Analisi Giornaliere

Intesa SanPaolo Flash: Italia. È attesa entro mezzogiorno la risposta del governo italiano

intesa sanpaolo intesa sanpaolo bce

Intesa SanPaolo – Italia. È attesa entro mezzogiorno la risposta del governo italiano alla lettera dello scorso 18 ottobre della Commissione UE, che chiedeva spiegazioni in merito alle deviazioni dalle deliberazioni del Consiglio contenute nel Documento Programmatico di Bilancio,

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostre Newsletter gratuite. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


con riferimento a regola della spesa, dell’aggiustamento strutturale e del debito, nonché alla mancata validazione delle previsioni macroeconomiche da parte dell’UPB.

Al momento, pare difficile che l’esecutivo apra a significative modifiche. Nel frattempo, il governo nel consiglio dei ministri di sabato si è ricompattato sui contenuti del decreto fiscale: la manovra dovrebbe questa settimana iniziare il suo iter parlamentare.

– Regno Unito. La premier Theresa May dovrebbe testimoniare oggi alla camera dei comuni sullo stato dei negoziati con l’UE, segnalando che l’unica questione ancora aperta è quella del confine irlandese.

Riguardo ad essa, May dovrebbe ribadire la contrarietà alla soluzione di ripiego proposta dall’UE.

I market mover della settimana

Nella zona euro il focus sarà sulla riunione BCE di ottobre, che dovrebbe essere interlocutoria anche se non escludiamo qualche indicazione tecnica sulle aste di rifinanziamento e riacquisti.

Tra i dati in uscita, le prime indagini di fiducia di ottobre dovrebbero indicare un miglioramento del PMI composito a 54,3 da 53,5, con il manifatturiero stabile a 53,2 e i servizi in risalita a 54,9 da 54,7.

In Germania, l’IFO è visto in calo a 102,7 da un precedente 103,7, ancora ampiamente al di sopra della media di lungo termine.

In Francia, il morale delle imprese è atteso in rialzo con l’indice INSEE a 108 da 107, mentre in Belgio l’indice BNB di fiducia economica è visto correggere a 0,7 da 1,2.

Infine, la stima flash di ottobre potrebbe indicare un miglioramento dell’indice di fiducia delle famiglie dell’Eurozona (a -1,8 da -2,9).

La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Il focus sarà probabilmente sulla prima stima del PIL del 3° trimestre che dovrebbe mostrare un solido aumento di 3,3% t/t ann., dopo +4,2% t/t ann. in primavera.

Fra i dati di settembre, il deficit commerciale dei beni dovrebbe segnare il quarto allargamento consecutivo, gli ordini di beni durevoli al netto degli aerei dovrebbero proseguire su un trend di modesti aumenti, le vendite di case nuove sono previste in marginale calo.

La fiducia dei consumatori a ottobre potrebbe correggere in seguito alla volatilità vista sul mercato azionario.

Il Beige Book dovrebbe dare indicazioni di espansione diffusa, con qualche effetto restrittivo, ma transitorio, legato agli uragani. Pur con segnali di crescente eccesso di domanda sul mercato del lavoro, le imprese dovrebbero riportare ancora moderazione delle pressioni sui prezzi.

Dati ed eventi di ieri

Italia. Moody’s ha declassato il rating dell’Italia di un notch a “Baa3”, con outlook stabile. La decisione conclude la revisione iniziata il 25 maggio scorso, e riflette i seguenti fattori:

– un significativo deterioramento della posizione fiscale, in particolare un rapporto debito/PIL che a parere dell’agenzia è atteso stabilizzarsi intorno al 130% del PIL nei prossimi anni (invece che iniziare a diminuire), con il rischio di un aumento in caso di una più debole crescita economica a seguito di shock domestici o esterni;

– la mancanza di una agenda coerente di riforme che promuovano la crescita economica a medio termine.

Moody’s riconosce alcuni elementi positivi nella manovra:

– il programma di investimenti pubblici, che ha il potenziale di supportare la crescita della produttività.

Tuttavia, rimane da verificare se i nuovi strumenti e procedure per accelerare la selezione e implementazione dei progetti saranno sufficienti a migliorare il debole track record dell’Italia sul fronte degli investimenti pubblici;

– la riforma fiscale, con l’obiettivo di ridurre le imposte dirette, che tuttavia (come sottolineato da FMI, OCSE e Confindustria) per essere sostenibile dovrebbe essere compensata da un aumento delle imposte indirette.

