BondWorld.it

Intesa SanPaolo Flash: Germania. L’indice ZEW potrebbe tornare a perdere quota

intesa sanpaolo bce

Intesa SanPaolo – Germania. L’indice ZEW potrebbe tornare a perdere quota dato l’andamento incerto dei mercati nelle ultime settimane……

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


L’indice sulle attese è visto in calo a -21 da un precedente -17,5. L’indice sulla situazione corrente dovrebbe rimanere stabile a 45,3 dopo il forte calo del mese precedente.

– Spagna. La produzione industriale è attesa ritracciare a novembre parte del forte calo di ottobre. Prevediamo una contrazione di 0,5% m/m.

Le indagini di fiducia hanno segnalato negli ultimi mesi un rallentamento di attività nell’industria, anche se meno marcato che nel resto della zona euro.

Se confermato, il dato di ottobre lascerebbe la produzione in rotta per un aumento di 0,7% a dicembre da 0,2% t/t del 3° trimestre.

– Italia. La produzione industriale è attesa tornare a calare a novembre, stimiamo di -0,6% m/m dopo il lieve incremento di un decimo visto a ottobre.

Potrebbero aver inciso le condizioni meteorologiche avverse del mese.

La variazione annua calerebbe in territorio negativo, a -0,8%, dopo il breve ritorno in positivo dei due mesi precedenti.

La recente flessione delle indagini di fiducia nel settore manifatturiero segnala che l’attività produttiva nell’industria è in una fase di sostanziale stagnazione.

– Stati Uniti. Il CPI a dicembre è previsto in calo di -0,2% m/m (1,9% a/a), sulla scia della continua correzione del prezzo del petrolio.

L’indice core dovrebbe proseguire sul trend di moderati rialzi di 0,2% m/m (2,2% a/a), anche se ci sarà qualche effetto indiretto del calo del prezzo dell’energia (per esempio, tariffe aeree e trasporto pubblico).

Nei primi mesi del 2019 l’inflazione headline sarà debole, ma quella core dovrebbe oscillare intorno al 2%.

I dati e gli eventi di ieri

I verbali della riunione BCE dello scorso 13 dicembre non hanno introdotto novità di rilievo né sulla valutazione dello scenario macro, né sulla politica monetaria.

Nel complesso i verbali restano coerenti con l’avvio di un moderato ciclo di rialzi a fine 2019.

Per quanto riguarda il ciclo economico, i verbali indicano che i membri del Consiglio erano generalmente concordi su di uno scenario di modesta espansione nel 2019 – 2020 e quindi di ritorno al trend (1,5%) nel 2020.

Si riconosceva che i dati avevano sorpreso verso il basso, ma si valutava ancora come preponderante il peso di fattori specifici paese e transitori.

Il recupero dell’industria automobilistica, penalizzata dall’entrata in vigore della nuova normativa EU sulle auto diesel, viene citato come un elemento su cui i membri del Consiglio si sono soffermati.

Le minute sottolineano l’aumento dei rischi verso il basso associati ad un maggior grado di incertezza sul ciclo internazionale e sulle politiche commerciali.

Tuttavia, si è scelto di mantenere come ancora bilanciata la valutazione dei rischi per lo scenario macro dal momento che insieme a fattori di freno nell’ultimo mese sono emersi elementi potenzialmente di supporto per la crescita: il calo significativo del prezzo del greggio e l’indicazione di politiche fiscali più espansive.

Inoltre, il Consiglio riteneva che i fondamentali, in particolare per la spesa delle famiglie e investimenti aziendali, fossero ancora coerenti con una fase di crescita solida anche se in rallentamento dai ritmi sorprendentemente forti del 2017.

Il minor slack nel mercato del lavoro, i primi segnali di accelerazione salariale supportano un graduale aumento dell’inflazione core nei primi mesi del 2019.

Per quanto concerne la politica monetaria, i membri del Consiglio erano generalmente concordi sulla necessità di mantenere una comunicazione prudente e cauta.

