Analisi Giornaliere

Intesa SanPaolo Flash: – ’ECOFIN e “meccanismo di inversione contabile dell’IVA”

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Intesa SanPaolo – All’ECOFIN odierno i ministri delle finanze saranno invitati ad approvare la proposta sul cosiddetto “meccanismo di inversione contabile dell’IVA” e una serie di aggiustamenti (“soluzioni rapide”) alle norme IVA dell’UE per risolvere problemi specifici in attesa dell’introduzione del nuovo sistema IVA.…..

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Ieri, il confronto informale sulla manovra italiana è stato molto negativo, risultando in chiari segnali che l’ipotesi di deficit costante a 2,4% per 3 anni sarebbe considerata una deviazione importante dal percorso di convergenza all’obiettivo di medio termine e, quindi, motivo di rigetto.

Dati ed eventi di ieri

Area euro. Rehn, Governatore della Banca di Finlandia e membro del Consiglio BCE, ha dichiarato che la situazione italiana è preoccupante. Ricordiamo che Olli Rehn è stato commissario per gli affari economici nel pieno della crisi sul debito (2009 – 2014).

Riguardo la politica monetaria, Rehn ha dichiarato che il processo di normalizzazione sarà assai graduale e che i tassi resteranno fermi sui livelli attuali almeno fin dopo l’estate del 2019.

Coeuré ha confermato che i tassi rimarranno sui livelli attuali fin dopo l’estate del 2019, dal momento che è necessario mantenere un ampio grado di stimolo monetario per accompagnare l’inflazione al target nel medio termine Coeuré ha sottolineato che la fase di espansione procede, anche se a ritmi più moderati rispetto alle attese, che il tasso di disoccupazione continua a calare e che stanno emergendo molto gradualmente pressioni sui prezzi interni.

Area euro. La seconda stima rivede al ribasso il PMI manifatturiero di settembre di un decimo a 53,2. Il PMI manifatturiero spagnolo, non incluso nella stima preliminare, è calato a 51,4 da 53. Il PMI italiano risulta poco variato a 50 da 50,1, sul livello più basso all’interno dell’area. Il PMI tedesco è stato confermato in calo a 53,7 da 55,9, mentre l’indice francese si è assestato a 52,5 da 53,5. L’andamento del PMI manifatturiero nei mesi estivi lascia pochi dubbi sul fatto che l’attività nel comparto cresce a ritmi assai più moderati che nella prima parte dell’anno.

Area euro. A sorpresa, il tasso di disoccupazione è calato a 8,1% da un precedente 8,2%, in larga misura su scia della discesa in Italia. Il tasso di disoccupazione continuerà calare nei prossimi mesi e potrebbe chiudere il 2018 appena al di sotto dell’8,0%, tornando sui livelli precrisi. Le indicazioni dalle indagini di fiducia sono di tenuta della dinamica occupazionale nonostante la crescita meno sostenuta.

Italia. La disoccupazione è calata a sorpresa ad agosto, a 9,7% da 10,2% di luglio (dato rivisto al ribasso di due decimi). Si tratta di un minimo da gennaio del 2012. Per la prima volta dopo due mesi di calo si è registrato un incremento degli occupati, pari a +69 mila unità (+0,3% m/m); di conseguenza il tasso di occupazione è salito di due decimi al 59%, un massimo da quando sono disponibili le serie mensili.

Il calo del tasso dei senza-lavoro è stato peraltro anche favorito da un ulteriore aumento degli inattivi (+46 mila unità ovvero +0,3% m/m). Un altro segnale positivo è il fatto che la creazione di lavoro non sia limitata ai contratti temporanei (+45 mila unità), ma abbia riguardato anche i dipendenti permanenti (+50 mila). Si è registrata invece una flessione dei lavoratori autonomi.