Secondo Moody’s, il rating potrebbe essere declassato se 

– il governo perseguisse una strategia fiscale che porti a un aumento del debito nei prossimi anni, anche a causa di una più debole crescita economica;

– la sostenibilità dell’elevato debito pubblico dovesse peggiorare significativamente, a causa di una minor fiducia degli investitori sul profilo creditizio dell’Italia;

– il rischio di uscita dall’euro dovesse aumentare significativamente a seguito di una ulteriore escalation delle tensioni tra il governo e le autorità europee sulla politica fiscale, eventualmente accompagnate da misure che segnalino la preparazione di una valuta parallela.

Viceversa, il rating potrebbe essere migliorato se: 

– dovesse essere introdotto un programma coerente di riforme strutturali, in particolare volte a migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione, del mercato del lavoro e della scuola;

– un cambio di rotta di politica fiscale facesse scendere significativamente il rapporto debito/PIL.

In sintesi, un downgrade di un notch era ampiamente atteso e pare già prezzato dai mercati.

L’altra agenzia attesa pronunciarsi entro questa settimana è S&P.

L’atteggiamento del governo sulla politica fiscale e sulla relazione con le autorità europee continuerà ad essere monitorato strettamente dalle agenzie di rating nelle prossime settimane.

Italia. I dati sulla bilancia dei pagamenti di agosto hanno evidenziato, come previsto, che è ripreso il sell-off da parte degli investitori esteri sul debito italiano (che si era solo interrotto a luglio): ad agosto, i non residenti hanno venduto titoli di portafoglio italiani per 17,8 miliardi (di cui 17,4 titoli pubblici).

Nel complesso degli ultimi 4 mesi (tra fine aprile e fine agosto), si è registrato un disinvestimento da parte degli investitori esteri per 66,6 mld: un deflusso simile si era visto solo nei primi 4 mesi del 2012, in piena crisi del debito.

L’andamento di agosto, come osserva la Banca d’Italia nel Bollettino Economico, potrebbe essere dovuto all’offerta netta negativa di titoli pubblici nel mese. In ogni caso, al netto della volatilità su base mensile, il trend non appare incoraggiante.

L’andamento dei flussi segue la volatilità dei mercati, e l’evoluzione del saldo Target2 (che viene diffuso ben prima, dai dati sul bilancio della Banca d’Italia) è un indizio per capire gli sviluppi (ceteris paribus, le vendite di Btp da parte degli investitori esteri fanno peggiorare il saldo Target2).

Verosimilmente, a settembre la tendenza dovrebbe essersi nuovamente invertita (ma solo in misura parziale), visto che sui mercati è tornato un clima positivo e il saldo Target2 è tornato a migliorare, sia pur lievemente (+3 mld rispetto ad agosto).

Tuttavia, a ottobre la situazione dovrebbe essere peggiorata di nuovo, con un nuovo sell-off come verificatosi prima in maggiogiugno e poi ad agosto. In maggio e giugno, le vendite di titoli governativi da parte di investitori esteri (-57,8 mld) erano state interamente compensate dalle istituzioni monetarie e finanziarie domestiche (+42,1 mld) e da altre istituzioni finanziarie domestiche (+22,3 mld).

Italia. La produzione nelle costruzioni è calata per il secondo mese ad agosto (-0,8% da -0,5% m/m), dopo il robusto incremento che era stato registrato a giugno.

Su base annua l’output rallenta a 0,6% da 2,8%. Nel trimestre la produzione è in rotta per una stagnazione dopo l’aumento di +0,7% t/t visto in primavera.

Pertanto, anche le costruzioni, come l’industria in senso stretto, non dovrebbero aver contribuito significativamente alla crescita del valore aggiunto nel trimestre estivo. I rischi sulla nostra stima di un PIL stabile a 0,2% t/t sono verso il basso.

Stati Uniti. Le vendite di case esistenti a settembre correggono a 5,15 mln da 5,33 mln di agosto, con flessioni sia per le case monofamiliari sia per le unità multifamiliari.

Il calo è diffuso a tutte le aree geografiche quindi non è solo il risultato degli uragani che hanno colpito gli stati meridionali e probabilmente riflette i crescenti effetti restrittivi dei tassi sui mutui in rialzo.

Fonte: BONDWorld.it

Related posts

Flash: Germania. I dati flash di novembre dai Länder dovrebbero mostrare i prezzi al consumo in aumento

1admin

Le valute legate alle materie prime rimbalzano insieme ai prezzi del greggio

1admin

Flash: Italia. I prezzi al consumo sono visti calare di due decimi a dicembre

1admin