Per quanto riguarda la politica di reinvestimento si sottolinea che la scelta di condurre i riacquisti a pieno fin dopo l’avvio del ciclo di rialzi è stata ampiamente condivisa.

I verbali sottolineano che la decisione di legare la riduzione dei riacquisti a dopo l’avvio del ciclo di rialzi dei tassi di interesse è un modo per segnalare che la guidance sui tassi della BCE è il principale strumento del Consiglio per comunicare l’orientamento di politica monetaria.

Secondo il Consiglio, la guidance sulla politica di reinvestimento “concatenata” ai rialzi dei tassi di interesse dovrebbe rafforzare l’impatto dell’orientamento dei tassi sulle condizioni finanziarie perché le aspettative di mercato sull’orizzonte di reinvestimento si evolverebbero in linea con le aspettative sulla data di un primo rialzo dei tassi

I verbali rivelano che Coeuré aveva indicato come appropriati alcuni adeguamenti tecnici per la politica di reinvestimento.

Si specifica che durante la fase di reinvestimento, gli acquisti di attivi netti cumulativi effettuati nell’ambito di tutti e quattro i componenti del programma APP saranno condotti in base alle quote di fine dicembre 2018

Per quanto riguarda il PSPP, i verbali specificano che i riacquisti verranno condotti nella giurisdizione in cui sono stati originariamente effettuati, ma l’allocazione del portafoglio continuerà ad essere corretta al fine di allineare maggiormente la quota del portafoglio PSPP con le nuove quote nel capitale BCE.

Si sottolinea, però, che “qualsiasi aggiustamento per l’allocazione del portafoglio in tutte le giurisdizioni sarebbe graduale “.

Inoltre, il Consiglio mira a mantenere le quote sia per le obbligazioni sovranazionali che per i titoli governativi sui livelli di fine dicembre 2018.

Infine, ma non meno importante, durante la fase di reinvestimento, l’Eurosistema continuerà a rispettare il principio di neutralità per scadenza attraverso un’attuazione agevole e flessibile.

Tale principio riduce, a nostro avviso, la probabilità di un’operazione twist nei prossimi mesi.

I verbali non includono indicazioni su nuove operazioni di rifinanziamento a medio lungo termine.

Vi è solo un vago riferimento al fatto che è stato suggerito di “rivedere il contributo delle operazioni di rifinanziamento a più lungo termine alla politica monetaria”.

La frase è piuttosto vaga e suggerisce che, qualora la BCE rinnovi le operazioni a medio lungo termine, non lo farà alle condizioni estremamente vantaggiose di quelle applicate alle TLTRO II che scadono in quattro tranches tra giugno 2020 e marzo 2021.

Continuiamo ad aspettarci che la BCE annunci almeno un’ultima operazione di rifinanziamento a lungo termine entro marzo e fornisca alcuni spunti già a gennaio.

Italia. Le vendite al dettaglio sono aumentate di +0,7% m/m a novembre, sia in valore che in volume. È l’aumento congiunturale più rilevante negli ultimi sei mesi.

La variazione tendenziale è rimasta stabile a +1,6% a/a in valore ed è salita a +1,8% da +1,6% in volume.

Su base annua, continuano ad essere trainanti i discount di alimentari (+4,8%) e gli esercizi specializzati (+4,4%). Inoltre, continua il boom del commercio elettronico (+22,4%).

Proprio questa forma distributiva spiega il deciso incremento di elettrodomestici, radio, tv e registratori (+11,7% a/a), legato alle promozioni in occasione del cosiddetto Black Friday .

Resta invece decisamente in rosso il comparto “cartoleria, libri, giornali e riviste” (-2,5% a/a).

Le vendite sono in rotta per una crescita di 0,2% t/t in valore e 0,4% t/t in volume nell’ultimo trimestre dell’anno.

Tuttavia, nel periodo più recente l’aggregato manifesta una scarsa correlazione con i consumi di contabilità nazionale, che erano calati di -0,1% t/t (-0,5% t/t per quanto riguarda i beni di consumo non durevoli) nel 3° trimestre, a fronte di un incremento di +0,4% t/t delle vendite al dettaglio (sia in valore che in volume).

