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Intesa Sanpaolo: – Area euro produzione industriale dovrebbe mostrare un ampio balzo

Intesa Sanpaolo – Area euro. La produzione industriale dovrebbe mostrare un ampio balzo ad ottobre (+2,1% m/m, dopo il -0,4% m/m di settembre);

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la variazione annua è attesa rimanere in territorio ampiamente negativo, a -4,1% a/a da -6,6% a/a. È possibile una nuova flessione nel mese di novembre, sulla scia delle misure restrittive adottate dalla maggior parte dei Paesi dell’Eurozona.

– Stati Uniti. L’Electoral College si riunisce e vota il nuovo Presidente e Vice-presidente. Il voto degli elettori dovrebbe confermare la vittoria di Biden. Gli elettori statali, dopo aver votato, inviano i certificati di voto ai segretari di Stato, ai National Archives e al Presidente dell’attuale Senato.

Il 6 gennaio 2021, il Vice-presidente in carica, in qualità di Presidente del Senato, riunisce una sessione congiunta del Congresso attuale e legge i certificati di ciascuno Stato. Se non ci sono obiezioni dai membri del Congresso, il Vice-presidente certifica la nomina del Presidente-eletto e del Vice-presidente-eletto.

– Brexit. Un comunicato congiunto di Commissione Europea e governo britannico afferma che “nonostante il fatto che le scadenze siano state saltate più e più volte, riteniamo che a questo punto sia responsabile fare il possibile” per concludere positivamente il negoziato.

Le valutazioni sui progressi conseguiti sono contrastanti: il Financial Times sostiene che l’unico tema ancora irrisolto sarebbe quello dell’equità delle misure di sostegno alle imprese, ma il primo ministro Johnson ha ribadito che lo scenario più probabile è quello di un’uscita a condizioni WTO.

I market mover della settimana

Nell’area euro, in settimana saranno diffusi i due più importanti indici di fiducia relativi al mese di dicembre, ovvero l’IFO tedesco e la stima flash dei PMI per l’Eurozona (e per Germania e Francia). Si dovrebbe vedere un recupero di morale sulla scia dell’allentamento di alcune delle misure restrittive adottate dai maggiori Paesi tra ottobre e novembre.

La produzione industriale nell’Eurozona dovrebbe risultare in aumento a ottobre, in coerenza con i dati già diffusi per i principali Paesi. La seconda stima sui dati di inflazione di novembre dovrebbe confermare la lettura preliminare ovvero una stabilità nell’Eurozona (a -0,3%) e un aumento (riteniamo, temporaneo) in Francia e Italia.

La settimana ha molti dati di rilievo e due eventi importanti negli Stati Uniti. Il FOMC dovrebbe annunciare una nuova forward guidance per gli acquisti di titoli, mentre l’Electoral College dovrebbe votare confermando la vittoria presidenziale di Biden. Sul fronte dei dati, le prime indagini di dicembre dovrebbero dare indicazioni di prosecuzione della ripresa, su ritmi più modesti rispetto a novembre, per via dell’intensificarsi della pandemia.

Fra i dati di novembre, le vendite al dettaglio, la produzione industriale e i nuovi cantieri dovrebbero essere ancora in rialzo e segnalare un rallentamento complessivo dell’attività nella parte finale del trimestre, pur senza dare indicazioni recessive.

I dati e gli eventi di venerdì

Germania. Il governo federale ha annunciato una drastica strette delle misure di contenimento sanitario con decorrenza dal 16 dicembre e fino al 10 gennaio 2021. In tale periodo, saranno chiusi i negozi non essenziali, i servizi alla persona, le scuole per le lezioni in presenza; i servizi di ristorazione, i bar, i luoghi di intrattenimento e le palestre erano già chiusi. Inoltre, il governo ha invitato i datori di lavoro o a chiudere le imprese, o a incoraggiare il lavoro da casa. Le misure sono state adottate alla luce del mancato miglioramento della situazione epidemica.

Le nuove misure sono destinate ad avere un forte impatto sulla mobilità sociale e sul commercio al dettaglio, che è stato molto vivace fino a oggi; inoltre, dovrebbero osservarsi impatti negativi anche sull’attività produttiva nelle rilevazioni di dicembre e gennaio, con accentuazione del calo stagionale. L’annuncio porterà a una revisione al ribasso delle previsioni di crescita per la Germania, che finora sembrava indirizzata verso un andamento solo debolmente calante del PIL nel 4° trimestre 2020.

