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Intesa SanPaolo Flash: – Area euro. La stima flash dell’indice di fiducia dei consumatori è atteso risalire

Intesa SanPaolo – Area euro. La stima flash dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Eurozona elaborato dalla Commissione Europea è atteso risalire a febbraio, stimiamo a -7,1 da -7,9 di dicembre………

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Con l’anno nuovo il morale delle famiglie potrebbe vedere una risalita dopo il calo visto a cavallo d’anno, in cui avevano pesato particolarmente le proteste dei gilet gialli localizzate tra Francia e Belgio.

Il livello medio dell’indice rimane ancora al di sopra della media storica ma è sensibilmente sceso nel corso del 2018.

– Regno Unito. Si attende oggi in serata un incontro fra Theresa May e il presidente della Commissione Europea Juncker durante il quale la premier britannica dovrebbe presentare le sue proposte per rendere legalmente più vincolante in termini temporali il backstop per l’Irlanda.

Tuttavia, lunedì si è tenuto un incontro fra Barnier e il britannico Barclay, e Juncker ha dichiarato ieri di non avere nessun motivo per pensare che quella di oggi possa essere una discussione fruttuosa.

Il governo del Regno Unito sembra ormai aver rinunciato definitivamente all’idea di poter riaprire il negoziato sul trattato di recesso.

– Stati Uniti. La Fed pubblica i verbali della riunione di fine gennaio. Vista la svolta dovish annunciata a gennaio, i verbali saranno rilevanti su diversi fronti.

Prima di tutto sarà importante avere conferma della diffusione del consenso per la pausa di valutazione indicata dal comunicato e dalla conferenza stampa. In secondo luogo, i verbali potrebbero dare maggiori informazioni sulle aspettative dei partecipanti riguardo alla direzione della prossima mossa dei tassi:

Powell ha detto che è difficile dire ora se la prossima mossa sarà verso l’alto o verso il basso, ma diversi partecipanti al FOMC hanno segnalato che, se le loro previsioni di crescita moderata saranno confermate, potrebbe essere necessario ancora un limitato rialzo.

Inoltre, alcuni hanno indicato che la pausa potrebbe durare per qualche riunione, e i verbali potrebbero dare qualche informazione sulla durata attesa per la risoluzione dei rischi.

Fra gli altri temi rilevanti che dovrebbero essere trattati nei verbali c’è la politica del bilancio, e in particolare il punto di arrivo delle riserve e i tempi previsti per la fine dei disinvestimenti, probabilmente fra fine 2019 e inizio 2020.

Mester (Cleveland Fed) ha detto che il FOMC ne sta discutendo ed entro un paio di riunioni renderà pubbliche le conclusioni al riguardo.

Anche la comunicazione, e in particolare il grafico a punti, potrebbe essere stata oggetto di dibattito, che potrebbe preparare modifiche per segnalare in modo più esplicito la natura incerta delle proiezioni dei tassi. In sostanza, i verbali non dovrebbero modificare il segnale di pausa e di attesa di risoluzione dei diversi rischi aperti, ma potrebbero apparire meno apertamente dovish di quanto sia stata la conferenza stampa di Powell.

I dati e gli eventi di ieri

Italia. A dicembre, fatturato e ordini industriali hanno fatto segnare un deciso calo, sia su base congiunturale (-3,5% e -1,8% m/m rispettivamente), che in termini tendenziali (fatturato -7,3% a/a, ordinativi -5,3% a/a). La flessione nel mese è dovuta soprattutto al mercato estero.

Da notare che il fatturato di beni strumentali ha fatto registrare un -5,5% m/m e un -11,2% a/a.

Il dettaglio settoriale evidenzia una contrazione tendenziale a due cifre sia per il fatturato che per gli ordini di farmaceutici e mezzi di trasporto, non a caso fra i comparti più export-oriented .

Si registra una flessione superiore al 20% anche per gli ordini di computer/elettronica e apparecchiature elettriche e per uso domestico.

Il dato evidenzia, in maniera ancora più plastica rispetto a quello sulla produzione, che tutti i principali comparti industriali stanno entrando in una fase recessiva.

Germania L’indice ZEW sulle attese per i prossimi mesi ha registrato un aumento di 1,6 punti a 13,4 ancora al di sotto della media di lungo termine. La stabilizzazione delle aspettative è un segnale moderatamente positivo.

