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Intesa SanPaolo Flash: – BCE. I verbali della riunione BCE

Intesa SanPaolo – BCE. I verbali della riunione BCE dello scorso 25 ottobre dovrebbe fornire qualche dettaglio sulle posizioni interne al Consiglio sulla valutazione dei rischi per lo scenario macro e su quando avviare un dibattito sul ciclo di rialzi………

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Nel complesso i verbali dovrebbero confermare la maggiore fiducia del Consiglio in un ritorno dell’inflazione al target.

A fronte di dati più deboli delle attese, nelle ultime settimane i membri del Consiglio hanno dichiarato che il rallentamento non è ancora tale da modificare la valutazione dello scenario nonché il processo di normalizzazione della politica monetaria. A

lla riunione di dicembre, la BCE potrebbe fornire qualche dettaglio tecnico propedeutico al processo di normalizzazione dei tassi.

Area euro. La stima flash potrebbe indicare una prosecuzione del recupero dell’indice di fiducia delle famiglie a novembre a -2,5 da -2,7 dopo il netto calo di settembre.

Sul finire dell’estate il morale delle famiglie aveva visto una brusca correzione che tuttavia dovrebbe rivelarsi temporanea. Il livello dell’indice rimane infatti ampiamente al di sopra della media storica.

Francia. L’indice di fiducia presso le imprese manifatturiere elaborato dall’INSEE potrebbe risalire a 105 a novembre da 104 di ottobre.

La tendenza nel comparto rimane impostata positivamente anche se tra settembre e ottobre si è assistito a un rallentamento nel comparto specialmente a causa della frenata del settore automobilistico.

Il morale comunque sarà meno tonico in chiusura d’anno rispetto alla prima metà del 2018.

Italia. Si apre oggi il collocamento presso gli investitori istituzionali del nuovo BTP Italia, che fra i privati ha raccolto domanda per appena 863,34 miliardi di euro.

Stati Uniti. Mercati chiusi per festività (Thanksgiving).

I dati e gli eventi di ieri

Eurozona. La Commissione Europea (v. “Valutazione complessiva sui DBP 2019”) rileva che diversi Stati membri con elevato debito hanno programmato una correzione fiscale insufficiente (Spagna, Portogallo, Francia e Belgio) o addirittura un’espansione fiscale (Italia).

L’espansione fiscale è invece coerente sia con il patto di stabilità e crescita, sia con la natura degli squilibri macroeconomici in Germania e Olanda.

Nel complesso, la politica fiscale nell’Eurozona è valutata come leggermente prociclica ed espansiva, mentre avrebbe dovuto essere mediamente neutra.

Un rischio di non rispetto del patto di stabilità e crescita viene individuato per Belgio, Francia, Portogallo e Slovenia (nel caso della Slovenia soltanto in riferimento al conseguimento del pareggio strutturale di bilancio, e non per la dinamica del debito).

La Spagna era già soggetta a una procedura contro i disavanzi eccessivi (EDP), da cui potrebbe uscire il prossimo anno se fosse corretto il deficit eccessivo;

tuttavia, la Commissione rileva un rischio di significativa deviazione dall’obiettivo di medio termine e un mancato rispetto dell’obiettivo di riduzione del deficit sotto il 3% nel 2018.

Il progresso verso il rispetto della raccomandazione formulata per il 2018 è giudicato “limitato”.

Nel caso dell’Italia, che non ha conseguito alcun progresso nel rispetto delle raccomandazioni specifiche, la Commissione rileva un’inadempienza particolarmente grave, dovuta sia al mancato rispetto del criterio di riduzione del debito, sia al rischio di rilevante deviazione dagli obiettivi fiscali nel 2019.

Nel rapporto ex art. 126.3 del Trattato, la Commissione raccomanda l’avvio di una EDP contro l’Italia. La motivazione è legata al mancato rispetto del criterio di riduzione del debito nel 2017 (sulla base dei dati consuntivi), nonché nel biennio 2018-19 (sulla base delle previsioni).

La Commissione reputa che siano venuti meno i fattori mitiganti che avevano evitato l’avvio di una EDP in primavera, in particolare:

1. la previsione di crescita nominale superiore al 2% non consente di utilizzare la giustificazione delle condizioni macroeconomiche avverse;

2.  ci sono passi indietro sul fronte delle riforme, in particolare sulle pensioni;

3.  sia i target del governo che le previsioni della Commissione configurano un “rischio di deviazione significativa” nel 2018 e un’“inosservanza particolarmente grave” per il 2019 della regola sull’aggiustamento strutturale (il cui rispetto “di massima” era stato il principale fattore rilevante in base al quale l’Italia era stata giudicata compliant sulla regola del debito negli anni scorsi.

Nel complesso, l’analisi della Commissione giustifica una procedura per i disavanzi eccessivi basata sul debito (sarebbe il primo caso nella storia del Patto di Stabilità e Crescita).

