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Intesa SanPaolo Flash: Francia. L’indice di fiducia presso le imprese manifatturiere è atteso migliorare

Intesa SanPaolo – Francia. L’indice di fiducia presso le imprese manifatturiere elaborato dall’INSEE è atteso migliorare a dicembre a 106 da 105. Nel mese dovrebbe aversi un recupero dell’attività corrente nel settore auto. L’andamento del manifatturiero si è rivelato volatile in questa chiusura d’anno……

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– Francia. La spesa per consumi è attesa crescere a novembre dello 0,4% m/m dopo 0,8% m/m.

Nel mese le vendite di auto dovrebbero essere tornate a crescere per il secondo mese stando ai registri di immatricolazione dopo il crollo di settembre.

Anche le vendite negli altri settori merceologici dovrebbero essere cresciute.

Se confermato, la variazione annua passerebbe a 1,3% da 0,9% lasciando le vendite in rotta per avanzamento di appena 0,1% t/t nell’ultimo trimestre da 0,4% t/t precedente.

– Area euro. La fiducia delle famiglie dovrebbe recuperare a dicembre parte del forte calo del mese scorso e risalire a -3,3 da -3,9. L’indice rimane in ogni caso ampiamente al di sopra della media di lungo termine.

– Italia. La fiducia di famiglie e imprese potrebbe continuare a deteriorarsi a dicembre, sulla scia, come avvenuto negli ultimi mesi, soprattutto delle indicazioni sul clima economico nazionale, particolarmente in chiave prospettica (verosimilmente, sta cominciando a pesare, soprattutto dal lato delle imprese, l’incertezza sulle prospettive fiscali e finanziarie del Paese).

Il morale dei consumatori potrebbe calare per il secondo mese, a 114 da 114,8 di novembre, su maggiori preoccupazioni per la tenuta del mercato del lavoro.

L’indice composito di fiducia delle imprese potrebbe scivolare ancora, ma solo lievemente, a 100,9 da 101,1; l’indagine nel manifatturiero potrebbe evidenziare una flessione a 104 da 104,4; viceversa, si potrebbe vedere un rimbalzo nei servizi.

In sintesi, i livelli degli indici di fiducia dei consumatori e delle imprese delle costruzioni restano espansivi, mentre quelli del morale delle aziende dei servizi e manifatturiere segnalano una sostanziale stagnazione dell’attività produttiva.

– Stati Uniti. La terza stima del PIL del 3° trimestre dovrebbe essere invariata e registrare una variazione di 3,5% t/t ann.

I dati e gli eventi di ieri

Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed a dicembre corregge a 9,4 da 12,9.

Lo spaccato dell’indagine è misto: le consegne calano a 10 da 21,6, mentre gli ordini aumentano a 14,5 da 9,1 e gli ordini inevasi salgono a 9,7 da -4,8. Anche gli occupati sono in crescita più sostenuta, a 18,3 da 16,3.

I prezzi pagati sono poco variati a 38 da 39,3, mentre quelli ricevuti salgono a 26,2 da 21,9.

Gli indici a 6 mesi non hanno un trend definito, con l’indice di attività in rialzo a 31,7 da 27,2, i nuovi ordini a 41,2 da 46,5 e la spesa in conto capitale pressoché invariata.

Le domande speciali del mese riguardano le aspettative sui costi degli input e del lavoro. Le imprese riportano previsioni di rialzi salariali del 2,8% e delle assicurazioni sanitarie di 4,5%.

I costi delle materie prune e dei beni intermedi sono previsti in aumento di 3,2% e 2,4%, rispettivamente.

Nel complesso l’indagine segnala crescita corrente modesta nel settore manifatturiero, ma anche aspettative di proseguimento dell’espansione sull’orizzonte a sei mesi, su ritmi apparentemente più solidi di quelli attuali.

Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 15 dicembre aumentano a 214mila da 206 mila della settimana precedente.

I dati sono relativi alla settimana di rilevazione dell’employment report di dicembre e segnalano il persistente eccesso di domanda sul mercato del lavoro.

Stati Uniti. Il rischio di una chiusura parziale degli uffici governativi domani è aumentato enormemente.

Dopo il passaggio al Senato di un’estensione delle leggi di spesa in scadenza senza i 5 mld per il finanziamento del muro voluto da Trump, il presidente ha detto che avrebbe imposto il veto, cambiando posizione rispetto al giorno precedente.

La Camera ha quindi modificato il testo delle leggi inviate dal Senato, includendo 5,7 mld di dollari per il muro con in Messico.

Oggi questa versione tornerà al Senato per il voto, ma è certo che non passerà per l’opposizione dei democratici e la mancanza dei voti necessari all’approvazione (60).

Anche una possibile ricerca di mediazione fra i partiti, visti i tempi strettissimi, lascia poco spazio per una soluzione che eviti la parziale chiusura degli uffici federali dalla mezzanotte di oggi.

La mancanza di finanziamento riguarderebbe nove agenzie federali su 15, inclusi, fra gli altri, i ministeri del Tesoro, della giustizia, degli interni del commercio, dei trasporti, della sicurezza interna.

Secondo il WSJ più di 380 mila dipendenti sarebbero messi in aspettativa non pagata, mentre circa 420 mila sarebbero precettati a lavorare senza stipendio per motivi di sicurezza (dipendenti dell’FBI, guardia costiera).

Oltre alla turbolenza e alla perdita di produzione generate dalla chiusura degli uffici, i periodi di shutdown del passato hanno aggiunto costi rilevanti (1,4 mld per i 21 giorni del 1996, 2 mld per i 16 giorni del 2013).

Dato che la scadenza delle leggi cade alla vigilia di un week-end, gli effetti di una eventuale chiusura si sentirebbero a partire dalla prossima settimana, lasciando qualche margine di manovra per i negoziati politici nei prossimi due giorni, anche dopo la mezzanotte di oggi.

La turbolenza collegata al rischio di chiusura degli uffici federali si aggiunge allo shock politico generato dalle dimissioni del ministro della difesa Mattis, seguito all’annuncio del ritiro delle truppe americane dalla Siria e dall’Afghanistan.

 Giappone. Il CPI nazionale a novembre aumenta dello 0,8% a/a, da 1,4% a/a di ottobre. L’indice core (al netto degli alimentari freschi) aumenta di 0,9% a/a.

Anche l’indice “core-core” (ex- alimentari freschi ed energia) rallenta, a 0,3% a/a, da 0,4% a/a di ottobre. Il sentiero atteso dell’inflazione nei prossimi trimestri è di ulteriore indebolimento.

Dopo qualche mese di quasistabilità sui livelli attuali (dicembre e gennaio), il trend previsto per l’inflazione core (obiettivo della BoJ) è chiaramente verso il basso e potrebbe tornare vicino a zero dopo aprile quando sono previste riduzioni delle tariffe della telefonia mobile.

Fonte: BONDWorld.it

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