Analisi Giornaliere

Intesa SanPaolo Flash: – Area euro. La produzione industriale è attesa in recupero

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Intesa San Paolo – Area euro. La produzione industriale è attesa recuperare parte del calo del mese precedente e avanzare di 0,6% m/m ad agosto, grazie ai forti aumenti registrati in Italia, Portogallo e Irlanda che hanno compensato il calo di output in Germania…..

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Se confermato, il dato di agosto per la zona euro lascerebbe la dinamica del trimestre in rotta per una contrazione di 0,4% t/t, più marcata rispetto a giugno.

Confermiamo la nostra stima di crescita del PIL euro zona di 0,35% t/t in estate dal momento che servizi e costruzioni dovrebbero aver compensato l’andamento debole del manifatturiero.

– Germania. La stima finale dai Länder conferma che a settembre i prezzi al consumo sono risaliti di 0,4% m/m da 0,1% m/m dell’indice nazionale e da zero di quello armonizzato.

L’inflazione, quindi, è confermata in accelerazione di tre decimi al 2,3% da 2,0% sull’indice nazionale e al 2,2% da 1,9% su quello armonizzato. L’inflazione tedesca dovrebbe rallentare di alcuni decimi a cavallo d’anno.

Stati Uniti

– I prezzi all’import a settembre dovrebbero aumentare di 0,2% m/m, dopo -0,6% m/m di agosto. L’andamento del dollaro dovrebbe frenare la dinamica dei prezzi all’import, mentre il trend verso l’alto del prezzo del petrolio dovrebbe contribuire positivamente.

– La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a ottobre (prel.) dovrebbe essere poco variata, a 99,5, da 100,1 di settembre. Ieri sui mercati

BCE: i verbali della riunione di settembre confermano la volontà del Consiglio di dare avvio ad un prudente ciclo di rialzi.

– I verbali della riunione BCE confermano la valutazione positiva dello scenario macroeconomico e una maggiore fiducia in un ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo a medio termine, considerato che “le pressioni sui costi interni si stavano rafforzando e ampliando, sostenute dall’espansione economica in corso, dagli elevati livelli di utilizzo della capacità produttiva e aumento delle tensioni sul mercato del lavoro e la conseguente accelerazione dei salari”.

I verbali chiariscono che per il momento i segnali di rallentamento dell’economia euro zona non hanno alterato la view del Consiglio sul ciclo né la valutazione dei rischi per lo scenario che sono stai confermati come circa bilanciati.

Tuttavia emerge che il Consiglio riteneva che vi fossero gli estremi per rivedere al ribasso la valutazione dei rischi data la crescente incertezza sul quadro internazionale, e aumento della volatilità sui mercati.

Tuttavia, il Consiglio ha convenuto di mantenere una valutazione bilanciata dal momento che si riteneva che la domanda interna ed il momento di fondo del ciclo euro zona potesse attenuare i rischi derivanti dall’esterno.

È stata,, inoltre presa in considerazione l’eventuale impatto negativo dei rischi al ribasso per la crescita sulla dinamica inflazionistica.

Si è discusso se l’effetto di spinta sui prezzi derivanti dalle misure protezionistiche potesse essere controbilanciato dall’effetto disinflazionistico di un calo di domanda generato dall’aumento dell’incertezza. Le conclusioni non erano univoche.

– Per quanto riguarda l’orientamento della politica monetaria, i membri hanno ampiamente condiviso l’idea che fosse ancora necessario uno stimolo significativo per sostenere l’ulteriore accumulo di pressioni sui prezzi interni e il ritorno dell’inflazione al target nel medio periodo.

Mentre i dati e le informazioni disponibili dall’inizio di giugno hanno confermato la decisione di ridimensionare ulteriormente gli acquisti nell’ambito dell’APP per poi chiudere il programma entro la fine dell’anno, i membri concordavano che tutti gli altri elementi relativi ai tassi di interesse e alla politica di reinvestimento dovessero essere riaffermati.

– I verbali suggeriscono che il Consiglio ha discusso la situazione italiana, ma alla riunione di settembre i membri non erano particolarmente preoccupati per il rischio di contagio.

I membri BCE erano, però, generalmente concordi sulla necessità di richiamare i governi ad una maggiore disciplina fiscale in questa fase ciclica positiva in modo da costruire dei buffer per il futuro.

– I verbali confermano la nostra aspettativa che il Consiglio proseguirà con il processo di normalizzazione della politica monetaria e tenterà di archiviare i tassi negativi entro la fine del 2019.

Pensiamo che se l’inflazione core muoverà verso l’1,5% nei prossimi sei / nove mesi, il Consiglio potrebbe muovere anche più rapidamente rispetto a quanto sconta il mercato (tre rialzi entro fine 2020).

Dal momento che il Consiglio ritiene appropriato mantenere un approccio prudente alla normalizzazione della politica monetaria, non ci aspettiamo cambiamenti alla guidance sui tassi come del resto indicato da più membri del Consiglio negli ultimi giorni, ultimo Hansson ieri.

