BondWorld.it
Intesa SanPaolo Indice ISM

Intesa Sanpaolo: Area euro stima flash PMI manifatturiero

Intesa Sanpaolo – Area euro. Ci attendiamo che la stima flash del PMI manifatturiero mostri in dicembre un leggero incremento da 46,9 di novembre a 47,6……..

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Intesa SanPaolo


È atteso, quindi, un nuovo aumento, anche se l’indice dovrebbe restare per l’undicesimo mese in territorio recessivo.

Lo spaccato dell’indagine di novembre fa pensare a una possibilità di una ulteriore ripresa dell’indice, alla luce della dinamica dei nuovi ordini e dell’occupazione.

Il rialzo è collegato soprattutto alla ripresa prevista per l’indice tedesco, mentre quello francese potrebbe rimanere fermo o calare dal 51,7 di novembre a causa degli scioperi di questi giorni, anche se l’impatto dovrebbe essere più marcato nel caso dei servizi.

Per quanto riguarda l’indice PMI dei servizi, dovrebbe aumentare a 52,2. Ci attendiamo un leggero miglioramento dell’indice dei servizi tedesco mentre quello francese potrebbe restare fermo o calare. Il PMI composito migliorerà da 50,6 a 51,1.

Intesa Sanpaolo – Italia. La seconda lettura dei dati di inflazione di novembre potrebbe vedere una revisione al ribasso di un decimo sull’indice armonizzato (a -0,2% m/m e +0,3% a/a), per via degli sconti associati al cosiddetto “Black Friday” nella parte finale del mese (il cui peso sugli acquisti totali sembra essere stato superiore a quello degli anni precedenti).

L’indice domestico dovrebbe invece essere confermato stabile nel mese e in aumento a 0,4% su base annua; anche l’inflazione di fondo dovrebbe essere confermata, a 1% a/a da 0,7% di ottobre.

Pensiamo che il minimo per l’inflazione possa essere stato toccato a ottobre; tuttavia il CPI rimarrà al di sotto di valori “normali” (e della media Eurozona) ancora per diverso tempo.

Stimiamo un ulteriore lieve aumento a dicembre, ma la media annua anche nel 2020 dovrebbe restare inferiore all’1%.

Intesa Sanpaolo – Italia. È atteso il voto sulla manovra economica al Senato, su cui il governo dovrebbe porre la fiducia.

Le modifiche dell’ultim’ora hanno visto tra l’altro un alleggerimento e un rinvio a luglio della plastic tax, uno slittamento a ottobre della sugar tax e un sostanziale azzeramento della stretta sulle auto aziendali.

Dopo l’uscita dal Movimento 5 Stelle di 3 senatori, i numeri sono assai risicati: le forze di governo possono disporre di 161 seggi (101 M5S, 36 PD, 17 Italia Viva, 5 LEU, 2 MAIE), appena uno in più della maggioranza richiesta.

A questi vanno aggiunti alcuni voti dal gruppo delle Autonomie e dal gruppo misto (in sede di fiducia furono rispettivamente 4 e 3).

Nel pronunciamento sulla riforma del MES l’11 dicembre scorso, i voti a favore del governo sono stati 165 (inclusi 7 dalle Autonomie e 5 dal gruppo misto).

Pensiamo che il rischio di caduta del governo sulla manovra sia relativamente contenuto, tuttavia un margine di voti così risicato pone dei dubbi sulla tenuta della maggioranza su un orizzonte di tempo più lungo.

– Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a dicembre dovrebbe essere poco variato, a 4,5 da 2,9 di novembre, confermandosi all’interno di un intervallo di fluttuazione visto da metà 2019 (2-5).

L’indagine a novembre era stata circa stabile rispetto a ottobre, con indicazioni di crescita poco più che stagnante. A dicembre potrebbe esserci un modesto miglioramento legato al rimbalzo post-sciopero di GM, ma il quadro sottostante sembra sempre in linea di crescita marginale.

Intesa Sanpaolo – I market mover della settimana

Nell’area euro, si apre la tornata di indagini di fiducia delle imprese relative al mese di dicembre (PMI flash e indici Ifo tedesco, INSEE francese e Istat italiano): ci aspettiamo un recupero nel manifatturiero, grazie all’attenuazione delle tensioni sul commercio, mentre i miglioramenti potrebbero essere più limitati nei servizi.

La seconda stima dei dati di inflazione dovrebbe confermare un aumento a novembre (a 1% nell’Eurozona). In Italia, è atteso il voto di fiducia sulla manovra economica al Senato.

La settimana ha diversi dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. Le prime indagini del manifatturiero per il mese di dicembre dovrebbero confermare attività in modesta ripresa, in parte associata alla fine dello sciopero di GM.

I molti dati di novembre dovrebbero confermare un quadro di attività in moderata ripresa: produzione industriale in netto rimbalzo spinta soprattutto, ma non solo, dalle auto post-sciopero, nuovi cantieri in aumento, con un recupero quasi totale del calo di settembre, vendite di case esistenti circa stabili, spesa e reddito personale in riaccelerazione dopo i dati relativamente deboli di ottobre.

