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Intesa Sanpaolo Area euro prezzi al consumo in aumento?

Intesa Sanpaolo – Area euro. La stima preliminare dovrebbe vedere i prezzi al consumo in aumento di 0,3% m/m in larga misura per effetto di un rialzo dei prezzi sottostanti di 0,2% m/m e di 0,6% m/m dell’energia…….

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I prezzi sottostanti dovrebbero avanzare in misura inferiore rispetto all’usuale stagionalità, dal momento che ci aspettiamo una normalizzazione nei servizi ricreativi e per i pacchetti vacanze, dopo il forte aumento del mese di aprile.

L’inflazione è attesa in diminuzione a 1,4%, da 1,7%.

L’inflazione al netto di energia ed alimentari è vista ritracciare di due decimi all’1,2%. L’inflazione Eurozona rimarrà intorno all’1,4% a/a fino a fine estate.

In autunno dovrebbe vedersi un aumento più marcato su effetti base favorevoli in particolare in Germania.

– Area euro. Il tasso di disoccupazione ad aprile è visto stabile al 7,8% come a marzo.

La disoccupazione è ferma al 7,8% da febbraio, in calo di un decimo dal livello trimestrale di fine 2018.

Ad aprile, in Germania la disoccupazione è tornata a salire per la prima volta da fine 2017, ma il dato potrebbe essere spiegato per lo più da una riaggregazione statistica piuttosto che da una prima ricaduta del rallentamento dell’attività economica.

Nei prossimi mesi la disoccupazione dell’Eurozona è attesa stabilizzarsi sul livello attuale, che potrebbe marginalmente scendere ancora verso fine anno.

In media annua la disoccupazione è vista al 7,8% nel 2019 dall’8,2% del 2018.

In Italia, la disoccupazione, potrebbe tornare ad aumentare lievemente, a 10,3%, dopo il deciso calo a 10,2% di marzo.

– Spagna. La produzione industriale è attesa recuperare ad aprile, avanzando di 0,7% m/m dopo il tonfo di 1,2% m/m di marzo. Le indagini di fiducia hanno segnalato un rimbalzo di attività tra aprile e maggio. Se confermato, il dato di aprile lascerebbe la produzione in rotta per una contrazione di -0,4% t/t nel 2° trimestre dopo l’1,0% t/t del 1° trimestre.

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di ieri

Area euro. Il PMI manifatturiero è stato confermato in calo da 47,9 a 47,7 nel mese di maggio, come già da stima flash. Invariati rispetto alla stima flash gli indici di Francia e Germania.

L’indice per la Spagna registra una netta flessione da 51,8 a 50,1, frenato da un netto calo degli ordinativi.

Quello per l’Italia è in aumento da 49,1 a 49,7, sostenuto da un miglioramento di nuovi ordini (49,6) e produzione (49,7).

Anche il PMI, quindi, come altre indagini congiunturali indica che l’attività economica italiana ha forse toccato un punto di minimo all’inizio del secondo trimestre.

Italia. Il fabbisogno del settore statale del periodo gennaio-maggio è pari a 32,5 miliardi, ben 5,5 miliardi in meno rispetto allo stesso periodo del 2018.

In parte la differenza è spiegata da poste straordinarie che avevano gravato sul saldo nel 2018, fra le quali 1 miliardi di arretrati salariali.

Il miglioramento di maggio dipende anche dal pagamento di contributi sociali per 3,4 miliardi slittati da febbraio.

L’andamento è finora migliore di quello coerente con la previsione di fabbisogno cumulato per il 2019.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. L’ISM manifatturiero a maggio corregge a 52,1 da 52,8 di aprile, proseguendo sul sentiero di rallentamento in atto dall’autunno e toccando il minimo da ottobre 2016.

Lo spaccato dell’indagine è misto con rialzi per gli ordini (a 52,7 da 51,7), gli ordini dall’estero (a 51 da 49,5) e l’occupazione (a 53,7 da 52,4) e flessioni per la produzione (a 51,3 da 52,3) e gli ordini inevasi (a 47,2 da 52,9).

