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Intesa Sanpaolo: Area euro rallentamento inflazione

Intesa Sanpaolo – Area euro. Il dato finale di aprile potrebbe registrare un rallentamento dell’inflazione allo 0,3% a/a dallo 0,7% di marzo, un decimo sotto la stima preliminare …

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La diminuzione risulterebbe guidata dal crollo dei prezzi dell’energia (visti in discesa di -4,8% m/m e -9,6% a/a), mentre dovrebbero aumentare i listini alimentari. L’indice core BCE (al netto di alimentari ed energia) è atteso in rallentamento all’1,0% a/a dall’1,2% precedente (un decimo in meno rispetto alla stima flash).

Sul mese, i prezzi dovrebbero subire un aumento di +0,2% m/m, per via della stagionalità, dopo il +0,5% m/m di marzo. L’inflazione è attesa rallentare ulteriormente nei prossimi mesi, a causa dell’impatto negativo sulla domanda della pandemia di COVID-19.

– Area euro. La stima flash dell’indice di fiducia dei consumatori elaborato dalla Commissione Europea è attesa in ripresa a maggio, a -19,0 punti da -22,7 di aprile. L’indice dovrebbe mantenersi su valori bassi, paragonabile solo a quelli visti con la grande crisi del 2009.

L’indagine congiunturale di maggio dovrebbe riflettere l’allentamento delle misure di contenimento, in alcuni paesi iniziato già dalla seconda metà di aprile.

Stati Uniti

– I verbali della riunione del FOMC di fine aprile sono probabilmente in gran parte già superati dagli eventi e dai dati pubblicati nelle ultime tre settimane. Tuttavia, potrebbero dare informazioni sugli scenari economici e sui rischi discussi dal Comitato e dallo staff, che probabilmente vede una graduale e incerta ripresa nel 2° semestre, con rischi verso il basso e possibile necessità di ulteriori misure di politica fiscale. 

I verbali dovrebbero anche riportare il dibattito sugli strumenti innovativi da mettere in atto per sostenere l’erogazione del credito a tutti i comparti dell’economia ed evitare che la crisi di liquidità si trasformi in una crisi di solvibilità, per quanto possibile con gli strumenti della politica monetaria.

Il FOMC dovrebbe mostrare consenso unanime per l’utilizzo e l’estensione degli strumenti già messi in atto durante la crisi finanziaria, incentrati su misure per contrastare la disfunzionalità dei mercati e fornire liquidità, acquisti illimitati di titoli, forward guidance e facility per fornire credito a famiglie e imprese con il supporto e l’approvazione del Tesoro.

Il Comitato potrebbe non avere neppure discusso il ricorso a tassi negativi che, con consenso unanime, non sono ritenuti parte della cassetta degli attrezzi della Fed, come ribadito da Powell in diverse occasioni questa settimana.

Tuttavia, i verbali potrebbero riportare una eventuale discussione sull’opportunità di alzare il tasso sulle riserve in eccesso (IOER) per consolidare la base del corridoio di fluttuazione del tasso effettivo dei fed funds.

Il mercato prevedeva una manovra in tal senso ad aprile e, in sua assenza, i tassi sono scivolati, insieme ai future, in territorio marginalmente negativo. I verbali dovrebbero confermare l’impegno della Fed a rispondere come necessario all’evoluzione degli eventi e dei dati.

I dati e gli eventi di ieri

Area Euro. Il Consiglio ha completato l’adozione di SURE, il meccanismo che erogherà prestiti agli Stati membri per finanziare i programmi di sussidio all’occupazione, di sostegno ai lavoratori autonomi e alcune misure di prevenzione sanitaria.

Il fondo potrà erogare fino a 100 miliardi di euro agli Stati membri, finanziandosi con emissioni UE garantite dagli Stati membri (l’ammontare delle garanzie è indicato in 25 miliardi). Il programma partirà quando tutti gli Stati avranno fornito la propria garanzia, in proporzione alla quota del reddito nazionale UE, e cesserà il 31 dicembre 2022; tuttavia, la disponibilità del programma può essere prorogata per altri 6 mesi a seconda dell’evoluzione della crisi economica.

