali dati di maggio, ma ancora una volta saranno già vecchi e relativamente poco informativi sull’intensità della svolta post-lockdown rispetto ad altre informazioni con cadenza settimanale. Le informazioni più rilevanti sono quelle delle richieste di sussidi di disoccupazione e i sussidi esistenti che dovrebbero confermare il gradale rallentamento in atto delle nuove richieste, ma anche il raggiungimento di nuovi massimi per i sussidi esistenti.

L’employment report di maggio dovrebbe registrare un calo di occupati intorno a 12 mln, con un rialzo del tasso di disoccupazione al di sopra del 20% e una possibile ulteriore correzione del tasso di partecipazione. Gli indici ISM manifatturiero e non manifatturiero di maggio dovrebbero confermare le indicazioni delle altre indagini, in linea con una svolta verso l’alto dell’attività dopo i minimi di aprile. La spesa in costruzioni dovrebbe crollare ad aprile di circa -15% m/m, con indicazioni negative da tutti i comparti.

I dati e gli eventi di venerdì

Cina. Il PMI manifatturiero Caixin è salito da 49,4 a 50,7, sostenuto dalla ripresa di produzione (54,0) ed ordinativi, che però continuano nel complesso a risultare deboli (49,7), frenati dalla componente estera (41,7). Anche la dinamica occupazionale risulta meno negativa. Migliora anche il PMI ufficiale non manifatturiero, sostenuto dal forte rilancio delle costruzioni (60,8) e dalla ripresa dei servizi (52,3).

Con la ripresa del PMI cinese, è ancora più probabile che il PMI globale rimbalzi significativamente per il secondo mese di fila in maggio, sostenuto dalla dinamica della produzione in parte dell’Estremo Oriente, India, Europa e Stati Uniti.

Area euro. La stima flash di maggio ha registrato un rallentamento dell’inflazione allo 0,1% a/a dallo 0,3% di aprile. La diminuzione è guidata dal crollo dei prezzi dell’energia (in discesa di -1,7% m/m e -12,0% a/a), mentre sono aumentati i listini alimentari.

L’indice core BCE (al netto di alimentari ed energia) si è mantenuto stabile rispetto al mese precedente, all’1,1% a/a. Sul mese, i prezzi hanno visto un calo di -0,1% m/m, dopo il +0,3% m/m di aprile. L’inflazione è attesa rallentare ulteriormente nei prossimi mesi, a causa dell’impatto negativo sulla domanda della pandemia di COVID-19.

Italia. L’Istat ha rivisto significativamente al ribasso la stima sul PIL del 1° trimestre, a -5,3% t/t da una lettura preliminare a -4,7%. Si tratta evidentemente di nuovo minimo storico. La crescita tendenziale è stata rivista a -5,4% da -4,8%. Il quarto trimestre dello scorso anno è stato riletto lievemente al rialzo, a -0,2% t/t da un -0,3% precedentemente riportato.

La caduta dell’attività economica è dovuta soprattutto alla domanda interna finale (contributo: -5,5%), dato che la spesa per consumi è scesa di -6,6% t/t (i beni durevoli di -17,5%) e quella per investimenti di -8,1% t/t (più colpiti mezzi di trasporto e macchinari, meno le costruzioni). Il commercio estero ha sottratto otto decimi al PIL, con entrambi i flussi in netto calo (importazioni -6,2%, esportazioni -8% t/t).

Il crollo dell’attività economica è stato in parte mitigato da un balzo delle scorte, che hanno aggiunto un punto percentuale al PIL. In prospettiva, stimiamo una contrazione congiunturale decisamente più ampia nel trimestre corrente, dell’ordine di grandezza di -14% t/t. Seguirà un parziale rimbalzo nel terzo trimestre, e in minor misura nei trimestri successivi, che però dovrebbe lasciare il PIL medio 2020 in calo di almeno -9,5%.

I rischi sullo scenario restano a nostro avviso verso il basso: se il recupero appare relativamente rapido nell’industria e nelle costruzioni, la ripresa sarà lenta e irregolare nei servizi.

Italia. L’inflazione è approdata in territorio negativo a maggio per la prima volta dal 2016, a -0,1% (sia sull’anno che nel mese) sul NIC e a -0,2% (m/m e a/a) in base all’indice armonizzato Ue. I dati sono stati sostanzialmente in linea con le aspettative.

Come previsto, ulteriori pressioni al rialzo sono giunte dai prodotti alimentari (+0,7% m/m, +2,8% a/a), che tuttavia sono state più che compensate dai ribassi nei trasporti (-1,6% m/m, -4,1% a/a), nelle spese per il tempo libero (-0,5% m/m, -0,1% a/a), nelle comunicazioni (-0,4% m/m, -2,9% a/a) e nelle spese per l’abitazione (-0,4% m/m, -4,1% a/a).

L’inflazione di fondo (al netto di energia e alimentari freschi) è salita a +0,9% da +0,8% del mese precedente, quella al netto della sola energia è aumentata a +1,1% da +1% di aprile. L’inflazione sul cosiddetto “carrello della spesa” ha continuato a salire, a +2,6% da +2,5% precedente (+0,7% nel mese). Anche a maggio, le stime Istat sono state condotte nello sfidante contesto della sospensione di attività di ampi segmenti dell’offerta di beni e servizi; ciò potrebbe a nostro avviso aver causato una lieve distorsione al rialzo dei dati sui prezzi relativi agli ultimi mesi.

