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Intesa Sanpaolo: Area euro vendite in calo

Intesa Sanpaolo – Area euro. Le vendite al dettaglio di aprile sono attese in ulteriore calo, dell’ordine di -14% m/m, dopo il -11,2% m/m precedente, per effetto delle chiusure degli esercizi commerciali disposte dalla maggior parte dei Paesi nel corso del mese …

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La rilevazione di aprile soffre di eccezionali livelli di incertezza. I consumi sono visti risalire già da maggio, pur restando su livelli ben inferiori alla norma.

– Area euro. La BCE annuncerà un drastico taglio delle stime di crescita e inflazione, che si muoveranno verso la parte centrale del range di -5/-12% ipotizzato a inizio maggio e già esaminato dal consiglio alla riunione di aprile. Le previsioni includeranno un parziale rimbalzo nel 2021, sostenuto anche dagli stimoli fiscali. Il comunicato rimarcherà la forte incertezza dello scenario, ribadendo che la Banca centrale è pronta a utilizzare tutte le leve se necessario per conseguire l’obiettivo di inflazione.

Non ci attendiamo però in questa occasione né tagli dei tassi ufficiali, né altre misure su programmi di acquisto o di rifinanziamento. La buona accoglienza avuta dalla proposta della Commissione sullo strumento finanziario per la ripresa e il netto miglioramento delle condizioni di mercato rispetto ad aprile dovrebbero indurre ad attendere ancora una o due riunioni prima di aumentare la dimensione del PEPP, che peraltro è giustificata dall’enorme incremento delle necessità finanziarie degli Stati per la pandemia.

Il flusso di acquisti di aprile e maggio ha portato il portafoglio PEPP a 235 miliardi, e il plafond potrebbe essere esaurito soltanto in autunno. Difficile che possa essere formalizzato l’abbandono delle quote capitale come regola allocativa, poiché per ora la flessibilità ha dimostrato di funzionare ancora molto bene.

Sul fronte delle misure di rifinanziamento, bisogna attendere l’esito della prossima asta TLTRO III, che dovrebbe essere molto robusta questa volta: le aste LTRO ponte, che regolano tutte il 24/6, hanno erogato liquidità per oltre 420 miliardi.

– Stati Uniti. Le nuove richieste di sussidio di disoccupazione nella settimana conclusa il 30 maggio dovrebbero rallentare ancora, scendendo a 1,8 mln da 2,1 mln della settimana precedente.

I sussidi continuativi nella settimana conclusa il 23 maggio dovrebbero correggere a 20,5 mln, da 21 mln della settimana precedente.

I dati e gli eventi di ieri

Area euro. Il dato finale del PMI servizi di maggio ha segnato un rimbalzo a 30,5 da 12,0, con una revisione di +1,8 punti rispetto alla stima flash. La ripresa dal minimo storico di aprile ha riguardato tutte le componenti dell’indice, in particolare le aspettative (a 47,6 da 34,3 di aprile); l’occupazione ha registrato una risalita meno marcata (a 37,9 da 32,6 di aprile), ma partendo da livelli più alti. Nonostante il netto miglioramento, i servizi restano su livelli ampiamente recessivi.

Lo spaccato per Paese ha visto Italia e Spagna registrare valori inferiori alla media dell’eurozona (28,9 e 27,9 rispettivamente), mentre Germania e Francia hanno segnato performance migliori (32,6 e 31,1 rispettivamente).

Inoltre, l’indice delle aspettative per Italia e Francia si è collocato al di sopra della soglia di 50 punti. Il PMI composito dell’area euro è passato a 31,9 da 13,6 precedente (+1,4 punti rispetto alla stima flash), lasciandosi alle spalle il minimo storico. L’indagine di maggio riflette evidentemente l’allentamento delle misure di distanziamento sociale, che in alcuni Paesi è iniziato già dalla seconda metà di aprile.

Tuttavia la maggioranza delle aziende anche a maggio ha segnalato un peggioramento dei livelli di attività rispetto al mese scorso. Ci aspettiamo una ulteriore risalita, ma assai graduale, nei prossimi mesi.

Area euro. Il tasso di disoccupazione nel mese di aprile è salito a 7,3% da 7,1% (rivisto al ribasso da 7,4%) precedente, mentre la disoccupazione giovanile è passata al 15,8% dal 15,1% di marzo; il numero dei senza-lavoro è aumentato di 211 mila unità sul mese. La sorpresa è dovuta all’aumento del tasso di inattività, viste le difficoltà “logistiche” nella ricerca attiva di lavoro in pieno lockdown.

A partire da maggio, l’effetto sul tasso di partecipazione dovrebbe rientrare, mentre non ci aspettiamo una immediata ripartenza dell’occupazione. Di conseguenza, il picco per il tasso di disoccupazione sarà ritardato, anche di diversi mesi, rispetto al punto di minimo del ciclo.

