BondWorld.it
Intesa SanPaolo Falsh Macro Daily

Intesa Sanpaolo: Area euro PMI manifatturiero recupero

Intesa Sanpaolo – Area euro. La stima finale del PMI manifatturiero di giugno dovrebbe segnare un recupero a 46,9 da 39,4 di maggio (in linea con il dato preliminare) …

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Intesa SanPaolo


La ripresa riguarderebbe quasi tutte le componenti, che pure sono attese rimanere su livelli depressi (in particolare l’occupazione, a 41,3 da 37,6 precedente); dovrebbero migliorare gli indici per i nuovi ordini totali ed esteri.

Non ci sono evidenze di pressioni inflattive. Lo spaccato per Paese dovrebbe vedere solo la Francia al di sopra della soglia di 50. La prima lettura del PMI manifatturiero per l’Italia è attesa mostrare un rimbalzo a 49,6 da 45,4 di maggio.

– Germania.Il tasso di disoccupazione di giugno è atteso in aumento di due decimi, al 6,5%. Il numero  di  disoccupati  dovrebbe  salire  di  circa  75.000 unitàdopo  essere  aumentato cumulativamente di 610 mila nei due mesi precedenti. L’indagine PMI e il barometro dello IAB segnalano  la  fragilità  del  mercato  del  lavoro,  anche  se  la  disoccupazione  dovrebbe rallentare dopo lo shock iniziale di aprile e maggio.

Rimane debole il settore manifatturiero e aumenta il lavoro temporaneo: tra marzo e maggio, oltre 855 mila imprese hanno presentato domanda di lavoro a breve termine, per un totale di circa 11,7 milioni di lavoratori.

Stati Uniti

– La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a giugno è previstadal consenso a 3,0mln,dopo -2,76 mln di maggio.

– L’ISM manifatturiero a giugno è atteso in rialzo a 48,5da 43,1 di maggio. Le informazioni di tutte  le  indagini  preliminari  di  giugno  sono  state  positive,  con  indicazioni  di  attività  o  circa stabile(PMI flash, Empire) o in ripresa (Philadelphia Fed). L’ISM manterrà un biasverso l’alto legato alla componente dei tempi di consegna, gonfiato artificialmente dai problemi delle catene di produzione.

Tuttavia, con la riapertura dell’attività in tutti i settori  questo  fattore artificiale dovrebbe ridursi, portando nei prossimi mesi a un riallineamento delle indagini. Tutte le componenti, eccetto i tempi di consegna, dovrebbero essere in rialzo, e in avvicinamento alla soglia di 50.

– La spesa  in  costruzioni a  maggio  dovrebbe  restare  in  calo,  segnando  una  contrazione  di -1,5%  m/m,  dopo -2,9%  m/m  di  aprile.  Il  comparto  privato  residenziale  dovrebbe  essere  in modesto calo, alla luce dell’attività dei nuovi cantieri in marginale ripresa, e della persistente correzione   degli   edifici   completati. 

Anche   nel   comparto   non   residenziale   privato   la debolezza  dovrebbe  proseguire,  sulla  scia  della  flessione  delle  trivelle  in  attività  e  della riapertura solo parziale dei cantieri a maggio.

– La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC del 9-10 giugno. Le informazioni dei verbali saranno importanti per la futura strategia di politica monetaria.

Il Comitato ha discusso alla riunione di giugno la possibilità di rafforzare la forward guidance sui tassi ed eventualmente introdurre come complemento misure di controllo della curva.

– Sulla forward guidance è probabile che il FOMC propenda per una specificazione che ancori i tassi futuri al livello attuale vicino a zero fino a quando l’inflazione non avrà superato  stabilmente  il  2%.  Tuttavia,  per  ora,  il  FOMC  potrebbe  ritenere  opportuno attendere prima di modificare la strategia in vigore, dato che non ci sono divergenze fra le  aspettative  di  mercato  e  quelle  del  grafico  a  punti.

Il  Comitato  potrebbe  discutere ancora di forward guidance alla riunione di luglio e valutare se dare maggiori indicazioni sul sentiero di acquisti di titoli.

– Per quanto concerne il controllo della curva, finora le proposte emerse dai partecipanti hanno  riguardato  la  possibilità  di  vincolare  i  rendimenti  sul  tratto  breve-medio,  senza dettagli specifici. I verbali potrebbero dare qualche indicazione sulla direzione e sui tempi che  un  intervento  sulla  curva  potrebbe  avere.

Un  articolo  del  WSJ  riporta  che  è improbabile, almeno per ora, l’adozione del controllo della curva da parte del FOMC. Secondo il WSJ, lo staff della Fed ha riportato un’analisi degli esperimenti con il controllo della curva attuati recentemente in Giappone e Australia e fra il 1942 e il 1951 negli USA, senza  però  il  raggiungimento  di  un  consenso  diffuso  su  questo  strumento.

