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Intesa Sanpaolo: Area euro PMI servizi dovrebbe confermare il forte rimbalzo

Intesa Sanpaolo – Area euro. Il dato finale del PMI servizi dovrebbe confermare il forte rimbalzo a 47,3 da 30,5 (in linea con la stima flash) …

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Intesa SanPaolo


Il recupero riguarda in particolare le aspettative su nuovi affari. Lo spaccato  per  Paese dovrebbe confermare l’indice francese su livelli superiori a quello tedesco. La prima lettura del PMI servizi per l’Italia è vista evidenziare un rimbalzo a 38,5 da 28,9 di maggio.

Il PMI composito dovrebbe essere passare a 47,7da 31,9 precedente (due decimi  al  di  sopra  della stima  flash), grazie all’ulteriore allentamento delle misure  restrittive adottate per contenere il contagio da COVID-19. I rischi sulla previsione sono verso l’alto.

Stati Uniti

– Mercati chiusi per festività (Independence Day).

I dati e gli eventi di ieri

BCE. Il membro del comitato esecutivo Merschha dichiarato che la BCE sostiene la Bundesbank nella sua cooperazione con il Bundestag e il governo federale della Germania nella controversia di fronte alla corte costituzionale. Mersch ha ricordato la sentenza “definitiva e incontrovertibile” della  corte  europea  di  giustizia  del  2018,  ma  anche  rivelato  che  la  BCE  ha  autorizzato  la Bundesbank a condividere con il governo federale di alcuni documenti interni, “a condizione che alcuni elementi di natura non pubblica sia trattati confidenzialmente”,  e  che  le  autorità hanno anche accesso alle risposte a 43 domande ricevute come esperti tecnici nella discussione del caso. Inoltre, ha ricordato la valutazione della proporzionalità alla base delle scelte politiche della  BCE “è  disponibile  al  pubblico”,  per  esempio  nei  resoconti  delle  riunioni  di  politica monetaria. 

Mersch  ha  concluso  che  non  vede  ostacoli  a  che  la  Bundesbank  continui  a partecipare al PSPP dopo il 5 agosto. L’intervento di Mersch si inserisce in una attiva campagna di comunicazione che ha coinvolto anche altri membri del comitato esecutivo, come Schnabel.

Area  euro. Il tasso  di  disoccupazione nel  mese  di  maggio  è  salito  al7,4% (al  di  sotto  delle aspettative)  dal7,3%  precedente,  mentre la  disoccupazione  giovanile è  passata  al  16,0% dal 15,7% di aprile. Secondo Eurostat, il numero dei senza-lavoro di questo mese è di 12,146milioni, con  un  aumentato  rispetto  ad  aprile  di  159  mila unità. 

Stimiamo  che  il  picco  per  il  tasso  di disoccupazione possa essere ritardato, anche di diversi mesi, rispetto al punto di minimo del ciclo.

Italia. In maggio, l’occupazione è calata di altre 84mila unità (-0,4% m/m), il che porta il totale rispetto a un anno fa a -613mila (-2,6%). Le misure di tutela occupazionale hanno protetto finora i lavoratori  a  tempo  indeterminato  (+0,1%  da  gennaio), e la  crisi si  è  scaricata  sui dipendenti temporanei (-413 mila unità ovvero -14%rispetto a gennaio) e sui lavoratori autonomi (-116 mila unità ovvero -2,2%).Peraltro, le ripercussioni sui dipendenti a tempo indeterminato hanno iniziato a manifestarsi da aprile, e potrebbero diventare più rilevanti da settembre in avanti. L’impatto è più negativo per le classi di età più giovani, con cali di -8,2% fra 15e 24 anni e di -4,1% nella fascia d’età 25-34 anni (per un totale di 254mila occupati in meno).

La diminuzione degli occupati, a differenza che nei mesi scorsi, non è stata compensata dall’aumento degli inattivi, anzi in calo di -1,6%  m/m con l’allentamento delle misure restrittive.  Pertanto,  il tasso  di  disoccupazione è salito  da  6,6%a  7,8%. Pensiamo  che  il  trend  al  ribasso  per  l’occupazione  sia  destinato  a continuare nei prossimi mesi, mentre il tasso di inattività potrebbe continuare a ridursi. Pertanto, vediamo il tasso dei senza-lavoro tornare a due cifre verosimilmente nel giro di pochi mesi.

Germania. In giugno, il calo delle immatricolazioni di auto rispetto a un anno prima è stato pari al 40%. Sebbene molto negativo, il dato è in ulteriore miglioramento rispetto a maggio, quando era stato di -49,5%, ed aprile (-61,1%).L’associazione di categoria stima per l’intero 2020 un calo del  20%.

