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Intesa SanPaolo: Dinamica di M3 attesa in rallentamento

Intesa SanPaolo – Area euro. La dinamica di M3 è attesa rallentare al 4,1% a marzo dopo l’accelerazione più forte delle attese del mese precedente. Tra le controparti ci aspettiamo un lieve raffreddamento dei prestiti alle imprese al 3,5% dal 3,7% di febbraio……

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Area euro. L’indice di fiducia economica della Commissione UE (ESI) è atteso in lieve miglioramento ad aprile a 105,8 da 105,5, dopo circa otto mesi di cali costanti.

La fiducia presso le imprese manifatturiere dovrebbe risalire marginalmente a -1,4 da -1,7, il focus sarà sull’andamento dell’export. Ci aspettiamo un miglioramento nei servizi a 11,8 da 11,3.

Nel commercio al dettaglio e costruzioni il morale dovrebbe esser poco variato. L’indice ESI rimane ancora su livelli coerenti con una crescita del PIL area euro appena al di sotto del potenziale di 1,4% a/a. Sarà importante verificare l’andamento delle attese per cogliere segnali di recupero della crescita da fine secondo trimestre.

Belgio. La stima preliminare per il 1° trimestre dell’anno dovrebbe mostrare una crescita del PIL dello 0,3% t/t come nei mesi finali dello scorso anno. Sull’anno, la crescita è vista stabile all’1,2%.  In media 2019, il Belgio è visto crescere dell’1,3% dall’1,4% del 2018.

Stati Uniti. La spesa personale a marzo dovrebbe essere in rialzo solido, di 0,8% m/m, alla luce della ripresa delle vendite al dettaglio e delle informazioni emerse con la stima advance del PIL (v. sotto). Il reddito personale a marzo è previsto in aumento di 0,4% m/m, grazie al rialzo solido atteso per il reddito da lavoro (ore lavorate +0,5% m/m, salari orari +0,15% m/m).

Il deflatore dei consumi dovrebbe aumentare di 0,2% m/m a febbraio e di 0,3% m/m a marzo. Gli indici core dovrebbero registrare variazioni di 0,1% m/m sia a febbraio sia a marzo.

Le informazioni sulla spesa e sul reddito dovrebbero confermare la previsione di rimbalzo della crescita nel 2° trimestre e di un trend positivo della domanda domestica sostenuta dai consumi e dal mercato del lavoro.

L’andamento contenuto dei prezzi contribuirà a cementare la pazienza della Fed per il futuro prevedibile.

Intesa SanPaolo – I market mover della settimana

Nell’area euro, il focus sarà sulle stime di crescita del PIL nel 1° trimestre dell’anno. Ci aspettiamo un ritorno a tassi di crescita positivi in Italia, una stabilizzazione sui ritmi di fine 2018 in Spagna (0,6% t/t) e Francia (0,3% t/t).

La zona euro dovrebbe essere cresciuta di 0,25% t/t da 0,2% t/t su base annua la dinamica del PIL è attesa rallentare all’1,0%.

L’indice di fiducia economica ed in particolare gli indici sulle attese per i prossimi mesi forniranno indicazioni su di una possibile riaccelerazione del ciclo nella seconda metà del 2019.

Le stime flash per aprile dovrebbero mostrare un aumento dell’inflazione Eurozona di un decimo all’1,5% su spinta in larga misura dei prezzi interni.

In Germania l’inflazione è attesa in salita di un decimo all’1,6%. In Spagna, dovrebbe vedersi un aumento di due decimi all’1,5%, mentre in Francia e Italia la dinamica dei prezzi al consumo dovrebbe restare sui livelli del mese precedente: rispettivamente all’1,3% e all’1,1%.

La prossima settimana, negli Stati Uniti la pubblicazione dei principali dati relativi ad aprile darà informazioni rilevanti per questo trimestre, mentre la riunione del FOMC dovrebbe confermare l’aspettativa di tassi stabili per un periodo prolungato.

Gli indici ISM dovrebbero restare in territorio espansivo, con indicazioni di prosecuzione della ripresa; l’employment report dovrebbe confermare la dinamica positiva dell’occupazione, anche se su ritmi più moderati e sostenibili rispetto a quanto visto nel 2018, la disoccupazione intorno a 3,8% e i salari orari su un trend verso l’alto.

