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Intesa Sanpaolo: Consiglio europeo tornerà a riunirsi oggi

Intesa Sanpaolo – Il consiglio europeo tornerà a riunirsi oggi alle h. 14:00 per il 4° giorno, nel tentativo di superare l’impasse che finora ha caratterizzato il negoziato sul bilancio 2021-27 e su Next Generation EU …

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I  principali  nodi  da  sciogliere  riguardano  la  dimensione  e  la  composizione  di  Next Generation EU, la governance del processo e la condizione del rispetto dello stato di diritto:

– Sabato, il  presidente  Michel  aveva  modificato  la proposta  di composizione  dei  fondi, riducendo la quota di trasferimenti da 500 a 400 miliardi e alzando quella dei prestiti da 250  a  350  miliardi,  ma  ciò  non  è  bastato: il  gruppo  di  paesi  contrari (5  su  27) ha controproposto un’allocazione fra trasferimenti e prestiti di 350/350;  questa  mattina,  i resoconti parlano di una nuova proposta di compromesso a 360/360 miliardi(Corriere.it) o  390/350  (altri  quotidiani  online),  senza  toccare  il  Recovery  and  Resilience  Fund e sacrificando i programmi satellite.

– L’altra  questione  è  chi  decide sull’approvazione  dei  programmi  e  sugli  stati  di avanzamento:  la  proposta  di  Michel  prevedeva  un’approvazione dei   piani a maggioranza qualificata in sede di Consiglio su proposta della Commissione; per gli stati di  avanzamento,  uno  o  più  Stati  membri avrebbero  potuto contestare  il  parere  della Commissione  e  richiedere  un  esame  a  livello  di  Consiglio  Europeo  (con  la  possibilità  di delegare  l’Ecofin).

Il  blocco  degli  oppositori ha  insistito  però sul  diritto  di  veto,  cioè sull’approvazione all’unanimità. Una proposta di compromesso che riservava all’Ecofin la decisione in caso di contestazione sarebbe stata bloccata da Italia e Spagna, secondo il Financial Times. Il processo sarà comunque caratterizzato da elevata condizionalità e vincoli sulla destinazione delle risorse.

– Sul legame fra stato di diritto e accesso ai fondi comunitari, Polonia e Ungheria restano contrarie.

I market mover della settimana

– Nell’area euro, la tornata di indagini di fiducia relative al mese di luglio dovrebbe mostrare un ulteriore recupero, sia pure probabilmente di entità più limitata rispetto a quello già visto nei due mesi precedenti. Indagini PMI flash, INSEE francese, indici Istat in Italia e survey BNB dovrebbero tutti mostrare un miglioramento diffuso, verosimilmente più marcato nei giudizi sulla  situazione  corrente  che  per  quanto  concerne  le  aspettative  per  il  futuro. 

Le  indagini segnalano un ampio rimbalzo dell’attività nel 3° trimestre, ma restano ben al di sotto dei livelli medi storici, coerenti con ritmi di espansione dell’attività ancora significativamente inferiori alla norma.

– Negli Stati Uniti, il focus macroeconomico sarà sui PMI Markit flash di luglio, che dovrebbero essere in territorio espansivo, oltre 50, ma potrebbero segnalare preoccupazioni nei servizi per la ripresa dei contagi.

Anche i nuovi sussidi di disoccupazione complessivi (statali e federali) potrebbero essere in marginale rialzo, sulla scia dell’inversione del processo di riapertura in molti Stati per via della ripresa dei focolai. Per il mese di giugno, le vendite di case nuove ed esistenti dovrebbero essere in rialzo, ma subire il freno di una carenza di offerta rispetto alla crescita della domanda.

I dati e gli eventi di venerdì

Area euro. La stima finale di giugno ha segnato un’accelerazione dell’inflazione allo 0,3% a/a dallo 0,1% di maggio, in linea con la stima preliminare. Sul mese, i prezzi hanno visto una crescita di  +0,3%  m/m,  dopo  il -0,1%  m/m  di  maggio.  L’aumento  è  guidato  dalla  risalita  dei  prezzi dell’energia (+1,7% m/m, in linea con la stima flash).

L’indice core BCE (al netto di alimentari ed energia) ha confermato anch’esso il dato preliminare all’1,1% a/a (in rallentamento di un decimo rispetto al mese precedente). L’inflazione dovrebbe rallentare nei prossimi mesi, a causa della persistente debolezza della domanda e del taglio temporaneo dell’IVA in Germania.