Per quanto riguarda i prezzi, il deflatore core dovrebbe essere in rialzo di 0,1% m/m, con la variazione annua sempre lontana dal 2%.

Intesa Sanpaolo – I dati e gli eventi di venerdì

Stati Uniti. Gli Stati Uniti e la Cina hanno raggiunto un accordo per la “fase 1” delle trattative commerciali. Per ora sono state fornite solo indicazioni generali dell’intesa, senza dettagli precisi.

Il rappresentante al commercio Lighthizer ha affermato che dovrebbe siglare l’accordo insieme al vice-premier cinese Liu He a inizio gennaio, con l’entrata in vigore prevista 30 giorni dopo.

Entrambe le parti hanno segnalato che I negoziati proseguiranno sui temi non inclusi nella fase 1, ma non hanno dato indicazioni chiare sui tempi riguardo alle trattative per la fase 2.

Trump ha detto che I negoziati saranno rinviati a dopo le elezioni presidenziali, mentre la Cina sembra intenzionata a proseguire le trattative in tempi più ravvicinati.

I punti principali dell’accordo per la fase 1, secondo quanto comunicato finora, sono I seguenti:

– Gli USA non attueranno il rialzo dei dazi programmato per il 15 dicembre su 156 mld di importazioni dalla Cina (prevalentemente beni di consumo) e dimezzeranno I dazi imposti a inizio settembre su circa 120 mld di import, dal 15% al 7,5%.

– La Cina aumenterà gli acquisti di prodotti agricoli di 32 mld nei prossimi due anni.

Secondo il rappresentante al commercio Lighthizer, in questo modo gli acquisti totali di prodotti agricoli da parte della Cina dovrebbero toccare I 40 mld di dollari, con l’obiettivo di portarli a 50 mld all’anno.

Lighthizer ha indicato che questi acquisti sarebbero parte di un obiettivo di maggiori esportazioni complessive verso la Cina di 200 mld in due anni.

La mancanza di un testo dettagliato dell’accordo lascia aperti molti interrogativi, rafforzati dalla mancanza di una comunicazione omogenea dalle due parti.

Prima di tutto, l’ammontare degli acquisti di prodotti agricoli indicato dalle fonti americane sarà difficile da raggiungere, dato che sarebbe pari a circa il doppio degli acquisti agricoli precedenti l’inizio della guerra commerciale.

Inoltre, la Cina rimane intenzionata a non siglare accordi che violino I vincoli del WTO e su questo fronte non c’è chiarezza.

Lighthizer ha indicato che la Cina ha preso impegni su altri temi di rilievo (difesa della proprietà intellettuale, trasferimento di tecnologia).

Dal lato cinese, il vice ministro del commercio ha dichiarato che gli USA hanno concordato di ridurre I dazi in essere in fasi successive, ma il rappresentante USA ha affermato che non ci sono impegni al riguardo.

L’accordo ha l’indubbio effetto positivo di bloccare l’escalation dei dazi, congelando il rialzo previsto per il 15 dicembre, e di mettere in pausa la guerra commerciale fra I due paesi nel periodo pre-elettorale.

Questo riduce i rischi per il 2020.

Tuttavia, I dettagli ancora mancanti e le differenti versioni delle due parti riguardo all’accordo, oltre all’incertezza sulla fase 2, sottolineano la fragilità della tregua attuale.

In termini di effetti sullo scenario economico del 2020, la riduzione dell’incertezza di breve termine è certamente un punto favorevole, mentre le implicazioni dell’aumento atteso dall’amministrazione USA dell’export verso la Cina sono probabilmente quasi nulle per il prossimo anno.

Restano incerte le implicazioni dell’accordo per gli investimenti delle imprese, dato che I negoziati con la Cina sui temi più controversi saranno congelati, senza visibilità in termini di linee generali della politica commerciale.

Quindi, a nostro avviso, l’accordo per la fase 1 rimuove un rischio per il 2020 (escalation dei dazi), ma non per il medio termine, limitando così eventuali effetti positivi per la crescita.

In questa ottica, l’accordo fra Congresso e amministrazione sull’USMCA (il nuovo NAFTA) raggiunto nei giorni scorsi è diverso e può dare invece indicazioni positive per le decisioni di investimento delle imprese, dato che conclude il processo negoziale con Canada e Messico.

Intesa Sanpaolo – Italia. Sia il fatturato che gli ordini all’industria hanno fatto segnare un rimbalzo su base congiunturale per il secondo mese consecutivo a ottobre (entrambi +0,6% m/m), pur rimanendo in calo su base annua (fatturato -0,2%, ordinativi -1,5%).

L’aumento nel mese è dovuto soprattutto al mercato estero, che però resta il principale freno per gli ordini su base annua (-2,6%).

La crescita del fatturato nel mese è spinta soprattutto dai beni strumentali (+1,4% m/m), ma si tratta di un rimbalzo rispetto al mese precedente (-1,6% m/m).

Nel confronto annuo, i settori più brillanti sono il farmaceutico, le apparecchiature elettriche, il tessile e l’alimentare, mentre restano in forte difficoltà il comparto chimico e quello metallurgico, oltre a legno, carta e stampa. In sintesi, l’industria resta in una fase recessiva, ma il tasso di contrazione dell’attività appare in via di attenuazione.

