Analisi Giornaliere

Intesa SanPaolo Flash: – Area euro. Il PMI manifatturiero in calo

intesa sanpaolo intesa sanpaolo bce

Intesa SanPaolo – Area euro. La seconda stima dovrebbe confermare il PMI manifatturiero in calo a settembre a 53,3 da un precedente 54,6, su scia del peggioramento dell’indice francese a 54,3 da 55,4 e dell’indice tedesco a 55,3 da 55,6.…..

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.

– Area euro. Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere rimasto invariato per il 4° mese consecutivo all’8,2% nella media area euro.

Le indagini di fiducia suggeriscono un ulteriore aumento degli occupati nei prossimi mesi.

– Italia. Il tasso di disoccupazione potrebbe tornare ad aumentare ad agosto, dopo che il vistoso calo di luglio era dovuto a un aumento repentino degli inattivi.

Stimiamo il tasso dei senzalavoro a 10,5%; i dati estivi sono però spesso assai volatili.

Sarà importante verificare l’eventuale effetto del decreto dignità, per il quale agosto è il primo mese di completa applicazione.

Il trend nei prossimi mesi dovrebbe comunque rimanere al ribasso, in quanto a nostro avviso, il rallentamento ciclico in atto non è tale (almeno per ora) da determinare un’inversione di tendenza del mercato del lavoro.

– Germania. Le vendite al dettaglio hanno deluso ad agosto, con un calo di -0,1% m/m, dopo il calo di 0,4% m/m del mese precedente.

Con questi dati, le vendite potrebbero essere in modesto calo nei mesi estivi.

L’andamento della fiducia nel commercio al dettaglio indica che la debolezza dei consumi è un fenomeno temporaneo.

Le vendite di auto nel mese sono cresciute a due cifre e dovrebbero sostenere la spesa per consumi.

– Stati Uniti. La spesa in costruzioni a settembre è prevista in aumento di 0,5% m/m dopo 0,1% m/m di agosto, con una probabile ripresa nel comparto non residenziale privato.

Nel segmento residenziale si dovrebbe vedere un indebolimento dopo +0,6% m/m di luglio.

In autunno gli investimenti residenziali rimbalzeranno per far fronte alla ricostruzione post-uragano negli stati sud-orientali.

– Stati Uniti. L’ISM manifatturiero dovrebbe correggere a 60,5 settembre da 61,3 di luglio. Gli indici di tutte le indagini regionali si sono mantenuti su livelli ancora molto espansivi.

Le componenti dell’indagine ISM erano positive ad agosto, e gli effetti dell’uragano Florence negli stati della costa sud-orientale non dovrebbero essere tali da modificare in modo rilevante l’indice nazionale.

Recentemente si è aperta una divergenza fra le informazioni delle indagini, superottimistiche, e quelle dei dati effettivi, più moderate.

E’ possibile che nei prossimi mesi si registri un riallineamento fra le due categorie di dati, con moderate correzioni per le indagini.

– Stati Uniti. Le vendite di autoveicoli a settembre dovrebbero essere stabili a 16,7 mln di unità ann.

Venerdì sui mercati

BCE. Lane ha dichiarato che la guidance sui tassi potrebbe essere modificata in base all’evoluzione dei dati.

Nonostante il calo di settembre, Lane si è detto fiducioso sul rialzo dell’inflazione core nel medio periodo, considerato il miglioramento della dinamica occupazionale.

Area euro: nessun aumento “vigoroso” dell’inflazione core a settembre.

La stima flash ha mostrato un aumento dell’inflazione euro zona al 2,1% da un precedente 2,0% a settembre, in linea con il consenso e nonostante la forte sorpresa dai dati tedeschi nella giornata di ieri.

Questa mattina, i dati di inflazione per gli altri principali paesi hanno sorpreso verso il basso. In Italia, l’inflazione armonizzata si è fermata all’1,6%, mentre ci si aspettava un rialzo all’1,7%.

L’inflazione spagnola si è stabilizzata al 2,2%, mentre le nostre previsioni erano di aumento di due decimi.

In Francia, l’inflazione armonizzata è calata di un decimo al 2,5%, in linea con le nostre stime, ma più debole del consenso.

A settembre, i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,5% m/m, sostenuti dai rincari di energia (+ 1,2% m/m) e alimentari freschi (+ 1,0% m/m).

I prezzi core, al netto di energia e alimentari freschi, sono aumentati dello 0,3% m/m, ma l’inflazione core è scivolata nuovamente a settembre all’1,1% dall’1,2%, su di un effetto di confronto sfavorevole con lo scorso anno.

