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Intesa SanPaolo Flash: Belgio. L’indice di fiducia economica è atteso stabilizzarsi

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Intesa SanPaolo – Belgio. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Banca del Belgio è atteso stabilizzarsi a dicembre attorno a 0,1 da 0,4 precedente……

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Il comparto manifatturiero, importante per valutare lo stato di salute del comparto nell’eurozona, dovrebbe segnalare che la fase di correzione della produzione sta iniziando a rientrare, mentre il settore edilizio e il commercio al dettaglio dovrebbero avanzare ancora.

L’indice rimane al di sopra della media storica.

– Italia. Potrebbe arrivare oggi la valutazione da parte della Commissione della nuova versione della manovra italiana, con deficit al 2,04%.

Ufficialmente la questione non è in agenda al meeting del Consiglio Europeo, ma non è del tutto escluso che possa essere messa sul tavolo.

Ieri la Commissione aveva fatto sapere che tutte le opzioni erano aperte, e Moscovici aveva dichiarato di star lavorando “affinché l’Italia non venga sanzionata”.

Tuttavia, la portavoce del ministro dell’economia ha affermato che un accordo informale è stato raggiunto, e che l’intesa dovrebbe essere ufficializzata oggi.

Se ciò sarà confermato oggi, il risultato sarebbe un rinvio di tutto il processo, in attesa dell’approvazione definitiva della legge di bilancio e dei provvedimenti collegati da parte del parlamento e di una successiva verifica della sua implementazione.

– Stati Uniti. Le vendite di case esistenti a novembre dovrebbero essere poco variate a 5,2 mln, da 5,22 mln di ottobre.

I contratti di compravendita sono su un trend in calo da inizio anno e puntano a una ulteriore correzione delle vendite di case esistenti, frenate dai prezzi elevati, dalla scarsità di offerta (scorte a 4,3 mesi a ottobre) e dal rialzo dei tassi sui mutui.

– Stati Uniti. La riunione del FOMC del 18-19 dicembre dovrebbe attuare il quarto rialzo dei tassi del 2018.

L’intervallo obiettivo del tasso dei Fed funds dovrebbe essere aumentato di 25pb, a 2,25%-2,5%, mentre il tasso sulle riserve in eccesso dovrebbe essere alzato di 20pb, a 2,40%, mirando a contenere il tasso effettivo dei Fed funds all’interno dell’intervallo obiettivo.

La nostra previsione è di due ulteriori rialzi nel 2019. La mossa successiva, dal 2020, sarà probabilmente verso il basso.

I tassi a fine 2018 dovrebbero essere quindi a ridosso del limite inferiore della neutralità, stimata dal FOMC in un intervallo compreso fra 2,5% e 3,5%, in una nuova fase per la politica monetaria: la rotta è molto più incerta e la Banca centrale navigherà a vista.

Per questo, le novità della riunione di dicembre non verranno dal rialzo dei tassi, scontato con circa il 74% di probabilità, ma dalla comunicazione, che dovrà adeguarsi alla volontà del Comitato di abolire la guidance e di determinare da ora in poi i tassi in risposta all’evoluzione dei dati.

Questa svolta potrà comportare modifiche rilevanti su diversi fronti, in particolare al testo del comunicato e all’interpretazione (o abolizione?) delle proiezioni dei tassi e del grafico a punti.

Il ridimensionamento della comunicazione “scritta” sarà in parte controbilanciata dall’aumento della frequenza delle conferenze stampa, che dal 2019 saliranno a otto da quattro all’anno.

In conclusione, il FOMC dovrà fare un potente sforzo di comunicazione per ridurre al minimo e/o eliminare la guidance e le indicazioni sui tassi, pur mantenendo un messaggio coerente, per ora, con ulteriori rialzi.

Infatti, il Comitato cambia la comunicazione ma per ora non modifica la valutazione dell’economia, al limite del pieno impiego e soggetta a rischi sia verso l’alto sia verso il basso.

I verbali daranno poi maggiori indicazioni sul processo di analisi degli strumenti della politica monetaria, che durerà sei mesi e porterà alla scelta definitiva di un regime di riserve e di operatività dei tassi, con implicazioni sul sentiero del bilancio e sulla scelta dei tassi di policy.

– Brexit. Oggi la Commissione Europea dovrebbe pubblicare un piano per gestire l’eventualità di no-deal Brexit . In base alle anticipazioni riportate dal Financial Times, gli aggiustamenti proposti alle procedure doganali si limitano a un allungamento dei tempi per le dichiarazioni, il che non eviterebbe il rischio di paralisi ai principali snodi portuali britannici.

I dati e gli eventi di ieri

Germania. Continua lenta ma interrotta la discesa dell’indice IFO, termometro dell’economia tedesca.  Gli analisti si aspettavano una stabilizzazione, ma la fiducia delle imprese è peggiorata a 101 da 102 a dicembre.