Le imprese riportano uno scenario ancora positivo, con espansione della domanda a ritmi modesti, come nel 2016, pur segnalando crescente preoccupazione per l’escalation delle tensioni commerciali con la Cina.

Secondo il direttore dell’indagine, il livello dell’indice è in linea con una crescita del 2,7%.

La nostra previsione per il 2° trimestre è di rallentamento della dinamica del PIL marginalmente al di sotto dell’1,5% t/t ann., dopo 3,1% t/t ann. del 1° trimestre, sulla scia di un ampio contributo negativo delle scorte nonostante un netto rimbalzo dei consumi.

Stati Uniti. La spesa in costruzioni ad aprile è invariata su base mensile, e il dato di marzo è rivisto ampiamente verso l’alto, a +0,1% m/m da -0,9% m/m della stima preliminare.

La spesa privata è in calo di -1,7% m/m, sulla scia di correzioni sia nel comparto residenziale (-0,6% m/m) sia in quello non residenziale (-2,9% m/m).

La spesa pubblica invece rimbalza, con una variazione di 4,8% m/m, il quarto rialzo consecutivo.

I dati sono in linea con uno scenario sempre debole per il settore immobiliare residenziale.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. La delegazione guidata dal ministro degli esteri del messicano Ebrard dovrebbe iniziare domani le trattative per arginare la minaccia di Trump di imporre dazi del 5% (in aumento fino al 25% entro ottobre) sulle importazioni dal Messico a partire dal 10 giugno.

Il ministro dell’economia ha affermato che il governo intende perseguire un accordo diplomatico, ma si sta comunque preparando a misure ritorsive in caso di fallimento dei negoziati.

Le concessioni che potrebbero venire dal Messico sulla questione dei migranti sarebbero probabilmente simili a quelle attuate nei mesi passati, e consistenti in un aumento dell’espulsione dal Messico di richiedenti asilo negli USA.

Tuttavia, il governo messicano difficilmente accetterà la richiesta americana di diventare un “safe third country”, status che trasformerebbe il Messico in un polo di smistamento dei migranti del Sud America, con ampi costi economici e politici.

Il ministro dell’economia messicano ha anche sottolineato che la nuova disputa commerciale bloccherebbe il processo di approvazione del nuovo NAFTA, che era ripreso dopo la decisione USA di eliminare i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio dal Messico poche settimane fa.

Al momento sembra probabile che i dazi del 5% minacciati da Trump sulle importazioni dal Messico (pari a circa 346 mld di dollari nel 2018) entrino in vigore il 10 giugno.

Il costo per il Messico di questa prima tranche di misure sarebbe limitato, alla luce del deprezzamento del peso avvenuto da quando Trump ha riaperto la questione migranti pochi giorni fa (-3,5%).

Successivamente, è probabile che si trovi un accordo che permetta di bloccare i nuovi dazi e rimettere in carreggiata il processo di ratifica del nuovo NAFTA.

Questo nuovo intoppo commerciale, anche se non avrà costi significativi di per sé, aumenta l’incertezza dello scenario.

Stati Uniti. Bullard (St Louis Fed), da sempre un esponente del gruppo delle colombe all’interno del FOMC, ha detto che, nel contesto attuale di crescita in rallentamento e di inflazione e aspettative di inflazione al di sotto dell’obiettivo, un taglio dei tassi in tempi brevi (“soon”) potrebbe contribuire a ricalibrare l’inflazione e le aspettative e fornire un’assicurazione contro i rischi di un possibile indebolimento congiunturale maggiore del previsto.

Secondo Bullard, anche in caso di realizzazione dello scenario centrale di crescita ancora intorno al potenziale una riduzione dei tassi avrebbe effetti benefici sulle aspettative di inflazione.

Bullard ha sottolineato che le tensioni commerciali potrebbero portare a una frenata degli investimenti globali trasmessa dai mercati finanziari più che dall’impatto diretto dei dazi sull’economia USA.

Bullard non si è espresso sulle sue decisioni per la prossima riunione, anche se le aspettative dei mercati ora includono una probabilità positiva per un taglio già a luglio.

La riunione di giugno del FOMC potrebbe vedere un ulteriore spostamento verso il basso delle proiezioni dei tassi.

Fonte: BondWorld.it

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