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Intesa SanPaolo Flash: – Germania. La produzione industriale a dicembre registra un calo

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Intesa SanPaolo – Germania. La produzione industriale a dicembre registra un calo di -0,4% m/m, contro attese per un rialzo di 0,8% m/m. Il dato segue un calo di -1,3% m/m a novembre (rivisto al rialzo da -1,9%)……..

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Si registra una forte contrazione nelle costruzioni, -4,1% m/m, mentre il manifatturiero è in rialzo di +0,2% m/m, dopo due mesi di contrazioni.

Il calo di dicembre riflette una contrazione della produzione nei beni intermedi (-0,4% m/m) e beni di consumo (0,5% m/m) solo in parte compensata da un aumento della produzione di beni capitali di 0,9% m/m.

Il dato di dicembre lascia la produzione in calo di 1,6% t/t rispetto al trimestre precedente e indica rischi verso il basso alla nostra stima di stagnazione del PIL tedesco a fine 2018.

– Spagna. La produzione industriale è attesa in aumento dell’1,0% m/m a dicembre dopo il calo di 1,5% m/m del mese precedente.

Se confermato, il dato lascerebbe la produzione circa invariata a fine 2018 come nei mesi estivi.

– Area euro. La Commissione Europea pubblica le Previsioni Economiche d’Inverno 2019. Si tratta di una valutazione intermedia dello scenario macro e delle prospettive di finanza pubblica.

Ci aspettiamo revisioni al ribasso delle stime di crescita Eurozona dall’ottimistico 1,9% di autunno.

Anche le previsioni di inflazione dovrebbero essere riviste al ribasso.

Per l’Italia, secondo indiscrezioni di stampa, la stima sul PIL dovrebbe essere tagliata drasticamente allo 0,2%, un valore nettamente inferiore non solo alle precedenti stime di novembre (1,2%) o alle previsioni ufficiali del governo di dicembre (1%), ma anche rispetto alle recenti proiezioni di Banca d’Italia e FMI (0,6%). Il dato includerebbe gli effetti della manovra di bilancio.

Nel frattempo anche l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha tagliato le stime di crescita, a 0,4% nel 2019 e 0,8% nel 2020 (stima che non incorpora l’attivazione delle clausole Iva); l’UPB sottolinea però che le previsioni sono soggette a rischi verso il basso.

I dati e gli eventi di ieri

Stati Uniti. La bilancia commerciale a novembre registra una sorprendente chiusura del deficit, che si restringe a -49,3 mld di dollari, da -55.5 mld (rivisto da -55,5 mld).

I dati mostrano una netta contrazione delle importazioni, -2,9% m/m, in controtendenza rispetto al recente trend positive. Anche l’export è in calo, ma a un ritmo più contenuto (-0,6% m/m).

In termini reali, i dati mostrano una variazione negativa sul trimestre precedente che potrebbe determinare un marginale contributo positivo alla crescita complessiva del PIL, legato però al rallentamento delle importazioni e probabilmente transitorio.

Una parte significativa della chiusura del deficit a novembre deriva comunque dall’effetto prezzo del petrolio. Il deficit dei beni per paese mostra un ulteriore allargamento del deficit con la Cina rispetto all’anno precedente.

Stati Uniti. Una stima parziale della crescita della produttività nel 4° trimestre mostra un miglioramento rispetto al 3° trimestre.

I dati pubblicati sono costruiti sulla base di informazioni dal lato dell’offerta (ore lavorate, output, salari orari) e mostrano per il manifatturiero un’accelerazione a 1,3% t/t da 1,1% t/t dell’estate.

I dati basati sulle informazioni dei conti nazionali per il 3° trimestre danno una variazione della produttività di 2,3% t/t; per il 4° trimestre la stima del PIL non è ancora disponibile per via dello shutdown .

Stati Uniti. I negoziati per trovare un accordo sulle leggi di spesa che hanno causato lo shutdown proseguono a porte chiuse fra i 17 membri della commissione bipartisan formata due settimane fa.

I democratici sembrano disposti ad accettare qualche forma di finanziamento per nuove barriere su una parte del confine con il Messico.

La leadership di entrambi i partiti si dice fiduciosa di poter raggiungere un accordo in modo da avere la legge approvata entro la scadenza del 15 febbraio.

Una soluzione al problema delle leggi di spesa potrebbe quindi essere annunciata nei prossimi giorni.

L’eliminazione del rischio di un nuovo shutdown sarebbe positiva, in una fase in cui restano aperti altri fronti di significativa incertezza politica: il 1° marzo scade la tregua sui dazi con la Cina e ritorna in vigore il limite del debito.

Inoltre entro metà febbraio il segretario del commercio Ross dovrebbe pubblicare il rapporto preparato dall’US Trade Representative per valutare le minacce alla sicurezza nazionale delle importazioni di auto.

Stati Uniti. Powell nel discorso di ieri non ha toccato temi legati alla strategia di politica monetaria né allo scenario economico, ma ha sottolineato l’importanza dell’indipendenza della Fed dalla politica.

Fonte: BONDWorld.it

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