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Intesa Sanpaolo: Area Euro settimana povera di indicatori

Intesa Sanpaolo – Nessun dato di rilievo dopo i dati sulla bilancia commerciale della Germania, già usciti (export più forte delle attese, importazioni deboli).

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Nel corso della giornata, interverranno alcuni banchieri centrali, fra i quali la presidente della BCE Lagarde.

I market mover della settimana

Nell’area euro, la settimana è piuttosto povera di indicatori congiunturali. L’indice ZEW tedesco, prima indagine relativa al mese di novembre, dovrebbe mostrare una decisa correzione. La tornata di dati sulla produzione industriale di settembre nei principali Paesi darà indicazioni miste, ma le prospettive per il trimestre in corso appaiono decisamente meno rassicuranti.

La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Il focus sarà su eventuali contestazioni relative all’esito elettorale. Fra i dati macro, le informazioni di rilievo riguarderanno i prezzi di ottobre. Il CPI e il PPI dovrebbero essere in aumento di 0,2% m/m, con qualche rischio verso il basso per il CPI, sia headline sia core. La fiducia dei consumatori risentirà dell’esito elettorale e dovrebbe essere in moderato rialzo (a meno di grave crisi istituzionale sulla validità dei voti) a novembre.

I dati e gli eventi di venerdì

Unione Europea. Il rapporto settimanale ECDC sull’epidemia di Covid-19 mostra una situazione di crisi diffusa, con i ricoveri in terapia intensiva a 2,1 ogni 100mila abitanti (54% del livello di picco) ed elevati in 28 paesi, nonché mortalità quindicinale in incremento per il 51° giorno consecutivo a 40,2 ogni milione di abitanti.

Il monitoraggio dell’eccesso di mortalità (EuroMoMo) evidenzia nella 43° settimana un eccesso elevato (7<z scores £10) in Italia e Belgio, moderato in Spagna, Francia, Slovenia e Olanda; basso in Regno Unito e Svizzera. Le misure restrittive introdotte recentemente potrebbero portare a un miglioramento nelle prossime settimane, anche se meno rapido rispetto a quello osservato dove sono state adottate in una fase meno avanzata dell’epidemia, come in Irlanda.

Italia. A settembre, le vendite al dettaglio hanno registrato una correzione pari a -0,8% m/m (in valore) dopo l’ampio aumento di agosto (+8,2% m/m, dato “gonfiato” al rialzo dal rinvio dei saldi estivi). Su base annua, le vendite sono in accelerazione, a +1,3%. Il calo nel mese è dovuto ai non alimentari (-1,3%), mentre la crescita sull’anno è trainata dagli alimentari (+3,8%). Il commercio elettronico, pur rallentando, resta la forma distributiva più dinamica (+24,9% a/a). La tendenza per gruppi di prodotti non alimentari è assai eterogenea: alcuni comparti sembrano essersi avvantaggiati dallo shock COVID (si veda il +10,6% delle dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni e telefonia e il +7,2% di utensileria per la casa e ferramenta); viceversa, i prodotti più penalizzati sono calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-8,7%), giochi, giocattoli, sport e campeggio (-7,2%) e cartoleria, libri, giornali e riviste (-7,1%).

Torna a flettere, dopo il balzo di agosto dovuto ai saldi, l’abbigliamento (-2,4%). Il rallentamento delle vendite a partire da settembre era segnalato dall’andamento degli indici di mobilità verso i negozi, che è proseguito a ottobre; su questa tendenza già in frenata agiranno le nuove misure restrittive introdotte dal DCM 3/11/2020: la chiusura della maggior parte degli esercizi commerciali nelle regioni rosse (nonché dei centri commerciali nel fine settimana in tutta Italia) avrà effetti rilevanti sulle vendite al dettaglio di novembre, e sui consumi di contabilità nazionale nel 4° trimestre.

Stati Uniti. Associated Press ha dichiarato che Biden ha vinto sia la Pennsylvania, sia il Nevada, assegnandogli quindi 290 delegati all’Electoral College, contro i 214 ottenuti da Trump. Restano incerti i risultati di Georgia e North Carolina, non più cruciali per la vittoria. Nel voto popolare, la maggioranza è indiscutibile, con 75,2 mln di voti per Biden e 70,8 mln per Trump.