È possibile che i segnali di minor tensione sul commercio favoriscano un ulteriore graduale miglioramento nei prossimi mesi.

Intesa Sanpaolo – Italia. La Banca d’Italia ha diffuso le proprie proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana nel quadriennio 2019-22, elaborate nell’ambito dell’esercizio coordinato dell’Eurosistema ai fini delle proiezioni per l’area euro che sono state rese note dopo la riunione del Consiglio direttivo della BCE (le proiezioni sono basate sulle informazioni disponibili al 19 novembre per la formulazione delle ipotesi tecniche, e al 25 novembre per i dati congiunturali).

Rispetto alle precedenti proiezioni, pubblicate nel Bollettino economico di luglio, la banca centrale ha rivisto marginalmente al rialzo la stima per il 2019, a 0,2%, ma ha tagliato le previsioni per il 2020-21 (a 0,5% e 0,9% rispettivamente); la ripresa è attesa proseguire poi nel 2022, a un ritmo di 1,1% (c’è da precisare però che lo scenario per il 2021-22 non incorpora gli effetti dell’aumento delle imposte indirette previsto dalle clausole di salvaguardia).

Il taglio delle stime di crescita per il 2020-21 è dovuto ad una più accentuata debolezza del quadro internazionale, solo in parte compensata dallo stimolo proveniente dai più bassi tassi di interesse.

Per il 2020, Via Nazionale vede una accelerazione dei consumi (da 0,5% a 0,8%) a fronte di un marcato rallentamento degli investimenti (da 3,1% a 0,4%).

Nello scenario Bankitalia, l’inflazione recupererebbe ma solo moderatamente nel prossimo triennio (a 0,7% nel 2020, 1,1% nel 2021 e 1,3% nel 2022); il profilo previsivo è stato rivisto al ribasso per tutto l’orizzonte di previsione.

Le nostre attuali previsioni sono più caute di quelle della Banca d’Italia per tutto il triennio 2020-22.

Intesa Sanpaolo – Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a novembre deludono le aspettative, con una variazione di 0,2% m/m, contro previsioni di consenso di 0,5% m/m.

Le vendite sono spinte dal comparto auto, che segna un incremento di 0,5% m/m, inferiore a quanto previsto sulla base dei risultati forti visti con I dati dei concessionari.

Al netto delle auto, le vendite sono in marginale rialzo di 0,1% m/m. Il comparto benzina contribuisce positivamente alle vendite totali, segnando un incremento di 0,7% m/m.

Diverse voci registrano debolezza (sanità, -1,1% m/m; abbigliamento, -0,6% m/m; ristorazione, -0,3% m/m).

L’aggregato al netto di alimentari, benzina auto e materiali da costruzione è in aumento di 0,1% m/m. I dati di ottobre registrano una revisione verso l’alto di 0,1% m/m, ma per settembre la correzione stimata inizialmente (-0,1% m/m) è rivista a -0,4% m/m.

Nel complesso I dati, più moderati delle attese, segnalano che I consumi nel quarto trimestre dovrebbero essere in crescita a un ritmo vicino al 2% t/t ann.

Intesa Sanpaolo – Cina. La produzione industriale è salita del 6,2% a/a in novembre da 4,7% a/a in ottobre, grazie al rimbalzo della produzione delle imprese private dell’8,9% a/a dal minimo del 5,4%a/a registrato in ottobre che ha più che compensato il rallentamento della produzione delle imprese statali.

In termini cumulati la produzione è rimasta stabile a 5,6% a/a da agosto. La dinamica degli investimenti fissi nominali è rimasta ferma a 5,2% cum. a/a in novembre.

Alla stabilità degli investimenti privati si è accompagnata una crescita ancora sostenuta ma in marginale decelerazione degli investimenti immobiliari (+10,2% cum. a/a in novembre da 10,3% in ottobre), in particolare in edilizia residenziale (14,4% a/a in novembre da 14,6% a/a in ottobre), e un moderato rallentamento degli investimenti delle imprese statali e di quelli in infrastrutture.

La dinamica delle vendite al dettaglio ha riaccelerato a 8,0% a/a da 7,2% a/a in ottobre in termini nominali ma è rimasta stabile in termini reali (4,9% a/a).

Le vendite di auto continuano a scendere in termini tendenziali (-4,2% a/a) anche se a un ritmo inferiore rispetto ai mesi precedenti grazie ad un miglioramento dell’andamento mensile.

Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato a 5,1% mentre la fiducia dei consumatori rilevata da Unionpay è lievemente scesa.

I dati di novembre sono stati nel complesso superiori alle attese ma i segnali di rallentamento nel mercato immobiliare sono

Fonte: BondWorld.it

Articoli Simili

Intesa Sanpaolo: Francia indice di fiducia INSEE in miglioramento

Redazione

Intesa Sanpaolo: Area euro stima PMI manifatturiero quasi stabile

Redazione

Intesa Sanpaolo: Area euro stima flash indice di fiducia dei consumatori

Redazione