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Intesa Sanpaolo: Area euro PMI servizi un calo

Intesa Sanpaolo – Area euro. Il dato finale del PMI servizi dovrebbe registrare un calo a 50,1 da 54,7 precedente (in linea con la stima flash).

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– Area euro. Il dato finale del PMI servizi dovrebbe registrare un calo a 50,1 da 54,7 precedente (in linea con la stima flash). La flessione riguarderebbe principalmente i nuovi affari (attesi a 49,8 da 51,4 di luglio) e le aspettative (56,1). Lo spaccato per Paese dovrebbe confermare l’indice francese su livelli leggermente superiori a quello tedesco (rispettivamente a 51,9 e 50,8). La prima lettura del PMI servizi per l’Italia potrebbe evidenziare un ulteriore recupero a 51,8 da 51,6 di luglio. Il PMI composito dovrebbe essere confermato anch’esso a 51,6 da 54,9 precedente. I rischi sulla previsione sono verso il basso.

Area euro. Le vendite al dettaglio di luglio sono attese in aumento, nell’ordine di +1,4% m/m, dopo il +5,7% m/m precedente.

I consumi sono visti risalire ancora ad agosto, assestandosi così intorno ai livelli pre-pandemici.

Stati Uniti

– L’ISM non manifatturiero ad agosto è previsto in calo a 57,5 da 58,1 di luglio. Il PMI Markit flash per i servizi ha segnato un ampio rialzo, ma le indagini regionali di agosto sono state in flessione, con aspettative di indebolimento della crescita dell’attività.

L’indice ISM dovrebbe comunque confermare le indicazioni di attività in espansione e segnalare miglioramento anche nei segmenti più direttamente colpiti dalla pandemia (ospitalità e ristorazione), come evidente anche dai dati settimanali. La crescita dell’attività per ora comunque non è sufficiente a riportare l’output in prossimità dei livelli di febbraio.

– Il deficit commerciale a luglio dovrebbe ampliarsi a -55 mld da -50,7 mld di giugno. Il saldo preliminare del mese per il comparto dei beni ha registrato un aumento del deficit, a -70,6 mld a luglio, con aumenti marcati sia dell’export sia dell’import.

La ripresa dell’attività dei servizi dovrebbe contribuire a contenere parzialmente il deficit grazie a un recupero parziale delle esportazioni USA.

I dati e gli eventi di ieri

Il PMI manifatturiero globale è salito in agosto a 51,8, con un incremento di 1,2 punti rispetto a luglio. Il miglioramento è guidato da Cina, Brasile, Germania e Italia.

Secondo Markit, tale livello (se mantenuto nel tempo) sarebbe compatibile con una crescita della produzione manifatturiera del 3,6% a/a. L’81% dei paesi inclusi nell’aggregato registra un miglioramento dell’indice, massimo dal settembre 2018. Le imprese segnalano un ritorno delle pressioni sui costi, accompagnate da una maggiore propensione ad aumentare i prezzi di vendita.

Area euro. I prezzi alla produzione sono cresciuti di 0,6% m/m in luglio, secondo mese consecutivo di rimbalzo. L’incremento è spiegato dalla ripresa dei prezzi dei beni energetici dopo il crollo primaverile. Quarto mese di flessione per i beni di consumo non durevoli, mentre crescono (+0,4% m/m) i prezzi dei beni durevoli di consumo.

La variazione tendenziale del PPI resta negativa: – 3,3% a/a (-0,4% a/a escludendo l’energia), a causa del contributo dei beni intermedi (-2,0% a/a), mentre le variazioni dei prezzi sono positive per i beni di investimento (0,9% a/a) e di consumo (0,4% non-durevoli, 1,6% durevoli).

Stati Uniti. M. Meadows, chief of staff della Casa Bianca, ha detto che i senatori repubblicani potrebbero votare un pacchetto di stimolo limitato, di circa 500 mld.

La presidente della Camera, Pelosi, ha ribadito che la posizione democratica non è cambiata, con l’obiettivo di approvare una manovra di circa 2,2 tln. Per ora le posizioni dei due partiti restano lontane e i negoziati per il rinnovo delle misure scadute a luglio non sono ripresi.

Stati Uniti. Il Congressional Budget Office ha pubblicato l’aggiornamento alle previsioni economiche e di budget per il 2020-30 a legislazione invariata. Il deficit nel 2020 è previsto a 3,3 tln di dollari (16% del PIL, massimo dal 1945), sulla scia delle misure di contrasto alla pandemia.

Il sentiero dei prossimi anni vede una riduzione a 8,6% nel 2021, e un trend in calo fino al 2027 (a 4% del PIL), per poi risalire nell’ultima parte del decennio (fino a 5,6% del PIL nel 2030). Le uscite sono stimate a 32% del PIL nel 2020, sui massimi dal 1945 e superiori di circa il 50% rispetto al dato del 2019. La previsione è di calo nei 4 anni successivi, con una stabilizzazione al 23% nella seconda parte del decennio.

