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Intesa Sanpaolo: Area euro produzione in discesa

Intesa Sanpaolo – Area euro. La produzione industriale a marzo è attesa in discesa di circa il -12% m/m, dopo la quasi stagnazione di febbraio …

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A livello settoriale, la caduta peggiore dovrebbe registrarsi per i beni durevoli e i beni di investimento. Lo spaccato per paesi potrebbe vedere Francia, Italia e Spagna registrare performance ben al di sotto della media dell’Eurozona.

La variazione annua dovrebbe passare a -13,3% a/a da -1,9% precedente.

– Stati Uniti. Il focus nella giornata di oggi sarà sull’intervento di Powell, che parlerà dello scenario economico. Il presidente potrebbe delineare un quadro simile a quello descritto dai diversi esponenti del FOMC che anno parlato in questi giorni e che prevede un 2° trimestre di contrazione fra -30 e -40% t/t ann., seguito da una graduale ripresa nel 2° semestre e nel 2021, soggetto a rischi verso il basso legati una possibile nuova ondata di contagi.

Per quanto riguarda gli obiettivi del mandato della Fed, la preoccupazione principale dovrebbe essere per il mercato del lavoro, dove il consenso nel FOMC sembra essere per un tasso di disoccupazione ancora in aumento nel 2° trimestre (da 14,7% rilevato ad aprile, ma sottostimato rispetto all’effettiva percentuale di disoccupati) e in lento calo nei trimestri successivi.

Sul fronte dell’inflazione, nonostante i dati deboli del CPI di aprile, Powell dovrebbe indicare probabile disinflazione nei prossimi mesi, senza rischi di deflazione. Il punto cruciale dell’intervento di Powell dovrebbe riguardare la politica monetaria. Powell dovrebbe sottolineare l’ampiezza e la potenza delle misure adottate finora, con i programmi di erogazione di credito solo agli inizi.

Il presidente della Fed potrebbe anche indicare che i programmi in atto possono essere ancora ampliati ed estesi, e che la banca centrale non include tassi negativi fra le misure che potrebbe adottare in questa fase.

– Il PPI ad aprile è atteso in calo di -0,4% m/m, dopo -0,2% m/m di marzo. Il PPI core dovrebbe essere invariato su base mensile, dopo +0,2% m/m.

I dati e gli eventi di ieri

Area euro. La BCE ha effettuato acquisti nell’ambito del PEPP per 34,2 miliardi di euro nella settimana fino al 8 maggio, a fronte di scadenze per 0,1 miliardi. Gli acquisti del PSPP hanno raggiunto i 12,3 miliardi, ma con scadenze per 5,1 miliardi.

Gli acquisti netti di obbligazioni e carta commerciale sono stati di 2,6 miliardi al netto delle scadenze. Sono stati pari a 1 miliardo gli acquisti di covered bonds. Nel complesso, il portafoglio di titoli dell’Eurosistema è cresciuto in una settimana di 45,6 miliardi, raggiungendo 3113 miliardi di euro, mentre i crediti verso il sistema bancario per le operazioni di rifinanziamento a lungo termine sono saliti di 14,3 miliardi, a 962,8 miliardi di euro.

Area euro. Philip Lane, membro del comitato esecutivo BCE, ha detto che la BCE si attende una contrazione del PIL fra il 5 e il 12%, quest’anno, e che il quadro resta molto incerto anche ora che abbiamo superato il punto di minimo. Secondo Lane, l’incremento del debito pubblico che si sta verificando è soprattutto nei confronti di famiglie residenti, il che lo rende meno destabilizzante; comunque, sarebbe meglio per tutti i paesi se lo sforzo di finanziamento avvenisse attraverso emissioni comuni.

Lane ha anche sostenuto che il PEPP, diversamente dall’APP, non ha la funzione di riportare l’inflazione all’obiettivo, ma “di stabilizzare l’economia e riportarla a una situazione normale”.

US Covid-19 update

– Contagi 1369484, nuovi contagi 21700, decessi 82373, guarigioni 230287 (Fonte: JHU).

– Pelosi ha presentato il nuovo disegno di legge (Health and Economic Recovery Omnibus Emergency Solutions Act, HEROES Act), che contiene misure di stimolo per la fase 4 per circa 3 tln di dollari. Il disegno di legge include circa 1 tln di dollari per gli stati, un nuovo round di trasferimenti diretti alle famiglie (1200 dollari per individuo+1200 dollari per dipendente), un’estensione fino a gennaio dell’integrazione ai sussidi di disoccupazione attuata con il CARES Act e in scadenza a luglio, misure di assistenza per le fasce basse di reddito.

La proposta democratica è probabilmente lontana da quello che potrebbe essere il prossimo intervento del Congresso dato che non è stata negoziata con i repubblicani, ma rappresenta la base negoziale per le future discussioni.

I repubblicani hanno recentemente mostrato maggiori preoccupazioni per l’ampliamento del deficit, sono contrari a finanziare in modo ampio gli stati e richiedono come condizione per il prossimo pacchetto misure di protezione legale per la responsabilità civile delle imprese nei confronti dei dipendenti dopo la riapertura dell’attività.

