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Intesa SanPaolo Flash: Germania: Produzione industriale a gennaio sorprende verso il bass

Intesa Sanpaolo Flash Macro Daily italia

Intesa SanPaolo Germania. La produzione industriale a gennaio sorprende verso il basso con un calo di -0,8% m/m, ma il dato di dicembre è rivisto ampiamente verso l’alto, da -0,4% m/m a +0,8% m/m….

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A gennaio cala il manifatturiero (-1,2% m/m), che a dicembre aveva segnato un rimbalzo sulla base dei dati rivisti; in termini di destinazione finale, cala la produzione di beni capitali (-2,5% m/m), mentre i beni di consumo sono in aumento di 1,5% m/m. La debolezza del manifatturiero, legata ancora al comparto automobilistico, risentirebbe anche di alcuni scioperi dei fornitori e dell’adattamento delle linee produttive alla produzione di nuovi modelli.

Il trend dell’output resta debole (-3,3% a/a, corretto per i giorni lavorativi), sulla scia delle sorti avverse del comparto auto e quindi del calo di domanda nei beni capitali. Le indicazioni dalle indagini IFO e PMI sono di protratta debolezza del comparto anche nei prossimi mesi.

Da segnalare una lieve variazione positiva della produzione nelle costruzioni (+0,2% m/m), ma con un trend che rimane piatto da inizio 2017, e un balzo effimero della produzione energetica, che riflette gli scostamenti delle condizioni meteorologiche dalle medie stagionali.

Germania. Il saldo di bilancia commerciale si riduce a 18,5 mld a gennaio, da 19,4 mld di dicembre. Le esportazioni sono invariate su base mensile (+1,7% a/a), mentre le importazioni aumentano di 1,5% m/m (5% a/a). Le indicazioni dal PMI globale sono di un rallentamento dell’export tedesco a inizio 2019.

Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a gennaio sono previste in aumento di 0,1% m/m, dopo 1,2% m/m di dicembre, sulla scia di debolezza delle auto e di correzioni dei prezzi della benzina. Al netto delle auto, le vendite dovrebbero essere in rialzo di 0,4% m/m (dopo -1,8% m/m di dicembre). Al netto di auto e benzina, la variazione prevista è più solida (+0,6% m/m). I dati dovrebbero risentire negativamente degli effetti dello shutdown e del maltempo di fine mese. Il 1° trimestre dovrebbe registrare un netto rallentamento della crescita, sia complessiva sia dei consumi. La stima nowcasting dell’Atlanta Fed è di 0,5% t/t ann. per il PIL e di 1,5% t/t ann. per i consumi.

Stati Uniti. La Casa Bianca pubblica la proposta di budget dell’Amministrazione per l’a.f. 2020. In base ad anticipazioni del WSJ, il budget del presidente, come negli anni precedenti, includerebbe ipotesi e obiettivi controversi. Per la crescita si prevede un ritmo medio del 3% nel prossimo decennio, molto al di sopra delle stime del CBO e del consenso. Per quanto riguarda la spesa discrezionale, si ipotizzerebbe il ritorno ai limiti del Budget Control Act, con una riduzione delle uscite di circa 125 mld di dollari (-10%) rispetto all’anno fiscale in corso; per aggirare la riduzione della spesa per la difesa, l’amministrazione trasferirebbe le uscite Pentagono nella voce speciale “Overseas Contingency Operations”. Inoltre, il budget includerebbe 8,6 mld di dollari per finanziare la costruzione del muro con il Messico. È probabile che, come in passato, la proposta dell’Office of Management and Budget generi conflitti in Congresso e sia molto lontana dalle leggi di spesa che verranno faticosamente approvate entro il 1° ottobre.

I market mover della settimana

Nell’area euro il focus dei mercati sarà sulle votazioni nel Regno Unito per cercare di risolvere lo stallo prima del prossimo 29 marzo.

La premier May si presenta al parlamento senza poter annunciare alcun progresso significativo nei negoziati con l’UE sul backstop per l’Irlanda; in caso di nuova bocciatura dell’accordo, è probabile che nel giro di due giorni la Camera dei Comuni imponga di chiedere una breve proroga della scadenza per il periodo negoziale.

I commentatori politici non escludono che il governo, di fronte al rischio di sconfitta, possa decidere di rinviare il voto di altre due settimane, a pochi giorni dalla scadenza del 29 marzo.

 Sul fronte dei dati l’attenzione sarà sui dati di produzione industriale di gennaio, dove ci aspettiamo un recupero nella media area euro, che sarà probabilmente modesto, dopo la sorpresa negativa venuta ancora una volta dai dati tedeschi.

Le seconde stime dovrebbero confermare l’inflazione in aumento a febbraio di un decimo all’1,5% nella media dell’area euro e in Francia, all’1,2% da 0,9% in Italia, e stabile all’1,7% in Germania.

La settimana ha molti dati in uscita negli Stati Uniti. Fra i dati di febbraio, il CPI e il PPI dovrebbero registrare incrementi moderati, a conferma del trend per l’inflazione core intorno al 2%, mentre la produzione industriale dovrebbe rimbalzare dopo l’ampio crollo di gennaio. In termini di attività, le informazioni di gennaio dovrebbero essere miste, con vendite al dettaglio deboli, spesa in costruzioni, vendite di case nuove e ordini di beni durevoli ex-trasporti in modesto rialzo.

Le prime indagini di marzo dovrebbero essere positive, con la fiducia dei consumatori in ripresa e l’indice Empire in territorio moderatamente espansivo.

Fonte: BONDWorld.it

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