Italia. A   maggio, fatturato   e   ordini   industriali hanno   fatto   segnare   un   ampio   rimbalzo congiunturale (+41,9% e +42,2% m/m, rispettivamente), circa in linea con quello messo a segno nello stesso mese dalla produzione industriale. Tuttavia, entrambi gli indicatori (al pari dell’output) restano ampiamente in territorio negativo su base tendenziale, a -25,6% corretto per gli effetti di calendario  per  il  fatturato  e -34,7%  (dato  grezzo)  per  gli  ordinativi. 

Il  recupero  nel  mese  ha riguardato  per  entrambi  gli  indicatori  più  il  mercato  interno  che  quello  estero.  Il  rimbalzo congiunturale del fatturato è trainato dai macro-gruppi più colpiti in precedenza ovvero beni di consumo   durevoli e   beni   strumentali   (+262%   e   +61%   m/m,   rispettivamente).   Il   dettaglio tendenziale per settore conferma la tenuta dei comparti farmaceutico e alimentare, e mostra contrazioni  annue  particolarmente  accentuate  per  raffinazione,  mezzi  di  trasporto  e  industria tessile.

Stati Uniti

– Contagi 3773206, nuovi  contagi 63700, decessi  140534,  guarigioni  1131121  (Fonte:  JHU).

I nuovi contagi sono in rialzo negli ultimi 14 giorni in 43 stati, circa stabili in 9 stati e in calo in 2 stati.

– Alcuni commenti da parte di presidenti delle Fed regionali sottolineano la preoccupazione per l’andamento dei contagi e i suoi effetti sulla ripresa. Rosengren(Boston Fed) ha detto di avere uno scenario più pessimista rispetto ad altri partecipanti al FOMC per via del mancato controllo della curva della pandemia. A suo avviso, la diffusione recente di nuovi contagi è un’indicazione negativa per le prospettive dell’autunno quando le condizioni climatiche saranno  meno  favorevoli  e  potrebbe  esserci  la  riapertura,  anche  parziale,  dell’attività accademica  a  tutti  i  livelli  di  istruzione. 

Rosengen  ha  detto  che  se  nei  prossimi  mesi  non aumenterà la partecipazione delle imprese ai programmi di credito di emergenza e non ci sarà un miglioramento dello scenario macro, la Fed potrebbe riconsiderare le condizioni per accedere ai programmi e renderli più attraenti. Kaplan (Dallas Fed) ha detto che nelle ultime settimane i dati e i commenti delle imprese segnalano un rallentamento del ritmo di crescita dopo metà  giugno,  con indicazioni meno  positive  rispetto  alle  sue previsioni precedenti.

Si aggiunge  una  nuova  fase  di  incertezza  per  la  sostenibilità  della  svolta  iniziata  a  maggio. Kaplan  ha  detto  di  essere  disponibile  a  modificare  la forward  guidance in  modo  da segnalare tassi fermi fino a quando l’inflazione non sarà modestamente al di sopra del 2%, ma  preferirebbe  aspettare ancora un po’ prima di apportare modifiche alla strategia di politica  monetaria.

Una  possibile  modifica  alla  definizione  della forward  guidance sarà discussa  alla  prossima  riunione  del  FOMC e  la  sua  eventuale  adozione  dipenderà  anche dagli sviluppi sanitari dei prossimi 10 giorni e dai segnali degli indicatori settimanali.

– La Fed ha modificato le condizioni per accedere al Main Street Lending Program, mirato a offrire  600  mld  di  finanziamenti  a  piccole  e  medie  imprese,  in  modo  da  includere  anche organizzazioni non-profit.

– Il Senato riapre oggi e avrà circa due settimane per predisporre un pacchetto accettabile anche  dai  democratici.  Il  pacchetto  per  la  Fase  4  potrebbe  essere  l’ultimo  per  il  resto dell’anno, dato che in autunno, durante la fase strettamente  elettorale,  sarà  ancora  più difficile approvare nuovi interventi. Fra luglio e dicembre scadono molte delle misure attuate con  il  CARES  Act.  Il  fronte  del  sostegno  ai  disoccupati  è  il  più  esposto. 

A  fine  luglio  scade l’integrazione federale ai sussidi statali pari a 600 dollari settimanali, con il rischio di una netta caduta di reddito disponibile da agosto in poi. I sussidi statali a fine 2019 erano in media circa 370 dollari alla settimana, cioè poco più di un terzo delle somme percepite fra aprile e luglio. Inoltre, a dicembre scade l’espansione della platea di aventi diritto ai sussidi, che ora include lavoratori autonomi, lavoratori part-time, nuovi entrati sul mercato del lavoro.