La valutazione sulla situazione corrente è calata marcatamente di 12,6 punti a 15. L’indice sulla situazione corrente ha perso 61 punti tra ottobre e febbraio, si tratta di una deviazione standard e per cali di entità simili bisogna andare indietro al 2009.

In base all’andamento recente dell’indice ZEW ci aspettiamo un calo dell’indice IFO a 98,9 da 99,1 anziché in miglioramento.

Lo ZEW di febbraio per ora sembra confermare che nel trimestre in corso l’economia tedesca potrebbe essere in rotta solo per un marginale avanzamento.

BCE. Dopo le aperture di Coeuré (venerdì) e Praet (ieri) su possibili modifiche alla politica monetaria ed in particolare alla guidance sui tassi sono arrivati i commenti del Vice Presidente BCE De Guindos che ha avuto un approccio più istituzionale dichiarando che nessuna decisione verrà presa dal Consiglio fino quando non si avrà a disposizione una valutazione più definitiva dello scenario macro.

Le modifiche alla guidance sui tassi cui ha fatto riferimento Praet non necessariamente verranno introdotte a marzo.

De Guindos ha ribadito che la politica monetaria BCE rimane ampiamente accomodante anche dopo la chiusura del QE.

Tra gli strumenti che il Consiglio potrebbe attivare, De Guindos ha menzionato anche le TLTRO.

Il Consiglio vuole verificare quanto duraturo si rivelerà il rallentamento in corso prima di cambiare linee guida sui tassi. Riteniamo probabile che la BCE indichi rinnovati rischi verso il basso per la crescita derivanti per lo più dal contesto esterno.

Ci aspettiamo che alla riunione di marzo il Consiglio annuncio una o più TLTRO con modalità che andranno definite e che si riservi di alterare la guidance solo se non dovessero emergere segnali di recupero di attese e ordini per i prossimi mesi.

Stati Uniti. Mester (Cleveland Fed) ha ripetuto che l’economia USA è in ottime condizioni, con l’inflazione vicina al 2% un aumento della partecipazione alla forza lavoro che sostiene l’offerta in un mercato del lavoro sotto pressione.

Secondo Mester l’economia resterà solida anche quest’anno e, se le previsioni si realizzeranno, potrebbe essere necessario un ulteriore modesto rialzo dei tassi.

Per ora comunque la banca centrale può aspettare e raccogliere informazioni sui venti contrari che si sono accumulati recentemente.

Mester ha confermato che nelle prossime riunioni del FOMC verranno definiti i dettagli per la politica del bilancio della Fed

Stati Uniti. Williams (NY Fed) ha dato indicazioni piuttosto dovish sui tassi, affermando che il livello attuale è a suo avviso appropriato e che non dovrebbe essere necessario attuare altri rialzi a meno di accelerazione di crescita e/o inflazione.

A suo avviso i tassi sono ora alla neutralità, in una fase di disoccupazione e crescita in via di stabilizzazione e di inflazione persino un po’ al di sotto del 2%.

Sul bilancio, contrariamente a quanto detto da latri partecipanti al FOMC, secondo Williams si potrà proseguire con la riduzione del portafoglio titoli fino al 2020.

Per Williams il punto di arrivo del bilancio si dovrebbe raggiungere quando le riserve in eccesso saranno intorno a 1 tln di dollari, 600 mld al di sotto del livello attuale.

Stati Uniti. Trump ha dato nuovamente indicazioni contraddittorie sulla scadenza dei negoziati sul commercio con la Cina, affermando che il 1° marzo “non è una data magica” e che i dazi potrebbero restare fermi alla scadenza della tregua se le trattative saranno in una fase costruttiva.

Lighthizer, che guida i negoziati, ha invece continuato a mantenere una posizione intransigente, affermando che dovranno esserci risultati concreti per bloccare il rialzo dei dazi.

Stati Uniti. La Business Leaders Survey condotta dalla NY Fed fra le aziende di servizi nel distretto di New York registra a febbraio un miglioramento, con un rialzo dell’indice di attività a 13,7 da 3,2 di gennaio.

L’indagine registra rialzi per occupazione, salari, prezzi pagati e ricevuti. È rilevante la ripresa degli indici a sei mesi, sui massimi da diversi mesi.

La svolta dell’indagine dopo un paio di trimestri di rallentamenti dà un segnale incoraggiante per la crescita, soprattutto alla luce delle sorprese negative recenti (vendite al dettaglio e produzione industriale).

Fonte: BONDWorld.it

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