Analisi Giornaliere

Intesa SanPaolo Flash: – Italia. In serata, il consiglio dei ministri dovrebbe approvare la proposta di legge di bilancio

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Intesa San Paolo – Italia. In serata, il consiglio dei ministri dovrebbe approvare la proposta di legge di bilancio da inviare alla Commissione Europea e, forse, anche il collegato fiscale alla manovra…..

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La riunione sarà preceduta da un vertice di maggioranza per sbrogliare i nodi ancora da sciogliere.

– Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a ottobre è previsto in modesto rialzo a 21, da 19 di settembre. Il mese scorso l’indagine aveva ritracciato modestamente rispetto ai livelli visti fra maggio e agosto.

È probabile, a ottobre, una ripresa di ordini e consegne.

L’indice prezzi ricevuti ha segnato tre correzioni consecutive e sarà rilevante vedere se si manterrà su un trend discendente, con indicazioni importanti per il sentiero dell’inflazione.

Nel complesso l’indagine dovrebbe confermare la continua espansione solida del settore manifatturiero.

– Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a settembre sono previste in aumento di 0,6% m/m e di 0,4% m/m al netto delle auto.

La benzina dovrebbe dare un contributo nullo alle vendite, con i prezzi circa invariati su base mensile.

I dati potrebbero risentire degli effetti dell’uragano Florence, con variazioni più solide per beni di prima necessità, alimentari e materiali da costruzione e rallentamenti in altri comparti più voluttuari.

Le vendite dovrebbero dare supporto alla previsione di una dinamica dei consumi molto solida anche nel 3° trimestre, intorno al 3,5% t/t ann.

I market mover della settimana

Nell’area euro, il focus sarà sull’indice ZEW di ottobre che offrirà indicazioni sulle attese delle imprese per i prossimi mesi in un contesto di maggiore volatilità sui mercati; ci aspettiamo un calo a -12,3 da un precedente -10,6.

Le seconde stime dovrebbero confermare l’inflazione in aumento di un decimo al 2,1% nella media area euro ma in calo all’1,5% da un precedente 1,6% in Italia.

Proprio in Italia, il governo è atteso presentare il Documento Programmatico di Bilancio, e potrebbe anche anticipare la legge di bilancio vera e propria: sarà importante soprattutto verificare la credibilità delle coperture finanziarie.

La settimana ha molti dati in uscita negli Stati Uniti. Le prime indagini di ottobre del settore manifatturiero dovrebbero mantenersi su livelli ampiamente espansivi.

Fra i dati di settembre, le vendite al dettaglio sono previste in rialzo solido, la produzione industriale in aumento modesto, mentre gli indicatori del mercato immobiliare residenziale dovrebbero essere deboli (vendite di case esistenti, cantieri e licenze).

La Fed pubblica i verbali della riunione di settembre, che dovrebbero confermare il diffuso consenso per il proseguimento dei graduali rialzi dei tassi, ma visioni diverse riguardo ai rischi di surriscaldamento dell’economia.

Dati ed eventi di ieri

Brexit. Secondo diversi media, il governo inglese avrebbe rifiutato di firmare la bozza di accordo proposta dall’UE, che rischiava di far saltare il governo.

Il Financial Times riferisce che il successivo incontro fra Raab e Barnier sarebbe stato relativamente breve, e non ne sono previsti altri prima del Consiglio Europeo che il 18 ottobre deve affrontare la questione.

Inoltre, sarebbe stato cancellato anche il meeting tecnico che oggi avrebbe dovuto preparare la discussione su Brexit dei capi di governo.

Resta la possibilità che le trattative siano sbloccate da un negoziato diretto a livello di capi di governo, per essere poi concluso a novembre.

Secondo Barnier, il nodo da sciogliere resterebbe il solito, cioè la soluzione per il confine irlandese, in quanto l’UE vuole che resti nell’unione doganale e richiede qualche forma di controllo su alcuni dei flussi di merci fra Gran Bretagna e Irlanda del Nord, se il Regno Unito non sarà più entro l’unione doganale UE.

BCE Draghi dai meeting annuali del FMI ha ribadito che la BCE non interverrà a sostegno dell’Italia.

Lo strumento di cui si è dotata la BCE in caso di stress in un singolo paese membro sono le OMT open market transactions che per il momento non sono mai state attivate e prevedono interventi illimitati della banca centrale sul tratto breve della curva (1-3 anni), ma solo sotto stretta condizionalità.

Draghi ha invitato i politici italiani ad avere toni più pacati, ma nel contempo si è detto fiducioso che l’Italia troverà un compromesso con l’Unione Europea come è già successo in passato.

Draghi ha sottolineato che in un paese ad alto debito, un’espansione fiscale è più complessa se un paese mette in discussione l’appartenenza alla moneta unica. Al momento il rischio di denominazione non è riemerso ed il contagio ad altri paesi è limitato.

Draghi ha indicato tre fonti di rischio per l’economia euro zona: una correzione repentina dei mercati, un aumento dell’inflazione più forte del previsto ma non nella zona euro e un rialzo più marcato dei tassi di interesse, infine ah menzionato rischi geopolitici e l’opportunità di mantenere accordi multilaterali per gli scambi commerciali.

In Europa Draghi ha sottolineato la necessità di ripensare il funzionamento dell’Unione e si è espresso con toni preoccupati sull’indipendenza della banca centrali e sugli attacchi di alcuni alle regole fiscali.

Germania Sconfitta storica dei cristiano democratici in Bavaria La CSU, partito cristiano democratico bavarese alleato della Cdu di angela Merkel, ha perso la maggioranza in Baviera per la prima volta dal 1957, fermandosi al 37,2% dei voti dal 47,7% del 2013.