Infine, sempre a dicembre scade l’estensione temporale dei sussidi, la cui  durata  è  stata  prorogata  dal CARES Act a 39 settimane, dalle 26 settimane “standard”. A luglio scadono anche moratorie sugli sfratti e sui prestiti agli studenti. Un altro punto cruciale per l’andamento dell’economia dopo il 3° trimestre è la situazione disastrosa delle finanze degli Stati e degli enti locali che, in assenza di trasferimenti federali, dovranno introdurre misure fiscali restrittive e di ridurre servizi essenziali (in particolare per sanità e assistenza). Infine, ad agosto scadono i termini per fare domanda per il sostegno per le piccole/medie imprese (Paycheck Protection Program, PPP) che ha ancora fondi da erogare.

Anche  se  il  Congresso  avrà  solo  un  paio  di  settimane  per  concludere  un  accordo  e  al momento  manca  una  leadership  da  parte  dell’amministrazione,  sembra  probabile l’attuazione di una manovra intorno a1,5 tln(che porti gli interventi totali oltre il 20% delPIL pre-crisi).

La  distribuzione  fra  le  varie  misure  è  incerta.  Fra  i  punti  in  discussione  ci  sono:  1) estensione  dell’integrazione  federale  ai  sussidi,  su  livelli  inferiori agli  attuali  600  dollari  a settimana (300-400 dollari a settimana?) e dell’espansione della platea degli aventi diritto, 2) trasferimento  alle  famiglie, potenzialmente definito come “bonus per il rientro al lavoro” (intorno a 1000 dollari, e inferiore ai 1200 dollari del primo recovery check e/o soglie di reddito più  basse  per  l’erogazione),  3) trasferimenti  agli  Statie  agli  enti  locali,  probabilmente condizione  necessaria  per  avere  il  voto  dei  democratici,  4)  finanziamenti  per  vaccini  e terapie contro Covid-19.

Il Cares Act ha allocato ai punti 1), 2) e 3) rispettivamente 263 mld, 151mld  e  150  mld.  Queste  voci  hanno  moltiplicatori  elevati  e  renderebbero  più  efficace l’intervento. Un  punto  è  chiaro: senza  un  ampio  pacchetto  fiscale in vigore dall’estate,  la ripresa americana è a rischio dall’autunno in poi.

– I nuovi cantieri residenziali a giugno aumentano di 17,3% m/m, salendo a 1,186 mln da 1,011 mln  di  maggio,  von  una  variazione  di  17,2%  m/m  per  le  unità  monofamiliari.  Tutte  le  aree registrano  variazioni  mensili  positive  Le  licenze  sono  in  rialzo  a  1,241  mln  da  1,216  mln  di maggio (+2,1% m/m), con un incremento di 11,8% m/m per le unità monofamiliari.

Le unità completate  sono  in  crescita  di  4,3%  m/m  (5,1%  a/a).  L’attività  nel  settore  immobiliare residenziale, dopo un periodo di contrazione nel 2° trimestre, dovrebbe riprendersi in estate e dare un contributo positivo al PIL nel 3° trimestre.

– La fiducia dei consumatoria luglio rilevata dall’Univ. of Michigan a luglio (prel.)cala a 73,1 da 78,1 di giugno, riportandosi solo a 1,4 punti dal minimo di aprile. La contrazione è spinta da  correzioni  sia  per  le  condizioni  correnti  (a  84,2  da  87,1)  sia  dalle  aspettative  (a  66,2  da 72,3).

Il calo della fiducia è ascrivibile al peggioramento del quadro sanitario e fa suonar un campanello d’allarme per il proseguimento della ripresa, anche se lo scenario dei consumi rimane fondamentalmente dipendente dai trasferimenti e dai sussidi di disoccupazione. Le aspettative di inflazione sono nuovamente in rialzo sia a 1 anno (a 3,1% da 3%), sia a 5 anni (a 2,7% da 2,5%), probabilmente in parte sulla scia dei rialzi dei prezzi della benzina e degli alimentari.

Giappone. La bilancia commerciale a giugno fa registrare un saldo di-268,8 mld, con un calo di -26,2% a/a per le esportazioni e di -14,4% a/a per le importazioni.

Su base mensile, le esportazioni sono in ripresa (+1,4% m/m) a fronte di un calo di -1,8% m/m delle importazioni, con una riduzione del  deficit  a -423  mld  di  yen. Il  canale  estero contribuirà  ancora  negativamente  alla  crescita complessiva nel corso del 2020

Fonte: BondWorld.it

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