Il rapporto della Commissione non implica l’apertura automatica di una procedura: deve essere sottoposto al Comitato per gli Affari Economici e Finanziari che deve esprimere un parere entro due settimane, a seguito del quale la Commissione può indirizzare un parere all’Italia e una raccomandazione più ampia al Consiglio Europeo.

Verosimilmente, l’apertura formale della procedura potrebbe avvenire nei primi mesi del 2019, forse già a gennaio.

Regno Unito. Gli unionisti irlandesi di DUP, che hanno finora fornito il loro appoggio esterno ai conservatori, hanno annunciato che voteranno contro l’accordo raggiunto con l’UE.

Peraltro, il 25 novembre anche la riunione del Consiglio Europeo si preannuncia più delicata del previsto a causa della minaccia della Spagna di non dare il via libera per divergenze sul trattamento di Gibilterra dopo la fine del periodo transitorio.

Intanto, i parlamentari britannici contrari a Brexit stanno discutendo su quando presentare la richiesta di indire un nuovo referendum.

Stati Uniti. Gli ordini di beni durevoli a ottobre correggono di -4,4% m/m dopo -0,1% m/m (rivisto da +0,7% m/m.

Al netto dei trasporti, gli ordini aumentano di 0,1% m/m, dopo -0,5% m/m.

Gli ordini sono frenati dal comparto volatile dell’aeronautica civile e dalla difesa che segna una contrazione di -16,6% m/m, come a settembre, una correzione fisiologica dopo +48,8% m/m di agosto.

Al netto di trasporti e difesa, la variazione è di -1,2% m/m.

Il comparto dei beni capitali registra un calo di -6% m/m, e al netto di difesa e aerei la variazione è nulla, dopo due mesi in flessione.

Questa sequenza debole segnala un probabile rallentamento della dinamica degli investimenti fissi delle imprese, dopo un 3° trimestre già debole.

Anche le consegne di beni capitali al netto di difesa e aerei danno indicazioni poco brillanti, con una variazione di 0,3% m/m, dopo due contrazioni consecutive e un segnale di rallentamento del trend sottostante rispetto a quanto visto nel 2° trimestre.

I dati indicano un probabile rallentamento degli investimenti fra fine 2018 e inizio 2019, sulla scia degli aumenti dei tassi, nonostante la riduzione del carico tributario sulle imprese.

Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 17 novembre aumentano a 224 mila, da 221 mila della settimana precedente.

I sussidi restano sui minimi dall’inizio del 1973, tuttavia potrebbero essere su un nuovo trend di modestissimo rialzo, dal minimo recente di 202 mila di metà settembre.

I dati sono raccolti nella settimana di rilevazione dell’ employment report di novembre e segnalerebbero una dinamica occupazionale marginalmente meno forte che a ottobre.

Nella settimana scorsa ci potrebbero essere due effetti transitori: la festività di Veteran’s Day e l’estendersi degli incendi in California.

Inoltre si apre ora il periodo pre-natalizio che spesso crea problemi di destagionalizzazione.

Tuttavia, i dati dei sussidi dovranno essere monitorati per valutare la rilevanza dei timori di un rallentamento dell’economia, dato che sono una variabile anticipatrice molto affidabile delle svolte cicliche.

Stati Uniti. Le vendite di case esistenti a ottobre sono in modesto rialzo a 5,22 mln di unità ann., da 5,15 mln di settembre, e recuperano una parte della correzione dovuta all’uragano Florence.

Il trend delle vendite resta in calo (-5,1% a/a), sulla scia dell’aumento dei tassi sui mutui e dei prezzi molto elevati che limitano l’accesso al mercato immobiliare per le fasce di reddito più basse.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a novembre (finale) corregge a 97,5 da 98,3 della lettura preliminare, reagendo alla volatilità del mercato azionario e al rialzo dei tassi sui mutui.

L’indagine registra una flessione sia della componente coincidente (a 112,3 da 113,2) di quella delle aspettative (a 88,1 da 88,7).

La fiducia resta comunque su livelli storicamente molto elevati e in linea con continua espansione dei consumi. Le aspettative di inflazione a 5-10 anni sono invariate a 2,6%, nell’intervallo di fluttuazione visto negli ultimi due anni.

Giappone. Il CPI nazionale a ottobre aumenta di 1,4% a/a; l’indice core (al netto degli alimentari freschi) segna una variazione di 1% a/a, sempre lontana dall’obiettivo del 2% della BoJ.

L’inflazione core-core (al netto di alimentari freschi ed energia) si ferma a 0,4% a/a per il terzo mese consecutivo.

L’inflazione core recentemente è stata sostenuta dalla componente energetica e nei prossimi mei dovrebbe tornare a flettere sulla scia della correzione del prezzo del petrolio.

Le previsioni per l’a.f. 2019 vedono quindi ulteriore debolezza, che potrebbe essere acuita da un progressivo calo delle tariffe della telefonia mobile.

Il sentiero di inflazione incluso nelle proiezioni della BoJ sarà probabilmente rivisto ancora una volta verso il basso e la politica monetaria difficilmente potrà essere modificata almeno fino a metà 2020.

Fonte: BONDWorld.it

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