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Intesa SanPaolo Flash: – Francia. L’indice di fiducia dei consumatori a gennaio è atteso recuperare

Intesa SanPaolo – Francia. L’indice di fiducia dei consumatori a gennaio è atteso recuperare due punti a 89 da 87 di gennaio……..

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Dopo le proteste dei gilet gialli, le rassicurazioni di Macron e le iniziative prese dal suo Governo per tranquillizzare le fasce più deboli della popolazione dovrebbero supportare il morale a gennaio.

Il livello dell’indice però è rapidamente scivolato in pochi mesi su livelli ai minimi da tre anni.

– Regno Unito. La Camera dei Comuni voterà oggi sulla mozione del governo sulla Brexit, imperniata sulla riproposizione dell’accordo già respinto, e su alcuni degli emendamenti proposti dai parlamentari nei giorni scorsi.

Uno, presentato da G. Brady e sostenuto dalla premier May, chiede di sostituire il backstop per l’Irlanda con “accorgimenti alternativi”.

Altri, come quello proposto dalla laburista Y. Cooper, imporebbero al governo di chiedere un’estensione dell’art. 50 fino al 31/12/2019 se l’accordo fosse nuovamente bocciato dal parlamento, in modo da consentire a quest’ultimo di concordare un’altra proposta.

Riguardo all’estensione, però, l’approvazione da parte dell’UE di una proroga oltre la data delle elezioni europee (o della convocazione del Parlamento Europeo) è plausibile soltanto se motivata da un radicale cambiamento politico nel Regno Unito sulla questione Brexit.

Sabine Weyand, vice di Barnier nei negoziati, ha avvisato che l’accordo è chiuso e non più negoziabile, esprimendo pessimismo riguardo alla possibilità che dalla pluralità di opposizioni emerga una maggioranza a favore di una soluzione. In effetti, anche i voti odierni potrebbero rivelarsi alla fine inconcludenti.

– Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a gennaio è prevista in calo a 127 da 136,7 di dicembre, con una correzione analoga a quella vista per l’indice dell’Univ. of Michigan.

La flessione dovrebbe riguardare sia l’indice corrente sia quello delle aspettative.

Riteniamo che con la conclusione dello shutdown , il ritorno alla normalità dovrebbe riportare la fiducia verso l’alto, e limitare gli effetti della chiusura degli uffici governativi a una correzione temporanea e limitata al 1° trimestre, sempre che i negoziati in corso portino a un compromesso accettabile a entrambe le parti.

I dati e gli eventi di ieri

Stati Uniti. Il Congressional Budget Office (CBO) ha pubblicato lo scenario economico e di budget per il 2019-2029.

Come atteso, il quadro fiscale americano dovrebbe continuare a deteriorarsi, con deficit e debito su livelli elevati e crescenti. Il deficit/PIL è previsto fra 4,1% e 4,7% nel decennio.

Il CBO ha rivisto verso il basso il sentiero del deficit in seguito a modifiche alle spese per emergenze attuate con atti legislativi nel 2018, tuttavia la dinamica della spesa rimane elevata.

Il rapporto uscite/PIL dovrebbe passare dall’attuale 20,8% al 23% nel 2029, in parte sulla scia dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle componenti previdenza e sanità, oltre che di quella del costo degli interessi.

Dal lato delle entrate, il CBO prevede un incremento dal 16,5% del 2019 al 18,3% nel 2029.

Questo trend verso l’alto è il risultato della fine di molte misure espansive introdotte con la riforma tributaria, che potrebbero essere estese alla scadenza determinando un andamento anche meno virtuoso del deficit.

Il debito/PIL è previsto in costante aumento, fino a toccare il 93% nel 2029, e il 150% nel 2049. Il CBO segnala rischi per una crescita del debito anche più rapida se verranno confermate alcune misure temporanee ora in vigore.

Per quanto riguarda l’economia, il CBO prevede una crescita del 2,3% nel 2019, in ulteriore rallentamento all’1,7% negli anni successivi, in linea con il potenziale.

Il CBO sottolinea gli effetti del rallentamento della crescita della forza lavoro sul tasso di crescita potenziale.

L’analisi del CBO mette in risalto le future difficoltà della politica fiscale che dovrà fronteggiare un rallentamento della crescita potenziale insieme a un incremento della spesa sia primaria, sia per interessi.

Per ora, il Congresso continua a ignorare i vincoli futuri legati alla sostenibilità del debito, che però diventeranno più rilevanti con il rallentamento della crescita e la normalizzazione dei tassi di interesse.

Stati Uniti. Il CBO ha anche pubblicato una stima degli effetti dello shutdown appena concluso (https://www.cbo.gov/system/files?file=2019-01/54937-PartialShutdownEffects.pdf ).

Secondo il CBO, la chiusura degli uffici federali e il rinvio di circa 18 mld di dollari di spese (inclusi gli stipendi dei dipendenti) dovrebbe determinare una perdita di PIL reale di circa 3 mld nel 4° trimestre 2018, con una riduzione del PIL pari a -0,1 pp.

Sul 1° trimestre l’effetto negativo è stimato in 8 mld di dollari, incorporando anche il rimbalzo di attività successivo alla riapertura degli uffici.

L’effetto sulle variazioni trimestrali annualizzate sarebbe di -0,2 pp nel 4° trimestre 2018, -0,4 pp nel 1° trimestre 2019, +1 pp nel 2° trimestre, circa zero nel 3° e -0,3 pp nel 4°.

Il CBO proietta un effetto complessivo marginale sulla crescita annua, pari a -0,02 pp, sottolineando però che ci saranno ampie differenze nelle conseguenze su singoli individui e imprese.

Fonte: BONDWorld.it

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