La campagna elettorale della CSU è stata incentrata sugli attacchi alla gestione dei flussi di rifugiati da parte dei Merkel, una strategia che evidentemente non ha pagato.

La CSU si troverà a costretta a governare in coalizione con i conservatori locali Freieheitlichen Waehler che ha ottenuto l’11,5%.

Nel caso in cui i seggi non bastassero anche i liberali di FdP, che hanno ottenuto il 5%, potrebbero essere coinvolti nella coalizione di governo.

In questo modo Soeder attuale governatore del Land più ricco della Germania spera di restare al governo.

Perde drammaticamente consensi l’SPD che dimezza i voti al 9,6% dal 20,6% della precedente legislatura.  I populisti di destra di AfD hanno ottenuto il 10,6% entrando per la 1° volta nel parlamento della regione.

I veri vincitori sono i Verdi che si confermano come una forza politica centrale avendo ottenuto il 18%, più del doppio rispetto al 2013, con il grosso dei voti dal bacino conservatore.

Il voto in Baviera e la sconfitta della CSU guidata da Seehofer, anche ministro dell’interno, sicuramente non fa bene alla popolarità della coalizione del governo Merkel ma non dovrebbe destabilizzarla, al più potrebbe essere sacrificato il leader della CSU Seehofer.

Area euro. La produzione industriale in agosto è cresciuta più delle attese: dell’1,0% m/m, recuperando il calo del mese precedente a -0,7% m/m.

La spinta è venuta dal comparto energetico ma anche dal manifatturiero (+0,9% m/m) ed in particolare dal comparto dei beni capitali (+1,4% m/m dopo +1,0% m/m).

L’output è cresciuto anche nel comparto dei beni di consumo durevoli (+1,5% m/m) e non durevoli (+1,4% m/m).

L’aumento della produzione in agosto riflette una forte crescita in Italia (+1,7% m/m; si veda sotto per maggiori dettagli), una dinamica discreta in Francia (+0,3% m/m) e in paesi minori (Portogallo, Irlanda e Olanda) che hanno così compensato l’andamento deludente in Germania (-0,3% m/m a fronte di previsioni di consenso di aumento di +0,4% m/m).

La dinamica della produzione industriale nella media area euro è compromessa (0,0% t/t dopo il +0,1% t/t del 2° trimestre) dall’andamento debole registrato in giugno e luglio.

In Germania, la produzione è in rotta per un calo di 1,3% t/t che potrebbe frenare la crescita del PIL a 0,35% t/t dopo il +0,5% t/t del trimestre primaverile.

In Francia la produzione è attesa in aumento nel trimestre estivo di 1,4% t/t nel terzo trimestre, da  -0,2% t/t del secondo. In Italia, la produzione potrebbe segnare un calo di -0,1% t/t.

Il rallentamento della produzione industriale nei mesi estivi in Germania è da ricondursi in parte a fattori temporanei, ciò detto la crescita di fondo è sicuramente più debole che nei primi mesi dell’anno, per effetto della moderazione della domanda estera.

Stati Uniti. I prezzi all’import a settembre aumentano di 0,5% m/m, dopo -0,4% m/m di agosto (rivisto da -0,6% m/m), sulla scia del rialzo dei prezzi energetici.

Al netto del petrolio, i prezzi sono invariati su base mensile e riflettono l’apprezzamento del dollaro in atto da inizio anno, mettendo pressioni verso il basso sull’inflazione al consumo nei prossimi mesi e contrastando i possibili effetti dei nuovi dazi.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a ottobre (prel.) segna una moderata flessione a 99 da 100,1 di settembre e resta sui massimi dai primi anni 2000. Le condizioni correnti sono in calo a 114,4 da 115,2 e le aspettative a 89,1 da 90,5.

Le aspettative di inflazione a 5-10 anni correggono a 2,3% da 2,5%, confermandosi all’interno di un intervallo circa stabile da oltre un anno e segnalando che sono ben ancorate.

Le aspettative a 1 anno aumentano a 2,8% da 2,7%, riflettendo l’andamento dei prezzi della benzina e i timori delle conseguenze dei dazi sui prezzi.

Nella prossima rilevazione, se non ci sarà una stabilizzazione del mercato azionario, è probabile che la combinazione di dazi e correzione del mercato pesino sulla fiducia, determinando un’ulteriore correzione. In questo ciclo, il peso delle azioni sul totale delle attività finanziarie delle famiglie è aumentato in misura significativa.

Giappone. Kuroda (BoJ) ha dato un segnale importante per i mercati e per la previsione dei tempi dell’uscita della BoJ dal QQE. Kuroda ha detto che i mercati dovranno guardare i rendimenti e non la quantità di acquisti di titoli come primo segno di una futura svolta della politica monetaria giapponese, confermando che lo strumento principale ora è il controllo della curva.

Kuroda ha comunque sottolineato che per ora la politica monetaria resta invariata, come segnalato esplicitamente a tutte le riunioni della BoJ.,

In particolare, Kuroda ha ripetuto che la BoJ potrà cambiare l’obiettivo operativo del tasso di interesse quando l’inflazione raggiungerà o sarà vicina al 2%.

Le parole di Kuroda puntualizzano che la svolta di policy avverrà con una modifica e implicitamente confermano che il trend decrescente degli acquisti di JGB ormai in atto da un anno non è un segnale di normalizzazione, ma è dettata da vincoli del mercato.

Manteniamo la previsione che la svolta della BoJ sia ancora molto lontana, e probabilmente non avvenga prima del 2020.

Fonte: BONDWorld.it

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