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Intesa Sanpaolo : Area Euro riunione di politica monetaria

Intesa Sanpaolo – Nell’area euro, il focus questa settimana sarà sulla riunione di politica monetaria e la conferenza stampa della Banca Centrale Europea:

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non si attendono novità concrete, ma soltanto dichiarazioni finalizzate a raffreddare le attese di rialzo dei tassi emerse sul mercato monetario. Anche il calendario dei dati è fitto di appuntamenti importanti. La ripresa è prevista decelerare durante l’autunno, come dovrebbe emergere mercoledì e giovedì dalle indagini Istat e della Commissione Europea di ottobre, e oggi dall’indice IFO. Venerdì, le rilevazioni flash di ottobre dovrebbero registrare un’accelerazione dell’inflazione in Germania, Francia, Italia e nel complesso dell’area euro. Sempre venerdì, le stime preliminari sul PIL nell’aggregato dell’Eurozona e nei quattro principali Paesi membri dovrebbero confermare un quadro di crescita ancora solida nel 3° trimestre. In calendario anche i dati sul mercato del lavoro tedesco di ottobre e sulle spese delle famiglie francesi di settembre.

Venerdì, le indagini PMI di ottobre hanno confermato il quadro di decelerazione della ripresa a inizio trimestre. Il settore manifatturiero è ancora penalizzato dai vincoli all’offerta, che si stanno rivelando più severi del previsto. Nei servizi l’attività rimane trainante ma inizia a perdere vigore rispetto ai mesi estivi.

Le indicazioni sui prezzi riportano invece una marcata accelerazione dei costi degli input e dei listini di vendita sia nella manifattura (dove gli indici relativi raggiungono nuovi record) che nei servizi (sui massimi da oltre 20 anni), confermando i rischi al rialzo per l’inflazione nei prossimi mesi. L’indice PMI composito è calato per il terzo mese consecutivo a 54,3 da 56,2 precedente, sui minimi da aprile 2021 ma su livelli ancora espansivi: riteniamo che la crescita sia rimasta solida durante l’estate, stimiamo intorno al 2,2% t/t, mentre vediamo un rallentamento a 0,8% t/t nel 4° trimestre.

– Negli Stati Uniti, fra i dati in uscita, la prima stima del PIL del 3° trimestre dovrebbe riassumere gli effetti dei colli di bottiglia all’offerta sull’espansione. La crescita estiva dovrebbe dimezzarsi rispetto a quella del 1° semestre, con un’ampia frenata dei consumi e un indebolimento degli investimenti, dovuti alla carenza di offerta. La fiducia dei consumatori di ottobre dovrebbe confermare il ritracciamento visto a settembre, spinto dai timori per l’inflazione e per la fine dello stimolo fiscale. La spesa e il reddito personale di settembre sono attesi in rialzo, e il deflatore core dovrebbe segnare una variazione di 0,2% m/m. Gli ordini di beni durevoli e le vendite di case nuove di settembre dovrebbero dare segnali moderatamente positivi, pur in presenza di persistente carenza di offerta.

Oggi non ci sono dati in uscita, e l’attenzione resterà focalizzata sul dibattito interno al partito democratico per definire il pacchetto fiscale Build Back Better (BBB), con un probabile accordo entro questa settimana che porti le misure a circa 2 tln, dai 3,5 tln previsti inizialmente, e limiti i rialzi di imposta. La risoluzione sul BBB dovrebbe permettere di votare, entro fine mese, il pacchetto bipartisan per le infrastrutture, con interventi totali per 1 tln.

Venerdì, il presidente della Fed, Powell, ha alzato il tiro sulle preoccupazioni relative all’inflazione, affermando che i vincoli all’offerta sono peggiorati, con rischi di colli di bottiglia più duraturi e persistenti, e quindi di inflazione più alta. Powell ha ribadito che questi vincoli dovrebbero essere transitori, ma nel frattempo la Fed dovrà essere pronta ad aggiustare la propria politica per far fronte a un ampio raggio di possibili sviluppi. Secondo Powell, è arrivato il momento di ridurre gli acquisti, non quello di alzare i tassi. Le parole di Powell danno le linee guida per l’esito del prossimo FOMC: tapering e preparazione per reagire a diversi scenari di inflazione. Daly (San Francisco Fed) ha detto che gli effetti inflazionistici dei colli di bottiglia all’offerta preoccupano, ma rialzi dei tassi potrebbero essere controproducenti in queste circostanze.

Il PMI manifatturiero flash di ottobre, pubblicato venerdì, è sceso a 59,2 da 60,7, segnalando modesto rallentamento della crescita e persistenti strozzature all’offerta. Invece, l’indice dei servizi è risalito a 58,2, da 54,4, sui massimi da luglio, con indicazioni positive per crescita e occupazione, ma anche ulteriori aumenti delle pressioni sui prezzi, a livelli record.

– I dati flash dei PMI in Europa, Stati Uniti ed Asia rendono probabile un calo dell’indice PMI globale, che sarà pubblicato a inizio novembre in scia ai dati nazionali definitivi.

Fonte: BondWorld.it

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