La nomina a presidente avverrà il 20 gennaio 2021e fino ad allora il percorso per la presidenza potrebbe avere ancor qualche ostacolo. Gli stati dovranno certificare i delegati entro l’8 dicembre: prima di quella data potrebbero esserci riconteggi e ricorsi da parte di Trump.

Lo scenario centrale, nonostante le turbolenze possibili nei prossimi due mesi (ricorsi e riconteggi), è comunque di una presidenza Biden, con un Congresso diviso. Il Senato è in una situazione di parità (se pure con una maggioranza quasi probabilmente repubblicana e due seggi in Georgia con un’elezione suppletiva il 5 gennaio). La Camera resterà democratica, ma con una maggioranza ridimensionata. In questo quadro, non c’è spazio per grandi riforme o modifiche radicali e controverse alla legislazione vigente.

Ma c’è il segnale che il Congresso e la presidenza sono spinti dagli elettori verso il centro e verso posizioni che possono portare a legiferare in modo costruttivo su alcuni temi urgenti e importanti per il paese: gestione dell’economia e della sanità durante la pandemia, immigrazione, ambiente, integrazione razziale. Non è detto quindi che il governo diviso del 2021 rappresenti uno scenario negativo per un paese sempre più polarizzato e portato verso gli estremi. Il risultato elettorale infatti può rappresentare un meccanismo di controllo per riportare la leadership dei partiti verso il centro.

Biden, che ha avuto un risultato più soddisfacente rispetto a quello del partito democratico nel suo complesso, avrà un’investitura a governare su posizioni centriste, limitando l’espansione delle frange democratiche più progressiste. Il partito repubblicano, d’altra parte, che ha avuto un successo maggiore rispetto a quello di un presidente politicamente imprevedibile e con visioni “estreme” in alcune aree (sanità, commercio, immigrazione), potrà riportare il baricentro verso visioni potenzialmente più conciliabili con quelle dei democratici.

Quindi, è possibile che, con l’uscita di scena di Trump e il ridimensionamento dell’ala Sanders-Ocasio Cortez e in parte Warren, si aprano spiragli di cooperazione fra un’amministrazione Biden e un Senato ancora guidato da McConnell per ottenere qualche risultato, meno eclatante di una profonda riforma tributaria, ma costruttivo in termini di sostegno all’economia e di riduzione delle fratture sociali. McConnell e Biden vengono da una tradizione politica di cooperazione fra i partiti e, in assenza della personalità divisiva di Trump, si potrebbe ricostruire un clima accettabile in Congresso. Inoltre, Biden avrà spazio comunque, attraverso i suoi poteri esecutivi, per riportare gli USA sul sentiero abbandonato della cooperazione internazionale, sia politica, sia commerciale, sia ambientale.

Nelle prossime settimane il focus sarà sul team a cui Biden assegnerà la gestione della transizione, mentre Trump metterà a punto l’ultimo attacco legale alla validità delle elezioni. Pur con il rischio di boicottaggio dell’amministrazione in carica, la composizione del “transition team” darà un primo assaggio di come il nuovo presidente recepisce il mandato elettorale ottenuto.

Oggi Biden dovrebbe annunciare la formazione di un team per la gestione della pandemia, composto da esperti di sanità e scienziati, e nei prossimi giorni dovrebbe essere annunciata una strategia di coordinamento delle diverse agenzie pubbliche interessate, in modo da poter predisporre interventi rapidi, attraverso ordini esecutivi, non appena sarà attuato il passaggio del potere.

Per quanto riguarda le posizioni principali di governo, i nomi dei candidati dovrebbero essere comunicati intorno a Thanksgiving, tenendo conto che dovranno essere approvati dal Senato (e quindi essere accettabili anche da una potenziale maggioranza repubblicana).

Esponenti della campagna Biden hanno detto che i primi annunci saranno per le posizioni che riguardano sanità, economia, e problemi sociali e ambientali, a conferma delle priorità che il nuovo presidente ha elencato nel suo primo discorso dopo l’assegnazione della maggioranza dei delegati.

Entro questa settimana invece dovrebbero circolare i nomi per le posizioni apicali dello staff della Casa Bianca, primo fra tutti il chief of staff. Un punto importante per l’efficacia della transizione è che il team di Biden riceva al più presto fondi pubblici, spazi e strumenti tecnologici per poter operare.