L’assistenza finanziaria sarà decisa dal Consiglio su proposta della Commissione Europea e richiesta dello Stato membro, e prevede la firma di un accordo di attuazione. SURE fornirà un contributo modesto, sebbene non trascurabile, al rifinanziamento del fabbisogno pubblico generato dalla crisi, e con un beneficio economico marginale anche per i paesi ad alto debito.

In base al regolamento (UE) 2020/672 del 19 maggio 2020, i tre maggiori beneficiari non possono assorbire più del 60% del fondo, e l’importo che l’UE deve in un dato anno non può superare il 10% del fondo: in sostanza, anche ipotizzando che l’Italia sia l’unico beneficiario nel 2020, non potrebbe ricevere prestiti per più di 10 miliardi.

Germania. La fiducia degli investitori nelle prospettive economiche è notevolmente migliorata a maggio. L’indice ZEW è aumentato di 22,8 punti, raggiungendo quota 51,0 punti. Il rimbalzo si aggiunge al forte incremento registrato in aprile. Il processo di recupero, come segnala l’istituto ZEW, richiederà tempo e la produzione è attesa tornare al livello pre-crisi solamente nel 2022.

La valutazione della situazione corrente, passata a -93,5 in maggio da -91,5 precedente, rimane bassa: il Pil potrebbe crollare ben oltre gli effetti attesi per le misure restrittive (anche se è bene ricordare i limiti della componente della situazione corrente nella previsione dell’output), mentre i prezzi dovrebbero scendere ulteriormente nel prossimo semestre. L’indagine congiunturale di maggio conferma la fiducia degli esperti finanziari e degli investitori verso il massiccio piano di ripresa del governo tedesco.

Italia. La produzione nelle costruzioni è crollata del 36,2% m/m a marzo (-6,8% t/t, -35,4% a/a). La flessione è senza precedenti, e riflette non solo il fermo legale del 60% circa delle aziende disposto dall’ultima settimana del mese, ma anche gli effetti dello shock COVID-19 sulle settimane precedenti e sulle attività non sospese.

È attesa una ulteriore contrazione, verosimilmente dello stesso ordine di grandezza, ad aprile, seguita da un rimbalzo nei mesi successivi.

Italia. Il decreto rilancio, dopo il via libera del Consiglio dei Ministri lo scorso 13 maggio, è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale (DL 34/2020). Nella versione definitiva, il testo si compone di 266 articoli e ha un impatto di 54,994 miliardi in termini di indebitamento, 68,339 di fabbisogno e 154,618 sul saldo netto da finanziare.

Per l’attuazione di diverse misure, serviranno però 98 decreti attuativi, che dovranno essere emanati in tempi rapidi.

US COVID-19 update

– Contagi 1528568, nuovi contagi 20300, decessi 91921, guarigioni 289392 (Fonte: JHU).

– Nell’audizione di Powell e Mnuchin di fronte alla Commissione bancaria del Senato si sono registrati segnali divergenti riguardo all’opportunità di introdurre nuove misure di stimolo. Powell ha ribadito la sua posizione secondo cui sarà necessario fornire ulteriore sostegno economico, affermando anche che è essenziale il ritorno all’attività in sicurezza, avendo contenuto i rischi sanitari, perché la crescita possa riprendere in modo duraturo.

Riguardo alla politica monetaria in atto, Powell ha detto che il bilancio della Fed avrà a un certo punto dei limiti, ma per ora sono lontani e l’aumento in corso, a suo avviso, non pone rischi per l’inflazione né per la stabilità finanziaria.

Secondo Mnuchin, invece è importante ripartire subito per evitare danni permanenti derivanti da una chiusura prolungata delle imprese ed è opportuno vedere come sarà la ripresa prima di attuare nuove misure. La posizione di Mnuchin riflette le posizioni dell’amministrazione e dei repubblicani per ora contrari a predisporre un nuovo pacchetto e a discutere quello approvato dalla Camera alla fine della scorsa settimana.