Italia. Da ieri, quattro regioni sono passate da “zona rossa” a “zona gialla”: Lombardia, Piemonte, Calabria e Basilicata. Della fascia a minor rischio fanno perciò parte al momento quindici regioni (oltre alla provincia autonoma di Trento), mentre restano in area “arancione” Campania, Toscana, Abruzzo, Valle d’Aosta e provincia autonoma di Bolzano (per un totale pari al 19% della popolazione e al 23% del PIL).

L’aspettativa è che dalla settimana prossima tutte le regioni possano approdare nella fascia a rischio minimo. Tuttavia, secondo indiscrezioni di stampa, il Governo starebbe valutando una nuova stretta durante il periodo natalizio (forse con una nuova classificazione in zona “arancione” di tutte le regioni dal 24 al 31 dicembre, prevedendo però uno specifico allentamento per i piccoli Comuni).

Italia. La produzione industriale è rimbalzata più del previsto a ottobre, di +1,3% m/m, dopo essere calata di -5,1% m/m (meno del -5,6% inizialmente stimato) a settembre. Su base annua (corretta per gli effetti di calendario), l’output è risultato in recupero, pur rimanendo in territorio negativo, a -2,1% da -4,9% precedente.

La ripresa congiunturale di ottobre accomuna tutti i raggruppamenti principali di industrie, con la sola eccezione dell’energia (-3% m/m); il rimbalzo è trainato dai due gruppi che erano calati maggiormente il mese scorso, ovvero beni di consumo durevoli e beni strumentali (rispettivamente: +3,4% da -6,6% m/m precedente, +2,6% da -3,8%).

Su base annua, spicca l’incremento significativo dei beni durevoli (+12,7%), mentre i beni di consumo non durevoli sono il gruppo più colpito (-7,5%). Il dettaglio per settore di attività conferma che i due comparti a soffrire di più (almeno in termini tendenziali corretti per gli effetti di calendario) sono il tessile e la raffinazione (entrambi -17,4%). Gli unici settori a salvarsi dal calo annuo sono mezzi di trasporto, gomma e plastica, computer ed elettronica, altre industrie manufatturiere (si va da +2,2% a +5,6%).

L’aumento della produzione industriale in Italia a ottobre è stato simile a quello visto in media negli altri principali Paesi dell’Eurozona (Germania 3,4%, Francia 1,6%, Spagna 0,6% m/m). Rispetto ai livelli pre-COVID (del mese di gennaio), la produzione industriale in Italia risulta più bassa del -3,4%, ovvero il nostro Paese ha fatto meglio della Germania (-5,2%), ma peggio di Francia (-2,5%) e Spagna (-1%).

Sfortunatamente, l’incremento di ottobre rischia di rivelarsi temporaneo: ci aspettiamo una nuova flessione a novembre (dell’ordine di due punti percentuali e mezzo) in corrispondenza con le nuove restrizioni alle attività economiche decise dal Governo, che riguardano i servizi ma che colpiranno indirettamente anche l’industria (sulla base della tavola input/output, stimiamo che uno shock pari a -50% su alloggio e ristorazione abbia un impatto negativo di -1,2% sulla produzione e di -0,6% sul valore aggiunto nel settore manifatturiero).

Pertanto, riteniamo che, nel 4° trimestre, anche l’industria possa contribuire negativamente al PIL, sia pure in misura meno accentuata rispetto ai servizi (stimiamo nel trimestre un calo dell’output nel settore di -1,4% t/t).

Peraltro, considerato che il picco per le restrizioni alle attività economiche è stato nella seconda metà di novembre, e che da inizio dicembre i dati di mobilità mostrano un recupero, abbiamo recentemente rivisto al rialzo la nostra previsione sul PIL del 4 ° trimestre, a -3% t/t da un precedente -3,6%. In caso di ulteriore, graduale allentamento delle restrizioni nel corso del mese di gennaio, il PIL potrebbe registrare un rimbalzo, anche se solo parziale (+2% t/t), nel 1° trimestre 2021.