Diversi esponenti del Senato e della Casa Bianca hanno detto che prima di iniziare discussioni su nuovi interventi vogliono valutare gli effetti di quanto già approvato e intendono aspettare almeno fino a fine mese.

– La graduale riapertura dell’attività prosegue anche negli stati che avevano rinviato a fine maggio la fine del lockdown. La California e lo stato di NY stanno procedendo con riduzioni di restrizioni a livello locale, con indicazioni che anche la città di NY potrebbe riaprire a giugno.

Ora stati che rappresentano circa il 70% del PIL hanno ridotto o eliminato il lockdown.

– Harker (Philadelphia Fed) ha detto che la ripresa post-Covid, quando arriverà, sarà disomogenea, sottolineando che i settori più colpiti ora avranno maggiori difficoltà a ritornare a crescere, mentre l’organizzazione del lavoro renderà ardua l’espansione in molti comparti, fra cui l’edilizia commerciale.

Queste caratteristiche anomale rispetto alle riprese del passato determineranno rischi per il settore bancario: pertanto, secondo Harker, sarebbe opportuno che le banche si astenessero dal distribuire dividendi in questa fase, in linea con quanto indicato anche da Kashkari (Minneapolis Fed), ma in contrasto con affermazioni di Powell.

Infine, Harker ha ribadito che ci sono due scenari: uno di crescita modesta dal 2° semestre, e l’altro, più negativo, in cui una seconda ondata di contagi dovuta a una uscita prematura dal lockdown potrebbe riportare a una nuova ampia contrazione del PIL. Anche Mester (Cleveland Fed) ha affermato che, con l’uscita dal lockdown, l’economia dovrebbe tornare a crescere e la disoccupazione dovrebbe calare nel 2° semestre e nel 2021.

La previsione di Mester include una contrazione del PIL fra -25% e -40% t/t ann. nel 2° trimestre, con un tasso di disoccupazione intorno al 20%. Secondo Mester la fragilità dello scenario richiederà ulteriore stimolo fiscale. Barkin (Richmond Fed) ha uno scenario economico analogo a quello dei suoi colleghi del FOMC, con una graduale ripresa nel 2° semestre. Secondo Barkin è difficile prevedere il ritmo di crescita di questa seconda fase, che dipenderà anche dai comportamenti individuali. In caso di crescita lenta, gli interventi fiscali dovranno essere adattati a uno scenario diverso da quello ipotizzato inizialmente, a forma di V. Barkin ha sottolineato che la Fed ha ancora strumenti da usare, sul fronte del bilancio e dell’erogazione di credito.

– Il Weekly Economic Index della NY Fed nell’aggiornamento di ieri per la settimana conclusa il 9 maggio è sceso a -12% da -11,1% di giovedì scorso. L’indice è costruito in modo da esser paragonabile alla crescita del PIL a/a. 

– Il CPI ad aprile corregge di – 0,8% m/m (+0,3% a/a), dopo -0,4% m/m a marzo, segnando il calo più ampio da fine 2008. Gli indici energia e alimentari hanno variazioni con segno opposto, -10,1% m/m e +1,5% m/m, rispettivamente.

Il prezzo della benzina è in calo di -20,6% m/m. L’indice core flette per il secondo mese consecutivo, con una variazione di -0,4% m/m, record negativo da quando esiste la serie (1957), dopo -0,1% m/m. Su base annua, la variazione del CPI core è di 1,4% a/a, minimo da aprile 2011.

I beni core segnano una correzione di -0,7% m/m, con il contributo negativo di auto usate (-0,4% m/m) e abbigliamento (-4,7% m/m). I servizi al netto dell’energia hanno prezzi in calo di -0,4% m/m. I prezzi hanno variazioni nulle o negative in molti comparti: abitazione con prezzi invariati (che nascondono aumenti di 0,2% m/m per affitti e affitti figurativi controbilanciati da un calo delle tariffe alberghiere di -7,1% m/m, dopo -6,8% m/m a marzo), trasporti -5,7% m/m (noleggio auto -16,6% m/m, tariffe aeree -15,2% m/m) biglietti per eventi sportivi e artistici -1% m/m.

Invece, i servizi medici registrano un incremento di 0,5% m/m, le assicurazioni sanitarie aumentano di 1,1% m/m (20,2% a/a).

Le violente contrazioni delle voci maggiormente influenzate dall’epidemia (servizi ricreativi, residenze diverse da quella primaria, abbigliamento) derivano dal crollo della domanda e dagli effetti del lockdown. Nel deflatore dei consumi, che aggiusta i pesi dei vari comparti in base ai pesi relativi della domanda, l’effetto di queste variazioni sarà molto più contenuto, mentre peseranno relativamente di più i forti aumenti degli alimentari e delle tariffe mediche.

Pertanto, il quadro dei prezzi delineato dal CPI è particolarmente inaffidabile in questa fase di ampi, rapidi e inusuali spostamenti della domanda. Le informazioni del deflatore avranno un bias opposto, verso l’alto, Fino a quando non ci sarà una semi-normalizzazione dell’attività, con la graduale riapertura dell’economia, sarà difficile valutare il trend sottostante dei prezzi.

Fonte: BondWorld.it

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