Analisi Giornaliere

Intesa SanPaolo Flash: – Germania. Ad ottobre la disoccupazione tedesca dovrebbe essere rimasta ferma

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Intesa SanPaolo – Germania. Ad ottobre la disoccupazione tedesca dovrebbe essere rimasta ferma al 5,1%, ai minimi storici (record ormai battuto mese dopo mese da due anni in qua)……

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In media annua la disoccupazione è attesa calare nel 2018 a 5,2% da 5,7% del 2017. Il mercato del lavoro tedesco è giunto al pieno impiego e il tasso di partecipazione è ai massimi storici.

– Germania. La stima flash dai Länder dovrebbe indicare che a ottobre i prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,1% m/m sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata.

L’inflazione è attesa accelerare di due decimi sulla misura nazionale al 2,4% e di un decimo sulla misura armonizzata sempre al 2,4%. Nei prossimi mesi, l’inflazione tedesca dovrebbe stabilizzarsi sui livelli recenti.

– Area euro. A ottobre l’indice di fiducia economica ESI elaborato dalla Commissione Europea è atteso in calo a 110,2 da 110,9 su scia di un diffuso peggioramento di morale.

L’indice per l’industria è visto in discesa a 4,0 da 4,7, in linea con indagini nazionali e PMI nel mese, mentre l’indice per i servizi potrebbe scendere a 14,0 da 14,6.

La seconda stima dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Eurozona è atteso confermare la lettura preliminare a -2,7 da -2,9 di settembre.

– Area euro. La stima preliminare dovrebbe mostrare una crescita del PIL dello 0,4% t/t nel trimestre estivo, come nei mesi primaverili.

La tendenza annua è attesa rallentare all’1,8% da un precedente 2,1%. In Francia, il PIL ha recuperato la debolezza del trimestre precedente, accelerando a 0,4% t/t da 0,2%.

La domanda finale interna ha contribuito per 0,5% e il canale estero per 0,1%, mentre la variazione delle scorte spiega la differenza.

La crescita acquisita è pari a 1,5%. In Italia, la stima preliminare del PIL relativa al 3° trimestre dovrebbe mostrare un rallentamento sia su base congiunturale (a 0,1% da 0,2% t/t) che tendenziale (a 0,9% da 1,2% a/a).

La crescita dovrebbe essere venuta dai servizi, in presenza di un apporto circa nullo da industria e costruzioni. Come già accaduto nella prima metà dell’anno, il commercio estero dovrebbe aver frenato il PIL.

Dunque l’espansione continuerà a venire dalla domanda interna, ma ancora una volta potrebbero aver giocato un ruolo non secondario le scorte.

I rischi sull’orizzonte di crescita, e sulla nostra stima per l’intero 2018 (1,1%), sono a nostro avviso verso il basso.

– Francia. La spesa per consumi a settembre potrebbe correggere di -0,3% m/m, dopo il +0,8% m/m di agosto.

Nel mese le immatricolazioni di veicoli sono crollate dopo la fiammata di agosto e dovrebbero pertanto aver dato un contributo decisamente negativo.

La variazione annua passerebbe a 0,3% da 1,3%. I consumi risulterebbero comunque in aumento dell’1,0% t/t nel terzo trimestre da -0,3% t/t del secondo (il dato più forte da cinque trimestri).

– Italia. La fiducia di imprese e famiglie potrebbe essere tornata a calare a ottobre dopo il recupero di settembre.

L’indice composito diffuso dall’Istat è visto a 103,3 da 103,7 precedente. Nel manifatturiero, l’indice dovrebbe calare a 105 da 105,7 di settembre.

La fiducia dei consumatori è attesa a 115 da 116 precedente. Sul morale potrebbe aver pesato la recrudescenza delle tensioni sui mercati finanziari.

– Spagna. La stima flash dovrebbe mostrare l’inflazione stabile al 2,3% a ottobre. Nel mese il rialzo dei prezzi dovrebbe essere guidato dal rimbalzo dei prezzi core .

Nei prossimi mesi l’inflazione spagnola dovrebbe assestarsi sui livelli recenti per poi calare all’1,9% a inizio anno al venir meno dell’effetto base positivo dall’energia, solo in parte compensato dal rialzo dei prezzi core .

– Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a ottobre è attesa in calo a 136 da 138,4 di settembre.

Nonostante il continuo miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, gli indici di fiducia dovrebbero risentire della volatilità dei mercati e del rialzo dei tassi.

L’indice del Conference Board è sui massimi dall’autunno del 2000, sulla scia di un continuo rialzo dell’indice delle condizioni correnti, e ha seguito un trend molto più forte dell’indice dell’Univ. of Michigan.

Nei prossimi mesi si dovrebbe vedere una stabilizzazione su livelli sempre elevati, ma più contenuti.

I dati e gli eventi di ieri

Germania. A sorpresa, dopo la débacle della CDU alle elezioni regionali in Baviera e Assia, Merkel ha annunciato che si dimetterà dalla guida dei cristiano-democratici e che non si candiderà alle elezioni del 2021.

La cancelliera, che ha guidato la Germania negli ultimi tredici anni, ha perso popolarità già alle elezioni di settembre 2017, quando la CDU ottenne il minor numero di voti dal 1949.

Il disastroso risultato in Assia (dove il partito ha registrato il peggior risultato dal dopoguerra (passando dal 38% del 2013 al 27,4% di domenica 28 ottobre) riflette le divisioni interne alla coalizione di governo, che corre un rischio sempre più concreto di non arrivare al termine della legislatura.

Anche prima dell’annuncio delle dimissioni di Angela Merkel, diversi candidati erano emersi come possibili sostituti.

Tra di loro, Kramp-Karrenbauer, segretario generale del partito, è ampiamente considerato l’erede. Jens Spahn, il ministro della salute, e Friedrich Merz, già capo del gruppo parlamentare del CDU, sono altri due possibili candidati.

Stati Uniti. La spesa personale a settembre aumenta di 0,4% m/m, dopo +0,5% m/m di agosto (rivisto da 0,3% m/m), grazie soprattutto ai consumi di beni durevoli (in aumento di 1,8% m/m in termini reali).

La forza dei consumi nel 3° trimestre era già emersa dalla stima advance del PIL pubblicata il 26 ottobre, quindi non sorprende.

Il reddito personale rallenta e segna una variazione di 0,2% m/m, dopo 0,4% m/m di agosto (rivisto da 0,3% m/m), con un rallentamento della dinamica delle retribuzioni (in aumento di 0,2% m/m dopo +0,5% m/m di agosto), in parte spiegato dalla crescita di occupati più contenuta rispetto ai mesi precedenti sulla scia degli effetti dell’uragano Florence.

Il tasso di risparmio cala a 6,2% da 6,4% di agosto, e torna sul livello di dicembre 2017, dopo molti mesi di rialzi collegati alla riforma tributaria. Il deflatore dei consumi aumenta di 0,1% m/m (2% a/a); il deflatore core è in rialzo di 0,2% m/m (2% a/a), più di quanto visto con il CPI per via degli arrotondamenti (la variazione è di 0,153% m/m).

I prezzi dei servizi sono in rialzo moderato, con sanità e abitazione su trend in modesto calo dalla primavera. Nonostante la forte crescita e la riduzione delle risorse inutilizzate, l’inflazione core non dà segni di significativa ripresa e si mantiene intorno al 2% da mesi.

Giappone. Il tasso di disoccupazione a settembre cala a 2,3% da 2,4% di agosto, e conferma il continuo miglioramento del mercato del lavoro.

La forza lavoro ha registrato un calo di 40 mila persone, gli occupati sono aumentati di 30 mila e i disoccupati hanno registrato una variazione di -70 mila.

La partecipazione ha segnato una correzione di un decimo a 61,5%, ma resta su un trend verso l’alto, che dovrebbe proseguire grazie alle riforme del governo mirate soprattutto ad incrementare la partecipazione femminile e quella della coorte oltre i 65 anni.

Il jobs to applicant ratio aumenta a 1,64 a settembre, da 1,63, toccando il massimo da gennaio 1974 e confermando la situazione di crescente eccesso di domanda.

Fonte: BONDWorld.it

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