Questo dipende dall’accettazione della sconfitta da parte del presidente uscente e dal riconoscimento del passaggio da parte della General Services Administration, che sblocca finanziamenti e processi operativi.

In conclusione, il leitmotiv di un “presidente che unisce il paese” potrebbe permettere di sostituire il programma di grandi aumenti di spesa e di imposte, con una combinazione di misure di più basso profilo ma con la capacità di interrompere il trend di ininterrotta polarizzazione culminata nella spaccatura totale emersa durante la presidenza Trump.

Stati Uniti. I nuovi contagi continuano a crescere, e hanno superato 126 mila casi nei dati di ieri, con un aumento del 57% rispetto alle due settimane precedenti (fonte: NYT). In 45 stati i nuovi casi sono in aumento, con ritmi di crescita straordinariamente elevati soprattutto nel midwest e negli stati rurali del centro. Negli stati rimanenti, la traiettoria è verso l’alto, ma su livelli molto più contenuti.

Per ora le misure restrittive sono attuate, come in primavera e in estate, a livello locale e in modo diversificato, con effetti modesti ma visibili sull’attività dei consumatori. Tuttavia, gli indicatori settimanali di attività del manifatturiero restano in rialzo (produzione di acciaio, traffico merci), confermando la dicotomia fra manifatturiero e servizi in questo ciclo anomalo, con il primo in espansione grazie allo spostamento della domanda dai servizi ai beni.

Stati Uniti. L’employment report di ottobre conferma il quadro di miglioramento del mercato del lavoro e di crescita solida degli occupati nel settore privato (+906 mila), con una forte correzione del tasso di disoccupazione a 6,9%.

– Gli occupati non agricoli sono in rialzo di 638 mila, dopo 661 mila di settembre, e segnano il sesto aumento consecutivo, pur restando inferiore di 10,1 mln rispetto a febbraio. Il dato complessivo è frenato dalla correzione nel settore pubblico (-268 mila), mentre nel settore privato la crescita dell’occupazione totale è solida, a 902 mila, circa in linea con quella di settembre.

* Nell’industria, gli occupati aumentano di 123 mila, con rialzi nel manifatturiero (38 mila) e nelle costruzioni (84 mila).

* I servizi privati registrano un incremento di 783 mila, con una dinamica soddisfacente per tempo libero e ospitalità (271 mila), sanità e istruzione (79 mila), servizi alle imprese (208 mila), commercio al dettaglio (104 mila).

* Nel settore pubblico prosegue la riduzione dell’organico (-268 mila), sia a livello statale e locale, per via del drammatico peggioramento delle finanze pubbliche, sia a livello federale per la fine dei contratti per il censimento 2020.

* L’occupazione rilevata dall’indagine presso le famiglie, più volatile di quella presso le imprese, balza di 2,243 mln.

– Il tasso di partecipazione è in aumento di 0,3 pp, a 61,7%, 1,7 pp al di sotto del livello di febbraio, con un aumento della forza lavoro di 724 mila.

Ci sono ancora 6,7 mln di persone che non partecipano alla forza lavoro ma vorrebbero un’occupazione, con un segnale di persistente eccesso di offerta sul mercato.

– Il tasso di disoccupazione è in forte calo, grazie al rialzo massiccio degli occupati (v. sopra, indagine presso le famiglie), e corregge di un intero punto percentuale, a 6,9%. I disoccupati sono in flessione di 1,5 mln, e si attestano a 11,1 mln, circa il doppio rispetto al livello di febbraio. Prosegue l’aumento della quota di disoccupati permanenti.

I dati confermano che il mercato del lavoro rimane in miglioramento, ma richiede ancora il sostegno della politica fiscale, alla luce di circa 10 mln di posti ancora mancanti rispetto a febbraio e mln di persone in meno nella forza lavoro.

– L’indice delle ore lavorate è in rialzo di 0,8% m/m, con indicazioni solide per l’attività di ottobre. I salari orari crescono di 0,14% m/m.

– I dati sono positivi per lo scenario del reddito da lavoro e confermano il proseguimento della ripresa, senza però modificare la valutazione di uno scenario economico non sostenibile senza ulteriori interventi fiscali a sostegno delle famiglie.

Fonte: BondWorld.it

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