Le  immatricolazioni  sono  in  ripresa  in  tutta  l’area  dell’euro  dopo  il  sostanziale azzeramento   avvenuto   in   aprile   con   il   confinamento   legato   a   COVID-19:   la   variazione tendenziale per i 4 maggiori paesi è risalita a -49% in maggio e dovrebbe collocarsi intorno a -29% in giugno.

Stati Uniti

– Contagi2739879, nuovi contagi 51200, decessi 128740, guarigioni 781970 (Fonte: JHU).

– Il ritmo di incremento dei nuovi contagi resta in rialzo e ha indotto molti governatori a imporre l’obbligo di indossare le mascherine in ambienti pubblici, mentre aumenta il numero di stati che rallenta o inverte il processo di riapertura delle attività nei servizi aggregativi.

Nonostante il  netto  peggioramento  del  quadro  epidemiologico,  è  improbabile un  nuovo lockdown diffuso,  mentre  è  possibile  un  freno  più  duraturo  all’attività  dei  settori  che  sembrano responsabili del recente aumento dei contagi (ricreazione, ristorazione).

– Il Weekly Economic Index della NY Fed migliora a -7,44 nella settimana del27 giugno da -7,9 della settimana precedente.

– Il deficit della bilancia commerciale a maggio si amplia, a -54,6 mld da -49,8 mld di aprile, con  un  calo  di  esportazioni  di -0,8%  m/m  a  fronte  di  una  riduzione  di -0,8  m/m  delle importazioni.

Il deficit risente in larga misura del crollo dell’export di servizi (-2% m/m). Il canale estero  dovrebbe  fornire  un  ampio  contributo  negativo (circa -1,2  pp) alla  crescita  del  2° trimestre.

– Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 20 giugno calano marginalmente  (-55  mila) a 1,427  mln, mentre  i  sussidi  esistenti  nella  seconda  settimana  di giugno  sono  invariati  a  19,3  mln  (in  modesto  calo  a  17,6  mln  da  17,9  mln  su  base  non destagionalizzata). 

Continua ad aumentare il numero  di sussidi  erogati  con i  programmi di emergenza per la pandemia, complessivamente ora pari a circa 13 mln a metà giugno. Nelle prossime settimane si potrebbe assistere a un aumento dei sussidi, alla luce dell’inversione del processo  di  apertura  delle  attività  aggregative  negli  Stati  colpiti  dalla  ripresa  dei  contagi (California Florida, Texas, Arizona).

– Un   altro employment   report migliore   delle   attese:   +4,8   mln   di   occupati,   tasso   di disoccupazione all’11,1% a giugno. L’employment  report di  giugno registra  gli  effetti  della riapertura delle attività sul mercato del lavoro, con una ripresa di occupazione diffusa a tutti i settori, ma particolarmente marcata nei servizi, e un calo del tasso di disoccupazione di 2,2 pp  rispetto  a  maggio.

Nonostante  le  buone  notizie  degli  ultimi  due  mesi, la  strada  da recuperare per riavvicinarsi al pieno impiego è ancora lunga e soggetta a molti rischi: rispetto a febbraio, gli occupati sono in calo di 14,7 mln (-9,6%) ei disoccupati in aumento di 12 mln.

– La dinamica  occupazionale  rilevata  dall’indagine  presso  le  imprese mostra  che  il recupero di 4,8 mln, dopo +2,7 mln a maggio, è diffuso, ma particolarmente sostenuta nei settori maggiormente colpiti dalle correzioni di marzo e aprile.

La variazione mensile è da attribuire quasi completamente al settore privato (+4,767 mln), con un incremento di solo  33  mila  posti  nel  settore  pubblico,  e  una  netta  prevalenza  dei  servizi  (+4,263  mln) rispetto all’industria (+504 mila).

Nel manifatturiero e nelle costruzioni gli aumenti sono pari a 356 mila e 158 mila, rispettivamente, mentre l’estrattivo elimina 10 mila posti. Nei servizi privati, quasi metà dell’incremento è concentrato nel comparto tempo libero e ospitalità che, con +2,088 mln a giugno dopo +1,4 mln di maggio, recupera quasi la metà dei posti persi fra marzo e aprile. 

Anche il commercio al dettaglio (+739800) e istruzione e sanità (+568 mila) recuperano quasi metà della contrazione vista dall’inizio della recessione. I servizi  alle  imprese  sono  in  aumento  di  306  mila  a  giugno,  ma  il  livello  di  occupati  nel settore resta inferiore di 1,8 mln rispetto a febbraio.