Germania. Il tasso di disoccupazione destagionalizzato è salito a 6,3% in maggio (+0,5% rispetto al mese precedente). L’indice è cresciuto a un ritmo meno accentuato rispetto ad aprile, quando il tasso dei senza-lavoro era aumentato di otto decimi.

Il numero dei disoccupati è cresciuto di 238 mila unità a maggio, contro le 372 mila di aprile. Inoltre, a maggio il numero di lavoratori inseriti nel programma Kurzarbeit è aumentato di altri 1,06 milioni rispetto ai 10,66 milioni registrati ad aprile.

Italia. Il tasso di disoccupazione è sceso a sorpresa per il secondo mese ad aprile, al 6,3% dall’8% di marzo (rivisto da 8,4% preliminare). È il livello più basso dal 2007. Tuttavia, come già accaduto il mese precedente, il calo del tasso di disoccupazione è dovuto interamente all’aumento del tasso di inattività (+2pp), a causa delle difficoltà “logistiche” nella ricerca attiva di lavoro durante la fase di pieno lockdown.

Il numero degli inattivi è aumentato del 5,4% m/m, ovvero di ben 746 mila unità, e dell’11,1% a/a (+1.462.000), portando il tasso di inattività ai massimi dal 2011. Nel mese, gli occupati sono diminuiti di -274 mila unità (-1,2% m/m), e di ben -497 mila unità (-2,1%) sull’anno. Il tasso di disoccupazione giovanile è sceso di oltre sei punti percentuali, a 20,3%.

In prospettiva, con l’allentamento delle misure di distanziamento sociale, l’effetto di aumento del tasso di inattività dovrebbe rientrare, mentre non ci aspettiamo un pronto recupero degli occupati. Ciò significa che l’effetto della crisi sul tasso di disoccupazione potrebbe essere ritardato, anche di diversi mesi, rispetto al punto di minimo del ciclo economico (che è stato toccato ad aprile).

Continuiamo a pensare che il tasso dei senza-lavoro sia destinato a tornare a due cifre nei prossimi mesi, e sospettiamo che esso possa risultare in media d’anno più alto nel 2021 rispetto al 2020.

US COVID-19 update

– Contagi 1834243, nuovi contagi 19700, decessi 107175, guarigioni 479258 (Fonte: JHU).

– L’ISM non manifatturiero a maggio aumenta a 45,4 da 41,8 di aprile. L’indice di attività aumenta di 15 punti a 41, i nuovi ordini e l’occupazione sono in rialzo a 41,9 e 31,8, rispettivamente. L’indice composito rimane artificialmente sostenuto dai tempi di consegna, ancora molto elevati a maggio, a 67, benché in calo di 11,3 punti da aprile.

Le imprese restano preoccupate per l’impatto della pandemia, ma riportano programmi di ripresa dell’attività e segnali di riavvio della domanda. Quattro settori sono in crescita (agricoltura, finanza, amministrazione pubblica e informazione), mentre i restanti 14 segmenti riportano contrazione. La relazione fra l’indice composito non manifatturiero e il PIL indicherebbe una contrazione della crescita di -1,1% ann., ben al di sotto delle previsioni basate sulle informazioni disponibili, che puntano a un calo del PIL di almeno -35% t/t ann.

– La stima ADP degli occupati non agricoli privati a maggio è molto meno negativa delle attese, con un calo di occupati di -2,76 mln, contro aspettative per una contrazione di -9 mln. La perdita di posti di lavoro è diffusa a tutte le dimensioni di impresa, ma è particolarmente ingente nelle imprese di grandi dimensioni (piccole imprese: -435 mila, medie imprese: -722 mila, grandi imprese: -1,604 mln).

I dati potrebbero essere un’indicazione che il programma di protezione delle piccole imprese sta contribuendo in modo rilevante a salvaguardare l’occupazione in questo segmento produttivo. Nell’industria il calo di occupati è di -794 mila (estrattivo -52 mila, costruzioni -22 mila, manifatturiero -719 mila). II calo di occupazione nei servizi è più che doppio rispetto all’industria: commercio e trasporti, -826 mila, attività finanziarie -196 mila, informazione -115 mila, istruzione e sanità -168 mila, servizi alle imprese 168 mila.

Il calo nel tempo libero e ospitalità è relativamente contenuto rispetto al mese precedente, con una correzione di -105 mila. L’ADP può sottostimare la correzione di occupati rispetto alla definizione dell’employment report, dato che registra come occupati anche coloro che non hanno lavorato, purché abbiano un contratto. La definizione di occupato nell’employment report invece richiede che un individuo abbia lavorato nella settimana di rilevazione.

Anche se il dato ADP potrebbe dare indicazioni più ottimistiche rispetto a quelle del BLS, la stima di maggio dà comunque un messaggio in linea con il calo dei sussidi esistenti nella seconda settimana di maggio, in concomitanza con la riapertura dell’attività in molti Stati: a maggio si dovrebbe vedere un ritmo di peggioramento più contenuto in termini di occupati, pur in presenza di un probabile ulteriore aumento del tasso di disoccupazione.

Fonte: BondWorld.it

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