L’inflazione core, al netto di energia, alcol, alimentari e tabacchi, è calata di un decimo a 0,9%.

È positivo che l’inflazione nei servizi sia rimasta invariata all’1,4%, dal momento che la dinamica dei prezzi per il comparto è strettamente legata alla crescita dei salari e consumi domestici.

I dati aggregati per la zona euro confermano che le pressioni al rialzo sui prezzi core restano scarse e poco convincenti.

Finora, un aumento sostenuto dei prezzi interni è osservabile solo in Germania, dove, peraltro, è probabile che abbiano pesato fattori temporanei: abbigliamento e istruzione.

Continuiamo a pensare che l’inflazione core salirà gradualmente nei prossimi mesi fino all’1,5% a giugno, per poi stabilizzarsi intorno all’1,6% nella seconda metà del prossimo anno.

Il ritorno in territorio positivo dell’eccesso di offerta e l’accelerazione dei salari, sia pure modesta, dovrebbero contribuire ad un aumento graduale dei prezzi interni.

Tuttavia, la nostra previsione, allineata con quella della BCE, richiede conferma dai dati nei prossimi mesi.

Resta, difatti, un ampio margine di incertezza sulla risposta dei prezzi core al minor slack nell’economia.

Non va escluso che l’apprezzamento del tasso di cambio effettivo dell’euro (+ 6,5% da aprile 2017) stia in parte frenando i prezzi core, per quanto l’effetto di freno dal cambio sui prezzi sembra essere meno rilevante che in passato.

Ad oggi, il “vigoroso aumento” dell’inflazione core , menzionato da Draghi a inizio settimana, non si è ancora manifestato.

Italia: inflazione inferiore alle attese a settembre, ma unicamente per fattori stagionali.

A settembre, l’inflazione è calata a sorpresa secondo l’indice nazionale (a 1,5% a/a, da 1,7% di agosto) ed è rimasta stabile all’1,6% sulla misura armonizzata.

Nel mese, i prezzi al consumo sono calati più del previsto (di quattro decimi) sul NIC e sono aumentati in linea con le attese di +1,8% m/m sull’IPCA (che tiene conto del rientro dei saldi estivi su abbigliamento e calzature).

Come atteso, le maggiori pressioni al ribasso sono venute dai trasporti (-2,4% m/m) e dalle spese per il tempo libero (-1,8% m/m), in entrambi i casi per motivi in gran parte di natura stagionale.

Anche i prezzi delle comunicazioni sono calati sia pure solo di un decimo.

Viceversa, i rincari sono venuti da istruzione (+0,6% m/m, anche in questo caso circa in linea con la stagionalità di settembre), abbigliamento e calzature (+0,3% m/m), alimentari e servizi ricettivi/di ristorazione.

L’inflazione di fondo è rimasta stabile a 0,8% a/a, ma i prezzi core nel mese sono calati più dell’indice generale (-0,6% m/m).

Settembre ha anche registrato un rallentamento (moderato) dell’inflazione sui beni a più alta frequenza di acquisto (da 2,7% a 2,5% a/a), nonché sul cosiddetto “carrello della spesa” (beni alimentari, per la cura della casa e della persona: da 2,1% a 1,9% a/a).

Ciò è dovuto principalmente a frutta e verdura fresca e carburanti. In sintesi, le spinte al ribasso sono dovute principalmente a fattori stagionali. In tal senso, pensiamo che il CPI possa tornare ad aumentare già da ottobre, anche sul rialzo significativo delle tariffe energetiche (+7,6% l’elettricità, +6,1% il gas).

Pensiamo che l’inflazione negli ultimi tre mesi dell’anno possa collocarsi in un intorno del 2% (con rischi al rialzo su tale stima).

Insomma, il trend per l’inflazione resta a nostro avviso al rialzo, anche se dovuto quasi interamente all’energia.

Proprio l’attenuarsi dell’effetto statistico sui prodotti energetici dovrebbe favorire un rientro della tendenza dei prezzi nel corso del 2019. Peraltro, non ci sono segnali di accelerazione dell’inflazione core .

Italia. In un’intervista a Il Sole 24 Ore , il ministro dell’economia Tria ha fornito qualche dettaglio in più in merito al quadro di finanza pubblica incluso nella Nota di Aggiornamento al DEF.

Lo scenario tendenziale vedrebbe una crescita del PIL a 0,9% l’anno prossimo (in linea con la nostra stima, e contro l’1,4% previsto dal DEF di aprile), il che porterebbe il deficit tendenziale 2019 a 1,2% (da 0,8% precedente) ovvero vicino al 2% in caso di mancato aumento dell’IVA.

