BondWorld.it
Intesa SanPaolo Falsh Macro Daily

Intesa Sanpaolo: Area euro stima finale dell’indice PMI dei servizi

Intesa Sanpaolo – Area euro. La stima finale dell’indice PMI dei servizi di aprile è attesa confermare il dato preliminare di 50,3 registrato con la lettura preliminare, quando l’indice è tornato al di sopra della soglia critica che separa l’espansione dalla contrazione per la prima volta da agosto dello scorso anno

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Intesa SanPaolo


La prima lettura del PMI servizi per l’Italia dovrebbe mostrare un miglioramento a 49,7 da 48,6 di marzo, spiegato dall’allentamento delle misure di contenimento visto alla fine di aprile. L’indice PMI composito dovrebbe essere rivisto al ribasso di due decimi rispetto alla stima flash, a 53,5 da 53,2 di marzo.

– Stati Uniti. La stima ADP dei nuovi occupati non-agricoli privati ad aprile è prevista dal consenso a 750 mila, dopo 517 mld di marzo.

– Stati Uniti. L’ISM dei servizi di aprile è previsto in aumento a 64,2 da 63,7 di marzo, con miglioramenti diffusi a occupazione e attività, grazie alla diffusione dei vaccini e alla riapertura dei servizi.

Le indagini regionali e il PMI hanno dato indicazioni omogenee di accelerazione che dovrebbero contraddistinguere la ripresa nella parte centrale dell’anno.

I dati e gli eventi di ieri

Il parlamento della Polonia ha votato a favore della decisione UE sulle risorse proprie, un passo necessario perché NGEU diventi operativo. La coalizione di governo si è spaccata, ma il voto favorevole dell’opposizione di sinistra ha più che compensato quello contrario di Polonia Unita.

Per completare la ratifica nazionale è ora necessario il voto del Senato. Altri 9 paesi dell’Unione devono ancora ratificare la decisione comunitaria.

Stati Uniti. Yellen durante un forum sull’economia, commentando i massicci programmi di spesa dell’amministrazione, ha affermato che “i tassi di interesse potrebbero dover salire modestamente” in modo da facilitare la riallocazione delle risorse necessaria a evitare un possibile surriscaldamento. Yellen ha aggiunto che “questi sono investimenti di cui la nostra economia ha bisogno per essere competitiva” e grazie ai quali “la nostra economia crescerà più rapidamente”.

Inoltre, Yellen ha detto di non essere generalmente preoccupata per l’inflazione, di essere convinta che gran parte della volatilità dei prezzi sarà transitoria e che in ogni caso ci sono strumenti per controllarla in caso diventasse problematica. Riguardo agli effetti sul deficit della politica fiscale espansiva, Yellen ha detto che è opportuno coprire una parte delle nuove spese, ma in generale esiste ancora un “ragionevole ammontare di spazio fiscale”.

La correzione dei mercati seguita ai commenti sui tassi ha indotto Yellen a rilasciare un’intervista al WSJ in cui ha ribadito che un rialzo dei tassi “non è qualcosa che sto prevedendo o raccomandando” e che la politica monetaria “non è qualcosa su cui do pareri”, sottolineando la sua convinzione che la Fed è completamente indipendente e agisce come necessario per raggiungere il suo doppio mandato.

Le affermazioni di Yellen sono considerazioni “da economista” di fronte a uno scenario congiunturale generalmente condiviso di probabile eccesso di domanda, se pure temporaneo, che non modificano il quadro esistente né il sentiero della politica monetaria. Tuttavia, Yellen, in qualità di segretario del Tesoro ed ex-presidente della Fed, avrebbe probabilmente dovuto astenersi dal formularle per evitare di generare volatilità.

Stati Uniti. La bilancia commerciale di marzo registra un incremento del deficit a -74,4 mld da 70,5 mld di febbraio, con solidi rialzi per le esportazioni, pari a 200 mld (+6,6% m/m) e per le importazioni pari a 274,5 mld (+6,3% m/m). I beni contribuiscono all’ampliamento del deficit per 3,6 mld, i servizi per 0,7 mld.

Per via della migliore performance dell’economia USA rispetto a quella dei partner commerciali, le esportazioni restano ancora ampiamente al di sotto dei livelli pre-pandemia, mentre le esportazioni sono superiori di circa l’8% rispetto ai dati di febbraio 2020. Il canale estero ha frenato ampiamente il PIL del 1° trimestre, ma il recupero dell’economia mondiale nella parte centrale dell’anno dovrebbe ridurre il contributo negativo delle esportazioni nette alla crescita USA.

Fonte: BondWorld.it

Articoli Simili

Intesa Sanpaolo: Stati Uniti vendite al dettaglio previste in aumento

Redazione

Intesa Sanpaolo: Stati Uniti PPI ad aprile è atteso in rialzo

Redazione

Intesa Sanpaolo: Area euro rimbalzo della produzione industriale

Redazione