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Intesa SanPaolo Flash: – Area euro. La stima flash dovrebbe mostrare il PMI composito in lieve recupero

Intesa SanPaolo – Area euro. La stima flash dovrebbe mostrare il PMI composito in lieve recupero a novembre a 53,4 da 53,1 su di una lettura stabile dell’indice per i servizi a 53,7 e di risalita del PMI manifatturiero a 52,3 da 52……….

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In Germania il PMI composito è visto a 53,7 da 53,4, su di un modesto recupero nel manifatturiero mentre in Francia l’indice composito dovrebbe essere poco variato da 54,1 di ottobre.

L’indice PMI composito è calato di oltre 15 punti da 58,8 di gennaio 2018 e segnala al meglio una crescita del PIL euro zona in linea con il trend.

– Germania. La seconda stima conferma il calo del PIL tedesco di -0,2% t/t nel terzo trimestre, dopo il +0,5% t/t del secondo.

Sull’anno, la crescita è confermata in rallentamento a 1,1% a/a da un precedente 2,0% a/a.

La flessione è dovuta al contributo negativo del commercio estero (-1,0% su base trimestrale) e dei consumi privati (-0,1%), che ha più che compensato l’aumento delle scorte (0,7%) e il contributo positivo degli investimenti (0,2%).

La battuta d’arresto per il PIL tedesco è spiegata da fattori temporanei che hanno pesato sulla dinamica della produzione industriale e vendite al dettaglio (entrata in vigore di una nuova normativa sui gas di scarico che ha penalizzato le vendite e produzione di mezzi di trasporto).

Tuttavia, sul comparto industriale sta pesando anche il rallentamento del commercio mondiale.

Al di là della volatilità trimestrale, il momento di fondo per l’economia tedesca rimane solido.

Il dato, assumendo una crescita di 0,4% t/t a fine anno, lascia la stima media 2018 a 1,5% da una precedente stima di 1,7%.

Le indagini di fiducia di novembre forniranno informazioni parziali sullo stato di salute dell’economia tedesca e euro zona.

– Belgio. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Banca del Belgio potrebbe stabilizzarsi a novembre a -0,8 da -1,1 dopo quattro mesi oscillanti.

L’indice del manifatturiero rimane negativamente impostato dalla fine dell’estate e sui minimi annui, ma qualche miglioramento potrebbe vedersi entro fine anno, in linea con le attese di stabilizzazione dei comparti dei paesi core .

I dati e gli eventi di ieri

Area euro. La stima flash di novembre indica che l’indice di fiducia delle famiglie dell’eurozona è peggiorato nel mese oltre le attese a -3,9 da -2,7, secondo calo consecutivo; l’indice in media trimestrale scende a -3,3 nel trimestre in corso da -1,7 del terzo.

La stima finale è attesa per il prossimo 29/11 quando lo spaccato per paese darà ulteriori informazioni sulla tenuta del morale nei singoli paesi: sulla base dei dati degli ultimi mesi (aggiornati a ottobre), tra i paesi maggiori in Francia si era registrato il calo più considerevole mentre in Olanda si sono visti i livelli più alti.

Francia. L’indice di fiducia presso le imprese manifatturiere è migliorato a novembre in linea con le nostre stime a 105 da 104.

Lo spaccato rivela un’accelerazione della produzione corrente in linea con le attese e un parallelo recupero di quella attesa, mentre gli ordini calano nuovamente, in particolare quelli esteri.

Anche lo stock di magazzino si assottiglia a novembre.

Prevediamo che anche a dicembre e poi a cavallo d’anno il morale continui a migliorare dopo la frenata autunnale ma il picco della produzione nel comparto è ora alle spalle.

Italia. Dopo il flop del collocamento dell’ultimo BTP Italia (appena 2,16 miliardi collocati fra investitori retail e istituzionali) e l’annuncio della richiesta di procedura di infrazione da parte della Commissione Europea, il primo ministro Conte ha parlato di una richiesta di tempi distesi per la procedura di infrazione, accennando a una possibile rimodulazione della manovra. Il ministro Di Maio ha dichiarato al Corriere della Sera che non ci saranno tagli ai punti cardine della manovra, ma che “i prossimi giorni permetteranno ai mercati di essere rassicurati”, perché “questo governo non vuole uscire dall’Europa e dall’euro”.

BCE. I verbali della riunione dello scorso 25 ottobre si soffermano a lungo sulla valutazione dello scenario macro.

I membri del Consiglio riconoscevano che i dati nelle ultime settimane precedenti la riunione erano stati più deboli delle attese ma che il rallentamento non fosse così marcato da indurre una revisione dello scenario e/o della valutazione dei rischi, al più i dati segnalavano un ritorno della crescita appena al di sopra del potenziale dopo la forte espansione del 2017.

Ma nel complesso i membri del Consiglio concordavano che i dati recenti e i risultati delle indagini non avessero modificato in modo significativo le prospettive di ritorno dell’inflazione al target nel medio periodo, data la resilienza della domanda interna e i segnali di accelerazione di prezzi e salari.

Inoltre, si è ritenuto appropriato attendere ulteriori informazioni e rinviare la valutazione dello scenario a dicembre quando lo staff presenterà le stime aggiornate e le prime proiezioni per il 2021.

Pensiamo che il Consiglio vorrà limare di un decimo le stime di crescita 2019 e 2020 rispettivamente all’1,75 e 1,6%.

Le stime di inflazione potrebbe essere riviste al ribasso di un decimo nel 2019 per effetto dell’andamento più debole del prezzo del greggio.

I verbali sottolineano che vi era un ampio consenso sul fatto che i rischi verso il basso per la crescita stessero aumentando e che questi derivassero principalmente dalle politiche commerciali e dagli effetti sugli scambi ma anche sulla fiducia delle imprese e decisioni di investimento.

Riteniamo che la BCE vorrà cercare di mantenere una valutazione circa bilanciata dei rischi per lo scenario macro per non precludersi l’avvio di un ciclo di rialzi moderati nella seconda parte del prossimo anno.  Questa anche la posizione espressa da Praet nell’intervista a Handelsblatt.

I verbali sottolineano l’ampio grado di stimolo monetario garantito dalla politica di reinvestimento e forward guidance sui tassi. I verbali fanno riferimento alla capacità delle banche europee di erogare credito in termini prospettici. Le indicazioni dall’ultima indagine sul credito sono ancora positive.

Emerge che i membri del Consiglio hanno discusso gli effetti della progressiva riduzione di duration della liquidità assegnata con le TLTRO II sulla posizione di liquidità delle banche.

È noto che con il ridursi della vita residua al di sotto dell’anno della prima asta TLTRO II, l’effetto sul NSFR (net stable funding ratio) non sarebbe trascurabile e potenzialmente questo potrebbe avere ripercussioni sulla capacità delle banche di erogare nuovo credito.

Praet ha però dichiarato che dicembre potrebbe essere troppo presto perché la BCE decida su nuovi prestiti a lungo termine.

Fonte: BONDWorld.it

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