In prospettiva, riteniamo che l’inflazione possa rimanere in territorio negativo almeno sino alla fine dell’estate. Per la media dell’anno, la nostra stima è di un’inflazione pari a zero, ma i rischi su questa previsione sono chiaramente al ribasso.

US COVID-19 update

– Contagi 1790191, nuovi contagi 20000, decessi104383, guarigioni 444758 (Fonte: JHU).

– Powell, in un intervento di venerdì, ha sottolineato i rischi per la ripresa collegati a una possibile nuova ondata di contagi, che potrebbe minare la fiducia, segnalando che il sentiero della crescita è ancora incerto e dipendente dall’evoluzione della pandemia. Riguardo alla politica monetaria, Powell ha detto che la Fed “non è vicina a qualsiasi limiti che possa avere”.

Powell ha affermato di essere “a proprio agio” con le misure attuate e con il sentiero su cui la Fed si sta muovendo, anche se il bilancio della banca centrale “non può andare all’infinito”, e ha difeso gli interventi introdotti di fronte a un’emergenza senza precedenti.

L’accesso al credito fornito dalle facility della Fed alle imprese ha permesso di raggiungere l’obiettivo voluto, cioè evitare massicci licenziamenti. Le informazioni sui nuovi programmi di sostegno alle grandi imprese mostrano che nella settimana fra il 12 e il 18 maggio, la Fed ha acquistato 1,3 mld di dollari di ETF, di cui il 17% circa in fondi che investono in debito “junk”.

I dati più recenti sul bilancio (al 27 maggio) registrano acquisti di ETF per 3 mld di dollari. Nelle prossime settimane entreranno a regime anche il TALF e la facility per i municipal bond, estendendo lo spostamento della crescita del bilancio della Fed verso i programmi di credito, a fronte del rallentamento degli acquisti di Treasury.

– Kaplan (Dallas Fed) ha detto che probabilmente ci sarà un periodo di convivenza con il virus, senza un vaccino, che richiederà tracciamento e sicurezza per poter garantire il funzionamento dell’economia. Secondo Kaplan lo scenario rimane di forte contrazione nel 2° trimestre, fra -30 e -35% t/t ann., seguito da una ripresa che potrebbe permettere di chiudere il 2020 con una contrazione intorno a -4,5%.

Per il 2021, la sua previsione è di riaccelerazione relativamente forte, con una possibile variazione annua intorno a 4,5%-5%. Kaplan ritiene che siano ancora necessari interventi su tre fronti: politica monetaria, politica fiscale e politica sanitaria. Mester (Cleveland Fed) ha ribadito che è difficile prevedere una ripresa a V, alla luce del forte aumento dei disoccupati.

– La spesa personale ad aprile crolla di -13,6% m/m, dopo -6,9% m/m. In termini reali, la spesa corregge di -12,4% m/m. Il reddito personale aumenta di 10,5% m/m, con un incremento di 12,9% m/m del reddito disponibile (+13,4% m/m in termini reali). La variazione ampiamente positiva del reddito (al contrario della contrazione prevista dal consenso, e più elevata della nostra previsione di rialzo) riflette l’incremento dei programmi di sostegno pubblici, attraverso trasferimenti diretti e sussidi di disoccupazione.

Il reddito da lavoro cala di -7,7% m/m, e sono in calo anche i redditi da affitti e da capitale. Queste voci sono più che compensate dai trasferimenti, in rialzo di 89,6% m/m, e dalle imposte in calo di -7,4% m/m. Di conseguenza, il tasso di risparmio schizza al 33%, e contribuisce a sostenere la previsione di rimbalzo dei consumi nel 3° trimestre.

Il deflatore dei consumi corregge di -0,5% m/m (0,5% a/a), mentre il deflatore core cala più delle attese, con una variazione di -0,4% m/m (1% a/a). La debolezza dei prezzi è diffusa sia ai beni (-0,8% m/m) sia ai servizi (-0,3% m/m). I dati danno informazioni importanti per lo scenario della ripresa: il rialzo del tasso di risparmio a 33%, ovviamente non strutturale, indica che le famiglie hanno le risorse per tornare a consumare nel 3° trimestre, dando luogo alla prima gamba della svolta dopo il previsto collasso dei consumi nel 2° trimestre.

A nostro avviso, i rischi per la crescita saranno maggiori nella parte finale dell’anno quando parte dei trasferimenti pubblici verranno meno. Per esempio, l’integrazione di 600 dollari alla settimana per i sussidi di disoccupazione scade il 31 luglio e l’estensione dei sussidi ai lavoratori autonomi e a quelli della gig economy è prevista solo fino a fine anno.

– La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a maggio (finale) aumenta a 72,3, con le condizioni correnti a 82,3 (da 74,3 di aprile) e le aspettative a 65,9 (da 70,1 di aprile). Il miglioramento delle condizioni correnti deriva dall’attuazione del CARES Act e dai trasferimenti ricevuti nel corso dell’ultimo mese, pur in presenza di aspettative di ulteriore peggioramento della situazione economica e delle prospettive di reddito e occupazione.

L’indagine riporta anche un aumento dell’inflazione attesa a 1 anno (come rilevato anche dall’indagine del Conference Board), che spingono ulteriormente verso l’alto l’incertezza sulla capacità di spesa nei prossimi trimestri. L’inflazione a 1 anno è attesa a 3,2% da 2,1% di aprile, mentre quella a 5 anni è vista a 2,7% da 2,5% di aprile e 2,3% di marzo.

Fonte: BondWorld.it

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