Assumendo poi che non vi sia una “terza ondata” in corso d’anno, nel 2021 il PIL italiano farebbe segnare un recupero di +4,7%, dopo il calo di -9% stimato per il 2020. Il 2021 potrebbe essere un anno a due facce, con rischi prevalentemente ancora al ribasso nel 1° semestre, e rischi al rialzo per la seconda metà dell’anno (e probabilmente, per gli anni successivi), derivanti dagli effetti sull’attività economica della diffusione dei vaccini e dei programmi finanziati dal “Recovery Plan” europeo.

COVID-19 – Stati Uniti. Ieri i nuovi casi sono scesi a 183814, ma la media settimanale continua a salire e, a 210 mila, è in rialzo di 30% rispetto alle due settimane precedenti.

Gran parte della California è ora sotto restrizioni per le attività non essenziali e NY si sta avvicinando a un nuovo aumento di misure di contenimento.

L’FDA ha approvato per uso di emergenza il vaccino di Pfizer/BioNTech, e da questa settimana inizia il processo di vaccinazione di massa. Le dosi disponibili entro dicembre (circa 20 mln) saranno distribuite agli stati in base alla popolazione. Altre 20 mln di dosi dovrebbero essere consegnate da Moderna, il cui vaccino sarà valutato per uso di emergenza dopo la decisione dell’Advisory Board fissata per il 17 dicembre.

Nel primo invio di Pfizer saranno consegnate dosi per circa 6 mln da utilizzare per vaccinare subito 2,9 mln di individui a rischio. Pfizer prevede di produrre circa 100 mln di dosi entro il 2020 e 1,2 mld di dosi entro fine 2021.

Gli USA hanno acquistato 100 mln di dosi da Pfizer. Il CDC ha definito una sequenza di priorità, ma gli stati possono adottare qualche modifica.

Secondo il CDC devono essere vaccinati prima di tutto i circa 100 mln di individui maggiormente a rischio, in ordine: lavoratori sanitari e residenti delle strutture per anziani, poi lavoratori in settori “essenziali”, successivamente verrebbero vaccinati gli over-65 e poi a seguire le altre categorie meno a rischio di complicazioni.

Stati Uniti. Il gruppo bipartisan del Congresso al lavoro sul pacchetto anti-COVID per circa 900 mld di dollari sta concludendo una versione finale delle misure, con l’obiettivo di avere una formulazione del testo che soddisfi le leadership dei partiti sui due temi spinosi (finanziamento agli stati e immunità legale per le imprese). Pelosi ha avuto diverse conversazioni con Mnuchin per cercare di avere sostegno dall’amministrazione sul fronte di un pacchetto con misure intorno a 900 mld.

E’ anche possibile che, in caso di assenza di pressioni della Casa Bianca su McConnell, i democratici concordino con la proposta del leader repubblicano del Senato di eliminare dal disegno di legge le due questioni controverse in modo da riuscire a passare comunque un pacchetto di sostegno a famiglie e imprese. al momento, A nostro avviso, lo scenario centrale è che un pacchetto di misure fra 750 e 900 mld di dollari tagli il traguardo a fine settimana insieme all’estensione per il resto dell’a.f. 2021 delle leggi di spesa.

Giappone. L’indagine Tankan come atteso riporta un miglioramento delle condizioni nel trimestre appena concluso. L’indice per le grandi imprese manifatturiere migliora a -10 da -27 di settembre, con un risultato migliore di quello previsto dalle imprese stesse tre mesi fa (-17). La previsione corrente è per un ulteriore modesto miglioramento a -8. Per le grandi imprese non manifatturiero l’indice risale a -5 da -12, contro attese per -11.

La previsione per i prossimi tre mesi è di deterioramento a -6, sulla scia del nuovo picco di contagi e della sospensione del supporto governativo ai settori ricreativi con le campagne “GoTo” di finanziamento diretto delle spese per turismo, ristorazione e commercio al dettaglio. L’andamento dei contagi, che hanno superato i picchi estivi e segnano nuovi casi giornalieri al di sopra di 2900 dalla fine della scorsa settimana, fa prevedere una brusca frenata della crescita da dicembre in poi, con un probabile stallo del PIL nel 1° trimestre.

Fonte: BondWorld.it

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