Per marzo, la spesa e il reddito personali dovrebbero dare indicazioni di riaccelerazione dei consumi grazie all’andamento sempre positivo del reddito da lavoro. La fiducia dei consumatori ad aprile dovrebbe stabilizzarsi su livelli elevati, ma inferiori a fine 2018, con un moderato trend verso il basso delle aspettative. I dati e gli eventi dei giorni scorsi

Spagna sconfitta storica dei popolari, il PSOE alla ricerca di una maggioranza difficile da formare. Dalle elezioni di domenica non è emersa una maggioranza, come del resto atteso.

Il PSOE è il vincitore parziale con il 28,7% dei voti e 123 seggi, in netto recupero rispetto al 2016 quando ottenne 85 seggi. Il PP è il vero sconfitto con appena il 16,7% dei voti e 66 seggi, meno della metà rispetto al 2016 (137).

I popolari hanno visto una forte erosione dei consensi a favore di Ciudadanos (Cs) che sale a 57 seggi dai precedenti 32, e del nuovo partito di destra Vox, non rappresentato nel 2016, che ottiene ben 24 seggi. In calo anche Unidos Podemos UP a 42 seggi da 71.

Non essendovi una soglia di sbarramento entrano in Parlamento anche una serie di partiti minori a matrice regionale e con un’identità più o meno indipendentista dai catalani di ERC (esquerra repubblicana de Catalunya con 15 seggi) e JxCat ( junts por Catalunya con 7 seggi) agli indipendentisti baschi (PNV con 6 seggi), EH Bildu un partito che riunisce le spinte indipendentiste basche e di Navarra con 4 seggi e NA+ (unione di Navarra con 2 seggi), ottengono un seggio Compromis di Valencia e l’unione di Cantabria. Il PSOE e Podemos non arrivano alla maggioranza di 176 seggi.

Un’alleanza tra PSOE e CS porterebbe al paese una maggioranza sicura, ma Ciudadanos si è sempre detto contrario ad un’alleanza con i socialisti, e la base del PSOE è ostile a tale soluzione.

Quindi, se il PSOE opterà per un’alleanza con UP avrà ancora bisogno di autonomisti e indipendentisti per ottenere l’investitura. Una coalizione di destra non raggiungerebbe la maggioranza e quindi gli esponenti di Vox siederanno nel futuro governo. Alcuni analisti politici ritengono che i negoziati per la formazione del nuovo governo decolleranno soltanto dopo le elezioni del parlamento europeo, il 26 maggio.

Italia. Standard and Poor’s ha confermato i rating dell’Italia “BBB/A-2” con outlook negativo. S&P prevede che l’economia italiana crescerà di appena 0,1% quest’anno e di 0,6% nel 2020 (circa in linea con le stime di consenso e lievemente al di sotto delle previsioni governative). L’outlook negativo implica che S&P possa abbassare il rating nei prossimi 24 mesi se:

il debito ed il deficit in rapporto al PIL superassero in modo significativo le attuali attese (al momento l’agenzia si attende un rapporto deficit/PIL al 2,6% nel 2019 e in lieve calo negli anni successivi, fino al 2,4% nel 2021-22; il rapporto debito/PIL è stimato in continua crescita, fino al 132,7% nel 2022);

si verificasse un marcato deterioramento delle condizioni di finanziamento per lo Stato o per il sistema bancario;

cambiamenti di politica economica indebolissero in modo permanente la crescita potenziale.

Intesa SanPaolo – Viceversa, l’outlook potrebbe essere rivisto a stabile:

in caso di ripresa dell’economia italiana, accompagnata da una accelerazione nella crescita dell’occupazione, che porti a un miglioramento delle variabili di finanza pubblica;

nel caso ci fossero ulteriori significativi progressi sul fronte del sistema bancario, ad esempio attraverso l’ulteriore riduzione dei crediti problematici o l’introduzione dello schema europeo di assicurazione dei depositi.

La prossima tra le principali agenzie ad esprimersi sul rating sovrano dell’Italia è DBRS il 12 luglio (attuale rating: BBB(high), con trend stabile). S&P invece tornerà a pronunciarsi il 25 ottobre.