Il quadro tendenziale vede invece un disavanzo al 2,4%, con una manovra espansiva che farebbe salire la crescita del PIL all’1,6% per il prossimo anno e all’1,7% per il successivo.

Ne deriva una discesa del rapporto debito/PIL di un punto all’anno per i prossimi tre anni.

Tria ha anche precisato che la manovra include un piano straordinario di investimenti pubblici “aggiuntivi” per 15 miliardi in tre anni (circa due decimali di PIL per il 2019, che salgono a quattro decimali ovvero 6,5 miliardi nel 2021).

Infine, il ministro ha affermato che la manovra comprenderà un’operazione “veramente drastica” di spending review , e che vi sarà una clausola di salvaguardia non sulle entrate fiscali come in precedenza ma sulle spese, che dovrebbe garantire il raggiungimento degli obiettivi di deficit anche in caso di sorprese negative sulla crescita.

In sintesi, in attesa di maggiori dettagli, sembra di poter dire che il governo punti su valori molto elevati dei moltiplicatori fiscali, visto che (con riferimento all’anno prossimo) una manovra aggiuntiva pari a circa lo 0,4% del PIL avrebbe nei piani dell’esecutivo un effetto espansivo sulla crescita pari a ben 0,7%.

Intanto, oggi Tria partecipa all’Eurogruppo dove con ogni probabilità si comincerà a discutere in maniera informale della manovra.

Secondo quanto riportato da La Repubblica , in assenza di correttivi la Commissione sarebbe pronta a bocciare la Legge di Bilancio a fine novembre (come sinora mai accaduto per un Paese membro).

Francia. La spesa per consumi ha registrato un solido avanzamento di 0,8% m/m ad agosto dopo la stagnazione di luglio. Il dato è molto oltre le attese di consenso.

Il dato è spiegato da un balzo delle vendite di auto (+6,9% m/m da -0,8% m/m) e degli altri beni durevoli (+1,7% m/m da 0,4% m/m) a fronte di un calo degli acquisti di alimentari (-0,6% m/m da +0,1% m/m) e del consumo di energia (-0,5% m/m da -0,2% m/m).

Il dato di agosto porta la variazione annua all’1,3% da zero, lasciando i consumi delle famiglie in rotta per un solido +1,1% t/t nel terzo trimestre da -0,3% t/t ed è coerente con un’espansione del PIL di circa 0,4% nel trimestre in corso.

Stati Uniti. La spesa personale ad agosto aumenta di 0,3% m/m, dopo +0,4% m/m di luglio, con incrementi diffusi ai beni non durevoli e ai servizi, a fronte di una marginale correzione nel segmento dei beni durevoli. In termini reali, la spesa cresce di 0,2% m/m dopo quattro mesi consecutivi di variazioni di 0,3% m/m (con alcune revisioni verso l’alto), confermando che anche il 3° trimestre vedrà probabilmente una dinamica solida dei consumi, vicina a 3,5% t/t ann., dopo due trimestri di variazioni in media poco sotto il 4% t/t ann.

Il reddito personale è in rialzo di 0,3% m/m come a luglio, con la componente salari e stipendi in accelerazione (+0,5% m/m)..Il reddito disponibile continua a crescere a un ritmo solido (0,3% m/m, +5,2% a/a) e il tasso di risparmio si stabilizza a 6,6%, circa in linea con la media degli ultimi tre anni (6,8%).

L’inflazione è più moderata delle attese: il deflatore aumenta di 0,1% m/m, mentre quello core è invariato sul mese (2% a/a).

I dati non modificano la previsione di un altro rialzo dei fed funds a dicembre, seguito da tre mosse nel 2019.

Stati Uniti. I negoziati fra Stati Uniti e Canada sulla nuova versione del NAFTA si sono conclusi con un accordo dell’ultima ora, che permette di estendere al Canada il patto USA-Messico siglato ad agosto e di soddisfare la scadenza imposta da Trump mirata a presentare un testo in Congresso entro inizio ottobre.

Il nuovo trattato probabilmente si chiamerà US-Mexico-Canada Agreement (USMCA) e sarà in linea con le indicazioni del patto USA-Mesico (aumento del contenuto nordamericano nelle auto, percentuale minima di prodotti provenienti da stabilimenti in cui il lavoro è pagato almeno 16 USD/ora, nuove regole per servizi finanziari e digitali).