Clarida  e Brainard  si  sono  espressi  favorevolmente  sull’utilizzo  del  controllo  della  curva  come complemento  alla forward  guidance,  ma  altri  (Daly,  Kaplan,  Mester,  Williams)  hanno sottolineato lo stato preliminare delle discussioni. Bullard, come Mester, ritiene essenziale delineare come avverrebbe l’uscita da una fase di controllo dei rendimenti, ricordando che ai tempi della seconda guerra mondiale “l’uscita è stata difficile ed è finita (…) in lacrime”.

Anche Powell ha usato toni interlocutori, affermando che per ora il FOMC si sta documentando, ma “non è qualcosa che abbiamo affatto deciso di fare”.

Nei    verbali    si    dovrebbe    anche    rilevare    una    certa    varianza    nelle proiezioni macroeconomiche, già emersa con l’aggiornamento pubblicato a giugno, ma si dovrebbe registrare il consenso pressoché unanime per tassi fermi su tutto l’orizzonte previsivo.

I verbali dovrebbero  anche  confermare  la  disponibilità  a  intervenire  ancora  per  mantenere  le condizioni  finanziarie  aggressivamente  espansive  e  per  rendere  appetibili  le  condizioni  dei programmi di credito di emergenza.

I dati e gli eventi di ieri

BCE.  Nella  settimana  22-26  giugno,  l’Eurosistema  ha  attuato  acquisti  netti  per  30  miliardi nell’ambito del PEPP (ora arrivato a 345,5 miliardi), 8,1 miliardi per il PSPP e 1,6 miliardi fra CBPP e CSPP.

Il valore degli attivi totali è salito di 599,8 miliardi, in larga misura spiegati dalle erogazioni nette collegate all’ultima asta TLTRO III, che regolava il 24/6: il valore dei crediti per operazioni di rifinanziamento a lungo termine, infatti, è salito di 563,7 miliardi.

Area euro. La stima flash di giugno ha registrato un’accelerazione dell’inflazione allo 0,3% a/a dallo  0,1%  di  maggio,  in  contrasto  con  le  aspettative  di  consenso.  Sul  mese,  i  prezzi  hanno segnato  una  crescita  del  +0,3%  m/m  dopo  il -0,1%  m/m  di  maggio. L’aumento risulta guidato dalla  risalita  dei  prezzi  dell’energia  (+1,7%  m/m,  in  linea  con  le  nostre  aspettative),  mentre rallentano i listini alimentari.

L’indice core BCE (al netto di alimentari ed energia) è calato di un decimo  rispetto  al  mese  precedente,  all’1,1%  a/a  (circa  in  linea  con  le  nostre  previsioni). L’inflazione  è  attesa  rallentare  nei  prossimi  mesi,  a  causa  della  persistente  debolezza  della domanda e del taglio temporaneo dell’IVA in Germania.

Italia. L’inflazione è rimasta in territorio negativo  per  il  secondo  mese  a  giugno,  a -0,2% a/a(invariato  rispetto  al  mese  precedente)  sull’indice  NIC  e  a -0,4% a/a(da -0,3%  a  maggio) sull’indice armonizzato Ue. I dati sono stati leggermente inferiori al previsto. Nel mese, i prezzi sono aumentati di un decimo sull’indice domestico e sono rimasti invariati sulla base dell’IPCA.

Il motivo principale  alla  base  della  sorpresa  al  ribasso  è  stata  una  correzione  dei  prezzi  dei  prodotti alimentari (-0,4% m/m), dopo i forti aumenti dei due mesi precedenti. Si è avuta una correzione dei prezzi anche per i servizi ricettivi e di ristorazione (-0,7% m/m), e i listini hanno continuato a diminuire  nelle  comunicazioni  (-1% m/m).

Dal  lato  opposto,  come  previsto,  si  è  registrato  un significativo  rimbalzo  dei  prezzi  dei  trasporti  (+1,2%  da -1,6% m/m precedente),  trainato  dai carburanti. L’inflazione di  fondo  (esclusa energia  e  alimentari  freschi)  è  scesa  a  0,7%  da  0,8%, quella al netto della sola energia è rimasta stabile all’1%.L’inflazione sui beni alimentari, per la cura della casa e della persona(il cosiddetto “carello della spesa”) è rallentata solo lievemente (a  2,3% da  2,4%  a/a  di  maggio),  quella  sui prodotti  ad  alta  frequenza d’acquisto è tornata in territorio  lievemente  positivo  (a  0,2%  a/a,  dopo  la  variazione  nulla  di  maggio).

In  prospettiva, vediamo un’inflazione poco variata nel resto dell’anno. L’impatto dello shock COVID-19 sul CPI è ritardato: l’inflazione dovrebbe rimanere negativa per diversi mesi dopo che è stato superato il punto di minimo del ciclo (che è stato toccato nel mese di aprile).