– L’indagine presso le famiglie conferma il miglioramento registrato dai dati delle imprese, con un calo del tasso di disoccupazione a 11,1%da 13,3% di maggio e dal picco di 14,7% di aprile, ma sempre 7,6 pp al di sopra del livello di febbraio. Il BLS segnala che rimangono problemi metodologici di rilevazione, che portano a una sottostima del tasso effettivo di disoccupazione di circa 1 pp.

Il calo dei disoccupati (-3,2 mln) è però accompagnato da una riduzione della percentuale dei “disoccupati temporanei”(-4,8 mln) al 59,5% del totale (da 73% di maggio), a fronte di un incremento dei disoccupati permanenti (+588 mila,  per  un  totale  di  2,9  mln).

Questo  significa  che  stanno  aumentando  le  posizioni definitivamente eliminate dalle imprese. Un dato positivo dell’indagine è il rialzo di 0,7 pp del tasso di partecipazione a 61,5%, che però resta ancora inferiore di 1,9 pp rispetto a febbraio. 

Lo  spaccato  per  ore  lavorate  registra  un  aumento  degli  occupati  a  tempo pieno di circa 2,4 mln, analogo a quello degli occupati part-time. In questa categoria, gli occupati part-time per motivi economici, pur in calo di 1,6 mln a giugno, sono 9,1 mln a giugno, circa il doppio rispetto al livello di febbraio.

– Le ore lavorate nel settore privato aumentano di 2,5% m/m, con variazioni diffuse a tutti i settori  tranne  l’estrattivo,  e  particolarmente  sostenuti  nel  comparto  tempo  libero  e ospitalità  (+16,4%m/m).  Nel  manifatturiero  il  rialzo  è  di  3%  m/m. Tuttavia,  a  livello aggregato, la settimana lavorativa è in calo, per via dell’elevata percentuale  di nuovi occupati  con  posizioni  part-time,  soprattutto  nei  settori  aggregativi.

La  variazione  dei salari  orari è  nuovamente in  calo(-1,2%  m/m),  per  via  del  recupero dei posti  di lavoro persi prevalentemente nei settori con salari nella fascia più bassa della distribuzione.

– I  dati  occupazionali  confermano  che  le  informazioni  dei  sussidi  di  disoccupazione (relativamente  poco  variati  da  settimane) in  questa  fase  non  sono dei buoni indicatori per  il  recupero  dei  posti  di  lavoro.

Una  possibile spiegazione  per  la  disconnessione  fra sussidi e nuovi posti è data dal fatto che nel contesto attuale i lavoratori part-time e gli autonomi possono ricevere i sussidi di disoccupazione, contrariamente al passato.

– Lo scenario  per  i  prossimi  mesi è  di  ulteriore  aumento  di  occupati e  calo  del  tasso  di disoccupazione, anche  se  probabilmente  il  picco  della  variazione  di  posti  dovrebbe essere  stato  registrato  a  giugno. 

L’andamento  dei  prossimi  mesi  subirà  un  freno dall’inversione del processo di riapertura delle attività  nei  servizi aggregativi in atto  ora per  contrastare  la  riaccelerazione  dei  nuovi  contagi.  Inoltre,  la  discesa  del  tasso  di disoccupazione sarà frenata dal proseguimento dell’aumento della partecipazione.

– Nonostante  la  presenza  di  alcune  ombre nell’employment  report (elevato  numero  di lavoratori  part-time,  partecipazione  ancora  bassa,  calo  della  frazione  di  disoccupati temporanei  sul  totale),  il  messaggio  è  complessivamente  positivo  e  dà  supporto  alla previsione di una ripresa solida nel 3° trimestre, trainata dai consumi.

L’elevato grado di incertezza sull’andamento dei contagi e sull’estensione dello stimolo fiscale rende però probabile un ritmo di crescita del PIL in rallentamento dopo l’estate e nel 2021e mantiene elevati i rischi, concentrati dopo il 3° trimestre.

Cina.Il PMI dei servizi rilevato da Caixin Markit è salito da 55 in maggio a 58,4 in giugno, contro aspettative del consenso Bloomberg di un calo a 53,2, grazie all’aumento delle componenti degli ordini, salita a 57,3, e delle aspettative, tornate sui massimi da metà 2017 con una dinamica opposta  a  quella  rilevata  dal  NBS. 

Al  contrario  è  scesa  e  rimane  in  territorio  di  contrazione  la componente dell’occupazione. Il netto incremento del PMI dei servizi e quello più contenuto del settore manifatturiero hanno favorito un aumento dell’indice composito da 54.5 in maggio a 55,7 in  giugno,  segnalando  una  sensibile  riaccelerazione  dell’attività  economica  guidata, contrariamente alle aspettative, dal settore dei servizi.

Fonte: BondWorld.it

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