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Intesa Sanpaolo: commento di Anna Maria Grimaldi su indice Ifo a gennaio

– L’indice di fiducia IFO, il market movers per eccellenza per la zona euro, non smette di scivolare. Anche queste mese l’IFO è calato marcatamente 99,1 da 101, su di un netto peggioramento delle attese a 94,2 da 97,3, ben al di sotto della media di lungo termine….

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L’indice sulla situazione corrente è scivolato di 0,6 punti a 104,3 ma rimane più di una deviazione standard al di sopra della norma storica.

– La fiducia è peggiorata marcatamente nel settore manifatturiero (11,2 dal 14,8), ancora una volta, su di un crollo delle aspettative per i prossimi mesi. Le aziende hanno anche segnalato un peggioramento della situazione corrente.

Secondo l’istituto IFO, la fiducia si è deteriorata in tutti i settori, fatta eccezione per la chimica. L’utilizzo della capacità è diminuito di 0,7 punti, ma rimane al di sopra della media a lungo termine.

Pertanto, il calo della fiducia nell’industria non è più legato solo al settore dell’auto ma sembra essere un trend ormai comune ai diversi comparti.

– Il morale è calato anche prese le imprese di servizi (24,5 da 27,0) su attese più deboli. La fiducia è calata notevolmente nel commercio (4,6 dal 9,2) per il quarto mese consecutivo.

Infine, per la prima volta da anni si è verificata un’inversione del morale nelle costruzioni (20 dal 29.3).

– L’indice IFO si è mosso al ribasso da settembre. In generale, tre cali consecutivi dell’indice IFO vengono letti come un segnale di svolta dell’attività economica.

Dato che i livelli di partenza erano alti, siamo ancora moderatamente fiducioso sul fatto che la tendenza di IFO e PMI degli ultimi cinque mesi possa indicare una perdita dell’impulso ma non una contrazione della crescita, tuttavia i rischi sono al ribasso. L’IFO Institut produce un “orologio del ciclo economico” che è passato dal quadrante “boom” al “downswing”.

– Continuiamo ad aspettarci una crescita modesta ma positiva (0,15% t/t nel T1 dopo 0,1% t/t nel quarto trimestre 2018).

Tuttavia, riconosciamo che, a meno che non si verifichi una riaccelerazione verso lo 0,4% t/t nella primavera, la nostra previsione di crescita del PIL del 2019 dell’1,1% sarebbe troppo ottimistica.

Fonte: BONDWorld.it

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