Nel compromesso siglato fra USA e Canada, i cui dettagli non sono stati ancora diffusi, il Canada si impegna a ridurre i sussidi al proprio settore caseario, mentre gli USA concedono che la procedura di risoluzione delle dispute resti, come ora, in mano a tribunali internazionali speciali e non passi a quelli nazionali come richiesto da Trump.

Sembra che il Canada abbia ottenuto, come già aveva fatto il Messico, un accordo parallelo che garantisce l’esenzione da eventuali nuovi dazi sul settore auto che gli USA potrebbero imporre in futuro.

E’ possibile che il trattato entri in vigore nel 2019, perché la ratifica in Congresso dovrebbe avvenire dopo le elezioni midterm e sarà necessario conquistare i voti di una nuova maggioranza che potrebbe non essere più repubblicana alla Camera.

Invece, Messico e Canada ratificheranno senza problemi il nuovo accordo.

In ogni caso, la conclusione positiva dei negoziati è un elemento positivo per la campagna elettorale repubblicana, che può mostrare conclusioni positive sul commercio internazionale sul NAFTA e sul trattato con la Corea del Sud, mentre iniziano trattative con il Giappone.

Giappone. L’indagine Tankan del 3° trimestre delude e registra una correzione dell’indice coincidente per le grandi imprese manifatturiere, a 19 da 21, e una stabilizzazione per le aspettative, a 19.

Anche per le grandi imprese non manifatturiere la fiducia delle imprese cala, a 22 da 24, però l’indice aspettative è stabile a 22.

Una parte della correzione per le imprese manifatturiere è probabilmente collegata agli effetti sul commercio internazionale delle politiche americane.

Tuttavia, al momento è probabile che la correzione degli indici coincidenti non sia un segnale di svolta ciclica, alla luce del fatto che gli indici di aspettative sono stabili sui livelli correnti e non puntano a ulteriore rallentamento.

I piani di investimento sono rivisti modestamente verso il basso dai livelli indicati a giugno, che però erano elevati: anche questi indicatori non sembrano preoccupanti per la prosecuzione della crescita.

Il cambio medio dollaro/yen previsto dalle imprese manifatturiere nella seconda metà dell’a.f. 2018 (107,29) è poco variato con quello previsto a giugno ed estremamente prudenziale, rispetto al livello attuale (113,9).

Le grandi imprese manifatturiere continuano a riportare crescente eccesso di domanda per i prodotti e per il fattore lavoro e graduale pressioni verso prezzi più elevati.

Nel complesso, l’indagine conferma lo scenario di crescita moderata dell’economia giapponese fra fine 2018 e inizio 2019.

Cina. L’indice PMI del settore manifatturiero è sceso in settembre per il quarto mese consecutivo, e più delle attese, sia nella rilevazione del NBS (a 50,8 da 51,3 in agosto) sia in quella di CaixinMarkit (a 50 da 50,6 in agosto).

La diminuzione degli ordini totali è stata lieve, mentre è stata più marcata (oltre un punto) quella degli ordini esteri.

Nell’indagine Caixin-Markit la componente produzione è scesa di oltre un punto a 51,1, il minimo da luglio 2017. In quella del NBS il calo è stato, invece, marginale e la scomposizione per tipologia di imprese ha evidenziato un miglioramento delle condizioni per le piccole imprese (dove l’indice è rimasto sopra 50) ma un peggioramento per le medie, mentre le condizioni sono rimaste stabili per le grandi imprese.

Il PMI non manifatturiero rilevato dal NBS è invece aumentato da 54,2 in agosto a 54,9 in settembre, grazie alla stabilità del PMI dei servizi (53,4) e al rimbalzo del PMI delle costruzioni salito a 63,4 in settembre da 59 in agosto.

La componente occupazione è scesa in entrambi i settori così come nel settore manifatturiero.

In generale l’andamento dei PMI segnala un ulteriore indebolimento della domanda, in particolare estera, frenata dall’esacerbarsi della disputa commerciale con gli USA e dall’applicazione più stringente delle politiche ambientali, con un impatto più marcato nel settore manifatturiero rispetto al settore dei servizi.

Il PMI dei servizi rilevato da Caixin-Markit verrà pubblicato l’8 ottobre. Il mercato resta chiuso per l’intera settimana per le celebrazioni relative alla Giornata Nazionale, il 1° ottobre, anniversario della fondazione della Repubblica Popolare (1949).

Fonte: BONDWorld.it

Related posts

Flash: La riunione del FOMC dovrebbe dare l’avvio alla normalizzazione della politica monetaria

1admin

L’avversione al rischio pesa sui mercati finanziari

1admin

Flash: Focus: verbali FOMC

1admin