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Intesa Sanpaolo: Area euro recupero produzione

Intesa Sanpaolo – Area euro. La produzione industriale dell’Eurozona è vista in recupero a novembre (+0,4% m/m), dopo il -0,5% m/m di ottobre………..

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Anche la variazione annua dovrebbe salire a -0,9% da  -2,4% precedente.

Nel trimestre autunnale, l’output sarebbe in rotta per una contrazione meno accentuata che nei mesi estivi (-0,1% t/t, da -0,8% precedente).

Intesa Sanpaolo – Italia. La Corte Costituzionale è attesa pronunciarsi circa l’ammissibilità del referendum abrogativo sulla legge elettorale richiesto dalla Lega.

Il quesito si propone di abolire la parte proporzionale del cosiddetto Rosatellum, in pratica trasformando il sistema in un uninominale secco.

La maggior parte dei giuristi ha espresso perplessità sull’ammissibilità del referendum.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. È attesa per oggi la firma dell’accordo per la fase 1 dei negoziati USA-Cina.

I principali punti dell’intesa dovrebbero essere quelli diffusi informalmente a metà dicembre: dal lato americano, la riduzione a 7,5% dei dazi del 15% imposti a settembre su 110 mld di importazioni dalla Cina e il congelamento degli altri rialzi minacciati, con il mantenimento dei livelli del 2018; dal lato cinese, ci dovrebbe essere l’impegno ad acquistare 200 mld di dollari di beni USA nei prossimi due anni al di sopra dei livelli del 2017 (con un contributo del comparto agricolo di circa 20-30 mld all’anno, oltre a quote per altre materie prime, per il manifatturiero e per i servizi), a stabilizzare il cambio e ad aumentare la protezione della proprietà intellettuale.

La sigla dell’accordo è la formalizzazione di una tregua nella guerra dei dazi per questo anno elettorale, ormai del tutto scontata dai mercati, che stabilizza la politica commerciale per l’anno in corso.

Il lato positivo dell’accordo è il congelamento dell’incertezza sui livelli attuali, con la (quasi totale) eliminazione dei rischi sulla crescita USA e mondiale 2020 collegati alla politica commerciale con la Cina.

Tuttavia, l’accordo per la fase 1 dei negoziati, al di là della stabilizzazione temporanea dell’incertezza, non va sopravvalutato.

Infatti, le questioni più controverse nelle trattative sono rimaste fuori dall’accordo e saranno discusse nella fase 2, con potenziali ricadute sull’incertezza nel 2021.

Inoltre, anche l’accordo della fase 1 mantiene meccanismi di controllo da parte degli USA di adempimento degli impegni da parte della Cina (con possibili rialzi dei dazi in caso di inadempienza), in occasione degli aggiornamenti periodici, almeno semestrali, che faranno parte dell’intesa.

Sul fronte dei flussi commerciali, la sigla dell’accordo dovrebbe implicare una ripresa dell’export americano verso la Cina, a scapito delle esportazioni verso la Cina di paesi che avevano sostituito gli USA nei comparti agricolo, energetico, manifatturiero (e.g., Brasile, Europa, Russia).

Per incrementare le esportazioni verso la Cina, gli USA dovrebbero dirottare parte delle loro esportazioni spostandole verso la Cina a scapito di altri paesi.

Per i prodotti agricoli e il petrolio in termini di produzione non ci sarebbero difficoltà significative, mentre per i beni manufatti ci potrebbe essere la necessità di riallocazione dei flussi con implicazioni negative per i processi produttivi dei partner (per esempio con Canada e Messico per quanto riguarda le auto).

Pertanto, l’obiettivo di ridurre il deficit commerciale USA-Cina avrebbe probabilmente l’effetto di allargare i deficit con altri paesi e di indurre una più ampia ristrutturazione dei flussi globali.

– Stati Uniti. Il PPI a dicembre è atteso in rialzo di 0,3% m/m per gli indici headline e core, dopo i dati relativamente deboli di novembre (0 e -0,2% m/m, rispettivamente).

La dinamica dei prezzi alla produzione è rallentata nel corso del 2019 rispetto al 2018 e si mantiene contenuta, senza significative pressioni verso l’alto sui prezzi al consumo.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a gennaio dovrebbe correggere a 1 da 3,5 di dicembre, alla luce del dato deludente dell’ISM manifatturiero di dicembre.

