BondWorld.it

Intesa Sanpaolo: Area euro produzione industriale cresce

Intesa SanPaolo Indice ISM

Intesa Sanpaolo – Area euro. La produzione industriale di maggio dovrebbe essere cresciuta di +0,8% m/m, recuperando ampiamente la flessione di aprile………

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Intesa SanPaolo


Dopo il netto calo di aprile, la produzione è rimbalzata in Germania, Francia e Italia, mentre ha continuato a crescere in Spagna; i dati sono stati molto meglio delle attese, il che spiega la revisione della nostra stima da 0,3 a 0,8%.

La variazione tendenziale scenderebbe da -0,4% a/a a -1,0% a/a, a causa di un confronto statistico sfavorevole rispetto al maggio 2018.

Nel mese di maggio, l’indice di produzione nell’indagine PMI è salito da 48,0 a 48,9; in giugno è calato leggermente a 48,5.

Il secondo trimestre si chiuderà con una variazione negativa (-0,2%) della produzione industriale dopo l’aumento dei mesi invernali (+0,9% t/t), ma si attende un ritorno a una moderata crescita nel terzo trimestre.

– Il PPI a giugno è atteso in aumento di 0,1% m/m, frenato dalla benzina ma con un probabile contributo positivo dagli alimentari. L’indice core dovrebbe essere in rialzo di 0,2% m/m, come a maggio.

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di ieri

Eurozona. I verbali del consiglio direttivo BCE del 5-6 giugno evidenziano che le dichiarazioni del presidente Draghi al Forum di Sintra sono scaturite dal dibattito che era avvenuto nel consiglio, e non erano una invenzione successiva del presidente.

Il testo diffuso dalla BCE dice che “il consiglio direttivo deve mostrare determinazione ad agire in caso di sviluppi sfavorevoli”, preparandosi ad allentare la politica monetaria utilizzando “tutti gli strumenti, se necessario”.

Alla luce della “accresciuta incertezza”, “possibili misure potrebbero includere un’ulteriore estensione della forward guidance , un riavvio degli acquisti di titoli e una diminuzione dei tassi ufficiali”.

Sui tassi negativi è emerso qualche dubbio, motivato dal rischio che i benefici non superino più i costi, se la fase di tassi negativi diventa lunga, o se i tassi diventano ancora più negativi, e che potrebbe essere necessario intervenire con misure regolamentari (rafforzamento del “quadro macroprudenziale e degli strumenti prudenziali”) per limitare gli effetti collaterali avversi, oltre che mitigare gli effetti negativi sulla redditività degli intermediari.

 Riguardo allo scenario, i verbali mostrano una banca centrale perplessa per la mancata trasmissione ai prezzi degli impulsi salariali, dubbiosa che l’inflazione possa risalire in assenza di un aumento dei margini di profitto delle imprese (che ormai rivelano poca reattività all’output gap, ma che erano visti potenzialmente in calo), e alla ricerca di una spiegazione per le indicazioni divergenti di dati reali (che non erano stati così male nei mesi precedenti), indagini di fiducia e valutazioni di mercato.

Anche per la rottura delle relazioni storiche fra output gap, margini, salari e prezzi, potrebbe essere rischioso per la credibilità parlare di tolleranza per un’inflazione superiore al 2% e di mandato simmetrico rispetto al 2% quando è evidente che la banca centrale non riesce neppure ad avvicinarsi a tale livello, nonostante la potenza di fuoco dispiegata finora: un dubbio che fa capolino anche nei verbali.

Intesa Sanpaolo – Francia. La stima finale conferma che a giugno i prezzi al consumo sono avanzanti di 0,2% m/m sull’indice nazionale e di 0,3% m/m sull’armonizzato da 0,1% m/m di entrambe.

L’inflazione ha accelerato di tre decimi nel mese all’1,2% sull’indice nazionale e all’1,4% sull’armonizzato.

L’indice core accelera da 0,1% di maggio a 0,5% di giugno ma rimane assai debole.

Nella seconda parte dell’anno la risalita dei prezzi core dovrebbe spingere anche l’indice headline verso l’1,5%1,6% entro fine 2019.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. Il CPI a giugno aumenta di 0,1% m/m (1,6% a/a) nonostante un calo di -2,3% m/m del comparto energia (-3,6% m/m per la benzina).

Quello che più conta è la sorpresa verso l’alto del CPI core, in rialzo di 0,3% m/m (2,1% a/a), contro attese per una variazione di 0,2% m/m.