Per quanto riguarda il pacchetto CARES Act, Mnuchin ha affermato che il Tesoro è pronto a sopportare il rischio di perdite sui 500 mld dati a garanzia dei prestiti che la Fed erogherà a famiglie e imprese. Mnuchin ha detto che ci sono scenari in cui per alcuni programmi della Fed è possibile la perdita di tutto il capitale iniettato dal Tesoro, ma anche altri in cui le perdite sono limitate.

– Rosengren (Boston Fed) ha fatto eco alle dichiarazioni di Powell, affermando che la Fed farà “tutto quello che può per sostenere un ritorno alla piena occupazione e alla stabilità dei prezzi” in un contesto di mercati finanziari stabili, ma ha sottolineato che riaprire le attività “non è una panacea”, dato che la diffusione dei contagi prosegue negli USA.

A suo avviso senza soluzioni in campo sanitario la piena occupazione non potrà essere raggiunta. Rosengren prevede un picco del tasso di disoccupazione intorno al 20%, con una successiva discesa graduale.

Il Congressional Budget Office (CBO) ha pubblicato delle proiezioni provvisorie per il 2020-21 che tengono conto degli effetti della pandemia. Il sentiero previsto per il PIL nel 2020 è fortemente non-lineare, con una contrazione di -11% t/t (-38% t/t ann.), seguita da rialzi di 5% t/t (21,5% t/t ann.) e 2,5% t/t (10.4% t/t ann.) nel 3° e nel 4° trimestre, rispettivamente.

La crescita annua è prevista a -5,6% nel 2020 e +4,2%nel 2021. I consumi dovrebbero essere in calo di -11,6% t/t (-39% t/t ann.), ma poi rimbalzare di +8% t/t in estate. Il PIL dovrebbe restare al di sotto del livello pre-pandemia almeno fino a fine 2021.  Per il mercato del lavoro, il CBO prevede una stabilizzazione nei prossimi mesi, con un graduale recupero dell’occupazione, che rimarrà comunque al di sotto dei livelli di fine 2109 su tutto il biennio. Il tasso di disoccupazione dovrebbe aumentare in misura limitata oltre il livello visto ad aprile per via del calo della partecipazione.

La previsione per la disoccupazione (definita in senso ampio come individui senza lavoro e in cerca di occupazione o in attesa di essere richiamati) toccherebbe il 23,8% e il 25% nel 2° trimestre e 3° trimestre, rispettivamente. La perdita di occupazione fra fine 2019 e fine giugno è stimata in 25,6 mln, in miglioramento di 1 mln nel trimestre successivo.  

Secondo il CBO, il distanziamento sociale attuato dalle famiglie, dalle imprese e dai governi attraverso misure che limitano l’interazione, dovrebbe aver toccato il picco ad aprile e ridursi successivamente. Il CBO ipotizza che il distanziamento sociale si riduca di circa 2/3 nella seconda metà dell’anno e cali ancora, più lentamente, fino alla fine del 3° trimestre 2021.

I nuovi cantieri residenziali ad aprile crollano a 891 mila, in calo di -30,2% m/m da 1,276 mln di marzo, con una correzione di -25,4% m/m nel segmento delle unità monofamiliari. Le licenze calano a 1,074 mln ad aprile, da 1,356 mln di marzo (-20,8% m/m). Il crollo dell’attività di costruzione nel settore residenziale è in linea con i segnali dell’indice di fiducia dei costruttori di case, crollato a 30 ad aprile, da 72 di marzo, portandosi sui livelli di metà 2012.

L’attività di costruzione dovrebbe restare debole per diversi trimestri, sulla scia dell’impennata della disoccupazione. Tuttavia, rispetto alla grande recessione, il settore immobiliare nella fase attuale è meno fragile, dato che è caratterizzato da una carenza di offerta, mentre i tassi sono molto al di sotto della media storica.

Fonte: BondWorld.it

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