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Intesa SanPaolo Flash: Area euro. L’indice di fiducia economica è atteso ancora in calo

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Intesa SanPaolo – Area euro. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è atteso ancora in calo a dicembre a 109 da un precedente 109,5,……

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un minimo da metà 2017 ma ancora coerente con una crescita del PIL Eurozona appena al di sopra del potenziale.

In linea con le indicazioni dalle indagini di fiducia nazionali dovrebbe vedersi un peggioramento della fiducia nell’industria (3 da 3,4), nei servizi (12 da 13,3), in parte sulla scia del netto peggioramento in Francia.

Ci attendiamo altresì un miglioramento nel commercio al dettaglio e morale stabile su livelli elevati nelle costruzioni. La fiducia delle famiglie dovrebbe essere confermata in miglioramento a -4,4 da -6,2.

– Germania. In novembre, la produzione industriale è calata di -1,9% m/m e -4,7% a/a. La flessione è generalizzata: -1,7% nelle costruzioni, -3,1% nel settore energetico, -1,8% nell’industria in senso stretto.

Il dato, assieme alla revisione di ottobre da -0,5 a-0,8%, prospetta una contrazione della produzione industriale superiore al punto percentuale anche nel quarto trimestre 2018, dopo quello già verificatosi nel trimestre estivo.

I dati e gli eventi di ieri

Regno Unito. Il voto del Parlamento su Brexit dovrebbe svolgersi la prossima settimana, forse martedì 15, secondo quanto dichiarato al parlamento dal ministro Barclay.

Barclay ha dichiarato che il governo ha ricevuto ‘rassicurazioni’ dall’UE riguardo alla transitorietà del meccanismo di salvaguardia per l’Irlanda, che saranno comunicate durante il dibattito di mercoledì 9. Il ministro ha anche ribadito che il governo non intende chiedere un’estensione dei negoziati.

Italia. La redditività delle imprese non finanziarie, misurata come rapporto fra profitti e valore aggiunto totale, nel terzo trimestre 2018 è in calo al 46,3%, dal 47,0% di un anno prima.

Il tasso di investimento è in aumento dal 19,9% al 20,7% su base tendenziale.

La propensione al risparmio delle famiglie è stimata a 8,3%, in flessione rispetto al secondo trimestre, ma comunque sopra i livelli di un anno prima (7,9%).

Stati Uniti. L’ISM non manifatturiero a dicembre corregge a 57,6, da 60,7 di novembre. Lo spaccato dell’indagine è comunque positivo, con le principali componenti su livelli elevati e coerenti con un’espansione solida: produzione a 59,9 da 65,2, nuovi ordini a 62,7 da 62,1, occupazione a 56,3 da 58,4, ordini all’export a 59,5 da 57,5, prezzi a 57,6 da 64,3.

Le imprese riportano ottimismo per le prospettive di crescita, anche se restano preoccupate per l’evoluzione della guerra dei dazi con la Cina; i vincoli di capacità produttiva si sono ridotti, ma rimane difficile trovare manodopera.

Tutti i settori sono in espansione, a parte l’estrattivo dove si riporta riduzione di attività.

Secondo le stime dell’Institute for Supply Management che conduce l’indagine, un indice composito sui livelli di dicembre è in linea con una crescita del PIL di 3,2% t/t ann.

I dati segnalano rallentamento della crescita a fine anno, senza però indicare una svolta netta e limitando la portata della correzione dell’ISM manifatturiero di dicembre.

Visto il ritmo di espansione della parte centrale dell’anno, un rallentamento era inevitabile.

Stati Uniti. La chiusura parziale degli uffici federali è entrata nella terza settimana e resta per ora senza soluzione, ma con effetti crescenti sul mancato reddito di circa 800 mila dipendenti federali e su un numero anche più ampio di dipendenti di imprese che hanno contratti con il governo.

Trump ha annunciato che farà un appello televisivo questa sera, con l’obiettivo di giustificare la propria posizione intransigente di fronte a quella che definisce “un’emergenza di sicurezza e umanitaria”.

Per cercare di contenere le ricadute finanziarie sui cittadini, la Casa Bianca ha modificato la normativa vigente, permettendo all’Internal Revenue Service (l’agenzia delle entrate americana) di pagare i rimborsi fiscali ai contribuenti anche se l’agenzia è chiusa.

Intanto la Camera inizierà ad approvare da mercoledì leggi di spesa per le singole agenzie colpite dalla chiusura, inviandole al Senato per il voto con l’obiettivo di incrinare la posizione dei repubblicani, per ora solidali con il presidente.

Inoltre, i democratici stanno considerando di bloccare tutte le attività legislative fino a quando gli uffici federali non riapriranno, fermando già da oggi il voto su una legge elativa alla politica medio-orientale.

Il protrarsi della chiusura degli uffici potrebbe indebolire la fiducia delle famiglie e i consumi a inizio 2019.

Stati Uniti. Bostic (Atlanta Fed) ha detto che ha rivisto il sentiero dei tassi nel 2019: un anno fa ne prevedeva due, oggi solo uno.

Bostic ha sottolineato l’incertezza dello scenario di crescita indicando che in caso di ulteriore rallentamento, non ci sarebbe nessun rialzo, mentre in caso di riaccelerazione sarebbe appropriato prevederne due.

Il presidente dell’Atlanta Fed ha aggiunto che in ogni caso è opportuno proseguire con la riduzione del bilancio della Fed.

Fonte: BONDWorld.it

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