In autunno l’ISM è stato consistentemente più negativo delle altre indagini, con indicazioni di continua contrazione dell’attività a fronte di segnali di stabilizzazione dagli indici regionali e dal PMI Markit.

Tuttavia, lo spaccato dell’indagine dell’ISM è inequivocabilmente negativo e punta a un ritorno in territorio modestamente recessivo del manifatturiero a inizio 2020.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del 28-29 gennaio.

Il rapporto sarà rilevante per valutare le prospettive del settore manifatturiero a inizio 2020, dopo il dato deludente dell’ISM di dicembre e sulla scia del blocco della produzione del 737 Max da parte di Boeing.

Il Beige Book dovrebbe riportare indicazioni sempre positive sui consumi e sugli investimenti residenziali, a fronte di persistente debolezza dell’industria.

Le informazioni macroeconomiche nei prossimi mesi non dovrebbero modificare la fase di pausa del FOMC sui tassi.

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di ieri

Intesa Sanpaolo – Germania. Governo federale e Deutsche Bahn hanno siglato un accordo che prevede investimenti nell’infrastruttura ferroviaria di 86 miliardi di euro in 10 anni, di cui 62 a carico del bilancio federale.

Il programma fa parte del piano di contrasto al cambiamento climatico.

L’impegno aumenta del 54% la spesa prevista, ed è pari a circa lo 0,2% del PIL decennale. Gli investimenti saranno dedicati alla modernizzazione dell’infrastruttura esistente.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. Il CPI a dicembre è in rialzo di 0,2% m/m (2,3% a/a), con un incremento di 1,4% m/m per l’energia (benzina: 2,8% m/m).

L’indice core aumenta di 0,1 % m/m, al di sotto delle attese di consenso per una variazione di 0,2% m/m. L’inflazione core è stabile a 2,3% a/a per il terzo mese consecutivo.

I beni core hanno prezzi stabili su base mensile, con indicazioni miste dalle diverse componenti: auto nuove +0,1% m/m (dopo 5 contrazioni consecutive), auto usate -0,8% m/m, abbigliamento 0,4% m/m, prodotti farmaceutici 1,5% m/m.

I prezzi dei servizi ex-energia aumentano di 0,1% m/m, con variazioni contenute per l’abitazione (0,2% m/m) e i trasporti (-0,3% m/m, con tariffe aeree in calo di -1,6% m/m) e un altro aumento sostenuto per i servizi sanitari (0,4% m/m, 5,1% a/a).

Complessivamente, l’abitazione segna un incremento di 3,2% a/a e la sanità di 4,6% a/a.

I dati continuano a mostrare assenza di pressioni inflazionistiche, nonostante lo stadio avanzato del ciclo e l’imposizione dei dazi.

La previsione per il deflatore è di aumento di 0,1% m/m (1,6% a/a) a dicembre. I primi tre mesi del 2020 potrebbero vedere un’accelerazione dell’inflazione core, per un effetto confronto con un inizio 2019 molto moderato, con un possibile movimento verso 1,8-1,9% a/a.

Con un sentiero di rialzi mensili mediamente in linea con quello della seconda parte del 2019, l’inflazione core misurata con il deflatore dovrebbe mantenersi marginalmente al di sotto del 2% nel secondo semestre 2020.

L’employment report di dicembre ha mostrato un’estrema moderazione salariale, con un ritorno della dinamica delle retribuzioni orarie sui livelli del 2018, nonostante un tasso di disoccupazione sui minimi da 50 anni.

Lo scenario delle variabili nominali rende assai improbabile un eventuale rialzo dei tassi fra fine 2020 e il 2021 (segnalato invece dalle proiezioni del FOMC di dicembre), piuttosto conferma i rischi di un possibile taglio in caso di rallentamento della crescita.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. George (Kansas City Fed) ha detto che a suo avviso è “appropriato” mantenere fermi i tassi “per ora”, mentre si valutano gli effetti dei tagli dei tassi del 2019 (su cui aveva dissentito) e i dati in arrivo.

George ha sottolineato che i tassi potrebbero dover essere modificati verso l’alto, nel caso in cui i venti contrari si affievolissero, ma anche verso il basso in caso di persistenza dell’incertezza e dei rischi.

Fonte: BondWorld.it

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