Stati Uniti. Altri discorsi dalla Fed danno supporto alla previsione di una pausa di qualche riunione prima che vengano considerati nuovi interventi sui tassi.

Powell ieri ha ripetuto il messaggio inviato in modo corale dal FOMC a partire da inizio anno: la Fed “può essere paziente e flessibile e vedere quello che evolverà”.

Sul futuro della politica monetaria, Powell ha reiterato che “non c’è un sentiero predeterminato per i tassi” e che la banca centrale terrà conto della restrizione delle condizioni finanziarie registrata di recente.

Il presidente della Fed ha anche segnalato disponibilità ad agire preventivamente, abbassando il sentiero dei tassi e “cercando di far compensare dalla politica monetaria la debolezza prima ancora che avvenga”.

Powell ha sottolineato che l’economia americana è “solida” e che la principale preoccupazione riguarda la crescita globale, e in particolare quella cinese.

L’influenza del ciclo mondiale su quello USA è incerta, ma è probabilmente maggiore che in passato.

Anche Clarida (vice-presidente Fed) ha dato indicazioni di flessibilità e pazienza e ha esplicitamente citato condizioni che influenzano il sentiero dei tassi della Fed.

Secondo Clarida, la crescita globale in rallentamento e condizioni finanziarie più restrittive sono venti contrari per il ciclo USA e, se perdureranno, saranno incorporati in una politica monetaria appropriatamente forward-looking e mirata a mantenere l’economia il più vicina possibile al mandato duale della Fed.

Sia Clarida sia Powell hanno indicato che la Fed non ha ancora determinato il punto di arrivo ottimale del bilancio, come già emerso dai verbali.

Evans (Chicago Fed) ha ribadito i commenti dovish di due giorni fa, secondo cui non c’è fretta per muovere i tassi, aggiungendo che la Fed potrebbe aspettare per almeno sei mesi, valutando i dati, prima di un prossimo rialzo.

Kashkari (Minneapolis Fed) ritiene che la banca centrale possa prendere tempo per raccogliere informazioni, mentre Bullard (St Louis Fed) ha reiterato una visione più preoccupata, affermando che mantenere un sentiero dei tassi in rialzo possa mettere a rischio di un grave errore di policy.

Stati Uniti. La terza settimana di shutdown si concluderà stasera, senza spiragli di soluzione. Da domani, l’attuale chiusura degli uffici federali sarà la più lunga della storia.

Di fronte al blocco del Congresso, l’amministrazione sta dibattendo la fattibilità di dichiarare un’emergenza nazionale e le modalità per ottenere finanziamenti per la costruzione del muro con il Messico.

Anche se i democratici hanno detto che ricorrerebbero per vie legali alla dichiarazione di stato di emergenza, non è chiaro se un tribunale riterrebbe opportuno determinare la fondatezza della valutazione del presidente.

La questione principale è trovare i fondi; le ipotesi che circolano prevedono la distrazione di fondi da progetti della difesa, non facilmente attuabile.

La dichiarazione di emergenza, anche se circondata da rischi legali, al momento sembra però l’unica via di uscita per Trump, che da un lato non vuole piegarsi, e dall’altro riceve pressioni dai repubblicani per via dei crescenti costi economici e politici della chiusura degli uffici federali.

Stati Uniti. Sul fronte dei negoziati commerciali con la Cina, è stato annunciato che il vice-premier cinese Liu He dovrebbe incontrare a Washington il segretario del Tesoro Mnuchin il 30-31 gennaio.

L’incontro è soggetto però a rischi collegati alla chiusura degli uffici federali (il Tesoro è fra le agenzie i cui fondi sono bloccati dallo shutdown

Fonte: BONDWorld.it

Articoli Simili

Intesa Sanpaolo: Area euro stima finale PMI manufatturiero

Falco64

Intesa Sanpaolo: Germania. Vendite al dettaglio sono salite

Falco64

Intesa Sanpaolo: Francia. Il PIL è cresciuto di 0,2% t/t

Falco64