I servizi ex-energia sono in aumento di 0,3% m/m, spinti da abitazione (0,3% m/m, con un’accelerazione degli affitti, a +0,4% m/m), dai servizi medici (+0,4% m/m), dalla manutenzione auto  (+0,4% m/m) e dai premi RCA (+0,3% m/m); le tariffe aeree invece calano di -0,9% m/m sulla scia dei minori prezzi energetici.

I beni al netto di energia e alimentari segnano un ampio rimbalzo, +0,4% m/m, dopo due contrazioni consecutive, con divere voci in aumento solido: abbigliamento (+1,1% m/m, in recupero dopo diversi mesi di correzioni significative), autoveicoli usati (+1,6% m/m, dopo due contrazioni), mentre i beni nella sanità correggono di -0,2% m/m.

L’accelerazione della dinamica dei prezzi aggiunge evidenza a quella raccolta nelle ultime settimane che punta a una stabilizzazione dei rischi per lo scenario.

Tuttavia, dopo l’audizione di Powell in Congresso, riteniamo che il FOMC sia ormai su un sentiero segnato che porterà a un taglio dei tassi alla riunione di fine luglio indipendentemente dal flusso di nuove informazioni congiunturali.

Stati Uniti. Anche i nuovi sussidi di disoccupazione sorprendono, con un calo a 209 mila nella settimana conclusa il 6 luglio, da 222 mila della settimana precedente, sui minimi da metà aprile, con indicazioni di un mercato del lavoro sempre in eccesso di domanda.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. Nell’audizione alla commissione bancaria del Senato, Powell ha ribadito il messaggio dato ieri alla Camera, ripetendo che le incertezze emerse negli ultimi mesi continuano a pesare sullo scenario e per questo il FOMC ha segnalato l’apertura verso maggiore stimolo.

Powell ha affermato che la politica monetaria è stata meno accomodante rispetto a quanto atteso in precedenza, dato che il tasso neutrale sembra risultare più basso di quanto stimato (la stima del tasso neutrale del FOMC è stata abbassata a giugno a 2,5% da 2,8%) e che il Comitato è pronto a usare i propri strumenti per mantenere in vita la ripresa.

Powell ha anche sottolineato che “la relazione fra disoccupazione e inflazione è diventata debole” negli anni ’90 e si è ulteriormente indebolita da allora.

La Fed non sembra intenzionata a condizionare il taglio di luglio all’evoluzione di dati ed eventi, pertanto la riaccelerazione del CPI non modifica il quadro per la Fed, così come non lo hanno fatto un employment report forte e la ripresa dei negoziati USA-Cina.

A questo punto, i dubbi per le previsioni della politica monetaria riguardano solo il numero e la tempistica degli interventi successivi a quello ormai praticamente certo previsto per fine luglio.

Dopo l’audizione di Powell, diversi discorsi hanno segnalato consenso per un taglio ravvicinato. Williams (NY Fed) ha rafforzato le aspettative di un taglio in tempi brevi affermando che il caso per maggiore stimolo si è rafforzato e la Fed vuole usare la politica monetaria per estendere la vita di questo ciclo.

Anche Brainard (Board Fed) si è allineata con la visione di Powell, dicendo che con rischi verso il basso e un’inflazione sempre debole, ci sono motivi per allentare il sentiero della politica monetaria, nonostante il quadro generalmente positivo dell’economia.

Quarles (Board Fed) ha rilevato che l’economia è solida, ma la debolezza della crescita globale e l’incertezza sul commercio internazionale sono fattori da considerare nelle decisioni di politica monetaria. Quarles non si è sbilanciato su quello che verrà deciso a fine luglio.

Invece Bostic (Atlanta Fed) e Barkin (Richmond Fed) hanno preso posizioni più ambigue su un eventuale taglio dei tassi. Bostic ha detto che di vedere uno scenario non preoccupante e di essere “scettico” riguardo a una riduzione dei tassi, alla luce delle informazioni del mercato del lavoro.

Barkin ha indicato che i rischi sono “un po’” sbilanciati verso il basso, senza però indicare seria preoccupazione per la durata della ripresa.

Fonte: BondWorld.it

Articoli Simili

Intesa Sanpaolo: Germania da indice ZEW prima indicazione

Falco64

Intesa Sanpaolo: Stati Uniti Indice Empire previsto rialzo

Falco64

Intesa Sanpaolo: Germania accelerazione dell’inflazione

Falco64