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Intesa Sanpaolo: Area euro produzione industriale è attesa in contrazione

Intesa Sanpaolo – Area euro. La produzione industriale è attesa in contrazione a febbraio (-1,4% m/m, dopo il +0,8% m/m di gennaio); l’output risulterebbe inferiore di -1,8% rispetto a un anno fa.

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Come indicato dalle indagini congiunturali, è possibile una crescita nel mese di marzo; in sintesi, l’industria dovrebbe continuare a dare un contributo positivo al PIL dell’area anche nel 1° trimestre.

– Italia. Il Consiglio dei Ministri è atteso approvare oggi la richiesta di nuovo scostamento di bilancio da almeno 40 miliardi di euro.

L’approvazione del Documento di Economia e Finanza, che vedrà una revisione al ribasso delle stime sul PIL e al rialzo di quelle sul deficit per l’anno in corso (rispettivamente, poco sopra il 4% e oltre il 10%), è attesa slittare a domani, mentre il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dovrebbe essere finalizzato per fine mese. Il voto sul DEF è calendarizzato in Senato per il 22 aprile, le comunicazioni di Draghi sul PNRR per il 26 aprile.

– Stati Uniti. I prezzi all’import a marzo sono previsti in aumento dell’1% m/m, dopo 1,3% m/m (5,2% a/a) di febbraio.

I dati e gli eventi di ieri

Italia. La produzione industriale è cresciuta di appena lo 0,2% m/m a febbraio, dopo l’1,1% m/m (rivisto al rialzo di un decimo) del primo mese dell’anno. Il dato è inferiore allo 0,6% atteso dal consenso (fonte: Bloomberg) e allo 0,4% della nostra stima. Tuttavia, su base annua (al netto degli effetti di calendario), il dato è risultato decisamente migliore rispetto alla stima di consenso (-2,6%), ed esattamente in linea con la nostra previsione (-0,6%). Si tratta di un massimo nell’era post-COVID (da gennaio dello scorso anno). La crescita di febbraio è dovuta interamente ai beni di consumo non durevoli (+3,4% m/m), mentre tutti gli altri raggruppamenti principali di industrie hanno subito un calo.

Peraltro, beni durevoli e beni intermedi mantengono un progresso su base annua (+5,9% e +2,1%, rispettivamente), mentre gli altri gruppi restano in diminuzione. Il dettaglio per settore di attività conferma che i due comparti manifatturieri a soffrire di più (almeno in termini tendenziali corretti per gli effetti di calendario) sono il tessile e la raffinazione (-13,7% e -26,2%, rispettivamente). Solo 5 settori manifatturieri su 13 (come il mese scorso) si salvano dal calo annuo ovvero apparecchiature elettriche (+8,5%), computer e elettronica (+4,6%), chimica (+3,5%), gomma e materie plastiche (+1,8%) e alimentari (+0,2%).

In sintesi, la produzione industriale a febbraio ha visto una tenuta decisamente migliore in Italia che negli altri principali Paesi dell’Eurozona (Germania -1,8%, Francia -4,7%, Spagna zero, Olanda -2,5%, Belgio -3,7% m/m). A nostro avviso, l’output potrebbe correggere su base congiunturale a marzo, ma l’industria è attesa mantenere un trend espansivo nei prossimi mesi, come suggerito dalle indagini: a marzo, il PMI manifatturiero è salito a 59,8, secondo livello più alto dall’inizio della serie (appena sotto il record di 60 toccato a marzo del 2000). Anche ipotizzando come detto una flessione a marzo, nel 1° trimestre la produzione industriale dovrebbe aver più che recuperato la contrazione di -0,4% t/t registrata nel 4° trimestre 2020 (nostra stima: +0,8% t/t).

In altri termini, l’industria è già tornata a contribuire positivamente al PIL, e tale trend è atteso continuare nel resto dell’anno, anche se, nel 1° trimestre, ciò non sarà sufficiente a compensare appieno la debolezza nei servizi (con il risultato di un PIL con tutta probabilità ancora in territorio negativo a inizio 2021). Tuttavia, il grado di restrizione alla mobilità e alle attività economiche è oggi il più basso da oltre un mese, e un ulteriore allentamento è previsto nelle prossime settimane: ciò appare coerente con la nostra stima di un possibile rimbalzo moderato del PIL nel secondo trimestre. Una ripresa più sostenuta (su ritmi superiori a 1% t/t) si vedrà verosimilmente solo a partire dal trimestre estivo. Ciò presuppone che il programma di vaccinazione acceleri significativamente rispetto ai ritmi attuali (già inferiori rispetto all’obiettivo contenuto nel Piano vaccinale nazionale diffuso il mese scorso).

Germania. A dispetto delle attese, l’indice ZEW cala ad aprile, con una flessione dell’indice delle aspettative a 70,7 da 76,6 precedente.

Viceversa, la valutazione della situazione corrente ha mostrato un deciso miglioramento, a -48,8 da -61,0 di marzo, per via dell’alleggerimento delle pesanti misure restrittive in vigore nei mesi scorsi. L’indice potrebbe risalire, soprattutto nella componente sulla situazione corrente, nei prossimi mesi.

