Analisi Giornaliere

Intesa SanPaolo Flash: – Francia. La produzione industriale potrebbe avanzare

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Intesa San Paolo Francia. Ad agosto la produzione industriale potrebbe avanzare di 0,4% m/m da 0,7% m/m. Il comparto manifatturiero nel mese ha segnalato un deciso avanzamento del morale, mentre la produzione di energia ha registrato un aumento moderato dell’attività,…..

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a fronte di temperature medie superiori al dato storico di circa 1,5° tra luglio e agosto.

Se confermato, la variazione annua passerebbe a 1,5% da 1,8%, lasciando l’output in rotta per un balzo di 1,4% t/t nel terzo trimestre da -0,3% t/t del precedente.

▪ Italia. La produzione industriale è attesa in recupero su base congiunturale ad agosto. Tuttavia, il rimbalzo dovrebbe essere parziale (+1% dopo il -1,8% m/m di luglio), visto l’ulteriore rallentamento delle indagini di fiducia nel mese.

Potrebbe aver avuto un impatto anche il crollo del ponte Morandi a Genova. Su base annua, l’output dovrebbe comunque tornare in territorio positivo (+2,9%), dopo che a luglio era stato registrato il primo dato negativo da oltre due anni. In prospettiva, la tendenza dovrebbe rimanere espansiva ma su ritmi decisamente meno vivaci rispetto allo scorso anno.

▪ Stati Uniti. Il PPI a settembre è previsto in aumento di 0,2% m/m, dopo -0,1% m/m ad agosto, sia per l’indice headline , sia per quello core , con variazioni minime per alimentari ed energia.

A settembre dovrebbe esserci un rimbalzo fisiologico dopo un dato inaspettatamente debole e un ritorno sul trend moderato, spinto anche dal comparto del commercio.

I dati e gli eventi di ieri

Italia. L’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha espresso parere negativo sui nuovi obiettivi fiscali, a causa della “dimensione […] dell’impatto della manovra sul quadro macroeconomico”.

Inoltre, “disallineamenti rispetto alle stime del panel UPB e rischi al ribasso sulla crescita reale riguardano anche il biennio 2020-2021, periodo al di fuori dell’orizzonte di validazione”.

Anche Banca d’Italia, in occasione dell’audizione di Signorini, ha espresso critiche alle proiezioni contenute nel DEF.

In primo luogo, “se le tensioni registrate nelle ultime due settimane, e acuitesi negli ultimi giorni, non rientrassero, la spesa per interessi potrebbe risultare più elevata di quanto prefigurato nella Nota”, perché “si può stimare che, ai tassi attuali, già nel 2021 la spesa per interessi sarebbe superiore di circa 0,6 punti percentuali del prodotto rispetto alle previsioni fatte in aprile”.

Inoltre, “il disavanzo strutturale resterebbe su un livello elevato per un paese caratterizzato da un alto debito; non lascerebbe molti margini di azione nel caso in cui si rendesse necessario fronteggiare una nuova situazione di rallentamento ciclico”.

Riguardo all’effetto della manovra sulla crescita, “l’effetto espansivo di tale intervento dovrebbe essere limitato”, e “potrebbe essere ancora inferiore, o nullo, se il mancato aumento dell’IVA fosse già stato incorporato nelle aspettative delle famiglie”.

Dal fronte governativo, il ministro Savona ha aperto alla possibilità di modifiche se lo spread sfugge dal controllo, ma il ministro degli interni Salvini ha escluso qualsiasi modifica e quello del lavoro Di Maio ha rigettato le critiche perché verrebbero da persone non elette.

BCE. Vasiliauskas ha dichiarato che vede rischi elevati per la crescita mondiale e che questi derivano principalmente dalle politiche commerciali.

Il governatore della Banca di Lettonia ha anche sottolineato i rischi di una repentina restrizione delle condizioni finanziarie. Weidmann ha richiamato alla necessità di ristabilire ordine negli accordi commerciali internazionali.

Stati Uniti. Kaplan (Philadelphia Fed) ha detto che la Fed dovrebbe continuare ad alzare i tassi verso la neutralità, ma non sa ancora se sarà opportuno entrare in territorio restrittivo.

Al momento a suo avviso sarebbe appropriato muovere i tassi tre volte, da dicembre a giugno.

Secondo Kaplan il tasso di disoccupazione dovrebbe portarsi intorno al 3,5% entro fine 2019, mentre l’inflazione sarà spinta da fattori ciclici (dazi, risorse inutilizzate in calo), ma frenata da elementi strutturali disinflazionistici (per esempio, innovazione tecnologica e globalizzazione).

Kaplan prevede una crescita forte quest’anno, determinata anche dallo stimolo fiscale, e rallentamento nel 2019-20.

È possibile, secondo Kaplan, che un’accelerazione della produttività porti a un rialzo del tasso neutrale: diversi motivi giustificano rialzi dei tassi graduali e “pazienti”. Williams (NY Fed) ha ribadito la sua opinione secondo cui, con il sentiero dei rialzi previsti ora, i tassi raggiungeranno la neutralità “all’incirca nel prossimo anno”.

Williams prevede una crescita vicina al 3% nel 2018 e al 2,5% nel 2019. Secondo Williams, una volta raggiunta la neutralità, la Fed “sarà meglio posizionata” per rispondere a qualsiasi sviluppo successivo, con la capacità di reagire alle informazioni dei dati. Williams ha anche sottoscritto la visione di Powell, affermando che “l’argomento a favore di una forte forward guidance sta diventando meno cogente”, dato che con la normalizzazione della politica monetaria, “non sarà più chiaro se i tassi debbano salire o scendere”.

I discorsi successivi alla riunione del FOMC di settembre mostrano un ampio consenso (anche se non unanime) per il proseguimento sul sentiero di rialzi indicato nelle proiezioni, mirando a livelli dei tassi vicini alla neutralità, in attesa di ricevere informazioni dai dati sull’evoluzione del ciclo.

Il mercato si sta avvicinando alle proiezioni della Fed, con una riduzione della distanza fra future e grafico a punti.

Giappone. Gli ordini di macchinari core ad agosto sorprendono con un aumento di 6,8% m/m, dopo +11% m/m di luglio, con indicazioni di netta accelerazione rispetto al 2° trimestre. La variazione degli ordini è diffusa alla maggior parte dei settori.

I dati danno supporto a una previsione di espansione degli investimenti non residenziali nella seconda metà dell’anno, pur in presenza di debolezza delle esportazioni collegata alla minor forza della crescita globale.

Fonte: BONDWorld.it

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