I  prezzi  alla  produzione  risultano  in lieve  diminuzione  sul  mese  precedente(-0,1%)  e  in marcata flessione su base annua(-5,3%: si tratta di un minimo da settembre del 2009). La discesa è  più  marcata  sul  mercato  interno  (-0,3%  m/m, -7,2%  a/a),  tuttavia  è  assai  condizionata dall’energia (-0,5% m/m, -21,6% a/a), al netto della quale il PPI risulta in calo solo marginale sia sul mese che sull’anno (-0,2%  m/m, -0,1%  a/a). 

Si  registrano  incrementi tendenziali positivi sul mercato interno per industrie alimentari, bevande e tabacco (+1,0%) e prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+0,9%), sul mercato estero per computer, prodotti di elettronica e ottica (+3,4% per l’area non euro), mezzi di trasporto (+1,6% per l’area euro, +2,2% per l’area non euro) e industrie tessili(+1,1% per l’area euro, +1,8% per l’area non euro).

Italia. Secondo la stampa, una fonte governativa avrebbe confermato che l’esecutivo è pronto a chiedere un nuovo aumento del ricorso all’indebitamento per 20 miliardi (il nuovo pacchetto dovrebbe  essere  approvato  questo  mese).

Di  conseguenza,  il  governo  rivedrebbe  il  target ufficiale  sul  deficit  2020  a  11,6%  da  10,4%  precedente.  Nelle  nostre  stime  (più  pessimistiche  di quelle del governo per quanto riguarda il PIL 2020), il disavanzo quest’anno dovrebbe superare il 12%.

Spagna. La stima finale del PIL nel 1° trimestre ha mostrato un forte ed inevitabile crollo a -5,2% t/t da 0,4% t/t precedente, per una variazione tendenziale di -4,1% a/a, dopo il +1,8% a/a del 4 trim. 2019. La flessione è dovuta principalmente alla debolezza della domanda interna: i consumi privati e gli investimenti sono scesi rispettivamente del -6,5% t/t e del -5,7% t/t, mentre i consumi pubblici  sono  cresciuti  del  +1,8%t/t. 

Il  commercio  estero  ha  sottratto nove decimi  al  PIL,  con entrambi  i  flussi  in  netto  calo  (importazioni -6,6%  t/t,  esportazioni -8,2%  t/t).  Il  settore  che  ha maggiormente sofferto in questo primo trimestre è senza dubbio quello dei servizi, che registra un calo del -11,1% per la voce commercio, trasporti e turismo, e del -8,5% t/t per le attività artistiche e ricreative. Ci aspettiamo un ulteriore e più marcato crollo del PIL nel secondo trimestre (-14,4% t/t), per una crescita annua negativa intorno a-9,1%.

Stati Uniti

– Contagi 2634432, nuovi contagi 41700, decessi 127410, guarigioni 720631 (Fonte: JHU).

-Il Weekly Economic Indexstimato dalla NY Fed nella settimana del 27 giugno è peggiorato modestamente a -7,64 da -7,03 della settimana precedente.

– Powell e  Mnuchin, nell’audizione alla commissione servizi finanziari del Congresso, hanno ribadito l’impegno a valutare ulteriori interventi per sostenere il mercato del lavoro e le imprese  in  questa  fase  di  ripresa  iniziale.

Powell detto  che  la  riapertura  delle  attività, l’economia USA è entrata in una importante nuova fase anche prima di quanto atteso, con un rimbalzo dell’attività di per sé positivo, ma accompagnato da nuove sfide, in particolare la  necessità  di  controllare il virus.

Il segretario  del Tesoro Mnuchinha  ricordato  che  ci  sono diverse misure in scadenza a luglio (l’integrazione federale di 600 dollari/settimana per i sussidi di  disoccupazione,  la  data  di  scadenza  per  le  domande  di  fondi  finanziati  dal  Paycheck Protection Program). Mnuchin ha detto che l’amministrazione ritiene che le prossime misure contro  la  pandemia  dovranno  essere  mitrate  ai  settori  colpiti  in  modo  particolarmente pesante dalla pandemia.

Sia Powell sia Mnuchin hanno detto che per le imprese dei settori più colpiti (ristorazione, ricreazione, turismo, trasporto aereo), con ricavi scarsi o inesistenti e debito già elevato, il supporto derivante dai nuovi programmi di credito di emergenza della Fed  saranno  probabilmente  inefficaci  fino  a  quando  non  ci  sarà  un  controllo  della pandemia.

– Williams (NY Fed) ha detto chei recenti dati sono incoraggianti e rendono probabile che il minimo  della  crisi  sia  stato  toccato.  Williams  ha  però  aggiunto  che  lo  scenario  resta “altamente incerto” e il ritorno al potenziale richiederà molto tempo, restando dipendente dal controllo del virus.