Spagna. Il presidente del governo, Pedro Sánchez, in occasione della seconda riunione della Commissione interministeriale per la ripresa, la trasformazione e la resilienza, ha illustrato il piano del Governo per la gestione dei fondi che arriveranno da Next Generation EU. Nel complesso, il Piano per la ripresa, la trasformazione e la resilienza spagnolo si articola in 212 misure, di cui 110 riguardano gli investimenti e 102 le riforme (riforma della sanità, riforma della giustizia, ecc.).

Gli interventi più massicci riguarderanno la mobilità sostenibile (13,2 miliardi), la rigenerazione urbana e la politica abitativa (6,82 miliardi), la modernizzazione della PA (4,315 miliardi) e la digitalizzazione delle piccole e medie imprese (4,06 miliardi). Secondo il Governo, le misure potrebbero innalzare la crescita annua di due punti percentuali a partire dal 2021 e, di conseguenza, creare oltre 800 mila posti di lavoro.

Stati Uniti. Harker (Philadelphia Fed) prevede che la crescita sia compresa fra il 5% e il 6% nel 2021, spinta dall’aumento delle vaccinazioni, dal calo dei contagi e dallo stimolo fiscale.

Secondo Harker la Fed manterrà invariata la politica monetaria mentre “la situazione economica migliora, la ripresa è nella sua fase iniziale e non c’è ancora motivo per ridurre il sostegno”

Stati Uniti. Il CPI a marzo aumenta di 0,6% m/m (2,6 % a/a), dopo 0,4% m/m di febbraio, sulla scia di un nuovo ampio aumento della benzina (+9,1% m/m) che spiega circa metà dell’intera variazione mensile. La componente energia è in rialzo di 5% m/m (13,2% a/a), mentre gli alimentari sono in rialzo modesto, +0,1% m/m (3,5% a/a). L’indice core sorprende verso l’alto con una variazione di 0,3% m/m (1,6% a/a), contro attese per +0,2% m/m. I beni core hanno prezzi in rialzo di 0,1% m/m (1,7% a/a), mentre i servizi ex-energia registrano una variazione di 0,4% m/m (1,6% a/a), in netta accelerazione. Fra i beni core, spiccano l’aumento delle auto usate (0,5% m/m, 9,4% a/a) e la correzione dell’abbigliamento (-0,3% m/m, -2,5% a/a).

Nei servizi core, a fronte di un rallentamento della dinamica della sanità (0,1% m/m, dopo due variazioni consecutive di 0,5% m/m), si riscontra un rialzo di 0,3% m/m, dopo molti mesi di rialzi molto inferiori alla media. In quest’ultimo segmento, gli affitti e gli affitti figurativi sono ancora contenuti (+0,2% m/m), ma balza la voce “lodging away from home” (+3,8% m/m), spinta dalle tariffe alberghiere in aumento di 4,4% m/m (ma in calo di -7,6% a/a). La ripresa delle attività aggregative e la riapertura dei servizi spingono le tariffe aeree, in crescita di 0,4% m/m, e i servizi ricreativi, +0,8% m/m, con incrementi diffusi ed elevati per eventi sportivi, teatri e cinema, lezioni sportive. In questi comparti le variazioni saranno ampie anche nei prossimi mesi, per il recupero di livelli di prezzo adeguati alla domanda dopo quasi un anno di domanda spesso praticamente azzerata.

Il sentiero dell’inflazione sarà volatile non solo per via di eccesso di domanda in alcuni comparti ma anche per via della normalizzazione delle attività, con possibili sorprese verso l’alto e un trend che dovrebbe superare il 3,5% a/a nel 2° trimestre.

Tuttavia, va notato che l’inflazione mediana rilevata dalla Cleveland Fed è scesa a 2% a febbraio, proseguendo su un trend in calo iniziato nell’autunno 2019, dal picco del 3% di ottobre di quell’anno. Anche la media troncata al 16% è moderata, a 2,1% da 2% di febbraio, ma in rallentamento da 2,4% di agosto 2020.

Giappone. Gli ordinativi di macchinari calano di -8,5% m/m, segnando la seconda correzione consecutiva dopo -4,5% m/m di gennaio, contro attese di consenso per un rialzo e mantenendo il livello degli ordini al di sotto di -5% rispetto alla media dell’autunno 2020. La frenata degli ordini è particolarmente marcata nel non manifatturiero (-10,9% m/m), sulla scia dello stato di emergenza nazionale in atto da gennaio, ma anche il settore manifatturiero registra una correzione (-5,5% m/m).

Il risultato negativo complessivo è mitigato dalla forza della domanda estera, con una variazione degli ordini dall’estero di 76,2% m/m (115,9% a/a), dopo 6,4% m/m di gennaio, che dovrebbe poi trasformarsi in una forte ripresa delle esportazioni. La fine dello stato di emergenza dovrebbe determinare una ripresa della domanda domestica, anche se lo stallo della campagna vaccinale mantiene un rischio particolarmente elevato di nuove ondate pandemiche. Finora sono state somministrate solo circa 1,69 mln di dosi, pari a 1,3% della popolazione.

Fonte: BondWorld.it

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