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Intesa Sanpaolo: Area euro produzione industriale rallenta

Intesa Sanpaolo – Area euro. La produzione industriale dovrebbe rallentare bruscamente ad agosto, come segnalato dalle indagini congiunturali: l’indice potrebbe far segnare un +0,6% m/m dopo il +4,1% di luglio.

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La variazione annua è vista rimanere in territorio ampiamente negativo, a -7,2% da -7,8% di luglio. La contrazione per l’intero 2020 dovrebbe attestarsi a -9,6%.

– Stati Uniti. Il PPI a settembre è atteso in rialzo di 0,2% m/m, sia per l’indice headline sia per quello core.

Un elemento rilevante per le previsioni del deflatore dei consumi sarà la dinamica delle tariffe dei servizi sanitari, che si trasferisce sui prezzi al consumo e negli ultimi mesi ha seguito un trend in rialzo, contribuendo alla ripresa rapida dell’inflazione core.

I dati e gli eventi di ieri

Germania. Lo ZEW ad ottobre segna una correzione di oltre venti punti a 56,1 da 77,4 per l’indice sulle attese, pari a circa mezza deviazione standard e avvicinandosi alla media storica di 21,8. Ad ottobre sembra quindi che l’euforia cresciuta tra agosto e settembre sia in via di esaurimento. Sull’indagine mensile hanno pesato anche i rinnovati timori legati alla Brexit.

La valutazione della situazione corrente migliora a -59,5 da -66,2, ma rimane ampiamente al di sotto della media storica. In media trimestrale, nonostante il passo indietro il trend dell’indice corrente si conferma in miglioramento per il quarto mese consecutivo. L’indagine di ottobre sembra quindi puntare a una normalizzazione del morale degli operatori, che rimane comunque impostato positivamente malgrado l’aumento dell’incertezza.

Stati Uniti. La variazione del CPI a settembre è di 0,2% m/m, sia per l’indice headline sia per quello core. Su base tendenziale, l’inflazione core è pari a 1,7% a/a, contro 1,4% a/a per l’inflazione headline. Dopo due incrementi solidi a giugno e luglio (0,4% m/m e 0,6% m/m, rispettivamente), l’indice core torna a registrare un aumento “normale”. Il contributo maggiore viene ancora dai prezzi dei beni, in rialzo di 0,8% m/m, con un altro aumento significativo per le auto usate (6,7% m/m), a cui si sono aggiunti rialzi per le auto nuove (0,3% m/m), frenato però da correzioni per abbigliamento, arredamento e attrezzature sportive, in calo dopo due mesi di forti aumenti.

La moderazione dell’aumento complessivo dell’indice core deriva dalla stagnazione dei prezzi dei servizi, che hanno registrato variazioni nulle per sanità, istruzione e comunicazioni a fronte di un aumento insolitamente contenuto per l’abitazione (0,1% m/m). Per un rialzo diffuso e sostenuto dell’inflazione nel 2021 occorrerà una normalizzazione dei consumi di servizi, ancora lontano fino a quando il quadro sanitario non sarà sotto controllo.

Stati Uniti. Il presidente del Senato McConnell ha annunciato che la prossima settimana il Senato voterà su un pacchetto fiscale di 500 mld di dollari. La strategia di McConnell vuole semplicemente mostrare, a tre settimane dal voto, che i repubblicani sono disponibili a sostenere l’economia, pur sapendo che un pacchetto dell’entità proposta non ha speranza di passare alla Camera.

La leadership democratica rimane contraria alla proposta dell’amministrazione per misure pari a circa 1,88 tln di dollari, affermando che il proprio potere contrattuale non è mai stato tanto alto quanto ora, e lasciando aperta la porta a ulteriori negoziati.

Stati Uniti. Il WTO ha annunciato che l’UE potrà imporre dazi su circa 4 mld di dollari di importazioni dagli USA, come ritorsione per i sussidi offerti dall’amministrazione a Boeing. Nel 2019 il WTO aveva concesso agli USA di imporre dazi su circa 7,5 mld di importazioni dall’UE in seguito ai sussidi ricevuti da Airbus.

Il commissario UE per il commercio ha affermato che questa è un’occasione per negoziare sussidi all’industria aeronautica concordati fra le due aree. In caso di mancato accordo, l’UE procederà con i dazi autorizzati dal WTO.

Stati Uniti. Daly (San Francisco Fed) ha detto che l’impegno della Fed a raggiungere il pieno impiego permetterà di ridurre la diseguaglianza.

Secondo Daly l’economia si sta riprendendo più velocemente del previso, e non dovrebbe essere necessario introdurre nuovi strumenti per sostenere la ripresa.

Fonte: BondWorld.it

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