Germania. L’indice IFO riprende a calare ad aprile, a 99,2 dopo il breve recupero del mese scorso a 99,7. Peggiora sia la valutazione sulla situazione corrente a 103,3 da 103,9 che le attese per i prossimi tre / sei mesi a 95,2 da 95,6.

Mentre l’indice sulla situazione corrente è ancora mezza deviazione standard al di sopra della media di lungo termine, le attese sono ormai sotto la norma storica.  Il dettaglio settoriale conferma che il manifatturiero sta attraversando una fase critica con l’indice sintetico per il comparto in discesa da 6,7 a 4, livello al di sotto della norma storica e nessun segnale di recupero a breve dato il continuo peggioramento degli ordinativi e delle attese per i prossimi mesi.

La fiducia è peggiorata anche nel commercio al dettaglio a 3,7 da 6,6 ma rimane al di sopra della media di lungo termine. Il clima è migliorato marginalmente nei servizi a 26,3 da 26, 1.

Le costruzioni restano in forte espansione. L’indagine IFO di aprile non è certamente incoraggiante e segnala che la debolezza dell’economia tedesca, chiaramente legata alle condizioni di domanda estera, prosegue senza possibile svolta a breve.

Stati Uniti. La stima advance del PIL del 1° trimestre ha dato un’ampia sorpresa verso l’alto, registrando una variazione di 3,2% t/t ann.

Come atteso una parte consistente della crescita è da attribuire al canale estero e alle scorte, con contributi di 1 pp e 0,7 pp, rispettivamente.

La domanda domestica finale è in aumento di 1,4% t/t ann., un ritmo molto meno stellare di quello della domanda aggregata,

Tuttavia, anche la domanda domestica è stata meno debole delle attese. I consumi sono in aumento di 1,2% t/t ann., un risultato molto meno debole di quanto temuto inizialmente, grazie alla netta accelerazione della spesa a marzo, che dà indicazioni positive per un rimbalzo nel 2° trimestre.

Le altre voci della domanda domestica privata sono meno incoraggianti, con gli investimenti fissi non residenziali marginalmente deludenti, in rialzo di 2,7% t/t ann. e quelli non residenziali in calo (-2,8% t/t ann.). La spesa pubblica riaccelera (+2,4% t/t ann.) con la fine dello shutdown .

Sul fronte del canale estero, il risultato straordinariamente forte nel suo complesso è dovuto non solo a una ripresa delle esportazioni (+3,7% t/t ann.) ma soprattutto a una correzione dell’import (-3,7% t/t ann.) difficilmente ripetibile.

Nel complesso i dati, al di là della volatilità di scorte ed esportazioni nette, danno un segnale di solidità sottostante per quanto riguarda i consumi e di moderazione per quanto riguarda gli investimenti, e non modificano lo scenario di crescita positiva, ma meno solida che nel 2018, per i prossimi trimestri.

Intesa SanPaolo – Stati Uniti. Gli ordini di beni durevoli a marzo sorprendono verso l’alto, con un aumento di 2,7% m/m, spinto da un forte rimbalzo dell’aeronautica civile (atteso) ma anche da un netto rialzo del comparto auto. L’aggregato al netto dei trasporti è in aumento di 0,4% m/m. Le informazioni più incoraggianti per la crescita del 2° trimestre riguardano gli ordini di beni capitali al netto di difesa e aerei, in rialzo di 1,3% m/m. Le consegne di beni capitali al netto di difesa e aerei calano di 0,2% m/m, segnalando rallentamento degli investimenti fissi delle imprese, nel 1° trimestre, come evidenziato dai dati di PIL (v. sopra).

Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 20 aprile salgono a 230 mila, con un incremento di +37 mila rispetto alla settimana precedente (193 mila).

Il netto rialzo dei sussidi segue un periodo di ulteriore sorprendente calo in atto da febbraio di quest’anno, che aveva portato il livello settimanale dei nuovi sussidi sui minimi da giugno 1968.

I sussidi della settimana del 20 aprile sono in linea con i livelli medi del 2018, quindi in sé non preoccupano. Tuttavia, i dati andranno monitorati con attenzione perché la serie dei nuovi sussidi è un buon anticipatore delle svolte cicliche.

Fonte: BondWorld.it

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