Analisi Giornaliere

Intesa SanPaolo Flash: Germania. La produzione industriale ad agosto ha deluso

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Intesa San Paolo – Germania. La produzione industriale ad agosto ha deluso le aspettative di recupero, e ha segnato un calo di -0,3% m/m (consenso: +0,4% m/m), dopo le correzioni di luglio (-1,1% m/m) e giugno (-0,7% m/m)….

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Il dato di agosto sorprende, alla luce del miglioramento dell’IFO e degli ordini all’industria, che nel mese hanno visto un balzo di 0,8% m/m. La flessione di agosto è in prevalenza dovuta al settore delle costruzioni (-1,8% m/m).

Al netto delle costruzioni, la produzione è invariata su base mensile, con manifatturiero ed estrattivo in calo di -0,1% m/m e l’energia in rialzo di 1,3% m/m. La variazione annua passa da +1,6% a/a di luglio a -0,4% a/a di agosto.

Con il dato di agosto la produzione è in rotta per un calo di nel 3° trimestre, dopo il rialzo di 0,4% t/t della primavera.

A settembre l’attività nel comparto dovrebbe rimbalzare, ma il cattivo ingresso nel trimestre ha ormai impostato negativamente l’andamento della produzione estiva.

– Stati Uniti. Mercato obbligazionario chiuso per festività federale (Columbus Day), mercati azionari aperti.

I market mover della settimana

Nella zona euro sono in calendario i dati di produzione industriale di agosto. Nell’eurozona, l’avanzamento dovrebbe essere almeno di 0,4% m/m, stesso ritmo che dovrebbe vedersi in Germania e Francia.

In Italia il recupero dovrebbe invece essere più robusto (+1% m/m da -1,8% m/m).

Le seconde stime di settembre, infine, dovrebbero confermare l’inflazione in accelerazione in Germania al 2,2% da 1,9% e in rallentamento di un decimo al 2,5% da 2,6% in Francia.

I dati in uscita negli Stati Uniti riguarderanno i prezzi di settembre. Le variazioni di CPI, PPI e prezzi all’import di settembre dovrebbero mantenersi moderate, in linea con i trend dei rialzi intorno allo 0,2% m/m per tutti gli indici.

In settimana continuerà il flusso di discorsi dalla Fed, con un’agenda fitta di interventi da parte di presidenti regionali.

I dati e gli eventi di venerdì 

Italia. La Commissione Europea ha reagito alla notifica dell’intenzione di rivedere gli obiettivi di bilancio dei prossimi anni con una lettera nella quale si nota che “gli obiettivi di bilancio rivisti dell’Italia sembrano puntare verso una significativa deviazione dal percorso fiscale raccomandato dal Consiglio” e che ciò è “fonte di seria preoccupazione”. Q

uindi, la Commissione Europea chiede “alle autorità italiane di assicurarsi che la bozza di legge di bilancio sia coerente con le regole fiscali comuni” e attende “di vedere nel dettaglio le misure che conterrà”.

La lettera è un primo avvertimento che la proposta di budget 2019 sarà respinta, se non sarà rivista in modo da includere una correzione strutturale del deficit.

La Commissione ricorda la richiesta che il tasso di crescita della spesa primaria netta non superi lo 0,1% nel 2019, in modo da ottenere una correzione strutturale di 0,6%, e che la proposta di legge di bilancio dovrà essere inoltrata entro il 15 ottobre.

Se la proposta confermerà gli obiettivi annunciati, la Commissione potrebbe avviare la procedura formale per respingere il budget italiano entro due settimane dalla ricezione dello stesso.

Italia. Il MEF ha comunicato che in data 10/10 saranno offerti 6 miliardi di BOT con scadenza 14/10/2019. Si attende oggi in serata la comunicazione degli ammontari per l’asta di titoli a medio e lungo termine dell’11/10.

Stati Uniti. L’ employment report di settembre conferma lo stato di ottima salute del mercato del lavoro americano, anche se nei dati di settembre ci sono diverse informazioni che si allontanano dall’andamento medio dell’ultimo anno, per via degli effetti dell’uragano Florence.

Non riteniamo che ci siano modifiche ai trend delle principali variabili.

Gli occupati non agricoli aumentano di 134 mila, dopo 270 mila di agosto; i dati dei due mesi precedenti sono rivisti complessivamente verso l’alto di 87 mila unità.

La disaggregazione per settore mostra incrementi diffusi nell’industria: manifatturiero, 18 mila, costruzioni, 23 mila.