Su base annua, l’occupazione ha ripreso velocità, a +312 mila unità (+1,4% a/a, un ritmo superiore a quello del PIL), anche se il miglioramento tendenziale resta confinato ai contratti temporanei e ai lavoratori ultracinquantenni.

L’unica nota negativa viene dal lieve calo del tasso di disoccupazione giovanile, a 31% da 30,8% precedente. In effetti, nel mese la creazione di posti di lavoro è risultata concentrata tra gli ultra trentacinquenni.

Agosto è stato il primo mese di completa entrata in vigore del “decreto dignità”, che non sembra aver avuto i temuti effetti negativi sui contratti a termine e sui livelli occupazionali complessivi. In prospettiva, al netto della volatilità su base mensile, pensiamo che la disoccupazione possa mantenere un trend al ribasso nei prossimi mesi, in coerenza con i livelli ancora espansivi delle aspettative di famiglie e imprese sull’occupazione.

A nostro avviso, il rallentamento in atto del ciclo economico non è tale (almeno per ora) da determinare un’inversione di tendenza per la disoccupazione.

In tale contesto, la Legge di Bilancio per il 2019 non dovrebbe contenere misure che cambino sostanzialmente le condizioni del mercato del lavoro.

Stati Uniti. La spesa in costruzioni ad agosto aumenta meno delle attese, con una variazione di 0,1% m/m, ma il dato di luglio è rivisto verso l’alto, a +0,2% m/m, da +0,1% m/m.

La spesa privata corregge di -0,5% m/m, frenata sia dalla componente residenziale (-0,7% m/m), sia da quella non residenziale (-0,2% m/m). La spesa pubblica segna un incremento del 2% m/m, con variazioni di uguale entità per i segmenti residenziale e non residenziale.

Sulla base dell’uscita debole dal 2° trimestre e della dinamica contenuta di luglio e agosto, gli investimenti privati residenziali in estate dovrebbero ancora contribuire negativamente alla crescita del PIL.

Stati Uniti. L’ISM manifatturiero di settembre corregge a 59,8 da 61,3 di agosto, confermando un ritmo di espansione solido per il settore.

Lo spaccato dell’indagine è positivo, con aumento delle componenti produzione (63,9 da 63,3), occupazione (58,8 da 58,5), ordini all’export (56 da 55,2), e correzioni di nuovi ordini (a 61,8 da 65,1, sempre su un livello elevato) e prezzi pagati (a 66,9 da 72,1).

Recentemente, i dati dell’ISM sono stati più solidi rispetto alle indicazioni delle altre indagini e potrebbero preludere a ulteriori correzioni, che non modificherebbero comunque il quadro positivo dello scenario americano. Nell’ultimo anno i livelli dell’ISM si sono mantenuti intorno ai massimi dal 2004 (il picco della serie si era visto nel 1983).

Stati Uniti. Williams (NY Fed) ha detto che recentemente il tasso neutrale (r-star) ha “ricevuto troppa attenzione” e, con l’avvicinamento alla neutralità, i suoi segnali sono meno precisi. Quando la politica monetaria era ancora ampiamente accomodante, secondo Williams il tasso neutrale era un utile strumento per guidare i rialzi e dare guidance ai mercati.

Ora però il suo ruolo è molto ridimensionato e il FOMC navigherà a vista, riducendo le indicazioni sui tassi futuri. Rosengren (Boston Fed) ha detto che le conseguenze negative dell’attuale guerra commerciale sulla crescita cinese potrebbero trasmettersi agli Stati Uniti; pertanto questo rappresenta un fattore di rischio.

Per ora però Rosengren continua a ritenere opportuno continuare ad alzare i tassi dei fed funds fino a un livello “modestamente restrittivo”. Kashkari (Minneapolis Fed) invece mantiene la sua opinione dovish, secondo cui per ora non c’è motivo per alzare i tassi e portarsi verso una stance restrittiva, anche alla luce dei segnali della curva dei rendimenti che indica cautela.

Fonte: BONDWorld.it

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