Le spese sono sostenute nel decennio dalla crescita della componente programmatica (previdenza e sanità) dovuta all’invecchiamento della popolazione e dall’aumento della spesa per interessi (da 1,4% del PIL nel 2020 al 2,2% nel 2030). Per quanto riguarda le entrate, è prevista una correzione a 15,5% del PIL nel 2020 (da 16,3% del 2019) seguita da un trend verso l’alto che converge al 18% nel 2030. Il debito dovrebbe toccare il 98% del PIL nel 2020 (dal 79% del 2019) e seguire un trend in rialzo costante.

Nel 2023, con un debito al 107% del PIL, si dovrebbe raggiungere il massimo storico, e proseguire verso il 109% del PIL nel 2030. Il picco precedente era stato toccato nel 1946, sulla scia degli effetti finanziari della seconda guerra mondiale. I rischi per le previsioni di deficit e debito sono verso l’alto, nell’aspettativa che il Congresso approvi nuovo stimolo fiscale nei prossimi mesi e che una parte delle riduzioni delle imposte attualmente temporanee vengano estese.

Stati Uniti. Il Beige Book, preparato per la riunione del FOMC del 15-16 settembre, riporta attività in crescita diffusa in quasi tutte le aree, ma su ritmi generalmente modesti e su livelli ancora molto inferiori a quelli prevalenti prima della pandemia. Il settore manifatturiero è in espansione e la spesa dei consumatori rimane in aumento, soprattutto nel settore auto, con indicazioni di ripresa del commercio al dettaglio e del turismo.

Nel complesso però la spesa rimane su livelli inferiori a quelli pre-pandemia e appaiono segnali di rallentamento. Nelle costruzioni, l’edilizia commerciale è in calo, mentre quella residenziale è in forte crescita. In generale, le imprese riportano modesto ottimismo, ma restano preoccupate per l’elevata incertezza e la volatilità collegata alla pandemia.

L’occupazione è in rialzo, soprattutto nel manifatturiero, ma si registrano volatilità nelle assunzioni, licenziamenti definitivi e difficoltà a reperire forza lavoro anche per via della mancanza di supporto per la cura dei figli. Sui prezzi, c’è un modesto trend verso l’alto.

Il Beige Book dà informazioni in linea con quanto emerge dai dati settimanali e mensili di attività e dalle indagini di settore, e supporta la previsione di prosecuzione della crescita trainata dai consumi, ma su ritmi volatili e in rallentamento rispetto ai mesi scorsi.

Stati Uniti. La stima ADP degli occupati non agricoli privati delude le attese con una variazione di 428 mila (consenso: 950 mila). Lo spaccato per settore registra incrementi concentrati nelle imprese di maggiori dimensioni (+298 mila nelle grandi imprese, di cui +270 mila in quelle con più di 1000 dipendenti).

La disaggregazione per settore mostra una prevalenza di nuovi posti nei servizi (+389 mila), con 85 mila nella sanità, 15 mila nell’istruzione, 129 mila nel tempo libero/ospitalità, 58 mila nel commercio/trasporti, 66 mila nei servizi alle imprese. Nell’industria i nuovi posti sono 40 mila, di cui 28 mila nelle costruzioni, 9 mila nel manifatturiero e 2 mila nell’estrattivo.

A luglio, la stima ADP non è stata un buon previsore dei nuovi occupati rilevati con l’employment report. La previsione per i dati in uscita venerdì 4 settembre è di variazione molto più ampia, pari a 1,900 mln, con un contributo significativo del settore pubblico, di circa 200 mila unità, per via della ripresa della raccolta dei dati pe il censimento 2020.

Per quanto riguarda il settore privato, l’andamento dei sussidi di disoccupazione esistenti in calo più rapido nelle ultime settimane e la crescita di attività nei settori aggregativi fanno prevedere un altro mese di creazione solida di posti di lavoro, intorno a 1,700 mln, ben al di sopra di quanto indicato dalla stima ADP per agosto.

Stati Uniti. Barkin (Richmond Fed) ha detto che la politica monetaria dovrà ancora offrire supporto all’economia, alla luce dei recenti sviluppi della pandemia. Secondo Barkin, con la disoccupazione intorno al 10% e l’inflazione sotto il 2% è chiaro che la Fed deve mantenere le misure attuate finora, anche se i tassi a zero possono generare rischi di instabilità finanziaria.

A suo avviso, il mercato del lavoro è stato più debole del previsto e il regime attuale di aperture con protocolli sanitari mirati vincola la crescita, ma permette di evitare l’esplosione dei contagi. Barkin ritiene che l’incertezza sul sentiero della pandemia implica un rallentamento delle decisioni di investimento delle imprese.

Cina. Il PMI dei servizi rilevato da Caixin-Markit è sceso marginalmente da 54.1 in luglio a 54 in agosto, pur rimanendo su livelli elevati. L’aumento delle componenti dei prezzi e dell’occupazione, quest’ultima risalita sopra la soglia di 50 per la prima volta da gennaio, si è accompagnato ad un rallentamento del ritmo di crescita degli ordini (la componente è scesa da 55,3 a 52,9) e delle aspettative.

Il PMI composito, grazie alla stabilità di quello dei servizi e al miglioramento di quello del settore manifatturiero, è salito da 54,5 in luglio a 55,1 in agosto.

Fonte: BondWorld.it

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