Il presidente della NY Fed ha ribadito l’impegno della Fed a usare tutti gli strumenti disponibili per sostenere l’economia. Williams ha detto che il FOMC non ha una posizione  definita  riguardo  al controllo  della  curva e ha  ribadito  un’opinione  contraria riguardo all’adozione di tassi negativi.

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a giugno aumenta a 98,1, da 85,9di  maggio. La  situazione  corrente  è  in  rialzo  a  86,2  da  68,4,  con  indicazioni  di  netto miglioramento  collegato  alla  riapertura  delle  attività,  alla  ripresa  dell’occupazione  e  ai trasferimenti pubblici a sostegno del reddito disponibile. L’indice di aspettative rimbalza a 106 da 97,6 di maggio.

L’indice composito e le componenti, nonostante i miglioramenti di giugno, restano molto al di sotto dei livelli precedenti la pandemia. Le famiglie sono meno pessimiste sullo scenario a breve termine, ma non si aspettano un miglioramento significativo dell’attività economica.  L’indagine  riporta  anche  maggiore  ottimismo  riguardo  alle  condizioni  del mercato del lavoro. I dati sono coerenti con gli altri indicatori, che segnalano tassi di crescita della domanda in aumento, ma livelli ancora molto lontani da quelli di inizio anno.

Giappone. L’indagine Tankan del 2° trimestre registra crolli in tutti gli indici di attività su minimi da più di 11 anni. L’indice per le grandi imprese manifatturiere è in calo a -34  da -8  del  trimestre precedente,  con  peggioramenti  diffusi  a  tutti  i  settori(particolarmente  marcati  nel  comparto auto). L’indice atteso è in miglioramento contenuto,  a -27  e  rimane  coerente  con  ulteriore contrazione  del  PIL. 

Per  le  grandi  imprese  non  manifatturiere  le  indicazioni  sono  negative,  ma meno che per il manifatturiero, con l’indice coincidente a -17 da 8 e le previsioni a -14, pur in presenza di violente contrazioni in alcuni comparti (accoglienza e ristorazione a -91 e servizi per gli individui a -70). Le indicazioni delle imprese di dimensioni piccole e medie sono analogamente negative per tutti i settori. Le previsioni delle imprese sono di stabilità del cambio yen/dollaro a 107,87.

Nell’indagine si registrano segnali di diffuso eccesso di offerta e di contrazione dei ricavi e degli utili, in peggioramento rispetto al trimestre precedente. Le previsioni di investimento sono moderatamente positive per l’anno fiscale in corso(+3,2%). Anche riguardo al fattore lavoro, le imprese  riportano  eccesso  di  occupati  nel  manifatturiero  e  una  riduzione  dell’eccesso  di domanda  nel  non  manifatturiero.  Sul  fronte  dei  prezzi  di  vendita,  le  imprese  prevedono correzione (nel manifatturiero) o stabilità (nel non manifatturiero) per i prossimi 12 mesi.

L’indagine nel complesso conferma la debolezza prevista per il 2° trimestre e segnala grande cautela da parte delle imprese per le prospettive della seconda metà dell’anno, rilevando timori per l’arrivo di una possibile seconda ondata di contagi. L’ampio stimolo fiscale in arrivo sulla scia di due manovre  supplementari  adottate  dal  governo  fra  aprile  e  giugno  dovrebbe  contribuire  a riportare  in  territorio  positivo  la  crescita  a  partire  dal  3°  trimestre,  sulla  scia  di  una  ripresa  dei consumi  sostenuti  dal  supporto  al  reddito  disponibile  e  dal  risparmio  “forzato”  accumulato durante il lockdown.

Cina.L’indice PMI  manifatturiero rilevato  da Caixin  Markitè  salito  da  50,7  in  maggio  a  51,2  in giugno.  La  componente  degli  ordini  totali,  dopo  4  mesi  al  di  sotto  di  50,  è  tornata  in  territorio espansivo salendo a 52,1 in giugno, mentre quella degli ordini esteri segnala solo una diminuzione del  ritmo  di  contrazione. 

In  aumento  sono  state  anche  le  componenti  dei  prezzi  degli input  e delle scorte, mentre è scesa la componente dell’occupazione. Il dato è in linea con quello del NBS e conferma che la ripresa è guidata dalla domanda interna. La domanda estera, seppur in miglioramento, resta comunque debole anche in gran parte degli altri paesi asiatici.

Fonte: BondWorld.it

Articoli Simili

Intesa Sanpaolo: Area euro PMI servizi dovrebbe confermare il forte rimbalzo

Redazione

Intesa Sanpaolo: Italia tasso disoccupazione in aumento

Redazione

Intesa Sanpaolo: Spagna PIL dovrebbe  confermare  il  crollo

Redazione