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Intesa SanPaolo Indice ISM

Intesa SanPaolo Flash: Area euro e la produzione industriale

Intesa SanPaolo – Area euro. La produzione industriale è vista stagnante a febbraio, dopo il balzo di 1,4% m/m registrato a gennaio. La variazione annua passerebbe a -0,4% da -1,4% precedente……

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Se confermato, il dato lascerebbe la produzione in rotta per un avanzamento di 0,3% t/t nel 1° trimestre, dopo il calo di -1,2% t/t a fine 2018.

– Stati Uniti. I prezzi all’import a marzo sono previsti in aumento di 0,4% m/m, con un contributo positivo del petrolio, dopo +0,6% m/m di febbraio.

– Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan ad aprile (prel.) dovrebbe essere poco variata, a 98,5 dalla lettura finale di marzo (98,4).

Il mercato del lavoro sempre positivo, il calo dei tassi sui mutui e la buona performance del mercato azionario dovrebbero contribuire a sostenere la fiducia su livelli elevati e coerenti con una ripresa dei consumi dopo la frenata del 1° trimestre.

Intesa SanPaolo – I dati e gli eventi di ieri

Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 6 aprile scendono a 196 mila, da 214 mila della settimana precedente, toccando il minimo da ottobre 1969 e portando la media mobile a 4 settimane a 207 mila.

I dati sono una conferma che il mercato del lavoro è sempre più sotto pressione e caratterizzato da eccesso di domanda.

I nuovi sussidi sono un affidabile indicatore delle svolte cicliche: i dati dicono che la ripresa dovrebbe proseguire dopo il periodo di rallentamento visto fra fine 2018 e inizio 2019.

Stati Uniti. Il PPI a marzo sorprende con un aumento di 0,6% m/m (consenso: 0,3% m/m), con una spinta dall’energia più ampia delle attese (+5,6% m/m) dovuta alla componente benzina (+16% m/m).

Su base annua, il PPI aumenta di 2,2% a/a, restando quindi ancora su un trend decisamente moderato.

L’indice core aumenta di 0,3% m/m, con un ampio contributo del comparto del commercio (in rialzo di 1,1% m/m). L’indice al netto di energia, alimentari e commercio è invariato su base mensile. I servizi registrano un incremento di 0,2% m/m.

I prezzi di beni e servizi core per il consumo aumentano di 0,4% m/m, con una variazione di 0,2% m/m per i beni core. I servizi per il consumo registrano un incremento di 0,3% m/m.

Le informazioni sui prezzi dei servizi sanitari segnalano una riaccelerazione a febbraio e un rallentamento a marzo della componente servizi sanitari nel deflatore dei consumi.

I dati danno ulteriori segnali di rialzi moderati dei prezzi al consumo nei prossimi mesi.

Stati Uniti. Williams (NY Fed) ha detto che il livello attuale dei tassi è appropriato per la situazione positiva dell’economia e la normalizzazione del bilancio è in via di conclusione. Pertanto “la posizione della politica monetaria è buona”.

Williams non è preoccupato per la stabilità finanziaria né per una ripresa forte dell’inflazione e rileva che la Fed può sia essere paziente sia aggiustare la politica monetaria se necessario.

Secondo il presidente della NY Fed alcuni dei rischi emersi qualche mese fa si sono ridotti e i segnali positivi del mercato del lavoro puntano a una prosecuzione della ripresa quest’anno.

Anche Clarida (vice-presidente Fed) ha dato un quadro positivo dell’economia e di fiducia nella stance attuale della politica monetaria, affermando anche che il rialzo di dicembre non è stato un errore e che ora è appropriato essere “pazienti”.

Clarida non vede ora la necessità di muovere i tassi né verso l’alto né verso il basso. A suo avviso ci sarà una ripresa della crescita mondiale nella seconda parte dell’anno, ma la Fed monitorerà anche la curva dei rendimenti per valutare un’eventuale inversione prolungata.

Clarida ha sottolineato l’importanza di riportare e mantenere l’inflazione al 2%, come ha fatto anche Brainard (Board Fed) in un’intervista ieri. Kashkari (Minneapolis Fed) ha ribadito la sua posizione contraria a ulteriori rialzi e la sua preoccupazione per la curva dei rendimenti invertita.

I discorsi dalla Fed danno sostegno alla visione di consenso emersa dal FOMC di marzo, coerente con tassi fermi per il resto dell’anno.

Secondo Reuters, l’Unione Europea è orientata ad affidare alla Commissione Europea il mandato di avviare negoziati commerciali con gli Stati Uniti, anche se la decisione deve ancora essere ratificata dal Consiglio.

Il mandato è duplice: giungere a una riduzione dei dazi sui manufatti e rendere più facile per le imprese il rispetto degli standard fissati dalle rispettive normative per i prodotti importati.

Fonte: BondWorld.it

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