A peggiorare anche questo mese sono in particolare le attese per i prossimi mesi che tornano (97,3 da 98,7) per la prima volta dal 2014 al di sotto della media di lungo periodo.

L’indice sulla situazione corrente è calato di quasi un punto a 104,7 da 105,5 (rivisto al rialzo di 0,1), che è inferiore al livello medio dei sei mesi precedenti ma ancora superiore alla media a lungo termine.

Le imprese di servizi riportano un peggioramento marcato delle condizioni correnti più che delle prospettive per i prossimi mesi.

Nel commercio al dettaglio e all’ingrosso, il sentiment ha continuato a scivolare per il terzo mese consecutivo, anche se da livelli molto alti.

La fiducia nelle costruzioni rimane su livelli assai ottimistici a 29,6 invariata rispetto al mese scorso.

In linea con le indicazioni dai PMI, pubblicati venerdì, l’indagine IFO conferma che il rallentamento del manifatturiero tedesco prosegue ininterrotto, con l’indice sintetico per il comparto in calo a 14,8 da 17,7, il livello più basso dall’inizio del 2016.

Al di là di fenomeni transitori, quali l’introduzione della nuova normativa UE sui gas di scarico che ha pesato sulla produzione (di auto) nei mesi estivi, è evidente che il manifatturiero tedesco patisce il rallentamento del commercio mondiale e l’apprezzamento del cambio dello scorso anno, fenomeni che sono in parte ciclici ma in parte strutturali.

La novità di questo mese che è segnalata indiscussamente dal PMI e IFO è il peggioramento del quadro nei servizi, sia pure da livelli ancora elevati.

Mentre in Francia le proteste dei giubbotti gialli spiegano la frenata dei servizi in Germania non ci sono fattori specifici in atto.

Siamo meno fiduciosi su di un significativo rimbalzo della crescita del PIL tedesco a fine del 2018.

Sospettiamo che la crescita stia rallentando in modo più duraturo al di là dei fattori temporanei che hanno depresso l’attività nel comparto auto in estate.

Le ragioni vanno ricercate nell’incertezza generalizzata a livello internazionale e nazionale. Il motivo precauzionale nei comportamenti di risparmio delle famiglie tedesche è storicamente più rilevante che altrove.

Detto questo, la Germania è l’unico paese avanzato nel mondo occidentale che può permettersi di fare leva sulla politica fiscale, in modo aggressivo, per sostenere la crescita e la domanda interna.

Le indagini PMI e IFO confermano le nostre stime di crescita del PIL in media dell’1,6% nel 2018 e ritornando alla tendenza (1,4 / 1,5%) già nel 2019, prima di quanto ci aspettassimo fino alla fine dell’estate.

Stati Uniti. L’indagine Business Leaders Survey condotta dalla NY Fed nel settore dei servizi del distretto registra modesta crescita, con un calo dell’indice di attività a 5,6 a dicembre, da 8,6 di novembre.

L’indice di fiducia corregge a -0.6 da 12,9, sui minimi da fine 2017, mentre le componenti relative al mercato del lavoro e ai prezzi sono poco variate, su livelli elevati.

Le aspettative a 6 mesi riflettono un andamento analogo a quello degli indici coincidenti, con un forte calo della fiducia a -11,8 da 0, e tutte le altre componenti positive e circa stabili rispetto a novembre.

Le domande speciali del mese riguardano le tendenze di salari e prezzi nel 2019 sia nel manifatturiero sia nei servizi e sono circa in linea con le indicazioni di aumenti moderati attesi per il 2018.

L’indagine segnala che il settore dei servizi, come il manifatturiero, è ancora in espansione moderata, ma anche che le imprese nutrono preoccupazioni per il clima di business.

Stati Uniti. I nuovi cantieri residenziali a novembre aumentano a 1,256 mln di unità ann., da 1,218 mln di ottobre (rivisto da 1,228 mln).

Il rialzo di novembre è dovuto a una variazione positiva e ampia nel segmento multifamiliare (+22,4% m/m), mentre nel segmento unifamiliare si registra la terza flessione consecutiva.

Le licenze sorprendono anche di più, con un balzo di +5% m/m, a 1,328 mln da 1,265 mln di ottobre, significativo per le unità multifamiliare, marginale per quelle unifamiliari.

I dati sono molto volatili e subiscono ampie revisioni da un mese all’altro. Per ora il trend degli investimenti residenziali resta debole e verso il basso.

Stati Uniti. La posizione della Casa Bianca sull’eventuale veto a leggi di spesa che non includano i 5 mld richiesti per finanziare il muro con il Messico è diventata più flessibile, come indicato in una conferenza stampa di ieri.

Secondo diversi esponenti repubblicani ci sarebbe ora la possibilità di un’estensione delle leggi attuali fino a febbraio, o alternativamente di un compromesso accettabile anche ai democratici.

La parziale chiusura degli uffici governativi il 21 dicembre è molto improbabile a questo punto.

Fonte: BONDWorld.it

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