BondWorld.it
Intesa SanPaolo Indice ISM

Intesa SanPaolo Flash: Germania e gli ordini all’industria

Intesa SanPaolo – Germania. Gli ordini all’industria a marzo aumentano di 0,6% m/m, recuperando solo in parte il crollo di -4,0% m/m di febbraio e -2,1% m/m di gennaio……..

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


La ripresa è spiegata dagli ordini esteri, che rimbalzano di 4,2% m/m, spinti sia dalla componente eurozona (+8,6% m/m) sia da quella ex-euro (+1,4% m/m).

Gli ordini domestici sono in calo di -4,2% m/m, terza contrazione consecutiva.

Gli ordini di beni capitali sono in rialzo di 1,1% m/m, sulla scia della forte crescita della domanda dall’a zona euro (15,4% m/m), e calano di -6,5% m/m a livello domestico.

Per i beni di consumo, sono in rialzo sia gli ordini domestici (+1,1% m/m) sia quelli esteri (10,4% m/m).

Su base tendenziale, gli ordinativi esteri sono in contrazione di -5,3% a/a, un po’ meno rispetto agli ordinativi domestici (-7,1% a/a).

Le indagini congiunturali Ifo e Commissione Europea segnalano che la debolezza della domanda di beni manufatti tedeschi si è estesa anche al mese di aprile.

Intesa SanPaolo – Area euro. La Commissione pubblica le previsioni di primavera, che costituiscono il punto di partenza per la valutazione dei programmi di stabilità e quindi delle raccomandazioni estive.

Osservata speciale sarà ancora una volta l’Italia, per la quale la Commissione dovrebbe rivedere al ribasso la precedente stima sul deficit 2019 (2,9% nelle previsioni d’autunno), a seguito degli aggiustamenti di dicembre alla legge di bilancio, ma al rialzo la proiezione sul deficit 2020 (3,1% nelle stime precedenti), che non incorporerà l’aumento dell’IVA o eventuali misure alternative ancora non specificate: secondo le stesse stime del Governo, il tendenziale al netto delle clausole di salvaguardia e considerando le spese a politiche invariate si aggira attorno al 3,4%.

Di conseguenza anche i numeri sul debito, visto in precedenza poco variato al 131% del PIL nel biennio, saranno con ogni probabilità rivisti al rialzo.

Anche il FMI nel suo Fiscal Monitor ha stimato un deficit 2020 al 3,4% del PIL, prevedendo altresì un incremento del rapporto debito/PIL in controtendenza rispetto a tutti gli altri paesi dell’area euro.

Fonti di stampa riferiscono della possibilità che la Commissione possa inviare una lettera al Governo italiano chiedendo spiegazioni sull’evoluzione negativa del debito.

Intesa SanPaolo – I dati e gli eventi di ieri

Area euro. Il PMI composito per il mese di aprile è stato rivisto a 51,5 dal preliminare di 51,3, riducendo così a un solo decimo il calo rispetto al mese di marzo.

L’indice per i servizi è stato rivisto da 52,5 a 52,8, per effetto del ritocco al rialzo dell’indice tedesco.

Il livello del PMI composito è coerente con un tasso di crescita del PIL di +0,2% t/t (valore centrale), e una probabilità di variazione trimestrale negativa inferiore al 23%.

Il PMI dei servizi è stato decisamente al di sotto delle attese in Italia (50,4 da 53,1) e in Spagna (53,1 da 56,8).

Area euro Le vendite al dettaglio sono rimaste invariate a marzo dopo l’aumento di 0,5% t/t del mese precedente.

Il trimestre chiude con una crescita di 0,7% t/t come nei mesi autunnali. La crescita acquisita per il trimestre primaverile è di 0,2% t/t.

Intesa SanPaolo – Stati Uniti. In una conferenza stampa congiunta a cui hanno partecipato anche il consigliere economico Kudlow e il consigliere per il commercio Navarro, il segretario del Tesoro Mnuchin e il rappresentante del commercio Lighthizer hanno discusso gli ultimi sviluppi dei negoziati con la Cina e reiterato la minaccia di Trump di alzare al 25% i dazi su 200 mld di import dalla Cina già questo venerdì.

Lighthizer ha indicato che negli ultimi giorni c’era stato un arretramento della Cina riguardo ad accordi impegni che erano già stati presi, che segnalava la volontà di rinegoziare alcuni dei punti già concordati.

L’intervento di Mnuchin e Lighthizer rende più credibili le affermazioni di Trump, che evidentemente riflettevano un cambiamento di rotta nelle trattative e non solo una strategia negoziale del presidente.

Secondo il WSJ una parte delle nuove divergenze fra le parti riguarda anche le modalità di presentazione al pubblico di un eventuale accordo, con gli USA che intenderebbero annunciare tutte le misure incluse, e la Cina intenzionata invece a dare solo una sintesi, in modo da non evidenziare tutte le concessioni previste.

Un altro punto di disaccordo riguarda l’eliminazione dei dazi in essere, che gli USA intendono mantenere almeno in parte come garanzia per incentivare il rispetto degli impegni.

La Cina ha risposto in modo cauto alla svolta pubblica dal lato americano e gli incontri a Washington con la delegazione cinese non sono stati cancellati, ma posposti di un giorno, da mercoledì a giovedì. Mnuchin ha confermato che il programma era di annunciare a breve un summit fra i due presidenti.

Gli incentivi per entrambe le parti a raggiungere un accordo restano alti, anche se l’aumento di incertezza in questo stadio finale dei negoziati non era previsto.

La probabilità di una conclusione positiva rimane a nostro avviso lo scenario centrale.

Stati Uniti. Harker (Philadelphia Fed) mantiene la previsione di un rialzo dei tassi nel 2019 e uno nel 2020, ma sottolinea che l’inflazione potrebbe modificare il suo scenario centrale. Harker ha affermato come altri partecipanti al FOMC e in linea con

Powell, che probabilmente il rallentamento dell’inflazione è dovuto a fattori transitori, ma che andrà monitorato. Kaplan (Dallas Fed) ha detto che la politica monetaria al momento è appropriata e la Fed dovrà seguire con attenzione l’andamento dell’inflazione, anche se per il momento a suo avviso non ci sono motivi per ridurre i tassi.

Il presidente della Dallas Fed ha sottolineato che con tassi su livelli così bassi è anche opportuno seguire da vicino il sentiero del debito, confermando le preoccupazioni riguardo all’indebitamento delle imprese.

Kaplan ha detto che ora non ha un bias per la direzione futura dei tassi

Stati Uniti. La Fed ha pubblicato il Financial Stability Report in cui segnala preoccupazione per la crescita del debito più rischioso delle imprese, in particolare prestiti garantiti in forte rialzo in una fase di riduzione dei requisiti di credito da parte dei creditori.

Fonte: BondWorld.it

Articoli Simili

Intesa Sanpaolo: Germania gli ordini all’industria sono cresciuti

Redazione

Intesa Sanpaolo: Area euro disoccupazione è prevista in crescita

Redazione

Intesa Sanpaolo: Area euro PMI servizi dovrebbe confermare il calo

Redazione