La BCE è incline a mantenere una formulazione della guidance che lega il sentiero dei tassi alla dinamica inflazionistica, piuttosto che fornire indicazioni puntuali sul livello dei tassi stessi.

Per quanto riguarda i riacquisti è possibile che emergano qualche novità sui criteri di implementazione alla prossima riunione del 25 ottobre. Riteniamo tuttavia poco probabile che il Consiglio annunci un’operazione twist a breve.

Italia. Il Parlamento ha approvato la Nota di Aggiornamento al DEF, con 165 voti favorevoli, 107 contrari e 5 astenuti al Senato e con 331 voti favorevoli e 191 contrari alla Camera.

Oltre alle misure già annunciate in manovra (quota 100 per le pensioni e avvio di reddito e pensione di cittadinanza, che peraltro dovrebbero essere erogati solo a partire dalla primavera), la risoluzione approvata dalla maggioranza chiede al governo di attuare «misure di riduzione del cuneo fiscale correlata all’offerta di rapporti di lavoro stabili con i giovani più meritevoli», una cabina di regia al Mef in coordinamento con la presidenza del Consiglio sulla revisione della spesa (oltre alla cabina di regia sugli investimenti appena inaugurata a Palazzo Chigi), azioni di contrasto al calo demografico, un graduale azzeramento del fondo per il pluralismo nell’editoria, il potenziamento degli investimenti pubblici e privati in intelligenza artificiale e tecnologie, la riduzione delle spese militari, l’accelerazione nel percorso di autonomia delle Regioni ex articolo 116 della Costituzione, misure per la disabilità, l’implementazione in tempi rapidi della Banca per gli investimenti («anche prevedendo un coinvolgimento di Banca d’Italia e Cassa depositi e prestiti») e la promozione di iniziative a livello europeo per correggere l’unione bancaria. Il Consiglio di Ministri dovrebbe approvare lunedì prossimo la legge di bilancio e il decreto fiscale.

Stati Uniti. Il CPI a settembre sorprende di nuovo verso il basso, con una variazione di 0,1% m/m sia per l’indice headline sia per l’indice core.

Su base annua l’inflazione headline scende da 2,7% a/a a 2,3% a/a e quella core a è stabile a 2,2% a/a.

L’energia registra un calo di -0,5% m/m (benzina -0,2% m/m), mentre i prezzi degli alimentari sono invariati. I beni core hanno prezzi in calo di -0,3% m/m, come ad agosto, frenati dalle auto sia nuove sia usate e dai medicinali, mentre l’abbigliamento rimbalza (+0,9% m/m) dopo tre contrazioni consecutive.

I servizi ex-energia registrano una variazione di 0,2% m/m, con aumenti di 0,2% m/m per l’abitazione e i servizi medici, e di 0,5% m/m per i trasporti (soprattutto tariffe aeree).

In base alle informazioni del CPI, anche il deflatore core dovrebbe essere in rialzo di 0,1% m/m segnalano che anche il deflatore core dovrebbe aumentare di solo 0,1% m/m a settembre, mantenendo la variazione annua fra 1,9 e 2% a/a.

I dati non modificano a nostro avviso il sentiero della politica monetaria, che dovrebbe proseguire con i rialzi per portare i tassi almeno in territorio neutrale.

Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 6 ottobre aumentano a 214 mila, da 207 mila della settimana precedente, restando su livelli coerenti con ulteriore calo del tasso di disoccupazione.

Cina. Le esportazioni sono salite del 14,5% a/a in settembre, in accelerazione rispetto al 9,1% a/a in agosto a dispetto delle sanzioni e della contrazione degli ordini esteri segnalata dagli indici PMI, verosimilmente aiutate dal deprezzamento del renminbi rispetto al dollaro (+6,5% tra metà giugno e metà settembre).

Le importazioni sono invece salite del 14,3%, in rallentamento rispetto al 19,9% a/a in agosto, frenate in parte da un effetto base sfavorevole e in parte dalla correzione dei prezzi delle materie prime (l’indice CRB è sceso del 9,2% tra metà giugno e metà settembre).

In termini trimestrali la crescita delle esportazioni è stata dell’11,7% a/a nel 3° trimestre, poco al di sopra del 2° (11,5%), mentre quella delle importazioni è stata molto più elevata 20,1% a/a, ma in marginale rallentamento rispetto al 2° trimestre.

Le esportazioni vs gli USA sono accelerate a 12,9% a/a da 11,3% nel 2° trimestre, una dinamica simile ma più sostenuta hanno registrato le esportazioni verso l’Area Euro, e il Giappone, mentre sono decelerate le esportazioni verso l’area ASEAN. Sono marginalmente rallentate le importazioni dall’Area Euro e dal Giappone, mentre il rallentamento più marcato si è registrato verso gli Stati Uniti (+4% a/a nel 3° trimestre da 13,6% nel 2°).

Il calo degli ordini sia esteri sia interni continua a prefigurare un rallentamento del commercio estero nei prossimi mesi.

Fonte: BONDWorld.it

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