Si rileva invece debolezza nei servizi privati, con una variazione di 75 mila, spinta da correzioni (probabile conseguenza dell’uragano Florence) nel commercio al dettaglio (-20 mila), nell’ospitalità (-17 mila)..

L’indagine presso le famiglie, sempre molto volatile, registra un forte incremento di occupati di 420 mila (dopo -423 mila ad agosto, media a 3 mesi: 129 mila) e di forza lavoro di 150 mila (media a 3 mesi: -71 mila).

Il tasso di partecipazione è stabile a 62,7% e il tasso di disoccupazione cala di due decimi a 3,7%.

Questa correzione è dovuta alla volatilità dell’occupazione e avviene pur a fronte di una stabilità della partecipazione, che è il punto cruciale; fino a quando la componente ciclica della partecipazione riuscirà a contrastare il calo dovuto ai fattori demografici, il tasso di disoccupazione potrà avere un trend solo modestamente verso il basso, contenendo i rischi di surriscaldamento e di accelerazione del ritmo di rialzi dei tassi dei fed funds.

Le ore lavorate aumentano di 0,1% m/m, con indicazioni positive per la produzione industriale nel mese. I salari orari crescono di 0,3% m/m (il dato di agosto è rivisto a 0,3% m/m da 0,4% m/m) su base annua i salari sono in aumento sempre relativamente contenuto (2,8% a/a), e segnalano che l’accelerazione recente si sta radicando.

Le imprese riportano ora nelle indagini difficoltà a reperire manodopera non solo specializzata, ma anche non specializzata.

Di conseguenza, si diffondono aumenti salariali anche per posizioni meno qualificate e più numerose sul totale degli occupati, rilevanti per il trend dei salari orari medi.

In conclusione, il modesto aumento degli occupati e il calo del tasso di disoccupazione sono in parte attribuibili a fattori transitori, ci aspettiamo che i trend visti fino ad agosto continuino a prevalere nei prossimi mesi.

L’ employment report di settembre non modifica il sentiero di rialzi dei tassi indicato nelle proiezioni della Fed, ma convalida il recente aggiustamento verso l’alto delle aspettative di rialzi implicite nei future sui fed funds.

Nell’ultima settimana si è ridotto il differenziale fra aspettative di mercato (ora in linea con circa due rialzi nel 2019 dopo un altro rialzo nel 2018) rispetto allo scenario del FOMC (ancora un rialzo nel 2018 e tre rialzi nel 2019 e uno nel 2020).

Stati Uniti. Bullard (St Louis Fed) ha detto che a suo avviso i tassi sono ormai alle soglie della neutralità e, con le attuali aspettative di inflazione, dovrebbero retare su questi livelli ed essere modificati, verso l’alto o verso il basso, solo sulla scia delle informazioni dei dati.

Bullard ha ripetuto l’opinione che mantiene da tempo, secondo cui sarebbe appropriato mantenere i tasi intorno alla neutralità, senza proiettare un sentiero verso l’alto.

Bullard ritiene che l’aumento di inclinazione della curva visto la scorsa settimana sia positivo perché riduce la probabilità di inversione.

A suo avviso un’inclinazione “sana” dovrebbe essere intorno a 70 pb. Nonostante ciò, Bullard ritiene che una recessione non sia all’orizzonte, anche se in uno stadio così avanzato del ciclo bisogna essere preparati e tener conto del rischio di una svolta ciclica.

Cina. La Banca Centrale ha annunciato ieri un taglio del coefficiente di riserva obbligatoria di 100pb, che entrerà in vigore dal 15 ottobre.

Secondo la PBOC il taglio libererà fondi per un totale di CNY 1200 miliardi, di cui 450 saranno usati per ripagare i prestiti contratti attraverso la finestra di finanziamenti a medio lungo termine.

Ci aspettiamo poi che le Autorità effettuino un altro taglio del coefficiente di riserva obbligatoria entro fine anno, mantenendo però ancora fermi il tasso repo a 7gg e i tassi ufficiali a meno di un ulteriore netto peggioramento del quadro macroeconomico.

Cina. L’indice PMI dei servizi Caixin_Markit è salito a 53.1 in settembre dopo il minimo toccato in agosto (51,5), grazie ad un aumento degli ordini e della componente prezzi, balzata a 54,8, vicino ai massimi di inizio anno.

La componente aspettative ha corretto marginalmente rimanendo in area 58, mentre quella dell’occupazione è scesa per la prima volta sotto 50 dopo essere rimasta due anni al di sopra, arrivando a 49.

Le imprese hanno indicato quali cause principali della riduzione degli occupati i piani di ristrutturazione e la mancata sostituzione del personale in uscita volontaria.

Fonte: BONDWorld.it

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